Al via APE volontario

Da oggi parte #APE volontario che consente a molti lavoratori over 63 di chiedere di andare in pensione in anticipo con un prestito a condizioni agevolate. Più libertà di scelta per le persone, sostenibilità per il sistema pensionistico“. Ad annunciarlo con tweet è il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Di che si tratta? Spiega Palazzo Chigi: “Al via da oggi le domande per richiedere l’Ape volontaria.  L’Ape volontaria è un prestito che consente ai lavoratori over 63 di ottenere una disponibilità finanziaria a fronte di parte della pensione futura durante gli anni che li separano all’accesso alla pensione di vecchiaia. Questo prestito è agevolato fiscalmente ed è coperto da una assicurazione contro  il rischio di premorienza“.

Sul numero di Esperienza 1-2/2018 ora in distribuzione e sul sito dell’INPS  potrete trovare tutte le informazioni disponibili sull’APE, Anticipo finanziario a garanzia pensionistica.

Qui ci limitiamo solo a ricordare, come pubblicato sul sito dell’INPS, che si tratta di un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019. L’APE volontario può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Il prestito è erogato da soggetti finanziatori ed è assicurato contro il rischio di premorienza da imprese assicurative scelte tra quelle che aderiscono agli accordi quadro stipulati tra il ministro dell’Economia e delle Finanze e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, rispettivamente, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) e altre imprese assicurative primarie.
In caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni.