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Informazioni su Antonello Sacchi

Antonello Sacchi, giornalista e scrittore, è il responsabile stampa e comunicazione di ANLA Onlus e il direttore di Esperienza, periodico ufficiale dell'Associazione.

Summer School 2020 ANLA, ripensare l’età attuale

Gli interventi di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, e della dott.ssa Ester Dini, Esperta di mercato del lavoro e attualmente responsabile del Centro Studi della Fondazione Consulenti del Lavoro, hanno aperto ieri la Summer School ANLA 2020 organizzata dall’Associazione al Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo. Commenta il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “La sessione è stata dedicata a comprendere in profondità ciò che è accaduto nella vita delle comunità nell’anno del coronavirus. Mons. Paglia  ha offerto una riflessione sulle tante solitudini  incontrate  e al contempo sulla ricchezza di relazioni  riscoperte, sul significato profondo di amicizia e del prendersi cura. L’analisi puntuale dei dati economici e occupazionali forniti da Ester Dini  ha consentito di individuare le sfide che ci attendono e il ruolo cruciale che potranno svolgere le associazioni,  Anla in particolare”.

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Monsignor Paglia ha richiamato l’urgenza di un nuovo paradigma per gli anziani, di una nuova comprensione di questa età della vita così importante per la società italiana: “tutti abbiamo purtroppo dovuto assistere ad una tragedia che non ci aspettavamo: il Coronavirus si è abbattuto in una maniera spietata soprattutto sugli anziani e noi siamo stati senza sapere cosa fare, assistendo persino all’impossibilità di tenere la mano, persino di condurre al cimitero. In questo senso è urgente un sussulto di pensiero e a mio avviso anche di amore. Dobbiamo ripensare il modo in cui tutti noi dobbiamo essere prossimi agli anziani diventati sempre più numerosi, diventati anche sempre più problematici nella quotidianità. È chiesto a tutti noi un sussulto di pensiero creativo perché gli anziani restino a casa accuditi e aiutati dai familiari, dai parenti, dai vicini e perché no anche dalla comunità cristiana perché questo è il senso del quarto  comandamento, onora il padre e la madre. Onoriamo i nostri anziani, è un grande compito perché tutte le altre generazioni possano apprendere il senso stesso della vita, perché la vita è lo sviluppo delle generazioni”.

Ester Dini ha svolto un’analisi del tempo presente mettendo in evidenza criticità e possibili punti di sviluppo: “Veniamo da mesi che hanno inevitabilmente segnato la vita degli italiani, non solo per la crisi economica e le incertezze legate al lavoro. In  questi mesi di lockdown gli italiani hanno maturato un approccio nuovo: ci sono stati fenomeni importantissimi, lo smart working, un processo amplissimo di alfabetizzazione digitale che ha riguardato anche la popolazione più anziana… gli italiani hanno fatto i conti con il loro tempo a disposizione, si sono trovati a poter dar sfogo ai propri interessi: elemento del tutto eccezionale hanno messo al primo posto lo studio, la lettura, aspetti che forse non ci si aspettava. Gli italiani hanno fatto anche il punto sulla loro condizione di vita, tantissimi hanno vissuto in solitudine, soprattutto gli anziani, il periodo del lockdown e molti hanno vissuto in abitazioni strette. Il lockdown ha per molti versi accelerato cambiamenti che erano già in atto e occorre mettere a fuoco le direttrici di sviluppo di questa nostra società oggi segnata incredibilmente dall’esperienza dello smart working e dal nuovo modello di organizzazione sociale che potrebbe scaturire dalla nuova concezione del lavoro, rispetto alla tecnologia che è diventata essenziale per tutte le nostre operazioni. Si pone oggi dunque un dilemma tecnologico… pensiamo poi al mito della globalizzazione che il lockdown ha arrestato, ponendo interrogativi sui rischi che un interscambio così globale può determinare per la nostra contemporaneità”.

 

Oggi la Summer School di ANLA prevede gli interventi del prof. Ivo Lizzola, professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, e della prof.ssa Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta, psicopedagogista docente, saggista e scrittrice.

Summer School 2020, protagonisti e non attivisti

Con l’introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca ha preso il via l’edizione 2020 della Summer School ANLA presso il Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo, via S. Giovanni Battista De La Salle. Spiega il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca: “Anni ’20: da sopravvissuti a protagonisti è il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra Summer School. Ci troveremo insieme per formarci ancora, per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare il futuro delle nuove generazioni”.

S.E. Mons. Vincenzo Paglia

S.E. Mons. Vincenzo Paglia

Ad aprire i lavori S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana.  Il presule ha richiamato l’attenzione sul significato che non riusciamo a dare agli anni di vita in più che le nostre generazioni hanno saputo conquistare: “Non sappiamo che farcene… manca una riflessione organica sul significato di questi anni… Quanto è accaduto durante la pandemia ha mostrato l’incapacità della società contemporanea a porsi rispetto alla vecchiaia. Papa Francesco ha ragione: l’anzianità è un tempo di fatto scartato, di fatto appeso, e quel che è accaduto è perché non c’è pensiero, non c’è riflessione sul tema”. La nostra società sente di fatto ancora gli anziani come un peso enorme e mons. Paglia sottolinea “C’è bisogno di ripensare in maniera globale l’assetto della società cominciando anche dagli anziani, occorre comprendere gli anni dell’anzianità come opportunità da capire”. Il vescovo sottolinea la forza della debolezza, la forza della fragilità: “la debolezza della vecchiaia ricorda a tutti noi il senso del limite a cui apparteniamo” e ci invita a una riflessione sul tempo che ci è dato. Mons. Paglia ha posto in evidenza il rischio dell’attivismo: “il malato che non può più muoversi è contraddizione all’imperativo dell’autosufficienza”. Il Vescovo ha evidenziato il narcisismo come  vero protagonismo di oggi: ”Tuttavia Narciso muore su se stesso. L’annuncio cristiano di una famiglia nuova deve avere nuovi linguaggi contro Narciso. Questo è la grande avventura e la grande opportunità: il tempo della vecchiaia è il tempo in cui l’oltre acquista una qualche importanza”. Mons. Paglia ha concluso il suo intervento con un invito: “Gli anziani devono stare in casa e non negli Istituti”: certo si apre un grande discorso che riguarda più aspetti della vita sociale, dall’assistenza all’edilizia per anziani ma il senso dell’umano  non può che volgere a questo.

Il presidente di ANLA Edoardo Patriarca ha quindi annunciato la grande manifestazione nazionale di ANLA a favore dei nonni il prossimo 2 ottobre: a Firenze, presso l’Auditorium al Duomo via de Cerretani 54r. Sala Anfiteatro Andrey Tomaszewski dalle ore 16,30 per la premiazione del Concorso letterario nazionale dedicato ai nonni dal tema  “la penna racconta”. Il pensiero va ai nostri anziani che ci hanno lasciato ma anche a quelli che vivono in solitudine un periodo storico pieno di incertezze. Ecco perché, nonostante le difficoltà, la Premiazione è stata mantenuta al 2 ottobre, per dare un profondo significato ai nonni, ai così detti diversamente giovani, coloro che sono ancora  oggi la linfa vitale della nostra società. 

 

Una passeggiata nei Castelli romani

(di Fiorenza Ciullini) E così, dopo aver approvato il bilancio e lo statuto, un regalo inaspettato: un tour tra i Castelli Romani!
Usciamo  dal comprensorio Mariapoli ed incontriamo il prof. Guglielmo Lorenzini, nostra guida e grande appassionato di pellegrinaggi (uno tra i tanti citati quello di Santiago de Compostela). Saliamo in pullman e partiamo alla scoperta delle colline e dei Castelli di Roma. Prima tappa: Frascati. Si scende dal bus e arriviamo davanti ad una bella terrazza dove possiamo ammirare in lontananza Roma con la zona Eur e Ciampino… Poi, una breve passeggiata e si raggiunge il Parco di Villa Torlonia, rimasto miracolosamente intatto  dopo i bombardamenti dell’ultima guerra. Lasciando il parco alle nostre spalle ci dirigiamo verso la Cattedrale di S. Pietro Apostolo. È una costruzione in stile  barocco del 1636 che ha attraversato periodi di decadimento e di importanti ristrutturazioni fino ad arrivare al 1975 dove Paolo Vi la annovera tra le basiliche più importanti.
Qualche goccia di pioggia non ci fermerà, così continuiamo il nostro giro a piedi fino ad arrivare alla Piazza dell’Olmo, con l’omonima Osteria famosa per la cucina tipica e per gli stornelli romani che allietano gli ospiti. Non mancherà Una foto ricordo alla fontana per un sorso d’acqua fresca!
Il nostro giro su Frascati ci porterà in un altra bella terrazza dove sullo sfondo si intravede la zona di Tor Bella Monaca!

Un angolo di Nemi

Un angolo di Nemi

Ma è arrivato il momento di lasciare Frascati e cosi con il pullman raggiungiamo Grottaferrata. Qui ci concentreremo  sulla famosa Abbazia, una delle 3 circoscrizioni ecclesiastiche della Chiesa Bizantina cattolica in Italia. Da sempre in comunione con il Vescovo di Roma pur mantenendo le sue tradizioni e le sue origini. Sembra che qui il tempo sia sospeso… Tutto Molto suggestivo!
Ancora una breve passeggiata per le strade del centro e poi la meravigliosa vista sul Lago Albano e non di Albano come dicono in molti! Di origine vulcanica arriva ad una profondità di 180 mt. In lontananza intravediamo le spiagge balneabili e immaginiamo  tramonti mozzafiato! Quindi Lasciamo anche il lago Albano e con il pullman si riparte  per l’ultima tappa: Nemi. Iniziamo il nostro giro con una spettacolare vista sull’omonimo lago. NEMI è veramente deliziosa, le sue terrazze con vista la rendono veramente uno dei borghi più belli d’Italia. Famoso anche per la coltivazione delle fragole e per la Sagra che si svolge ogni anno nel mese di giugno, Nemi divenne famosa anche per il ritrovamento di 2 navi risalenti l’epoca di Caligola.
Lasciamo infine la nostra ultima tappa per il viaggio di ritorno a Castelgandolfo, attraverso un sali e scendi di strade lastricate, viali alberati e vialetti nascosti nel bosco!
Grazie Guglielmo che ci hai guidato e che ci hai trasmesso un valore inestimabile che è la conoscenza del territorio a cui apparteniamo!

 

Un libro per sorridere un po’

(di Annalisa Gatti)  Dopo aver letto ”La bibliotecaria di Auschwitz” di Antonio Iturbe, di cui vi ho parlato la scorsa volta, avevo voglia di un libro che mi facesse sorridere. Mi ricordavo di aver letto alcuni anni fa un romanzo che mi aveva divertito molto: “Olive comprese” di Andrea Vitali. Non ricordandomi bene la trama ho cominciato a rileggerlo sperando che mi divertisse ancora.

Dopo solo poche pagine mi sono ritrovata nel bel mezzo di Bellano, cittadina sul lago di Como dove una travolgente giostra di personaggi rende la vita per nulla noiosa al maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, un calabrese in servizio nella cittadina lacustre che guarda con occhio disincantato, critico e ironico il variegato popolo che gli si para difronte. Il maresciallo Maccadò  in questo romanzo deve risolvere diverse questioni: quattro ragazzi del paese che creano problemi nella cittadina, (il maresciallo avverte le famiglie che come si può immaginare, si agitano e creano ancora più confusione e disordine) la morte dell’anziana vedova Fioravanti (e del suo gatto), la scomparsa del giovane Girabotti…. una serie di storie esilaranti, intrecci davvero divertenti che mentre leggevo mi mettevano di buon umore. Impossibile raccontare la trama, tanti sono i personaggi che si muovono nella cittadina, il prevosto e i carabinieri della stazione locale, il podestà e la moglie (donna decisamente particolare), Il Crociati, un buffo ma esperto cacciatore, Eufrasia Sofistrà a cui tutti chiedono consigli perché è una specie di indovina, veggente, sensitiva… Amori, pettegolezzi, piccoli scherzi, segreti, insomma il ritratto benevolo, affettuoso e divertito di una cittadina vicino al lago, dove tutti sanno tutto o credono di sapere, dove le vite dei personaggi si intrecciano e si ingarbugliano.

«Nei miei romanzi racconto sempre la provincia perché la amo. Ne so gli umori, i respiri, la forza e la caducità». Andrea Vitali 

L’autore è nato e cresciuto proprio a Bellano dove ha esercitato la professione di medico di base per soddisfare le aspirazioni del padre. In realtà avrebbe voluto intraprendere la professione di giornalista. Nel 2014 abbandona la professione medica per dedicarsi alla scrittura. Un successo immediato. Ha scritto circa quaranta libri vinto numerosi premi, e racconta lui stesso che le sue storie sono vita vissuta, parenti, amici, conoscenti, tutti animano i suoi racconti. Leggendo “Olive comprese” si avverte una vera partecipazione, un coinvolgimento divertito e uno sguardo benevolo dei suoi concittadini. 

Riporto alcuni commenti: «Vitali, che si presenta con l’umiltà dell’artigiano, oggi è uno dei più bravi narratori italiani.» Massimo Boffa, Panorama. «Non so quale sia il segreto. Sta di fatto che Andrea Vitali è un raro caso di narratore che mette d’accordo pubblico e critica»

Antonio Gnoli, Robinson – la Repubblica. «Molto tempo dopo che lo avrete letto vi farà ancora ridere.» Magazine – Corriere della Sera.

Nel suo ultimo libro: “Un uomo in mutande” il maresciallo Maccadò si trova per le mani un caso difficile da catalogare.

«Un uomo in mutande?» chiese il maresciallo Ernesto Maccadò. Nessuna traccia di sorriso. Anzi, un’espressione che valeva un punto interrogativo.
Il Misfatti l’aveva messa sullo scherzo, ma quello, niente, aveva preteso i dettagli invece di riderci su.«Si spieghi meglio, appuntato», disse il Maccadò. «Dicevo tanto per…» annaspò il Misfatti.
«L’ascolto comunque», insisté il maresciallo. 

Vitali con il suo stile semplice e scanzonato ci garantirà qualche ora di spensierato divertimento anche con questo suo nuovo libro. In questo periodo complicato che stiamo vivendo a causa della pandemia, un poco di buon umore fa davvero tanto bene

Al via venerdì prossimo la Summer School ANLA 2020

(Comunicato Stampa)

Al via venerdì prossimo 25 settembre con l’introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca l’edizione 2020 della Summer School ANLA. La sede dei lavori sarà il Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo, via S. Giovanni Battista De La Salle, dal pomeriggio di venerdì 25 settembre al pranzo di domenica 27, una struttura particolarmente accogliente, tecnologicamente attrezzata e immersa nel verde per assicurare la migliore riuscita dei lavori in piena sicurezza.

Spiega il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca: “Da sopravvissuti a protagonisti! È il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra Summer School. In questi mesi si è parlato tanto di formazione e istruzione, di bambini e bambine soprattutto. Si è parlato poco di adulti e adulti anziani. Eppure la formazione-per-sempre è posta dagli esperti come uno degli elementi da curare con assiduità per vivere bene la proprio vita, per invecchiare positivamente, per sentirsi protagonisti. È questa la prima risposta al perché di una Summer School: ci troveremo insieme per formarci ancora, per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare il futuro delle nuove generazioni”. Solo chi possiede conoscenze trasversali, competenze e abilità,  abitudine al lavoro in equipe, flessibilità e adattabilità, avrà  gli strumenti necessari per realizzare  una vita buona. Abbiamo a cuore il futuro delle nuove generazioni ma è bene rammentare che la formazione continua è per tutta la vita, è quella che  assicura una vita degna anche quando si è anziani e che allontana nel tempo la non autosufficienza. Lo confermano le tante ricerche svolte in questi anni a livello internazionale. Da qui nasce il progetto di promuovere una Summer School ANLA, una occasione per formarci e continuare a dare un proprio contributo di pensiero per comprendere il tempo che viviamo. Per noi stessi anzitutto, ma più che altro per offrire ai nostri associati, ai nostri amici un punto di vista assai particolare e  raro perché  si nutre di una esperienza di vita e al tempo stesso di una tensione spirituale che ti porta oltre, un mix  di ingredienti che le giovani generazioni non riescono a possedere,   non per manchevolezza ma perché hanno intrapreso da poco il cammino della vita. Formazione per tutta la vita dunque: è questo l’imperativo che ci consegna questa lungo distanziamento fisico provocato dal Covid19.

Centro_mariapoli_giardino

Centro_mariapoli_giardino

Prosegue il presidente Patriarca “Siamo una associazione di volontari, siamo legati alle aziende da cui proveniamo, siamo legati alle nostre comunità. Proponiamo iniziative, eventi, scriviamo e prendiamo posizione quando necessario. L’associazione ha uno statuto, un progetto culturale, e valori che non tiene per sé, seduta sul divano: li propone, li traduce in opere e gesti. Ma per fare questo occorre essere comunità, condividere un sentire, per non perdere l’attitudine ad “annusare” il tempo che viviamo, per non essere “fuori gioco” ed essere invece generativi verso le nuove generazioni, e sapere che se parlerai avrai dietro gli amici”. Il programma prevede venerdì 25 settembre alle ore 16 l’intervento di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, sul tema “Gli anziani nel post Covid 19”  e a seguire la dott.ssa Ester Dini, Responsabile Centro Studi presso la  Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sul tema “La nuova situazione”. Sabato pomeriggio sarà il prof. Ivo Lizzola professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo a parlarci dell’ Orizzonte e a seguire la prof.ssa Maria Rita Parsi, scrittrice e docente, a trattare il tema degli anziani e dei bambini oltre la pandemia. Domenica mattina 27 settembre sarà il prof. Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali a trattare le tematiche previdenziali. “Non solo formazione ma anche tempo libero” sottolinea il presidente Patriarca “Si diventa amici pranzando e cenando insieme, facendo una chiacchierata negli intervalli, scambiandosi una battuta, raccontandosi qualcosa della propria vita personale, godendo insieme un bel luogo, una passeggiata. E questa è un’ulteriore risposta del perché di una Summer School: stare insieme per condividere e fare più amicizia in un tempo di solitudine e di individualismi esacerbati”.

Per iscrizioni e informazioni occorre scrivere a iscrizione@anla.it Sito internet di riferimento http://www.anlablog.it/summer-school-anla-2020/

Riaprono le scuole

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)

Riaprono le scuole di ogni ordine e grado, non vorrei esagerare ma ho vissuto la giornata  del 14 settembre come una vera e propria festa nazionale al pari della festa della Repubblica del 2 giugno. In questi mesi, alcuni terribili, noi tutti – i ragazzi e le ragazze in primis, i genitori, le rappresentanze sociali ed economichev-   siamo stati  ri-acculturati sulla funzione vitale che svolgono le istituzioni scolastiche, un plasma che circola nelle vene e nei capillari  del paese senza farsi notare troppo. In questi decenni, anche da docente, ho partecipato a convegni, seminari, ho contribuito  alla stesura di agende, manifesti, piattaforme.  Per non parlare delle riforme che si sono succedute (inutilmente?) nei decenni. Quale lezione possiamo trarre dalla lunga quarantena a cui la pandemia ci ha costretto?

L’apprendimento vive di relazioni sociali, tra pari e tra generazioni: un contesto che motiva, sostiene, sospinge alla curiosità, al pensiero critico, all’incontro con le stupefacenti diversità che percorrono la vita anche di una piccola comunità di bambini e bambine. Di più:   i ragazzi e le ragazze  incontrano adulti appassionati (non sempre ahimè) di conoscenza, ricchi di esperienza di vita, che ascoltano e si prendono cura, che proteggono nel rispetto della libertà di ognuno a cercare la propria strada. L’apprendimento non è dunque solo “trapasso di nozioni”, e neppure un “parcheggio mentale” perché i genitori lavorano e non sanno dove mettere i figli. È un processo affascinante, che  racconta in filigrana   l’avventura del nostro farci uomini e donne. E non coinvolge solo le menti ma  pure i  corpi, il fare  gruppo e gli inevitabili conflitti. I   bambini e le bambine già lo sapevano: forse oggi anche  il mondo degli adulti, gli stessi genitori ne hanno compreso il valore, paradossalmente  nella mancanza e  nel vuoto di mesi e mesi di distanziamento fisico.  Cosa mi auguro nel prossimo futuro? L’ennesima riforma? No grazie! Ma una immissione di  risorse materiali e immateriali ingenti quello sì, me lo aspetterei,  lo dobbiamo alle giovani generazioni che dovranno sopportare un debito stratosferico (ad oggi il 160 per cento del Pil). La politica e le parti sociali, l’associazionismo,  tutti  sono interpellati ad operare una svolta culturale attesa da decenni: patti educativi di comunità, il corpo docente e gli educatori continuamente formati, aggiornati e retribuiti con dignità, strutture al passo con i tempi, tempo pieno offerto a tutti, potenziamento dei servizi 0/6 anni, i canali professionalizzanti ripensati ( quello professionale e tecnico, gli its…), borse di studio ai meritevoli.

E’ mancata una visione, una prospettiva di lungo termine. È ora di darsi una mossa.

Premiazione del Concorso Letterario Nazionale

(di Fiorenza Ciullini, presidente regionale Anla Toscana) Siamo lieti di informarvi che la premiazione del Concorso Letterario nazionale “la penna racconta” II.a edizione, si svolgerà a Firenze venerdì 2 ottobre alle ore 16,30 presso l’Auditorium al Duomo in via Cerretani 54r.  Il luogo da noi scelto per la manifestazione, si trova nello splendido palcoscenico di un Teatro che ben si presta alla premiazione che sarà preceduta da uno spettacolo che sarà allestito dalla Compagnia Teatri d’imbarco per una suggestiva rappresentazione a difesa dei diritti umani degli anziani. Questo sarà un vero gioiello che, per il 2 ottobre Festa dei Nonni, darà un valore aggiunto a tutto quello che è stato presentato nei loro racconti, dagli scrittori che hanno partecipato al Concorso.

Bando del Concorso nazionale

Bando del Concorso nazionale

 

Al termine della serata non mancherà un drink per poterci scambiare un caro saluto e festeggiare i premiati e tutti coloro che hanno partecipato al Concorso inviando i loro racconti.  L’ingresso e’ libero ma per motivi di sicurezza potra’ contenere  un massimo di 100 posti. Vi aspettiamo numerosi!

 

Saranno presenti:

  • Rappresentanti delle Istituzioni, Personalità della Cultura Fiorentina
  • La Presidente della Giuria Lucia Bruni
  • il Presidente Nazionale ANLA Edoardo Patriarca
  • il Presidente Regione Toscana ANLA Fiorenza Ciullini
  • Il Direttore del giornale Esperienza Antonello Sacchi

Inoltre, chi avesse necessità di pernottare a Firenze, potrà contattare Hotel Laurus**** (accanto all’Auditorium) chiamando il n. 055238175 e segnalando di essere di ANLA TOSCANA. Il prezzo a noi riservato è di 98,00 € per la camera doppia, incluso colazione e 88,00 € per la camera singola sempre colazione inclusa.

“… E passavano i giorni… “Questo l’incipit del 2° Concorso letterario ANLA Nazionale. E non poteva essere diversamente dato il periodo straordinario che stiamo vivendo, … e passavano i giorni … in attesa di una soluzione che richiede tempi di ricerca e di sperimentazione che non sono così imminenti. Pensiamo ai nostri anziani che ci hanno lasciato ma anche a quelli che vivono in solitudine un periodo storico che mai come ora, è così pieno di incertezze. Ecco perché, nonostante le difficoltà, la Premiazione abbiamo voluto fortemente mantenerla per il 2 ottobre, per dare un profondo significato ai nonni, ai così detti diversamente giovani, coloro che sono ancora  oggi la linfa vitale della nostra società. Tutti noi di Anla, in tutta Italia, cerchiamo di fare qualcosa per alleviare le sofferenze e per dare un significato più profondo alla nostra quotidianità, chi nel campo sanitario, chi nel sociale, chi mette a disposizione risorse per sostenere coloro  che hanno problemi di salute e chi cerca di donare un momento di leggerezza, come la piuma che si alza con il vento  nel film Forrest Gump… Abbiamo bisogno anche di questo! E quindi eccoci qui, per un momento di leggerezza, così ben rappresentato dal Concorso letterario che ha voluto raccogliere tutto quello che un pensiero, un ricordo, un flash potranno donare a chi si ferma a riflettere. Eccoci qui anche con una rappresentazione teatrale che, armoniosamente con il contesto, sarà l’attimo più rappresentativo della nostra Manifestazione, artisti che girano l’Europa portando un messaggio di leggerezza ma anche di profonda attenzione verso una generazione molte volte dimenticata. Non ci resta che aspettarvi tutti a Firenze il 2 ottobre e, approfitto di questo spazio per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato, sono tanti e da tutta Italia e anche se soltanto uno come da regolamento, sarà il vincitore  Vorremmo premiarVi tutti per la sensibilità, la poesia ed il cuore che ci avete messo. Un sentito grazie anche alla giuria per l’impegno e la disponibilità.

VI ASPETTIAMO!

La bibliotecaria di Auschwitz.

(di Annalisa Gatti)  Una scuola per bambini nell’inferno di un campo di sterminio ad Auschwitz-Birkenau. Come si può pensare di mandare a scuola i bambini in quel luogo di morte? In libreria era in bella mostra, la copertina già un bel messaggio: una farfalla bianca si posa su un filo spinato nerissimo.  Una storia vera che ha catturato subito il mio interesse.

Il libro è stato scritto da Antonio Iturbe (Saragozza, 1967) giornalista, scrittore e professore.

Nelle primissime pagine del libro c’è scritto: “Finché rimase aperto, il blocco 31 ospitò fino a cinquecento bambini, oltre a molti altri prigionieri che venivano chiamati assistenti. Nonostante la rigida sorveglianza e al contrario di quello che ci si sarebbe aspettati, nel blocco esisteva una biblioteca clandestina destinata ai bambini. Era minuscola, contava solo otto volumi, tra cui la Breve storia del mondo di H.G.Wells, un sussidiario scolastico russo e un libro di geometria analitica…..Alla fine di ogni giornata venivano affidati, insieme ad altre cose preziose come medicine e pezzetti di cibo, ad una delle ragazze più grandi, che aveva il compito di nasconderli ogni notte in un posto diverso.Alberto ManguelLa biblioteca di notte

La piccola protagonista del romanzo Dita Kraus, ora è (leggo nel libro) la stessa persona combattiva di allora, non la classica vecchietta tranquilla e arrendevole ma un terremoto: gentile, magra, nervosa, energica, seria e sorridente al tempo stesso, assolutamente incantevole.

Ebrea nata a Praga si trovò a svolgere il ruolo di bibliotecaria dopo la sua deportazione ad Auschwitz.  Nel dicembre 1943 i capi delle SS decisero di aprire una sezione speciale all’interno del campo nel quale le condizioni di vita sembrassero migliori, un campo per famiglie, per poter ingannare gli ispettori della Croce Rossa e le organizzazioni umanitarie e mostrare che le notizie terrificanti che arrivavano su Auschwitz non rispondevano al vero. Un ragazzo appena trentenne, Fredy Hirsch, ebreo tedesco, atleta, insegnante di educazione fisica, ha fatto l’impossibile: grazie a lui molti bambini si sono salvati dalla morte certa nel campo, un piccolo esempio: aveva chiesto di migliorare l’alimentazione già poverissima dei piccoli e aveva ottenuto che i pacchi dei familiari mandati ai prigionieri già morti, i fossero portati al blocco 31. Tutto realmente accaduto, riuscì ad organizzare in quel blocco un’atmosfera di vita quasi normale, dove i genitori lavoravano e i bambini passavano le loro giornate giocando e, di nascosto, studiando. Era tassativamente vietato ai maestri insegnare materie scolastiche. Il pensiero di Hirsch: “Non importa quante scuole chiuderanno i nazisti, ogni volta che qualcuno si ferma ad un angolo di strada a raccontare una storia, e dei bambini si avvicinano ad ascoltarlo, ecco che è nata una nuova scuola”. Non c’è spazio per raccontare la sua di storia ma vi invito a cercare su internet, vi commuoverà.

Alcuni libri (vietatissimi nel campo) requisiti e poi comprati al mercato nero, riuscivano con fatica e peripezie varie ad arrivare in questo blocco. Dita aveva il compito di custodirli, difenderli anche a costo della propria vita. Distribuiva i libri ai maestri per le lezioni durante il giorno e li recuperava nascondendoli in posti sempre diversi a fine giornata. Libri, solo libri, è vero non si mangiano, ma sono l’unica via di scampo in quel orrore. Scrive Iturbe, “le parole suonavano più forti delle mitragliatrici”. Strappati e malridotti la ragazzina se ne prendeva cura con totale dedizione, incollando le pagine strappate come poteva, lisciando quelle stropicciate, spolverando le pagine malconce.  Ad Auschwitz solo ad averne uno in mano di libro si rischiava la condanna a morte. I nazisti ne andavano a caccia come fossero oro e quando li trovavano li bruciavano. Si legge nel libro: ”Nel corso della storia i dittatori, i persecutori ed i tiranni di qualsiasi credo, razza e colore o ideologia, sia che difendessero la rivoluzione popolare, i privilegi delle classi benestanti, il mandato di Dio o la disciplina sommaria dei militari, hanno avuto questo in comune: la vocazione a censurare e a distruggere i libri. Perché i libri sono pericolosissimi: fanno pensare.

Dita, una ragazza coraggiosa che ha voglia di vivere, di ridere con le sue amiche del campo nonostante il pericolo sempre in agguato e l’orrore che le circonda. Una storia vera che viene raccontata senza soffermarsi troppo sulle crudeltà ma vissuta ancora una volta da una giovane che ha più coraggio dei tantissimi adulti che la circondano. Ditaha una certezza: la macchina del tempo esiste, sono i libri. I sogni sono ancora colorati e raggiungibili, basta crederci. Ogni pagina una grande lezione di coraggio da parte di una ragazzina di soli quattordici anni. Impossibile non emozionarsi ogni momento.

Tempo di fresche dolcezze

(di Roberta Greco) Siamo in settembre ma le temperature non ne vogliono sapere di scendere, e anche se inizia a fare buio presto questo non ci impedisce di godere ancora di una tavola all’aperto con gli amici, di preparare ancora menù leggeri e allora perché rinunciare ad un dolce goloso? Nulla di meglio di un dolce al cucchiaio appena uscito dal frigo per rinfrescarsi…

Budino di riso

Ingredienti per 6 tazze: 1 tazza di riso con chicco corto o riso basmati; 2 tazze di zucchero; 70 g. di Burro; 1/2 cucchiaino di zafferano in polvere; 1/2 tazza di acqua di rose; 6 bacche di cardamomo; sale.

Per guarnizione: Cannella in polvere, mandorle e pistacchi tritati e in listarelle

Lavate il riso 5/6 volte con acqua tiepida in modo che perda tutto il suo amido. Mettete il riso in una pentola con 4 tazze di acqua fredda e poco sale e fatelo arrivare a bollore mescolando ogni tanto. Quando il riso bolle abbassate la fiamma e fatelo cuocere coperto per 30 minuti, mescolate di tanto in tanto e, quando serve, togliete via la schiuma che si formerà durante la cottura. Sciogliete lo zucchero in due bicchieri di acqua bollente e aggiungetelo al riso; continuate poi la cottura ancora per 20 minuti. Vedrete che il riso si ammorbidirà ed il suo amido darà una bella crema. Sciogliete lo zafferano in un bicchiere di acqua bollente. Togliete anche i semi del cardamomo dal guscio e pestateli nel mortaio. A questo punto aggiungete zafferano sciolto in acqua, burro, un altro bicchiere d’acqua bollente e lasciate che si sciolga il burro. Coprite la pentola e lasciate andare ancora per 10 minuti con fuoco molto lento. Alla fine, aggiungete acqua di rose e cardamomo. Mescolate e coprite il coperchio con un canovaccio. Continuate a cuocete ancora a fuoco molto lento per 10 minuti. Alla fine, dovete ottenere i chicchi di riso ben cotti e un buonissimo dolce al cucchiaio con una consistenza giusta, cremosa e morbida, con tutti gli aromi e croccante di mandorle. Ricordate che il budino quando si raffredda diventa più consistente, perciò toglietelo via dal fuoco ancora morbido e non troppo denso. Versate ancora caldo nelle coppette individuali oppure nelle scodelle di porcellana, e guarnite prima che si addensi in superficie, con cannella in polvere, pistacchi e mandorle tritate o in forma di listarelle. Servite freddo. Potete conservarlo in frigo per una settimana.

 

Gelo al caffè

Ingredienti per 6 persone: 5dl di caffè non dolcificato, 200 g di zucchero semolato, 80 g di amido, 1 cucchiaio di cacao amaro. Riunite in una casseruola il caffè, lo zucchero, il cacao e l’amid sciolto in 5 dl di acqua. Mescolate accuratamente tutto e lasciate addensare su fiamma dolce, mescolando continuamente. Appena il composto sarà cremoso, trasferitelo in stampini da porzione e servitelo freddo.

 

Gelatina di arance

Ingredienti per 6 persone: 5 arance non trattate, 1 limone, 120 g di zucchero semolato, 80 g di amido. Lavate e asciugate le arance; grattugiatene la buccia e trasferitela in una ciotola. Versate 1 bicchiere d’acqua, coprite e lasciate in infusione per una notte. Trascorso il tempo necessario, filtrate il liquido, mescolatevi il succo degli agrumi, passato al colino e aggiungete tanta acqua quante ne occorre per arrivare ad 1 litro di soluzione. Mettete l’amido e lo zucchero in un tegame e stemperateli con il preparato, portate, quindi, ad ebollizione mescolando continuamente. Appena la crema si sarà addensata, spegnete la fiamma e lasciatela intiepidire; poi, trasferitela in uno stampo inumidito con acqua fredda e fate solidificare in frigo per un giorno intero.

 

Couscous dolce

Ingredienti per 4 persone: 300 g di semola di grano duro, 150g di cioccolato fondente, 1 arancia, 100 g di mandorle pelate e tostate, 3 foglie di alloro, 100 g di pistacchi pelati, 100 g di zucca candita a dadini, zucchero a velo, cannella. Legate la semola con poca acqua salata e lasciatela asciugare, poi cuocetela a vapore nella cuscusiera con le foglie di alloro e la scorza d’arancia spezzettata. A fine cottura, versate il preparato in un vassoio e fatelo intiepidire, conditelo con due cucchiai di zucchero a velo, il cioccolato a pezzettini, la zuccata, i pistacchi e le mandorle tritate grossolanamente. Spolverizzate il couscous con un pizzico di cannella, mescolate con cura e fate riposare per qualche minuto prima di servire

 

Rose di cocco

Ingredienti: 150 g di farina di cocco, 400 g di cioccolato fondente, 30 g di burro, 2 cucchiai di latte, 80 g di zucchero a velo, 250 g di panna montata, 5 albumi, 40 g di pistacchi, sale. Fate sciogliere a bagnomaria circa 100 g di cioccolato con il burro. Appena fuso, allontanato il recipiente dal fuoco, incorporate al cioccolato il latte caldo, lo zucchero a velo e la farina di cocco. Lavorate con cura il tutto; ottenuto un composto omogeneo, spiana telo manualmente e stendete la sfoglia sul fondo e i laterali di alcuni piccoli stampi circolari che porrete subito nel freezer a solidificarsi. Sciogliete intanto i rimanenti 300 g di cioccolato. Lasciateli fondere del tutto, poi fateli raffreddare fintanto che saranno ancora semiliquidi; quindi incorporatevi, mescolando la panna e gli albumi battuti a neve con un pizzico di sale. Raccogliete la crema in una tasca da pasticciere munita di bocchetta stellata grande e mettetela in frigorifero. Quando le vaschette saranno sode, liberatele degli stampini, poi spruzzateli dentro degli sbuffi di crema imprimendo ogni vola alla tasca un mezzo giro. Rimettete le rose in frigo. Al momento di servirle, cospargetele con un trito di pistacchi.

Istat, il mercato del lavoro, II trimestre 2020

Istat, in un comunicato stampa, rende noto che nella media del secondo trimestre 2020 le dinamiche del mercato del lavoro risentono, ancor più che nello scorso trimestre, delle notevoli perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria. L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una forte diminuzione rispetto sia al trimestre precedente (-13,1%) sia allo stesso periodo del 2019 (-20,0%). Tali andamenti risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica, con una flessione del Pil nell’ultimo trimestre pari al 12,8% in termini congiunturali.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti. Il tasso di occupazione scende al 57,6%, in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020; i giovani di 15-34 anni presentano la diminuzione più marcata (-2,2 punti). Nei dati provvisori di luglio 2020, al netto della stagionalità e dopo quattro mesi di flessione, il numero di occupati torna a crescere (+85 mila, +0,4%) rispetto a giugno 2020 e il tasso di occupazione risale al 57,8% (+0,2 punti in un mese), misurando una positiva reazione del mercato del lavoro alla ripresa dei livelli di attività economica.

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