Bellezza infinita e realtà virtuale

(di Giuseppe Taddei, presidente ANLA Campania)

Molto, troppo spesso, per la spensieratezza, la leggerezza, la superficialità della prima età adolescenziale, distratta da diverse lontane recondite chimere, la storia è stata vista come una arida, vuota nozione di date, di fatti e di personaggi che poco o nulla avevano a che fare con gli interessi  del momento. Con l’avanzare dell’età evolutiva la storia è stata, poi e meglio, accettata e recepita come strumento per capire il passato e comprendere ed interpretare il presente. Lo studio specifico della storia economica, di quella della sociologia, della medicina, del diritto romano, dei conflitti nazionali e mondiali e delle altre branche della scienza ci aiutano a progettare ed affrontare le sfide della prossima immanenza.

L’umanità del primo ventennio del terzo millennio sta assistendo ad  una svolta epocale del corso della storia che sarà raccontata alle generazioni che verranno. La terribile pandemia che ancora ci attanaglia, le vicissitudini,  di donne e di uomini che hanno sofferto e hanno vinto la malattia, di coloro che hanno patito la limitazione delle libertà individuali, la morte di quelli che non ce l’hanno fatta, costituiscono,  sono il presupposto, e  sono tutte precondizioni per una diversa, altra vita che mai sarà come prima.

Già alla fine dello scorso millennio era chiaro che vi era un vero e proprio limite fisico alla quantità di risorse fisiche delle quali possiamo usufruire, e che uno stato di perpetua crescita era una pura chimera.

Da una attenta analisi critica dell’economia occidentale, fatalmente destinata al collasso, appariva irreversibile ed irrinunciabile passare ad una prospettiva economica ed esistenziale  alternativa che proprio per l’inversione di tendenza che richiedeva, veniva denominata “decrescita” , come ampiamente previsto dall’economista Serge Latouche.  La tragedia che stiamo vivendo ci fa capire che l’attuale sistema  è del tutto insostenibile sotto il profilo relazionale, sociale, esistenziale e di vita quotidiana perché destinato a scontrarsi con una limitatezza di risorse materiali (materie prime e beni di consumo) e di trascurare quelle immateriali (l’amore, la fede, l’altruismo, la prodigalità, l’onestà, la carità cristiana) con le quali, ancora, rifiuta di mettersi a confronto. Oltre a ciò, questo sistema presenta un’altra fondamentale contraddizione: pur offrendo all’uomo (quello occidentale) ogni agio e comfort, lo condanna ad uno stile di vita frenetico, di perenne insoddisfazione e tale da produrre una società malata di ricchezza, impregnata di disuguaglianze ed ingiustizie.

E’ giunto il momento in cui donne ed uomini, non siano solo testimoni e spettatori passivi  di questo difficile evo, ma protagonisti attivi  chiamati a dare una nuova e diversa ermeneutica alle logiche esistenziali ed alle prospettive della vita che ci aspetta. Progettare un futuro finito, circoscritto ai limiti fisici e sopportabili dalla natura umana,  ma anche e principalmente riscrivere e ridisegnare un futuro infinito che  può darci e donarci la bellezza classica in tutte le sue espressioni, quella del creato, quella dello spirito, quella delle emozioni, della fede, dell’arte in tutte le sue manifestazioni pittoriche, scultoree, architettoniche.  Facciamo un salto di qualità passiamo da una previsione esistenziale con vertice vettoriale essenzialmente metafisico, ad  una dimensione ontica e progettuale  attraverso la quale trovare la giusta gratificazione e determinazione dell’essente.

Reggia di Caserta

Reggia di Caserta

Tornando alla premessa, riappropriamoci della storia, quella dell’arte, la storia dell’arte, rivalutiamo la storia che studia la nascita ed il progresso delle espressioni artistiche, riavviciniamoci al pensare filosofico, al senso estetico, apriamoci alla crescita interiore.  Approdiamo al concetto di bellezza classica come nobile categoria dell’etica…

Il seguito dell’articolo sarà pubblicato sul nr. 5-6/2020 di Esperienza