Archivio dell'autore: Antonello Sacchi

Informazioni su Antonello Sacchi

Antonello Sacchi, giornalista e scrittore, è il responsabile stampa e comunicazione di ANLA Onlus e il direttore di Esperienza, periodico ufficiale dell'Associazione.

I giudizi degli italiani sul welfare prevalentemente negativi

Si è tenuto oggi a Roma Welfare Italia Forum 2018, iniziativa del Gruppo Unipol giunta alla nona edizione, collocata nell’ambito del programma “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali”. L’evento rappresenta un momento di incontro tra decision maker e stakeholder attivi nei settori sanitario, socio-assistenziale e previdenziale con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della White Economy, una filiera economica ed occupazione in grado di contribuire attivamente alla crescita del Paese.

Polito e Tria durante il Forum

Polito e Tria durante il Forum

In apertura di mattinata Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos, ha presentato i risultati della ricerca “Gli italiani: bisogni, aspettative e scelte di welfare”, realizzata per l’occasione da Ipsos su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

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Siamo tutti divi

Siamo davvero diventati più cattivi? Il Censis oggi ci ha dato una chiave di lettura della situazione odierna che nascerebbe da due cocenti delusioni: dal fatto che si è visto “sfiorire” la ripresa e che l’atteso “miracoloso” cambiamento in effetti non è avvenuto. Il primo motivo è presto detto: il PIL ristagna  e dopo quattordici trimestri in positivo, nel terzo trimestre 2018 è passato in negativo, (vedi ISTAT), i consumi delle famiglie non ripartono, a settembre l’indice della produzione industriale diminuisce rispetto al mese precedente (anche qui, vedi ISTAT) e anche l’export rallenta. Il secondo motivo nasce da una constatazione statistica: il 56,3% degli italiani dichiara che non è vero che le cose nel nostro Paese hanno iniziato a cambiare veramente. 

Leggiamo questo passo del comunicato Censis: “Sono sotto gli occhi di tutti: lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi migratori; l’insicura assistenza alle persone non autosufficienti, interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato; l’incapacità di sostenere politiche di contrasto alla denatalità; la faticosa gestione della formazione scolastica e universitaria; il cedimento rovinoso della macchina burocratica e della digitalizzazione dell’azione amministrativa; la scarsità degli investimenti in nuove infrastrutture e nella manutenzione di quelle esistenti; il ritardo nella messa in sicurezza del territorio o nella ricostruzione dopo le devastazioni per alluvioni, frane e terremoti. La società vive una crisi di spessore e di profondità: gli italiani sono incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro. Ogni spazio lasciato vuoto dalla dialettica politica è riempito dal risentimento di chi non vede riconosciuto l’impegno, il lavoro, la fatica dell’aver compiuto il proprio compito di resistenza e di adattamento alla crisi. L’impresa che ha saputo ristrutturarsi, anche a costo di sacrifici e di tagli occupazionali, non trova risposte nella modernizzazione degli assetti pubblici, nel fisco, nella giustizia, nelle reti infrastrutturali, nella ricerca. L’operaio, il dirigente, il libero professionista o il commerciante che hanno affrontato la crisi economica hanno atteso, troppo spesso invano, il miglioramento del contesto che a quegli sforzi dava senso e direzione. Le famiglie e le aziende che si sono sostituite al welfare pubblico hanno sperato in una uscita dalla provvisorietà, ma hanno finito per rimanere via via più isolate”. Per la lettura del comunicato completo vi rimando a questa altra pagina.

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52° Rapporto Censis: Italia preda di un sovranismo psichico

Oggi a Roma è stato presentato il 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Il comunicato stampa diramato dal Censis definisce l’Italia “preda di un sovranismo psichico”. Dopo il rancore, la cattiveria: per il 75% degli italiani gli immigrati fanno aumentare la criminalità, per il 63% sono un peso per il nostro sistema di welfare. Solo il 23% degli italiani ritiene di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori. E il 67% ora guarda il futuro con paura o incertezza. Il potere d’acquisto delle famiglie ancora giù del 6,3% rispetto al 2008. Emergenza lavoro: scompaiono i giovani laureati occupati (nel 2007 erano 249 ogni 100 lavoratori anziani, oggi sono appena 143).

Esaminiamo attraverso il comunicato, i principali elementi messi in luce dal Rapporto sul quale torneremo nei prossimi numeri di Esperienza.

Presentazione del 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

Presentazione del 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

Le radici sociali di un sovranismo psichico: dopo il rancore, la cattiveria. La delusione per lo sfiorire della ripresa e per l’atteso cambiamento miracoloso ha incattivito gli italiani. Ecco perché si sono mostrati pronti ad alzare l’asticella. Si sono resi disponibili a compiere un salto rischioso e dall’esito incerto, un funambolico camminare sul ciglio di un fossato che mai prima d’ora si era visto da così vicino, se la scommessa era poi quella di spiccare il volo. E non importa se si rendeva necessario forzare gli schemi politico-istituzionali e spezzare la continuità nella gestione delle finanze pubbliche. È stata quasi una ricerca programmatica del trauma, nel silenzio arrendevole delle élite, purché l’altrove vincesse sull’attuale. È una reazione pre-politica con profonde radici sociali, che alimentano una sorta di sovranismo psichico, prima ancora che politico. Che talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria ‒ dopo e oltre il rancore ‒ diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare. Il processo strutturale chiave dell’attuale situazione è l’assenza di prospettive di crescita, individuali e collettive. L’Italia è ormai il Paese dell’Unione europea con la più bassa quota di cittadini che affermano di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori: il 23%, contro una media Ue del 30%, il 43% in Danimarca, il 41% in Svezia, il 33% in Germania. Il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono convinte che resteranno nella loro condizione attuale, ritenendo irrealistico poter diventare benestanti nel corso della propria vita. E il 56,3% degli italiani dichiara che non è vero che le cose nel nostro Paese hanno iniziato a cambiare veramente. Il 63,6% è convinto che nessuno ne difende interessi e identità, devono pensarci da soli (e la quota sale al 72% tra chi possiede un basso titolo di studio e al 71,3% tra chi può contare solo su redditi bassi). La insopportazione degli altri sdogana i pregiudizi, anche quelli prima inconfessabili. Le diversità dagli altri sono percepite come pericoli da cui proteggersi: il 69,7% degli italiani non vorrebbe come vicini di casa i rom, il 69,4% persone con dipendenze da droga o alcol. Il 52% è convinto che si fa di più per gli immigrati che per gli italiani, quota che raggiunge il 57% tra le persone con redditi bassi. Sono i dati di un cattivismo diffuso che erige muri invisibili, ma spessi. Rispetto al futuro, il 35,6% degli italiani è pessimista perché scruta l’orizzonte con delusione e paura, il 31,3% è incerto e solo il 33,1% è ottimista.

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ANLA, siamo Associazione

I nostri tesserati stanno ricevendo in questi giorni il nr. 10 e il nr. 11 di Esperienza, entrambi in un’unica spedizione. I due numeri sono occasione per approfondire i temi trattati a Bordighera nell’Assemblea nazionale e nel Convegno successivo a cui è dato ampio risalto. Il numero 10 contiene anche il primo editoriale del nostro nuovo presidente nazionale, il senatore Edoardo Patriarca. Ne pubblichiamo qui due brevi stralci, rimandando alla lettura del testo integrale ogni successivo approfondimento.

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

Scrive il presidente Patriarca “… Devo premettere che non ho “la bacchetta magica” per risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra ANLA: io come presidente farò tutto quello che è necessario fare ma siamo Associazione e come tale non esiste “un uomo solo al comando” ma una squadra di persone che prendono a cuore la situazione e in sinergia, ognuno per le forze e il tempo e le competenze che ha, operano insieme da volontari. Come già dicevo nell’Assemblea e poi nel primo Consiglio nazionale, il presidente ha suoi compiti e sue responsabilità ma è utile se fa del bene all’Associazione. Intendo svolgere il mio ruolo con questo spirito, come servizio all’Associazione e al Paese perché ANLA Onlus è centrale e essenziale alla vita del Paese: dobbiamo averne consapevolezza e riappropriarci di questo primato legato senza dubbio alla nostra originalità, l’essere noi “anziani d’azienda”. Se questa è la base di partenza, l’essere utili al nostro Paese è il punto di approdo”.

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Esperienza, nove numeri nel 2018

Cari amici, come promesso abbiamo realizzato nel corso di questo anno davvero importante per la nostra Associazione nove numeri, assolvendo la promessa fatta con i nostri lettori ad inizio 2018. Riportiamo qui tutte le copertine dell’anno, mentre a breve sarà in distribuzione il nr.12/2018 dal significativo titolo “Un nuovo inizio”.

Nelle pagine di Esperienza hanno trovato posto storie e progetti, racconti e personaggi, idee e speranze: abbiamo cercato di raccontare il nostro Paese con gli occhi di chi ha vissuto tanto da avere ancora qualcosa da dire e da fare. Abbiamo raccontato le iniziative e il bene che i nostri tesserati compiono in tutta Italia con la speranza di suscitare voglia di fare altrettanto. Abbiamo proposto idee per il futuro di ANLA e  dato voce ai protagonisti del rinnovamento delle cariche sociali. iLa bellezza e la forza di ANLA, dove c’è davvero spazio per chiunque voglia davvero fare bene il bene,  stanno nella ricchezza data dalla diversità: ogni territorio ha sue peculiarità e sue esigenze particolari che solo chi sta sul territorio conosce. Calati nel contesto sociale del luogo in cui viviamo, come ci chiede il nostro presidente Patriarca, possiamo meglio rispondere al grande bisogno di positività, di bene, di condivisione, di volontariato che la nostra Italia ha e che noi tesserati di ANLA possiamo intercettare con le nostre azioni quotidiane. Grazie a tutti voi lettori che ci avete seguito con tanto affetto nel corso di quest’anno e a breve vi racconteremo i nostri progetti per il 2019. Nel frattempo vi ricordiamo che è possibile accedere online al nostro periodico Esperienza: avete mai provato? Basta raggiungere questo link e seguire le istruzioni. Continuate a seguirci!

 

Il mese di dicembre nell’orto e nel giardino con Barbanera

Ricordiamo che nel numero 12/2018 di Esperienza, in distribuzione dalla metà del mese, sarà presente per tutti i nostri tesserati anche il calendario Lunario Barbanera 2019 per ANLA. La tradizione Barbanera, il calendario più famoso edito dal 1762, è patrimonio dell’umanità, “Memoria del mondo” dell’Unesco. 

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

Nell’ORTO

In questo mese di rigori anche per gli ortaggi, è la Luna calante a suggerire i primi lavori da a fare. Si dovrà quindi mettere mano al semenzaio per la semina della lattuga a cappuccio e anche del radicchio e della valerianella. In piena terra, aglio e cipolla. Concimare distribuendo letame o compost. Disinfettare i semenzai che andranno utilizzati per le semine. In crescente invece procedere alla semina in semenzaio di agretti e rucola. Proseguire la raccolta degli ortaggi resistenti al freddo come cavolo di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, radicchio, verza.

Nel GIARDINO 

Con il freddo e le gelate sempre più frequenti, effettuare in Luna calante dei piccoli fori sul tappeto erboso per favorire il drenaggio dell’acqua. Evitare inoltre di calpestare l’erba nelle giornate più gelide dell’inverno. Attendere invece la fase crescente per seminare in coltura protetta – piccoli tunnel o semplici coperture con teli di tessuto non tessuto – le piante annuali da fiore come begonia, garofano, salvia ornamentale. Procedere alla preparazione del terriccio per le semine mescolando 1/3 di torba, 1/3 di sabbia e 1/3 di terra del giardino.

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