Archivio mensile:dicembre 2018

La nuova Manovra economica

ANLA segue con attenzione l’evoluzione della nuova manovra economica. Dalle prime informazioni apprendiamo con preoccupazione la notizia dell’addio allo sconto del 50% sull’Ires agli enti non commerciali, un provvedimento che se accolto limiterebbe non poco la capacità di agire a favore dei più deboli e più bisognosi da parte di Associazioni che operano nell’Assistenza ma anche nella Cultura e in altri campi del Non-Profit. ANLA, consapevole della gravità del momento, auspica e offre la sua disponibilità per la costruzione di una manovra che pur nel rigore necessario promuova il lavoro giusto e dignitoso favorendo l’occupazione e la ripresa industriale senza arrecare in alcun modo anche il minimo danno ai vitali settori dell’Assistenza e del Non-Profit in generale

Il messaggio di auguri del Presidente Patriarca

La speranza vive solo se coloro che la praticano si ricordano da dove sono venuti: l’importanza delle radici nel dialogo fra le generazioni per costruire insieme il bene comune. Gli auguri per il S. Natale e per un lieto 2019 da parte del presidente nazionale ANLA sen. Edoardo Patriarca

A Terra Santa con ANLA

Terra Santa per i tesserati ANLA: è la proposta di viaggio che la presidenza nazionale della nostra Associazione riserva a tutti i tesserati. Dal 28 novembre al 1 dicembre 2019 vivremo con il presidente nazionale Edoardo Patriarca un’esperienza unica, esclusiva perché realizzata espressamente solo per noi, a Betlemme e Gerusalemme, grazie alla collaborazione con l‘Ufficio Pellegrinaggi Custodia di Terra Santa, i frati francescani che da otto secoli sono presenti a Terra Santa e che proprio nel 2019 ricorderanno l’ottavo centenario dell’incontro di frate Francesco con il Sultano di Egitto Malik al Kamil.

Gerusalemme, le cupole del Santo Sepolcro

Gerusalemme, le cupole del Santo Sepolcro

Per festeggiare i 70 anni dalla fondazione di ANLA, la nostra Associazione propone dunque ai suoi tesserati nel 2019 un viaggio esclusivo in un luogo carico di significati, da quello spirituale a quello culturale, con guide e assistenti particolarmente preparati.
Qui potete scaricare la proposta ANLA per Terra Santa

Vi ricordiamo:
- Il viaggio è riservato ai soli tesserati ANLA: chiunque può regolare la sua posizione iscrivendosi alla nostra Associazione previo contatto telefonico al 06 86321128, numero della presidenza nazionale di ANLA.
- L’iscrizione al viaggio a Terra Santa è possibile solo ed unicamente cliccando qui (si tratta del link http://bit.ly/iscrizionepellegrinaggi contenuto sul modulo pdf di descrizione del viaggio) e compilando il modulo che troverete.
- Nel modulo di iscrizione che troverete al link http://bit.ly/iscrizionepellegrinaggi dovete inserire come titolo del pellegrinaggio: ANLA
- Per ulteriori informazioni sul viaggio contattate direttamente l’Ufficio Pellegrinaggi Custodia di Terra Santa, a Roma, tel. 06.77206308 o al cell. 3930495468 (ore ufficio).
- I posti sono limitati quindi vi consigliamo di affrettarvi a prenotare. L’acconto deve essere versato entro il 31 luglio ma naturalmente l’iscrizione si intende perfezionata solo al versamento dell’acconto che può avvenire in ogni momento secondo le modalità contenute nel documento.

Vivremo insieme un’esperienza unica: vedremo Gerusalemme come non l’abbiamo mai vista. Vi aspettiamo!

 

Il presidente Patriarca al Quirinale

Il presidente Edoardo Patriarca ha partecipato, come nostro rappresentante, alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Capo dello Stato durante la cerimonia degli auguri di fine anno

Il Capo dello Stato durante la cerimonia degli auguri di fine anno

Numerosi i punti toccati nel discorso dal Capo dello Stato che qui potete leggere integralmente. Ve ne sottolineaimo un paio partendo dall’omaggio reso al giovane collega Antonio Megalizzi vittima di furia omicida a Strasburgo. Innanzitutto l‘Europa, che è “radicata nelle attese dei nostri giovani, nel loro modo di pensare, di vivere, di guardare al futuro“. Non si tratta di un corpo estraneo anche perché i problemi che attanagliano i singoli stati possono e devono avere una risposta comune perchè comune è la loro matrice.

Continua a leggere

Una forma eminente di carità

Ho avuto la fortuna di incontrare personalmente anni fa il cardinale vietnamita François-Xavier Nguyễn Vãn Thuận. Proprio a quell’incontro ho ripensato leggendo il Messaggio del Santo Padre Francesco per la celebrazione della 52° Giornata Mondiale della Pace, 1 gennaio 2019,  che potete leggere integralmente qui
Nel 1975, l’allora arcivescovo Vãn Thuận coadiutore di Saigon,venne arrestato e trascorse poi ben  13 anni in prigione di cui quasi nove in isolamento.

Papa Francesco

Papa Francesco

Il Papa lo cita a proposito delle beatitudini del politico in questo testo che è un forte richiamo alle priorità del cristiano: “Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità“. Il Papa fornisce a tutti preziose indicazioni: “La politica è per la pace se si esprime, dunque, nel riconoscimento dei carismi e delle capacità di ogni persona” ed ancora sottolinea uin un passaggio importante: “Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali. Una tale fiducia non è mai facile da vivere perché le relazioni umane sono complesse. In particolare, viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dell’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno. Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della pace” che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana“.

La pace nasce da un cuore nuovo, sottolineava un mio antico maestro, ognuno di noi deve ripartiore da se stesso.

I giudizi degli italiani sul welfare prevalentemente negativi

Si è tenuto oggi a Roma Welfare Italia Forum 2018, iniziativa del Gruppo Unipol giunta alla nona edizione, collocata nell’ambito del programma “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali”. L’evento rappresenta un momento di incontro tra decision maker e stakeholder attivi nei settori sanitario, socio-assistenziale e previdenziale con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della White Economy, una filiera economica ed occupazione in grado di contribuire attivamente alla crescita del Paese.

Polito e Tria durante il Forum

Polito e Tria durante il Forum

In apertura di mattinata Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos, ha presentato i risultati della ricerca “Gli italiani: bisogni, aspettative e scelte di welfare”, realizzata per l’occasione da Ipsos su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

Continua a leggere

Siamo tutti divi

Siamo davvero diventati più cattivi? Il Censis oggi ci ha dato una chiave di lettura della situazione odierna che nascerebbe da due cocenti delusioni: dal fatto che si è visto “sfiorire” la ripresa e che l’atteso “miracoloso” cambiamento in effetti non è avvenuto. Il primo motivo è presto detto: il PIL ristagna  e dopo quattordici trimestri in positivo, nel terzo trimestre 2018 è passato in negativo, (vedi ISTAT), i consumi delle famiglie non ripartono, a settembre l’indice della produzione industriale diminuisce rispetto al mese precedente (anche qui, vedi ISTAT) e anche l’export rallenta. Il secondo motivo nasce da una constatazione statistica: il 56,3% degli italiani dichiara che non è vero che le cose nel nostro Paese hanno iniziato a cambiare veramente. 

Leggiamo questo passo del comunicato Censis: “Sono sotto gli occhi di tutti: lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi migratori; l’insicura assistenza alle persone non autosufficienti, interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato; l’incapacità di sostenere politiche di contrasto alla denatalità; la faticosa gestione della formazione scolastica e universitaria; il cedimento rovinoso della macchina burocratica e della digitalizzazione dell’azione amministrativa; la scarsità degli investimenti in nuove infrastrutture e nella manutenzione di quelle esistenti; il ritardo nella messa in sicurezza del territorio o nella ricostruzione dopo le devastazioni per alluvioni, frane e terremoti. La società vive una crisi di spessore e di profondità: gli italiani sono incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro. Ogni spazio lasciato vuoto dalla dialettica politica è riempito dal risentimento di chi non vede riconosciuto l’impegno, il lavoro, la fatica dell’aver compiuto il proprio compito di resistenza e di adattamento alla crisi. L’impresa che ha saputo ristrutturarsi, anche a costo di sacrifici e di tagli occupazionali, non trova risposte nella modernizzazione degli assetti pubblici, nel fisco, nella giustizia, nelle reti infrastrutturali, nella ricerca. L’operaio, il dirigente, il libero professionista o il commerciante che hanno affrontato la crisi economica hanno atteso, troppo spesso invano, il miglioramento del contesto che a quegli sforzi dava senso e direzione. Le famiglie e le aziende che si sono sostituite al welfare pubblico hanno sperato in una uscita dalla provvisorietà, ma hanno finito per rimanere via via più isolate”. Per la lettura del comunicato completo vi rimando a questa altra pagina.

Continua a leggere

52° Rapporto Censis: Italia preda di un sovranismo psichico

Oggi a Roma è stato presentato il 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Il comunicato stampa diramato dal Censis definisce l’Italia “preda di un sovranismo psichico”. Dopo il rancore, la cattiveria: per il 75% degli italiani gli immigrati fanno aumentare la criminalità, per il 63% sono un peso per il nostro sistema di welfare. Solo il 23% degli italiani ritiene di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori. E il 67% ora guarda il futuro con paura o incertezza. Il potere d’acquisto delle famiglie ancora giù del 6,3% rispetto al 2008. Emergenza lavoro: scompaiono i giovani laureati occupati (nel 2007 erano 249 ogni 100 lavoratori anziani, oggi sono appena 143).

Esaminiamo attraverso il comunicato, i principali elementi messi in luce dal Rapporto sul quale torneremo nei prossimi numeri di Esperienza.

Presentazione del 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

Presentazione del 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

Le radici sociali di un sovranismo psichico: dopo il rancore, la cattiveria. La delusione per lo sfiorire della ripresa e per l’atteso cambiamento miracoloso ha incattivito gli italiani. Ecco perché si sono mostrati pronti ad alzare l’asticella. Si sono resi disponibili a compiere un salto rischioso e dall’esito incerto, un funambolico camminare sul ciglio di un fossato che mai prima d’ora si era visto da così vicino, se la scommessa era poi quella di spiccare il volo. E non importa se si rendeva necessario forzare gli schemi politico-istituzionali e spezzare la continuità nella gestione delle finanze pubbliche. È stata quasi una ricerca programmatica del trauma, nel silenzio arrendevole delle élite, purché l’altrove vincesse sull’attuale. È una reazione pre-politica con profonde radici sociali, che alimentano una sorta di sovranismo psichico, prima ancora che politico. Che talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria ‒ dopo e oltre il rancore ‒ diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare. Il processo strutturale chiave dell’attuale situazione è l’assenza di prospettive di crescita, individuali e collettive. L’Italia è ormai il Paese dell’Unione europea con la più bassa quota di cittadini che affermano di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori: il 23%, contro una media Ue del 30%, il 43% in Danimarca, il 41% in Svezia, il 33% in Germania. Il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono convinte che resteranno nella loro condizione attuale, ritenendo irrealistico poter diventare benestanti nel corso della propria vita. E il 56,3% degli italiani dichiara che non è vero che le cose nel nostro Paese hanno iniziato a cambiare veramente. Il 63,6% è convinto che nessuno ne difende interessi e identità, devono pensarci da soli (e la quota sale al 72% tra chi possiede un basso titolo di studio e al 71,3% tra chi può contare solo su redditi bassi). La insopportazione degli altri sdogana i pregiudizi, anche quelli prima inconfessabili. Le diversità dagli altri sono percepite come pericoli da cui proteggersi: il 69,7% degli italiani non vorrebbe come vicini di casa i rom, il 69,4% persone con dipendenze da droga o alcol. Il 52% è convinto che si fa di più per gli immigrati che per gli italiani, quota che raggiunge il 57% tra le persone con redditi bassi. Sono i dati di un cattivismo diffuso che erige muri invisibili, ma spessi. Rispetto al futuro, il 35,6% degli italiani è pessimista perché scruta l’orizzonte con delusione e paura, il 31,3% è incerto e solo il 33,1% è ottimista.

Continua a leggere