DPCM del 18 ottobre 2020

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19». (Fonte Ministero della Salute).

In particolare, fra le norme introdotte in aggiunta a quelle già emanate, sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Qui il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 

Vi raccomandiamo di controllare costantemente per gli aggiornamenti in materia il sito del Governo, quello del Ministero della Salute, quello della propria Regione e quello del proprio Comune oltre a quello delle strutture sanitarie locali di riferimento.

Rapporto sul Terzo Settore

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)

È passato un po’ sotto silenzio: l’Istat pochi giorni fa ha pubblicato il rapporto sul Terzo Settore con i dati al 31 dicembre 2018. Una fotografia pre – COVID forse già sfocata,  e tuttavia utile per comprendere gli andamenti in atto in questo mondo così  plurale, multiforme, pulviscolare e al contempo anche strutturato con grandi organizzazioni nazionali. Cosa ci racconta Istat?  Tenterò  una sintesi, davvero parziale, mi scuserete.

Si conferma anzitutto una grande vitalità:  sono quasi 360 mila gli enti di terzo settore (ETS) censiti con un incremento numerico  del 2% ;  impiegano 860 mila dipendenti con un più  1% rispetto all’ultima rilevazione,  occupati  per il 37% nel sociale, 21,8 in sanità, 15 nella ricerca.

Terzo Settore

Rispetto ai settori economici più trainanti   il non profit si attesta sul 8,2%, con un buon 6,9% sul peso dei dipendenti totali. Sport, cultura, tempo libero sono i settori maggiormente praticati (64,4%). Se si va ad osservare il grado di attività dei singoli ambiti  la percentuale maggiore si concentra però nella tutela dei diritti, a seguire sociale e protezione civile, per giungere a filantropia e promozione del volontariato.

La distribuzione territoriale si conferma: il 50% degli Ets è concentrata a nord e il 27 nel mezzogiorno che in questa rilevazione risulta però in crescita.  La forma  giuridica più praticata è quella associativa, seguono quella cooperativa e la fondazione.

Annoto un ultimo dato che svela quale sia  la dorsale strategica del terzo settore italiano, talvolta dimenticata  e trascurata:   l’85,5% degli Ets non ha persone dipendenti e vive esclusivamente dell’attività volontaria. L’emergenza COVID e i dati al 2020 ci diranno i cambiamenti, le trasformazioni accadute in questa realtà  che rimane una risorsa preziosa e  indispensabile per pensare all’Italia che verrà: una società socialmente più inclusiva, più attenta alle fragilità e alla economia della cura che garantisca a tutti l’accesso ai servizi educativi e sanitari, per non parlare della transizione a modelli di produzione a basse emissioni di CO2. Abbiamo vissuto una epoca percorsa  dalla  promozione di una individualità spinta (ricordate?… si parlava di edonismo), una libertà cercata solo per se e senza alcuna responsabilità verso gli altri,  con  più diritti individuali che sociali. Una stagione che andrà studiata senza pregiudizi, non sono tra coloro che leggono il tempo passato come una immensa cappa di negatività. Abbiamo avuto anche l’opportunità di seminare cose buone.

L’ epidemia COVID, come pure la crisi finanziaria del 2008, hanno riproposto la prospettiva del “noi”:   un noi aperto, inclusivo, più fraterno come ci rammenta quotidianamente Papa Francesco. Non potremo non essere della partita.

Nuovo DPCM con misure urgenti di contenimento del contagio

(di Antonello Sacchi) E’ stato firmato il 13 ottobre dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, il nuovo DPCM, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, contenente misure urgenti di contenimento del contagio da nuovo coronavirus sull’intero territorio nazionale.

Raccomandiamo a tutti i volontari ANLA e a tutte le sedi ANLA di agire nel massimo rispetto della normativa sanitaria e della normativa di legge in materia di contenimento del contagio da nuovo coronavirus, Covid- 19.

Il decreto (fonte ministero della Salute) conferma l’obbligo dell’uso di mascherine sia al chiuso che all’aperto e raccomanda il loro uso anche in casa se in presenza di persone non conviventi. In particolare è “disposto l’obbligo, su tutto il territorio nazionale, di portare con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande.

Il Decreto raccomanda fortemente l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorieanche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. L’utilizzo delle mascherine si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, tra cui il distanziamento sociale e il lavaggio delle mani.

Il Decreto raccomanda fortemente di evitare feste e di evitare riunioni fra oltre 6 persone non conviventi”.

Rinviamo, per un’approfondita lettura e una completa conoscenza di tutte le norme da osservare, al sito del Ministero della Salute e invitiamo a controllare periodicamente i siti internet del Ministero della Salute e in generale quello del Governo e della propria regione per conoscere tutti gli aggiornamenti della normativa.

Qui potete leggere il testo del DPCM del 13 ottobre

Polpette che bontà

Individuare le radici forse non è molto importante come lo è il riconoscerne la popolarità mondiale. Le polpette, infatti, sono un piatto accessibile, semplice ed economico. Ci sono le albondigas spagnole, le bitterballen olandesi, le shi zi tou cinesi. Insomma, le polpette uniscono i popoli e le ideologie: sono l’impasto perfetto (e libero) di culture, tradizioni, ricette di famiglia, gusti personali.

La cucina italiana è ricca di ricette regionali e piatti “poveri” fatti per reimpiegare gli alimenti avanzati, semplici come carne da brodo o pane raffermo formando piatti unici, o partendo con la fantasia dai primi fino al dolce

Per i primi abbiamo i raffinatissimi Gnudi

erta greco, nudi, polpette

Ingredienti: 220gr di ricotta fresca, 430gr di spinaci, 30gr di parmigiano grattugiato, 2 tuorli d’uovo (ma non tutte le ricette li riportano), farina, noce moscata, sale.

Lessate gli spinaci in poca acqua bollente salata. Appena pronti toglieteli dal fuoco, sgocciolateli e lasciateli raffreddare a temperatura ambiente. Strizzateli bene con le mani per eliminare il liquido rimasto (eventualmente usate anche un po’ di carta da cucina per asciugarli ulteriormente) quindi tritateli con un coltello o con la mezzaluna. Infarinate il piano di lavoro, appoggiatevi gli spinaci e cominciate ad incorporare gli altri ingredienti: per prima la ricotta, poi il parmigiano, la noce moscata ed infine i tuorli (uno per volta e mescolando bene ogni volta). Lavorate bene l’impasto con le mani e lasciatelo riposare un paio di minuti sul piano infarinato. A questo punto mettete a bollire l’acqua per la cottura e iniziate a comporre gli “gnudi”: staccate un pezzetto di impasto con le dita e lavoratelo tra le mani e sul piano infarinato fino a dargli la forma di una pallina, delle dimensioni di una noce o anche un po’ più grossa, e appoggiatela su un vassoio anch’esso infarinato. Proseguite fino al termine dell’impasto (circa una quindicina di “gnudi” con le dosi indicate).

Tuffateli nell’acqua bollente e toglieteli dal fuoco uno per uno con la schiumarola non appena salgono a galla.

Il condimento classico, è quello a base di burro fuso con la salvia e abbondante parmigiano, ma potete provare altri condimenti anche se è meglio evitare sapori troppo forti che soffocherebbero la delicatezza degli “gnudi”.

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“Non restare passivo a guardare la vita scorrere, vivila!”

(di Annalisa Gatti)

La scorsa newsletter ho terminato così, con un invito di Chiara Amirante tratto dal suo libro “E gioia sia”. Scusatemi se riprendo in mano l’argomento ma questo è un momento a dir poco particolare e credo ci faccia bene riflettere su chi siamo, quanto siamo importanti e quante cose grandi possiamo fare.

Si, perché questo virus, dalle dimensioni infinitesimali, ha messo l’umanità intera di fronte alla riscoperta della propria dimensione terrena e della sua fragilità. Sta mettendo in discussione tutte le nostre sicurezze: dove avevamo certezze adesso abbiamo dubbi, dove ci sentivamo forti ora ci sentiamo deboli. In una situazione come quella che stiamo vivendo la paura non serve, crea solo più confusione, porta all’egoismo e alla chiusura. La tentazione è stata proprio questa, ma invece una cosa la abbiamo capita: nessuno si salva da solo.

Lo ha affermato con decisione anche Papa Francesco quando ha pregato in una Piazza San Pietro deserta:” Siamo stati presi all’improvviso da una tempesta inaspettata e furiosa, ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto proprio ma solo insieme. Nessuno si salva da solo.” Solidarietà e fiducia, abbiamo aiutato chi era più esposto di noi, abbiamo avuto fiducia noi stessi di afferrare una mano tesa. Abbiamo vissuto un momento davvero incredibile in cui l’altro, ovvero un nonno da solo, un vicino di casa, un medico stremato, una cassiera esausta, avevano bisogno di noi e noi di loro.

Con il lockdown abbiamo dato un senso alle nostre giornate prendendoci cura degli altri, anche solo stando a casa, abbiamo avuto tutti una opportunità per darsi da fare e fare del bene. 

Chiara Amirante parla di vivere la vita, di individuare grandi mete, di avere grandi obiettivi. Ecco, credo che non ci dobbiamo far troppo distrarre da tante vanità che ci sembrano attraenti, non dobbiamo aver paura del giudizio e del rifiuto dell’altro. Non basta vivere da spettatori, guardare la vita scorrere veloce nella stessa routine che ci ha reso un poco pigri ed egoisti. Per sentirsi felici, appagati e gratificati, bisogna scendere in campo. Chiara nel suo libro parla di un viaggio importante che viene intrapreso senza aver stabilito la meta.

Le pandemie sono eventi catastrofici ma, come dice la virologa Ilaria Capua, sono anche dei “rimodellatori socialiobliterando il passato offrono lo spazio e la flessibilità per far entrare il nuovo.” Questo nuovo è il futuro al quale stiamo andando incontro. Ci fa paura il cambiamento ma la vita inevitabilmente ci cambia. C’è un prima e un dopo, prima e dopo una nascita, prima e dopo un incontro, prima e dopo un lutto. Ci sarà, (spero il prima possibile), un dopo pandemia e spero tanto che non ci dimenticheremo di quello che abbiamo vissuto. La felicità che si prova nel prendersi cura, nel sentirsi uniti, solidali, questo rinnovato senso di appartenenza è una ricchezza straordinaria. Prendersi cura. Abbiamo nel nostro paese una popolazione anziana numerosa e fragile nonostante abbia una vita ancora autosufficiente, ora questo virus li ha resi ancora più vulnerabili. A casa sono certamente più protetti ma magari più soli. Prendiamoci cura di loro, andiamo a visitarli, aiutiamoli ad utilizzare tablet e smartphone. Sarebbe bello poter dare loro modo di ascoltare audiolibri, magari giocare a carte o vedersi con amici da remoto, insomma cercare di avere relazioni a distanza piuttosto che rimanere isolati. La tecnologia in questo momento ha aiutato a riempire di contenuti tanta solitudine. Cosa possiamo quindi fare a livello sociale? Prenderci cura gli uni degli altri. Credo che questo porti alla felicità del cuore, ad un senso di pienezza che ti fa sentire davvero vivo. Chiara Amirante nel suo libro scrive: “Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te. Vorresti che qualcuno trovasse il tempo per ascoltare i tuoi problemi? Mettiti tu in ascolto di ciò che preoccupa qualche tuo amico. Vorresti che qualcuno ti chiamasse per fare due passi? Fallo tu. Desideri tanto che qualcuno ti dimostri concretamente la sua attenzione, si prenda cura di te? Cerca di essere disponibile e attento ai bisogni delle tante persone che conosci.”” Scoprirai che: c’è più gioia nel dare che nel ricevere!” (Atti 20,35).

Concorso Fotografico Nazionale

Si invitano i Signori Soci e familiari ANLA, non solo gli appassionati di fotografia ma anche coloro che sono sensibili alle vicende di questo periodo, a partecipare alla 2° edizione del Concorso Fotografico Nazionale, dal tema

Concorso Fotografico Nazionale

Concorso Fotografico Nazionale

                     Regolamento della 2° edizione del Concorso Nazionale Fotografico ANLA

L’ANLA, fondata nel 1949, è una Associazione di Promozione Sociale da sempre impegnata nella valorizzazione dell’anziano e della sua attività durante il periodo lavorativo e non. Obiettivi primari dell’Associazione sono la tutela della dignità e degli interessi degli Anziani, una accresciuta valorizzazione del loro ruolo nell’ambito aziendale e della società civile unitamente alla diffusione dei valori spirituali e sociali del lavoro.

 

Tema

ANLA, al fine di valorizzare l’impegno sociale e culturale dei propri tesserati, indice La 2^ edizione del Concorso Nazionale Fotografico sul tema “Kairòs19 – ISTANTANEE AL TEMPO DELLA PANDEMIA CATTURATE ATTRAVERSO GLI OCCHI DEGLI ANZIANI ”

Gli antichi greci si riferivano al tempo usando il termine “Kronos” per identificare il tempo che scorre, si potrebbe dire quello segnato dagli orologi, mentre usavano la parola “Kairòs” per rappresentare una dimensione qualitativa, intima, in cui accade qualcosa di speciale, il tempo interiore dell’incontro con se stessi, un periodo di riflessione per adattarsi, scegliere nuove strade, ripartire. La pandemia da Covid19 ha generato sicuramente qualcosa di speciale, un tempo “speciale” appunto, di qui il titolo “Kairòs19”. 

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Summer School 2020, riflessioni

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Difficile fare una sintesi dei contenuti della nostra Summer School: la quantità di contenuti che ci sono stati offerti meriteranno approfondimenti, una presa in carico da parte di noi tutti affinché nulla vada disperso. Il prossimo numero di Esperienza sarà  dedicato alle relazioni svolte a Castel Gandolfo, saranno motivo di riflessione e di sintesi per mettere a disposizione dell’associazione una griglia di lavoro utile a renderci presenti sui territori. Vorrei dedicare questo poche righe al tema del welfare degli anziani riprendendo i passaggi più significativi proposti nelle conversazioni. Partirei dalla immagine che ci ha consegnato Mons. Paglia: abbiamo costruito un palazzo senza scale e ascensori, con uno scantinato nel quale abbiamo relegato i più fragili, e con balconi senza cielo. Si tratta non tanto di proporre alcuni cambiamenti, ma di operare una vera e propria trasformazione del  palazzo (il welfare) che oramai appare vetusto e inadeguato rispetto alle sfide che provoca il COVID 19. Anzitutto sconfiggere le tante e troppe solitudini: occorre svuotare gli scantinati, munire il caseggiato di scale e ascensori. E dotare la nuova architettura di una visione, di un pensiero generativo sull’anzianità senza il quale i “balconi sono senza il cielo”.

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Ne deriva un primo messaggio: l’anzianità non è un problema, un inciampo, una spesa ma una grande risorsa se ben valorizzata e sostenuta. Una “vecchiaia adolescente” che mette a disposizione le proprie competenze e capacità alle nuove generazioni, una vera e propria “consegna” del testimone. Non solo abilità  tecniche ma la competenza del vivere-bene che si acquisisce   dalla esperienza vissuta e che nessun libro può insegnare. Una alleanza tra generazioni per vincere le due paure entrambe da sconfiggere: la paura dei giovani di perdere il futuro e la paura degli anziani di perdere il passato,  per scrivere un nuovo umanesimo segnato inevitabilmente dalle nuove teologie.

Secondo messaggio. Perché questo accada e si faccia storia occorre reinventare le città e i suoi spazi, rafforzare le competenze digitali, promuovere luoghi di incontro  intergenerazionali, cohousing, servizi di welfare integrati, nuove politiche abitative, una legge per l’invecchiamento attivo che riconosca il ruolo di cittadinanza gratuita offerta da molte persone anziane. Non da ultimo il rafforzamento dei servizi territoriali o socio sanitari, le RSA non possono più rappresentare  il modello di welfare principale per persone sole e non autosufficienti.

Terzo messaggio, il ruolo strategico dell’associazionismo:  per sconfiggere la solitudine, per un impegno condiviso in comunità, per fare esperienze generative, per continuare a formarsi e a vivere  la vita con la speranza nel cuore.

Festival dello sviluppo sostenibile dell’ASviS

Si è concluso il Festival dello sviluppo sostenibile dell’ASviS, - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Nei giorni scorsi, come ci informa il comunicato stampa dell’AsVis, si è tenuta la presentazione del Rapporto ASviS 2020 “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, analisi con la quale l’Alleanza, grazie al contributo di più di 600 esperti delle oltre 270 organizzazioni aderenti, misura ogni anno l’andamento del Paese verso l’Agenda 2030, ne evidenzia i punti di forza e le criticità e avanza proposte concrete per politiche volte alla sostenibilità economica, sociale e ambientale.

“Il Festival dimostra ancora una volta il forte interesse della popolazione, delle imprese, dei giovani, delle reti della società civile per le tematiche che riguardano il futuro, il benessere e la protezione del pianeta”, ha commentato il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “La pandemia ha rafforzato il bisogno di risposte concrete e il successo che ha ottenuto l’edizione di quest’anno ci incoraggia nel nostro lavoro di continua e costante sensibilizzazione. Le istanze che sono emerse da questa manifestazione, soprattutto quelle delle giovani generazioni, ci spingeranno a cercare sempre nuovi spunti per coinvolgere fasce sempre più ampie della popolazione”.

Portavoce di AsVis è il prof. Enrico Giovannini, che è stato relatore al Convegno di ANLA promosso al Senato per il settantesimo di fondazione: “Il Festival si è svolto nel pieno del dibattito sul futuro del Paese, che soffre la profonda crisi causata dall’emergenza pandemica”, ha sottolineato il Portavoce  Giovannini. “Tutti i nostri sforzi vanno nella direzione di misurare la sostenibilità attraverso strumenti analitici, di avanzare proposte e sollecitare azioni da parte delle istituzioni e della politica per non perdere le opportunità offerte dalla straordinaria mobilitazione di risorse economiche, europee e nazionali. Quest’anno i territori, le città, le regioni sono state particolarmente attive e propositive, sottolineando l’esigenza di politiche coordinate e sistemiche, che possano servire a realizzare quella transizione “giusta” nella direzione del Green Deal e tutelare il principio di giustizia intergenerazionale posto alla base della definizione di sviluppo sostenibile”.

Fra i contributi portati all’attenzione dei media durante il Festival:

il rinnovo del Patto di Milano - Le 11 organizzazioni imprenditoriali aderenti all’ASviS hanno rinnovato l’impegno per lo sviluppo sostenibile per promuovere, in linea con l’Agenda 2030, l’innovazione dei modelli di business, la partnership con i portatori d’interesse e l’uso della finanza etica e responsabile e hanno proposto al Governo una “Agenda per la giusta transizione”;

il position paper su “Finanza e sviluppo sostenibile” - Realizzato dal Gruppo di Lavoro dell’ASviS sulla Finanza per lo Sviluppo Sostenibile, il documento fornisce un quadro di riferimento condiviso sui temi della finanza per lo sviluppo sostenibile per formulare proposte operative per il contesto italiano. Una guida per enti finanziari, imprese, organizzazioni e cittadini;

il position paper su “Cibo, città, sostenibilità. Un tema strategico per l’Agenda 2030″- Realizzato sulla base di un’idea condivisa con i membri del Gruppo di Lavoro dell’ASviS sul Goal 2, il documento si pone l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento condiviso sulle relazioni tra cibo e sostenibilità, nella convinzione che attraverso un’alimentazione sana e sostenibile si possa generare un impatto positivo sulla riduzione della fame, il raggiungimento della sicurezza alimentare e la promozione di pratiche agricole urbane e periurbane più sostenibili;

il position paper su “Salute e non solo sanità” – Realizzato dal Gruppo di Lavoro dell’ASviS sul Goal 3, il documento individua 10 aree nelle quali realizzare progetti e investimenti finalizzati alla ricostruzione innovativa del nostro sistema della salute per tre delle quali vengono esposte proposte concrete di progettualità verso le quali indirizzare gli investimenti;

il position paper su “Produzione e consumo responsabili” - Realizzato dal Gruppo di Lavoro dell’ASviS sul Goal 12 (Consumo e produzione responsabili), il documento fornisce un quadro condiviso sui temi della produzione, del consumo e della finanza responsabile, partendo da normative ed esperienze per formulare proposte operative per il contesto italiano. Una “guida” in continuo aggiornamento che declina i target del Goal 12, mettendo in evidenza le priorità di intervento;

la Carta di Roma 2020 – Durante il Festival è stata presentata la Carta di Roma, documento dedicato ai diritti culturali (come definito dall’ Art. 27 della Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo) e al loro ruolo nello sviluppo di città e territori sostenibili evidenziando la necessità di considerare questa dimensione come essenziale e indispensabile per lo sviluppo di società eque e inclusive.

Per maggiori approfondimenti: https://asvis.it

La felicità

(di Annalisa Gatti) Avete mai sentito parlare di Chiara Amirante? Classe 1966 è fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti”. Centri di accoglienza, formazione e orientamento, reinserimento, ascolto, in tutto il mondo, con un numero sempre crescente di “ Cavalieri della Luce” impegnati a portare la rivoluzione dell’amore nel mondo.

Da sempre si è dedicata ai ragazzi di strada, lei stessa racconta durante i suoi interventi nei numerosi dibattiti a cui è invitata, dei suoi incontri con il “popolo della notte”, dell’esigenza profonda che sentiva nel suo cuore di portare aiuto e consolazione ai senza fissa dimora. Sola e molto giovane, con gran coraggio ristorava con un pasto caldo i poveri che dormivano alla stazione Termini. Tantissimi piano piano i giovani in difficoltà che si sono avvicinati a lei e alla sua comunità. Nel 2004 Giovanni Paolo II l’ha nominata consultrice del Pontificio consiglio per i migranti. Nel 2012 BenedettoXVI la ha nominata consultrice del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Tante le onorificenze e tanto cammino verso la strada dell’accoglienza per i più bisognosi.

Dietro ad una figura apparentemente esile e fragile si nasconde una donna di grande bellezza spirituale, di grande carisma, una donna che vale la pena conoscere.

Giovanni Paolo II disse:” Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. Che meraviglia ma come si fa? Da dove si comincia?

Credo che si possa cominciare con delle istruzioni. Ecco, il libro di cui scrivo si può in qualche modo classificare come “manuale di istruzioni per intraprendere un nuovo cammino”.

E Gioia Siail segreto per la felicità- di Chiara Amirante, circa 170 pagine di suggerimenti, che possono essere un grande tesoro per vivere il quotidiano con uno spirito diverso, più gioioso.

Chiara stessa scrive: ”In ognuno di noi c’è un potenziale inespresso e la felicità dipende da come decidiamo di utilizzarlo per non fuggire di fronte a tutto ciò che di doloroso e meraviglioso la vita ci dona”.

In questo libro il dialogo è diretto e pieno di condivisioni personali, e ci invita ad intraprendere un percorso di crescita interiore per vincere le proprie paure, le tante forme di dipendenza, le sfide quotidiane che la crisi economica impone. In questo momento dove tutto sembra incerto e dove il virus Covid 19 ha portato tanta paura tra giovani e soprattutto anziani, questa lettura mi è sembrata di grande attualità.

La felicità non dipende tanto da ciò che viviamo ma da come decidiamo di vivere tutto ciò che di doloroso e meraviglioso la vita ci regala

La nostra felicità dipende da noi, da quanto impegno mettiamo per scoprire il meraviglioso potenziale racchiuso nel nostro spirito e farlo risplendere in tutta la sua bellezza”.

 

La bellezza di questo libro si trova nel fatto che Chiara condivide con noi alcuni piccoli segreti che hanno permesso a lei e ai tantissimi giovani che ha aiutato, di scoprire quella gioia che il mondo non può dare e però non può neppure togliere. E’ certo che ci nutriamo quotidianamente di tante cose che di fatto sono inutili, ci diciamo tante bugie e spesso scambiamo per amore l’egoismo. Siamo spesso frettolosi e superficiali, i media ci propongono modelli di vita tipo “la famiglia del Mulino Bianco” per non parlare di modelli estetici impossibili che ci portano a guardarci allo specchio e sentirci “sbagliati”. Passiamo ore in palestra e dal nutrizionista ma abbiamo mai pensato che anche la nostra anima ha bisogno di nutrimento? Ho letto che nell’anno 1901 un medico statunitense ha avuto l’idea di pesare l’anima dimostrandone di fatto l’esistenza: sembrerebbe pesi 21 grammi. Pochissimo. Quanto tempo dedichiamo alla cura e alla crescita della nostra anima? Non è visibile, non è materiale ma prendersene cura regala frutti incredibili.

La fondatrice di Nuovi Orizzonti non ha dubbi e ha lanciato sempre una sfida ai ragazzi sofferenti che ha incontrato:” Non importa se avete il dono della fede o meno, se credete in Gesù Cristo o se siete arrabbiati con Dio. Anche se non credete che Gesù è il signore della creazione, che per amore è venuto ad abitare in mezzo a noi e ha sconfitto la morte per donarci di vivere la vita in pienezza, certo non potete negare che Gesù è stato un grandissimo uomo che ha segnato la storia. Nel Vangelo, nelle sue parole io ho trovato la risposta a tutti i bisogni più profondi del mio cuore: il bisogno di amore, di verità di pace, di pienezza, di vita, di dare un senso alla sofferenza, di gioia piena. Proviamo ad approfondire e vivere le parole che Lui ci ha donato e vi assicuro che questa stessa pienezza di gioia che vedete nei miei occhi risplenderà nel vostro cuore!” Tutti i ragazzi accolti nelle sue comunità hanno accettato questa proposta e in pochi anni si sono viste moltiplicare iniziative a sostegno di chi è in difficoltà, un continuo fiorire di centri di accoglienza e di ascolto. Chiara dice che migliaia di giovani che erano sprofondati nella disperazione hanno cominciato a ripercorrere le strade dove prima vivevano di espedienti, di violenza, di droga, per testimoniare la gioia piena che la vita ci dona.

Se questo miracolo è stato possibile per tanti di questi giovani perché non pensare che possa succedere anche a noi? Spunti, riflessioni, e grandi verità di cui spesso non siamo del tutto consapevoli.

Non restare passivo a guardare la vita scorrere. Vivila!” 

Grazie Chiara della tua testimonianza, un vero dono. 

Il punto sulla Serie A

(di Luigi Venturi) Lasciando da parte tutte le polemiche calcistiche che (in questi giorni) si stanno susseguendo da parte di tutte le istituzioni dentro e fuori il campo di gioco, il calciomercato si è concluso questo Lunedi lasciando molti dubbi su quello che sarà l’esito finale di questa stagione 2020/21.

Questa pandemia ha impegnato  tutti a rivedere i propri obiettivi societari, per la prima volta il Covid-19 ha costretto tutti a ridefinire le proprie strategie di mercato.Cercando di confermare gli undici titolari, quasi tutte le squadre si sono ritrovate a puntellare quà e là acquisti mirati per rinforzare la propria rosa in vista anche degli impegni ravvicinati tra campionato, coppe internazionali e convocazioni dalle rispettive nazionali maggiori.

SERIE A

SERIE A

Quando la serie A era riconosciuta a livello mondiale una top di serie, la formula “Chi più spende più guadagna” risultava efficace.  Ora non più. Di giocatori da “Top Club” quindi neanche l’ombra, si cerca di valorizzare dei buoni prospetti da prendere possibilmente a fine contratto ma troppo giovani da inserire in un campionato  come il nostro dove il tatticismo di gioco la fà da padrone sul singolo calciatore.

E allora via con l’esperienza, operazione tanto cara al Patron della Lazio Claudio Lotito che da anni insegue giocatori da “parametro zero” con un passato vincente (vedi Klose) e non ultimo il mancato acquisto dello spagnolo ex Manchester City David Silva (34 anni). La Fiorentina riconferma il suo asso nella manica Franck Ribéry (37 anni). Il Milan crede ancora nel suo Capitano Zlatan Ibrahimović (39 anni). L’Atalanta sogna ancora notti champions con il suo centrocampista/attaccante Alejandro “Papu” Gómez (32 anni). La Sampdoria spera di guadagnare quanto prima punti salvezza con Fabio Quagliarella (37 anni). La Roma tra conferme e poi smentite si presenta in attacco anche per questanno con Edin Džeko (34 anni).

L’inter rinforza il suo centrocampo con l’ex Barcellona Arturo Vidal (33 anni)

Anche La Juventus ha il suo “nonnetto” ma qui stiamo parlando di uno dei due giocatori più forti del mondo.  Cristiano Ronaldo (35 anni). Senza scordare che anche a calciomercato chiuso si possono fare acquisti di giocatori svincolati.

Ma il sogno di mezza estate è svanito troppo precocemente in un modo altresì ardito in casa Inter.

Il suo presidente Steven Zhang poteva far sognare i suoi tifosi con l’arrivo della “pulce” del Barcellona Lionel Messi (33 anni) ma cosi non è stato. Tra una chiacchiera al bar e l’altra, sentendo anche quello che si dice in TV dai più preparati, per la prima volta, la Juventus sembra non essere la favorita alla vittoria finale dello scudetto. Vedremo se il colpo “last minute” Federico Chiesa sposterà gli equilibri della squadra.

Nota a margine per il Napoli con il suo allenatore, Gennaro Gattuso subentrato lo scorso anno a Carlo Ancellotti ha preso una squadra allo sbando portandola alla vittoria della Coppa Italia e in questa sessione di mercato due sono i giocatori subentrati che meritano attenzione nello scacchiere partenopeo, il centrocampista preso in prestito dal Chelsea Tiémoué Bakayoko (26 anni) e l’attaccante nazionale nigeriano Victor Osimhen (21 anni).

Comunque vada il prossimo appuntamento con la sessione invernale del calciomercato inizierà il 4 gennaio 2021 e si concluderà l’1 febbraio 2021.

Buon calcio a tutti.