Archivio della categoria: ANLA

La voce di ANLA nei media

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca è intervenuto alla trasmissione radiofonica Piazza inBlu del 23 aprile scorso condotta dalla collega Chiara Placenti e trasmessa sul circuito radio inBlu.

Per ascoltare l’ intervento del presidente Patriarca cliccate qui e avviate il file audio. L’intervento è ascoltabile quando manca 6 minuti e 25 secondi alla fine.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Anla Toscana, percorsi culturali in Firenze

Anla Toscana condivide con tutti i tesserati ANLA due nuovi interventi del prof. Federico Napoli sulla Loggia del Porcellino e sulle campane di Firenze. Scrive la presidente Anla Toscana Fiorenza Ciullini “Certi di rappresentare il vostro pensiero, vogliamo ringraziare con profondo affetto e stima il prof. Napoli per tutto quello che sta facendo per la nostra Associazione. Non vediamo l’ora di poter riprendere con lui i nostri percorsi culturali”.

Loggia del Porcellino

Le campane di Firenze

Bellezza infinita e realtà virtuale

(di Giuseppe Taddei, presidente ANLA Campania)

Molto, troppo spesso, per la spensieratezza, la leggerezza, la superficialità della prima età adolescenziale, distratta da diverse lontane recondite chimere, la storia è stata vista come una arida, vuota nozione di date, di fatti e di personaggi che poco o nulla avevano a che fare con gli interessi  del momento. Con l’avanzare dell’età evolutiva la storia è stata, poi e meglio, accettata e recepita come strumento per capire il passato e comprendere ed interpretare il presente. Lo studio specifico della storia economica, di quella della sociologia, della medicina, del diritto romano, dei conflitti nazionali e mondiali e delle altre branche della scienza ci aiutano a progettare ed affrontare le sfide della prossima immanenza.

L’umanità del primo ventennio del terzo millennio sta assistendo ad  una svolta epocale del corso della storia che sarà raccontata alle generazioni che verranno. La terribile pandemia che ancora ci attanaglia, le vicissitudini,  di donne e di uomini che hanno sofferto e hanno vinto la malattia, di coloro che hanno patito la limitazione delle libertà individuali, la morte di quelli che non ce l’hanno fatta, costituiscono,  sono il presupposto, e  sono tutte precondizioni per una diversa, altra vita che mai sarà come prima.

Già alla fine dello scorso millennio era chiaro che vi era un vero e proprio limite fisico alla quantità di risorse fisiche delle quali possiamo usufruire, e che uno stato di perpetua crescita era una pura chimera.

Da una attenta analisi critica dell’economia occidentale, fatalmente destinata al collasso, appariva irreversibile ed irrinunciabile passare ad una prospettiva economica ed esistenziale  alternativa che proprio per l’inversione di tendenza che richiedeva, veniva denominata “decrescita” , come ampiamente previsto dall’economista Serge Latouche.  La tragedia che stiamo vivendo ci fa capire che l’attuale sistema  è del tutto insostenibile sotto il profilo relazionale, sociale, esistenziale e di vita quotidiana perché destinato a scontrarsi con una limitatezza di risorse materiali (materie prime e beni di consumo) e di trascurare quelle immateriali (l’amore, la fede, l’altruismo, la prodigalità, l’onestà, la carità cristiana) con le quali, ancora, rifiuta di mettersi a confronto. Oltre a ciò, questo sistema presenta un’altra fondamentale contraddizione: pur offrendo all’uomo (quello occidentale) ogni agio e comfort, lo condanna ad uno stile di vita frenetico, di perenne insoddisfazione e tale da produrre una società malata di ricchezza, impregnata di disuguaglianze ed ingiustizie.

E’ giunto il momento in cui donne ed uomini, non siano solo testimoni e spettatori passivi  di questo difficile evo, ma protagonisti attivi  chiamati a dare una nuova e diversa ermeneutica alle logiche esistenziali ed alle prospettive della vita che ci aspetta. Progettare un futuro finito, circoscritto ai limiti fisici e sopportabili dalla natura umana,  ma anche e principalmente riscrivere e ridisegnare un futuro infinito che  può darci e donarci la bellezza classica in tutte le sue espressioni, quella del creato, quella dello spirito, quella delle emozioni, della fede, dell’arte in tutte le sue manifestazioni pittoriche, scultoree, architettoniche.  Facciamo un salto di qualità passiamo da una previsione esistenziale con vertice vettoriale essenzialmente metafisico, ad  una dimensione ontica e progettuale  attraverso la quale trovare la giusta gratificazione e determinazione dell’essente.

Reggia di Caserta

Reggia di Caserta

Tornando alla premessa, riappropriamoci della storia, quella dell’arte, la storia dell’arte, rivalutiamo la storia che studia la nascita ed il progresso delle espressioni artistiche, riavviciniamoci al pensare filosofico, al senso estetico, apriamoci alla crescita interiore.  Approdiamo al concetto di bellezza classica come nobile categoria dell’etica…

Il seguito dell’articolo sarà pubblicato sul nr. 5-6/2020 di Esperienza

La voce di ANLA nei media

Oggi due nostri esponenti hanno commentato la situazione attuale sui media nazionali e internazionali.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca è intervenuto al Tg di Tv2000 delle 18.30 per un commento della situazione: potete ascoltarlo al minuto 1 e 18 secondi del seguente servizio di Luigi Ferraiuolo

La presidente regionale dell’Emilia Romagna Tiziana Marchetti è intervenuta al programma In prima linea di Radio Vaticana dove ha dialogato con la conduttrice Paola Simonetti, potete ascoltarla cliccando qui sul link di Radio Vaticana  e cliccando sul simbolo play nel podcast.

 

 

 

Lavoro

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) La parola che vi propongo oggi è lavoro

Nella nostra Costituzione  la parola riecheggia  13 volte. Il principio lavoristico  declamato nell’art.1,  assieme a quello solidaristico e democratico,  mette al centro la persona e la sua dignità. Il cuore del lavoro è la persona, rifugge la sola dimensione contrattualistica (occupazione e retribuzione),  è di più, è anche  un atto creativo, un fare bene ciò che ti è stato affidato. Papa Francesco  in linea   con il dettato costituzionale, e va da sé con la dottrina sociale della Chiesa,   descrive  il  “lavoro  degno” con quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale. Risuonano    nella  Costituzione in forma diversa:  “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art.4).

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Ora la pandemia ci ha posto di fronte ad un passaggio inaspettato e tragico,  una discontinuità dirompente pari a quella provocata da una guerra. Ne siamo consapevoli, lo sentiamo sulla nostra pelle,  lascerà tracce profonde e durature. Abiteremo diversamente il tempo che ci è dato di vivere: il declino, la povertà, la decrescita infelice saranno un destino inevitabile?   O l’opportunità per ripensare modelli organizzativi, e  archiviare la   scansione   spazio/tempo – grigia e inossidabile  da un secolo- ereditata dalla  prima rivoluzione industriale?    Perché non innescare  un processo di cambiamento,  un nuovo umanesimo, un Rinascimento nel modo di produrre e di lavorare? Le dichiarazioni “visionarie”  della  Costituzione, molte ancora da attuare, forse troveranno nuova linfa. Una premessa va fatta. Se riflettiamo sul  lavoro degno non possiamo non  denunciare quello indegno: quello dei lavoratori irregolari, in nero (si parla di quasi 4 milioni di persone),  coinvolti soprattutto  nei servizi  alla persona, in agricoltura, edilizia, trasporti, ristorazione, turismo, commercio…e i working poor , i lavoratori sottopagati che pur lavorando vivono nella miseria e nella povertà, senza orari . “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità  e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.  Ancora una volta c’è lo ricorda la Costituzione nell’ art.36).

Detto ciò, un primo abbozzo di riflessione.
In queste settimane sono state scritte parole per lo più sconosciute ai più: home working, lavoro agile, smart working, telelavoro… Hanno significati diversi, modelli contrattuali e regole differenti, ma   tutti hanno un unico denominatore: il lavoro si svolge in luoghi altri da quello aziendale ( generalmente a casa ) e in orari diversi dall’orario canonico.Stiamo vivendo queste esperienze per emergenza, costretti dalla pandemia. Possiamo trarne qualche insegnamento? E se proponessero in filigrana un nuovo paradigma, una sorta     di sgretolamento degli spazi e  dei tempi canonici, la  smaterializzazione del prodotto resa possibile dalla evoluzione delle tecnologie digitali?
Ma quali sono le condizioni perché lo smart working funzioni per davvero? Non funziona, è certo, se vige il modello fordista, il controllo a vista, la mentalità gerarchica  e burocratica in azienda. Funziona se si avviano   processi partecipativi che premiano la collaborazione e la cooperazione , la fiducia e la responsabilità, l’autorealizzazione e la messa a frutto dei propri talenti, il senso  di appartenenza e la programmazione  per obiettivi. Ma questi indicatori necessari per il lavoro agile non sono altrettanto generativi per tutte le tipologie di lavoro? Se già ora provassimo a vivere il cambiamento    rafforzando le piattaforme digitali, la banda larga, la formazione  dei dipendenti, il sostegno alle imprese che ci vogliono provare, avremo  sperimentato  nuovi modi per sostenere la conciliazione tra vita lavorativa e  vita familiare; daremo la possibilità  a molti giovani di poter abitare   nei territori cosiddetti periferici   (penso alle aree montane),  apriremo nuovi moduli  formativi per valorizzare i talenti di ognuno e avremo imprese più efficienti e produttive.

ANLA: Cura Italia, bene ma non basta

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova”.

A proposito delle misure economiche varate dal Governo nel cosiddetto decreto “Cura Italia”riportiamo di seguito l’intervento del presidente Anla Edoardo Patriarca.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il decreto legge appena emanato dal Governo rappresenta un utile passo in avanti per fronteggiare la difficile attuale situazionesottolinea il presidente Patriarca che, pur apprezzando l’impegno messo in atto da parte dell’Esecutivo in questi difficili frangenti in cui purtroppo siamo costretti a “navigare a vista”, sprona il Governo a osare di più per il bene degli Italiani. “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come la nostra ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova. Ne danno testimonianza le migliaia di volontari che, bardati di mascherine, guanti e osservando tutte le disposizioni dell’Autorità competente, cercano di aiutare le persone che più sono oggi penalizzate, gli anziani spesso soli e psicologicamente provati, le persone diversamente abili, le famiglie già segnate dalla malattia di un loro caro. A tutti loro vada il nostro più sentito grazie e invitiamo il Governo a mettere in atto la proposta che stiamo da tempo ripetendo, anticipare ora alle Associazioni che ne hanno diritto il pagamento del 5×1000 di competenza che normalmente sarebbe corrisposto a fine estate

L’Italia sta facendo la sua parte: medici e infermieri stanno fronteggiando la pandemia, ancora oggi Papa Francesco nella quotidiana messa in Santa Marta ha ricordato il loro eroico sacrificio. Siamo ormai consapevoli che, al di là dei motivi improrogabili che ci sono stati ben specificati, noi italiani dobbiamo restare in casa, ma pensiamo anche a tutti quei nostri connazionali che non possono esimersi dall’andare fisicamente al lavoro perché impegnati in attività essenziali: senza il loro impegno si potrebbero fermare le infrastrutture, le comunicazioni, il rifornimento di generi di prima necessità. Pensiamo non solo ai dipendenti ma anche ai tantissimi italiani che vivono della propria libera professione: sono il cosiddetto “popolo della partita IVA” che ora più che mai è in profonda sofferenza e che deve essere maggiormente aiutato dal Governo. A tutti questi lavoratori, ANLA, i lavoratori anziani d’Italia, esprimono vicinanza, affetto e profonda gratitudine.

Come ANLA chiediamo allora al Governo un ulteriore necessario sforzo per far sì che quando tutto tornerà normale, e ci auguriamo presto, il Paese possa ripartire con forza, speranza e coesione: chiediamo che possano essere azzerati, e non solo sospesi, i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. 

Non si tratta solo di superare un’emergenza globale, si tratta di assicurare la ripresa. Il mondo della solidarietà non è un complemento di cui si può anche fare a meno, è ciò che rende un Paese veramente vivibile”.

 

ANLA a Uno Mattina

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca è intervenuto questa mattina a Uno Mattina, il popolare e seguitissimo contenitore del mattino di Rai1, per parlare della nostra Associazione.

ANLA ospite di Uno MattinaANLA ospite di Uno Mattina

ANLA ospite di Uno Mattina

Il presidente Patriarca, ricordando il duplice tema del mandato associativo, imprese socialmente responsabili e volontariato, ha presentato la nostra Associazione e ha invitato ad avere tutti un pensiero e una particolare attenzione verso gli anziani in questo periodo così delicato e complesso dal punto di vista sanitario ed emotivo. Hanno accompagnato il presidente Patriarca due volontari ANLA dell’Emilia Romagna: il presidente regionale Tiziana Marchetti e Adriano Ghelfi.
Chi desiderasse rivedere la trasmissione può farlo raggiungendo il sito web di Uno Mattina su Rai Play, accessibile previa registrazione al sito Rai, scegliendo la puntata del 25 febbraio e spostandosi all’orario delle 08.50 (-32.56 minuti alla fine del video).

Il dovere della memoria

In occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che si celebra per commemorare le vittime dell’Olocausto ogni anno il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ecco la dichiarazione del presidente di ANLA, sen. Edoardo Patriarca: “La dignità della persona e il rispetto della vita, la democrazia e la libertà, la giustizia e il perseguimento del bene comune sono principi che spesso diamo per acquisiti per sempre dimenticando che la nostra Carta Costituzionale e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  sono state scritte dopo l’immensa tragedia dell’Olocausto e una sanguinosa guerra mondiale. Alla nostra ANLA, un’Associazione di adulti, spetta il dovere di vigilare e di trasmettere con il proprio esempio la cultura per la vita, per la pluralità di pensiero e opinione, per i valori fondanti della nostra società civile, per il dialogo fecondo tra le generazioni. Noi che abbiamo più primavere sulle spalle abbiamo il dovere della memoria, una memoria attiva e sempre vigile, non ingessata, e di esercitarla quotidianamente contro il virus terribile della indifferenza che talvolta prende anche i nostri cuori e ci fa voltare dall’altra parte. Il motto che don Lorenzo Milani scriveva sulla lavagna della scuola di Barbiana era “I care” cioè “mi sta a cuore”, lo slogan degli studenti americani negli anni ‘60.  Ci sta a cuore la vita delle nostre comunità, il rispetto di tutti e delle diversità di ciascuno, crediamo nell’amicizia, vogliamo essere costruttori di fraternità. Ci sta a cuore il futuro dei nostri giovani, il preservarli dai terribili errori che sono possibili se non si conosce la storia, se non si esercita la memoria, se non si dialoga fra le generazioni. Il nostro Presidente della Repubblica, ricordando una grande figura di italiana, Chiara Lubich, ha recentemente sottolineato che fraternità, altruismo, dono sono valori che questa donna ha proposto partendo “da quell’abisso di umanità che è stata la guerra”. Dinanzi all’orrore dell’Olocausto non riusciamo talvolta, per lo sgomento, neppure a parlare: eppure dobbiamo non solo parlare e ricordare, – come ci ha spronati ieri Papa Francesco quando ha detto che “Davanti a questa immane tragedia, a questa atrocità, non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria” invitandoci a dire “mai più” – dobbiamo essere costruttori di fraternità, esempi di altruismo, donne e uomini capaci di dono. Il Giorno della Memoria, oltre a ricordare il sacrificio di una moltitudine immane di uomini, donne, bambini, sia per tutti noi il rinnovo di una promessa all’impegno civile per costruire città a misura di persona umana, sia il rinnovo di un impegno a far sì che quel passato di odio non torni mai più. Come Associazione, nata pochi anni dopo la fine della II Guerra Mondiale, nata dalle macerie di un conflitto per contribuire con la saggezza e l’esperienza, con la professionalità e con il lavoro a dialogare con i più giovani per ricostruire il nostro Paese, abbiamo parlato l’anno scorso, nostro settantesimo anno dalla fondazione, della necessità di un nuovo umanesimo per la società attuale: noi ci siamo, con i nostri ricordi, la nostra memoria, la nostra esperienza, per un solido e continuo progresso sociale”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Incontro dei presidenti regionali

Per dare concretezza e uno sguardo comune al lavoro sui territori, a Roma i presidenti regionali hanno lavorato fianco a fianco con il presidente nazionale Edoardo Patriarca. Ci aspettano giornate intense e molte iniziative da realizzare!

Incontro dei presidenti regionali ANLA

Incontro dei presidenti regionali ANLA