Archivio della categoria: ANLA

A passeggio tra gli angoli curiosi di Firenze

(di Fiorenza Ciullini, presidente regionale ANLA Toscana e Consigliera nazionale).  Tre iniziative proposte da Anla Toscana. Tutte e tre le visite, organizzate da ANLA Toscana, rispettivamente per martedì 18 maggio, mercoledì 26 maggio e martedì 8 giugno, saranno guidate dal prof. Federico Napoli.

“Dante leggiadre fanciulle e gironi infernali”

Per ricordare il sommo Poeta e camminare per le strade e viuzze, in un viaggio a ritroso nel tempo, nel cuore medioevale di Firenze in un percorso compiuto in uno spazio di poche centinaia di metri, perché tale era allora la dimensione della città!
Così, nei settecento anni dalla sua scomparsa, non poteva mancare un ripercorrere la vita di Dante: da guelfo bianco e poi “ghibellino”, frequentatore di bettole e successivamente poeta, infine focoso oratore. Da qui nascono nella sua vita le zuffe politiche e le suggestioni amorose, la tendenza a cedere al fascino della parola scritta e il forte richiamo all’amicizia. Negli anni fiorentini di Dante compaiono i problemi economici, le consorterie avverse arroccate nella vita quotidiana ed in questa realtà, il suo matrimonio combinato dalle famiglie.

“Le abitazioni dei Medici in città”

Un percorso dedicato alla famiglia Medici, presente in città per oltre cinquecento anni. Alla scoperta di abitazioni e luoghi legati alla loro attività mercantile: da piazza del Mercato vecchio alla loggia di via de’ Pecori, da piazza Duomo al Palazzo di via Larga, fino alla successiva dimora in Oltrarno. Nella Masnada di Mercato, alla quale in origine la famiglia apparteneva fino al palazzo in collina, dove si svolge l’intera storia dei Medici: una perenne relazione legata agli eventi politici della città di Firenze!

“Firenze ed i portici tra passato e presente”

il luogo, architettonicamente meno fiorentino della città, coincide con la zona più antica di Firenze romana, quindi dove meglio si sommano storie e leggende. Attraverso il passaggio sotto i portici affronteremo un viaggio nei secoli, dalla ottocentesca caserma dei pompieri alla capra che brucava in piazza, dal primo cinematografo cittadino in anticipo sui Fratelli Lumiere al pozzo pubblico di epoca imperiale romana. Dai locali in stile Belle Epoque e dai caffè concerto, al più popolare mercato dell’olio fino ad una coppia male assortita: la signora Starnotti e il signor Alberini, due personaggi di fine Ottocento in città.

 

Festa del Lavoro 2021, intervento del presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il video dell’intervento del presidente nazionale di ANLA prof. Edoardo Patriarca durante la celebrazione della Festa del Lavoro 2021 al Quirinale al cospetto del Capo dello Stato. Si ringrazia l’ Ufficio per la Stampa e la Comunicazione del Presidente della Repubblica Settore Video per le immagini gentilmente concesse.

 

Per leggere il testo dell’intervento, occorre cliccare qui

Da ANLA Toscana

In viaggio nei luoghi più caratteristici della nostra bella Italia, da nord a sud, dalle Dolomiti al tacco, attraverso paesaggi meravigliosi che vorremo di nuovo scoprire insieme finalmente in serenità, condivisione e gioia!

Clicca qui per scaricare le proposte di ANLA Toscana per luglio e fine agosto

Webinar ANLA: 22 aprile, incontro con il prof. Giorgio Fiorentini

Giovedì 22 aprile alle ore 18 terzo appuntamento del webinar ANLA “Generazione pandemia. Una storia da scrivere”: interverrà il prof. Giorgio Fiorentini, professore in management delle imprese sociali (non profit e profit) – università Bocconi, docente Senior dell’Area Pubblica Amministrazione, Sanità e Non Profit. In questa intervista il professor Fiorentini tocca alcuni temi che approfondirà nel webinar ANLA, fra cui  l’impresa sociale, il volontariato e il Terzo Settore in epoca pandemica. Per partecipare all’incontro scrivere a newsletter @ anla.it

Formazione e lavoro

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Abbiamo celebrato la Pasqua come cifra della speranza in cammino che noi di ANLA sentiamo da sempre  appello e chiamata all’impegno. In occasione dell’insediamento del nuovo Governo abbiamo pubblicato una lettera aperta al Presidente Draghi con alcune proposte di programma.  Ci permettiamo di riprenderle per  manifestare alcune preoccupazioni su un punto  che sentiamo dirimente e che riguarda il futuro dei giovani, i nostri figli e nipoti. Formazione e lavoro sono i passaggi cruciali che vanno affrontati se vogliamo uscire da questa profonda crisi.

Non vogliamo partecipare alle tifoserie sconclusionate dell’“apertura sì / apertura no”. Sono i dati sperabilmente attendibili che ci indicano la via da intraprendere, una via comunque faticosa e tribolata.  Detto ciò annotiamo con rammarico che non tutte le scuole hanno riaperto: il  Ministero sta forse approntando un piano solido per programmare aperture che  durino nel tempo tali da non essere sconfitte alla pur minima ripresa dei contagi? Non solo, avremmo voluto leggere nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, tra le sei previste, una missione dedicata esclusivamente alle nuove generazioni che stanno pagando il prezzo più alto: 16 miliardi spalmati su un Piano di 200 miliardi  a noi   sembrano davvero  pochi. I dati pubblicati da Istat e Centri di ricerca ci inchiodano alla realtà: 1 milione e più i bambini in povertà, 160 mila senza il pasto di mezzogiorno delle mense scolastiche e che rischiano di non nutrirsi a sufficienza, 850 mila i ragazzi che la Dad neppure l’hanno vista.

Anche sul mercato del lavoro gli ultimi dati consegnati da Istat sono inquietanti: quasi un milione i posti di lavoro persi, per gli under 25 il tasso di disoccupazione è del 29,7 %,  peggio di noi solo Grecia e Spagna; siamo sempre ultimi nella classifica dei Neet, dei giovani che non studiano, non  lavorano e non si formano,  quasi due milioni. Le donne e i giovani, intrappolati in contratti flessibili e a tempo, sono l’anello debole del mercato del lavoro italiano a differenza di quanto accadde nella crisi del 2008/11 che colpì   soprattutto adulti  uomini.

Non abbiamo la bacchetta magica, sappiamo che l’uscita dal tunnel richiederà tempo, chiarezza di obiettivi e la necessaria determinazione per perseguirli. Soprattutto concordia e unità del Paese, nelle pur rispettabili diversità di opinioni.  Siamo un’Associazioni di adulti anziani, non abbiamo un centro studi ma siamo presenti nelle realtà locali, e nelle imprese in cui ancora lavoriamo: con molta umiltà ci permettiamo di riproporre alcuni punti che a noi paiono strategici per pensare il futuro delle prossime generazioni.

Su formazione e istruzione riteniamo urgente giungere al dimezzamento numerico delle classi attuali, una revisione dei programmi scolastici e il potenziamento dei corsi di formazione per i docenti, una scuola a tempo pieno su tutto il territorio nazionale per contrastare la dispersione scolastica, programmi per l’orientamento,  l’incremento  delle esperienze all’estero dei ragazzi delle superiori, un servizio civile davvero universale.

L’inserimento nel mercato  del lavoro al termine degli studi  in Italia è il più lungo e difficile tra i paesi europei, il mismatch, la mancata corrispondenza tra  formazione e lavoro,  è tra i più alti.  Come aiutare i giovani a “incontrare” le imprese durante il percorso formativo? Anche qui andiamo per punti necessariamente sintetici e non esaustivi: proponiamo di  rivedere l’alternanza scuola lavoro, la valorizzazione  degli istituti tecnici superiori e l’obbligo   di retribuzione per stage, tirocinio e praticantato; politiche attive e potenziamento dei Centri per l’impiego; non da ultimo un progetto con le associazioni “professionali” (come la nostra) per  il “trapasso nozioni” , di quelle competenze trasversali (soft skills) ritenute  essenziali oggi da tutte le aziende.

Noi siamo pronti al confronto.

Pandemia, anno uno

(di Edoardo Patriarca presidente nazionale ANLA) Un anno fa il paese veniva sottratto alla sua vita con il sopraggiungere della pandemia, inizialmente sottovalutata nonostante gli avvisi dei virologi più avveduti. Gli hashtag #andratuttobene #Milanononsiferma, i balconi con il tricolore, l’inno nazionale spopolavano tra i social. Era il Paese della resilienza e della solidarietà. Nel breve tempo la pandemia si è impossessata della nostra vita, ci ha costretto ad una quaresima civile di mesi, ci siamo scoperti soli e malati di solitudine, un’astinenza dalle relazioni che si è fatta giorno dopo giorno più pesante e difficile da sopportare. Pure la nostra fisicità, le nostre mani, l’abbracciarci  hanno subito limitazioni penose, abbiamo inventato una gestualità a gomitate sgraziate e burattinesche, niente a che vedere con le strette di mano, il bacio sulle guance, l’abbraccio a due mani.

La politica non è stata sempre all’altezza: due governi in un anno  nella più grave crisi del dopoguerra a conferma della sua fragilità oramai strutturale, e con un ceto politico in parte lontano e distante dai bisogni delle persone. Noi di ANLA continuiamo a credere nella politica, nella buona politica, un servizio immensamente importante per costruire una società più fraterna e attenta al bene comune. La nostra associazione ha reagito rafforzando la comunicazione interna, la rivista e le newsletter settimanali, sostenendo le numerose  attività  solidali dei gruppi ANLA che hanno continuato ad operare pur nel rispetto delle norme di sicurezza. La Summer School di Castel Gandolfo è stata testimonianza di questa chiamata alla responsabilità e alla vita, al desiderio di esserci, all’amore per le “parole belle”.

È passato un anno: ci apprestiamo a vivere un’altra Pasqua in formato ridotto, abbiamo raggiunta la cifra inimmaginabile di  100 mila vittime, la  generazione della memoria e dei valori che hanno reso grande questo Paese ci ha lasciato, spesso in solitudine.  Una strage pari a quella provocata dalla prima guerra mondiale; non pensavamo  potesse accadere illusi da una “sanità la più bella del mondo” , certi che la scienza e le tecnologie mai avrebbero consentito un epilogo così drammatico. Il pensiero unico nel quale siamo vissuti ci aveva convinto che controllavamo tutto, che possedevamo  il Pianeta e lo potevamo governare. Un virus, piccolo e assassino, ha fatto crollare le nostre certezze arroganti.

Nelle newsletter  abbiamo scritto che questo anno non va dimenticato:  ci aiuterà a ripensare il Paese, a rigeneralo su prospettive più giuste e sostenibili. A questo auspicio occorre però dare gambe e alla retorica del “non sarà più come prima” affianchiamo il nostro impegno di adulti responsabili, che guardano lontano e sanno vigilare. La storia ci insegna a non dare nulla per scontato: dopo la pandemia della spagnola il “non sarà più come prima” si tramutò in una guerra mondiale, la inutile strage come la definì Papa Benedetto XV. Non sono in vista guerre mondiali grazie a Dio, ma non vogliamo un  mondo trafitto dalle ingiustizie e dalle mille guerre. La visita coraggiosa di Papa Francesco (un anziano adolescente di 83anni) ci insegna che si può sperare e che i sogni appartengono anche a noi.

 

I giorni che verranno

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Molti soci ANLA,  concluse le giornate di ferie,  torneranno al lavoro: l’associazione non è composta solo di pensionati, abbiamo tanti iscritti che dopo il lungo lockdown hanno ripreso le loro attività, molti non  hanno mai smesso per garantire servizi essenziali a tutti noi,  costretti a casa per il Covid-19. Questo tempo e le esperienze che ne sono scaturite –  lo smart working, le ferie solidali, la flessibilità degli orari, una maggiore attenzione alla conciliazione -  hanno riconquistato alle comunità  il senso e il significato del lavoro  che non   è riconducibile ad una  attività strumentale utile solo per guadagnare uno  stipendio – importante, ci mancherebbe! -   con il quale  dedicarsi  alla “vita vera”. È una stortura  che  colpisce molti giovani, illudendoli, o le persone che vivono di un lavoro indegno e di un salario  neppure sufficiente per la propria sopravvivenza. È meglio fuggire dal tempo del lavoro, viverlo come un obbligo inevitabile, come una sorta di condanna! Ma non è così…o non dovrebbe esserlo.

Summer School ANLA 2020

Summer School ANLA 2020

Il lavoro riguarda la persona, la sua umanità – quante volte lo abbiamo scritto -,  è ben  più di una attività strumentale: oso nell’affermare che  qualsiasi azione umana nasconde sempre,  magari solo in nuce,  un progetto, un desiderio, una ambizione che va ben oltre quello che appare concretamente. Se davvero crediamo che questa sia la via da perseguire e da sostenere,  per confermare che “tutto non sarà come prima” anche nel fare impresa e creare  buon lavoro, ci  attende come Associazione un compito arduo ed entusiasmante al tempo stesso. A fine settembre approveremo un nuovo Statuto e un Regolamento che ci consentiranno  di camminare celermente,   al passo con i tempi. La seconda edizione della Summer School indagherà con occhi saggi e curiosi le tracce di futuro già presenti in mezzo a noi e che la lunga quarantena hanno evidenziato come non mai. Non avremo tempi semplici, soprattutto per i giovani e  le persone più  fragili e  in difficoltà. Staremo su questi crinali per percorrerli con coraggio e prudenza,  forti di una storia nata più di settanta anni fa, metteremo a disposizione saperi e competenza là dove siamo presenti, accanto  alle imprese che ci sostengono e nei territori dove operiamo.  Le sfide che si pongono davanti a noi sono già note: la necessaria riconversione energetica per contrastare il cambiamento climatico, la digitalizzazione imponente che le nuove tecnologie imporranno alle imprese, i robot e l’intelligenza artificiale, una formazione tutta da ripensare per rendere le giovani   generazioni attrezzate a gestire il futuro prossimo. Non da ultimo una politica non tarata sul “qui e ora”, sull’ultimo sondaggio e “sull’aria che tira” o sull’intervento emergenziale pure necessario e doveroso, ma orientata da una progettualità che sa guardare nel  decennio che verrà. Avremo poco tempo se non vorremmo raccontare il declino di un grande paese che non lo merita.

Mi domanderete: ma noi che possiamo fare? Che ruolo  svolgere come associazione di adulti? Domande complicate che attendono una risposta:  è certo che tra noi non possono valere i refrain:  “va così… non ne vale la pena… ci penseranno gli altri… difendiamo i  diritti acquisiti… gli altri si arrangino…”.  Potremo essere protagonisti se saremo cittadini attivi e informati, se ci porremo a fianco di coloro che intendono aprire un rinascimento, una ri-nascita per un paese più libero e responsabile, più uguale e coeso.

Alla Summer School proveremo insieme ad andare a “caccia di tracce” di futuro. Vi aspettiamo!

Concretezza, rigore morale, realismo lungimirante

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale Anla)  L’apertura del Meeting di Rimini è stata contrassegnata dal messaggio del Presidente Mattarella e dall’intervento introduttivo di Mario Draghi. Due passaggi densi di contenuti, riflessioni prospettiche, precisazioni e puntualizzazioni sul nostro tempo. Merce assai rara in questa contingenza. Entrambi hanno rivolto ai protagonisti pubblici  l’invito a preservare la comunità nazionale coesa e unita,  e  ad una progettualità politica  che pensi coraggiosamente il paese prediligendo maggiormente  beni comuni come sanità e istruzione. Non da meno la Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia: alla cerimonia annuale  in memoria di Alcide De Gasperi ha tenuto  una lectio che merita la nostra attenzione personale e associativa. “In questo frangente è più che mai fecondo riandare alle fonti della storia costituzionale da cui è nata la Repubblica italiana, attingendo a quella saggezza che seppe ricostruire il Paese sulle rovine delle due guerre mondiali e sulle macerie dei totalitarismi, dando vita ad una nuova forma di convivenza civile”.

De Gasperi era un uomo di confine, nato e cresciuto sui confini. Questo tratto esistenziale  ha caratterizzato la sua  persona e l’avventura politica che lo ha visto protagonista nel dopoguerra. Le  virtù che ha testimoniato oggi appaiono di grande attualità: l’assunzione della complessità del reale (la realtà è superiore all’idea direbbe Papa  Francesco), il senso del limite e al contempo lo sguardo lungo  sugli orizzonti,   la ricerca esigente e faticosa  delle tracce presenti nella storia delle comunità, sono  tratti esistenziali   che connotano   coloro che vivono sulla frontiera. Marta Cartabia definisce il realismo di De Gasperi come  lungimirante, non prigioniero della realtà stessa che lo ridurrebbe  ad un fatale immobilismo, o alla conservazione dello status quo mortifero e cinico. Parliamo di un realismo che parte dall’esistente ma sa dare   un respiro profondo al proprio agire nutrendosi di grandi ideali, e della consapevolezza che una politica vera  misura i  passi e le distanze e sa attendere i tempi della maturazione.

È  Lo stile del montanaro, del passo lungo senza fretta o accelerazioni, che evita  le facile scorciatoie ( ti sfiancano e rompono il ritmo del tuo passo) e percorre la via più lunga e certa, quella  che  permette di raggiungere la vetta o il rifugio.Oggi si parla tanto di innovazione, di riformismi, di trasformazione piuttosto che di cambiamento: i protagonisti non saranno  gli innovatori del nulla, o i trasformisti che vogliono tutelare i privilegi di sempre. Occorre conoscere,  far tesoro del passato e amare i confini, le frontiere.

Siamo una grande associazione, abbiamo da poco compiuto i settant’anni: anche a noi spetta il compito di testimoniare queste virtù (concretezza, rigore morale, realismo lungimirante) donando saperi e competenze alle generazioni giovani, aiutandoli a stare sulle frontiere, standoci anche noi, rifuggendo lo stereotipo di una anzianità che pensa a se stessa, un po’ in pantofole, accartocciata sui propri problemi, in difesa dello status quo.