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Lavoro

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) La parola che vi propongo oggi è lavoro

Nella nostra Costituzione  la parola riecheggia  13 volte. Il principio lavoristico  declamato nell’art.1,  assieme a quello solidaristico e democratico,  mette al centro la persona e la sua dignità. Il cuore del lavoro è la persona, rifugge la sola dimensione contrattualistica (occupazione e retribuzione),  è di più, è anche  un atto creativo, un fare bene ciò che ti è stato affidato. Papa Francesco  in linea   con il dettato costituzionale, e va da sé con la dottrina sociale della Chiesa,   descrive  il  “lavoro  degno” con quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale. Risuonano    nella  Costituzione in forma diversa:  “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art.4).

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Ora la pandemia ci ha posto di fronte ad un passaggio inaspettato e tragico,  una discontinuità dirompente pari a quella provocata da una guerra. Ne siamo consapevoli, lo sentiamo sulla nostra pelle,  lascerà tracce profonde e durature. Abiteremo diversamente il tempo che ci è dato di vivere: il declino, la povertà, la decrescita infelice saranno un destino inevitabile?   O l’opportunità per ripensare modelli organizzativi, e  archiviare la   scansione   spazio/tempo – grigia e inossidabile  da un secolo- ereditata dalla  prima rivoluzione industriale?    Perché non innescare  un processo di cambiamento,  un nuovo umanesimo, un Rinascimento nel modo di produrre e di lavorare? Le dichiarazioni “visionarie”  della  Costituzione, molte ancora da attuare, forse troveranno nuova linfa. Una premessa va fatta. Se riflettiamo sul  lavoro degno non possiamo non  denunciare quello indegno: quello dei lavoratori irregolari, in nero (si parla di quasi 4 milioni di persone),  coinvolti soprattutto  nei servizi  alla persona, in agricoltura, edilizia, trasporti, ristorazione, turismo, commercio…e i working poor , i lavoratori sottopagati che pur lavorando vivono nella miseria e nella povertà, senza orari . “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità  e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.  Ancora una volta c’è lo ricorda la Costituzione nell’ art.36).

Detto ciò, un primo abbozzo di riflessione.
In queste settimane sono state scritte parole per lo più sconosciute ai più: home working, lavoro agile, smart working, telelavoro… Hanno significati diversi, modelli contrattuali e regole differenti, ma   tutti hanno un unico denominatore: il lavoro si svolge in luoghi altri da quello aziendale ( generalmente a casa ) e in orari diversi dall’orario canonico.Stiamo vivendo queste esperienze per emergenza, costretti dalla pandemia. Possiamo trarne qualche insegnamento? E se proponessero in filigrana un nuovo paradigma, una sorta     di sgretolamento degli spazi e  dei tempi canonici, la  smaterializzazione del prodotto resa possibile dalla evoluzione delle tecnologie digitali?
Ma quali sono le condizioni perché lo smart working funzioni per davvero? Non funziona, è certo, se vige il modello fordista, il controllo a vista, la mentalità gerarchica  e burocratica in azienda. Funziona se si avviano   processi partecipativi che premiano la collaborazione e la cooperazione , la fiducia e la responsabilità, l’autorealizzazione e la messa a frutto dei propri talenti, il senso  di appartenenza e la programmazione  per obiettivi. Ma questi indicatori necessari per il lavoro agile non sono altrettanto generativi per tutte le tipologie di lavoro? Se già ora provassimo a vivere il cambiamento    rafforzando le piattaforme digitali, la banda larga, la formazione  dei dipendenti, il sostegno alle imprese che ci vogliono provare, avremo  sperimentato  nuovi modi per sostenere la conciliazione tra vita lavorativa e  vita familiare; daremo la possibilità  a molti giovani di poter abitare   nei territori cosiddetti periferici   (penso alle aree montane),  apriremo nuovi moduli  formativi per valorizzare i talenti di ognuno e avremo imprese più efficienti e produttive.

ANLA: Cura Italia, bene ma non basta

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova”.

A proposito delle misure economiche varate dal Governo nel cosiddetto decreto “Cura Italia”riportiamo di seguito l’intervento del presidente Anla Edoardo Patriarca.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il decreto legge appena emanato dal Governo rappresenta un utile passo in avanti per fronteggiare la difficile attuale situazionesottolinea il presidente Patriarca che, pur apprezzando l’impegno messo in atto da parte dell’Esecutivo in questi difficili frangenti in cui purtroppo siamo costretti a “navigare a vista”, sprona il Governo a osare di più per il bene degli Italiani. “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come la nostra ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova. Ne danno testimonianza le migliaia di volontari che, bardati di mascherine, guanti e osservando tutte le disposizioni dell’Autorità competente, cercano di aiutare le persone che più sono oggi penalizzate, gli anziani spesso soli e psicologicamente provati, le persone diversamente abili, le famiglie già segnate dalla malattia di un loro caro. A tutti loro vada il nostro più sentito grazie e invitiamo il Governo a mettere in atto la proposta che stiamo da tempo ripetendo, anticipare ora alle Associazioni che ne hanno diritto il pagamento del 5×1000 di competenza che normalmente sarebbe corrisposto a fine estate

L’Italia sta facendo la sua parte: medici e infermieri stanno fronteggiando la pandemia, ancora oggi Papa Francesco nella quotidiana messa in Santa Marta ha ricordato il loro eroico sacrificio. Siamo ormai consapevoli che, al di là dei motivi improrogabili che ci sono stati ben specificati, noi italiani dobbiamo restare in casa, ma pensiamo anche a tutti quei nostri connazionali che non possono esimersi dall’andare fisicamente al lavoro perché impegnati in attività essenziali: senza il loro impegno si potrebbero fermare le infrastrutture, le comunicazioni, il rifornimento di generi di prima necessità. Pensiamo non solo ai dipendenti ma anche ai tantissimi italiani che vivono della propria libera professione: sono il cosiddetto “popolo della partita IVA” che ora più che mai è in profonda sofferenza e che deve essere maggiormente aiutato dal Governo. A tutti questi lavoratori, ANLA, i lavoratori anziani d’Italia, esprimono vicinanza, affetto e profonda gratitudine.

Come ANLA chiediamo allora al Governo un ulteriore necessario sforzo per far sì che quando tutto tornerà normale, e ci auguriamo presto, il Paese possa ripartire con forza, speranza e coesione: chiediamo che possano essere azzerati, e non solo sospesi, i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. 

Non si tratta solo di superare un’emergenza globale, si tratta di assicurare la ripresa. Il mondo della solidarietà non è un complemento di cui si può anche fare a meno, è ciò che rende un Paese veramente vivibile”.

 

ANLA a Uno Mattina

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca è intervenuto questa mattina a Uno Mattina, il popolare e seguitissimo contenitore del mattino di Rai1, per parlare della nostra Associazione.

ANLA ospite di Uno MattinaANLA ospite di Uno Mattina

ANLA ospite di Uno Mattina

Il presidente Patriarca, ricordando il duplice tema del mandato associativo, imprese socialmente responsabili e volontariato, ha presentato la nostra Associazione e ha invitato ad avere tutti un pensiero e una particolare attenzione verso gli anziani in questo periodo così delicato e complesso dal punto di vista sanitario ed emotivo. Hanno accompagnato il presidente Patriarca due volontari ANLA dell’Emilia Romagna: il presidente regionale Tiziana Marchetti e Adriano Ghelfi.
Chi desiderasse rivedere la trasmissione può farlo raggiungendo il sito web di Uno Mattina su Rai Play, accessibile previa registrazione al sito Rai, scegliendo la puntata del 25 febbraio e spostandosi all’orario delle 08.50 (-32.56 minuti alla fine del video).

Il dovere della memoria

In occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che si celebra per commemorare le vittime dell’Olocausto ogni anno il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ecco la dichiarazione del presidente di ANLA, sen. Edoardo Patriarca: “La dignità della persona e il rispetto della vita, la democrazia e la libertà, la giustizia e il perseguimento del bene comune sono principi che spesso diamo per acquisiti per sempre dimenticando che la nostra Carta Costituzionale e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  sono state scritte dopo l’immensa tragedia dell’Olocausto e una sanguinosa guerra mondiale. Alla nostra ANLA, un’Associazione di adulti, spetta il dovere di vigilare e di trasmettere con il proprio esempio la cultura per la vita, per la pluralità di pensiero e opinione, per i valori fondanti della nostra società civile, per il dialogo fecondo tra le generazioni. Noi che abbiamo più primavere sulle spalle abbiamo il dovere della memoria, una memoria attiva e sempre vigile, non ingessata, e di esercitarla quotidianamente contro il virus terribile della indifferenza che talvolta prende anche i nostri cuori e ci fa voltare dall’altra parte. Il motto che don Lorenzo Milani scriveva sulla lavagna della scuola di Barbiana era “I care” cioè “mi sta a cuore”, lo slogan degli studenti americani negli anni ‘60.  Ci sta a cuore la vita delle nostre comunità, il rispetto di tutti e delle diversità di ciascuno, crediamo nell’amicizia, vogliamo essere costruttori di fraternità. Ci sta a cuore il futuro dei nostri giovani, il preservarli dai terribili errori che sono possibili se non si conosce la storia, se non si esercita la memoria, se non si dialoga fra le generazioni. Il nostro Presidente della Repubblica, ricordando una grande figura di italiana, Chiara Lubich, ha recentemente sottolineato che fraternità, altruismo, dono sono valori che questa donna ha proposto partendo “da quell’abisso di umanità che è stata la guerra”. Dinanzi all’orrore dell’Olocausto non riusciamo talvolta, per lo sgomento, neppure a parlare: eppure dobbiamo non solo parlare e ricordare, – come ci ha spronati ieri Papa Francesco quando ha detto che “Davanti a questa immane tragedia, a questa atrocità, non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria” invitandoci a dire “mai più” – dobbiamo essere costruttori di fraternità, esempi di altruismo, donne e uomini capaci di dono. Il Giorno della Memoria, oltre a ricordare il sacrificio di una moltitudine immane di uomini, donne, bambini, sia per tutti noi il rinnovo di una promessa all’impegno civile per costruire città a misura di persona umana, sia il rinnovo di un impegno a far sì che quel passato di odio non torni mai più. Come Associazione, nata pochi anni dopo la fine della II Guerra Mondiale, nata dalle macerie di un conflitto per contribuire con la saggezza e l’esperienza, con la professionalità e con il lavoro a dialogare con i più giovani per ricostruire il nostro Paese, abbiamo parlato l’anno scorso, nostro settantesimo anno dalla fondazione, della necessità di un nuovo umanesimo per la società attuale: noi ci siamo, con i nostri ricordi, la nostra memoria, la nostra esperienza, per un solido e continuo progresso sociale”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Incontro dei presidenti regionali

Per dare concretezza e uno sguardo comune al lavoro sui territori, a Roma i presidenti regionali hanno lavorato fianco a fianco con il presidente nazionale Edoardo Patriarca. Ci aspettano giornate intense e molte iniziative da realizzare!

Incontro dei presidenti regionali ANLA

Incontro dei presidenti regionali ANLA

La dignità di un popolo è la vita di coloro che devono conquistarsi ogni cosa ogni giorno

In occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità che oggi 3 dicembre si celebra in tutto il mondo, ecco la dichiarazione del presidente ANLA sen. Edoardo Patriarca:

“Giornate come questa che stiamo vivendo fanno bene alla democrazia e alla società perché se la forza di una catena si misura dalla consistenza dell’anello più debole, per capire il nostro grado di umanità, cioè fino a che punto possiamo dirci donne e uomini del nostro tempo, dobbiamo guardare a come le persone con disabilità sono inserite e innervano il nostro tessuto sociale.

La loro qualità della vita è la misura del nostro essere persone umane perché la dignità di un popolo non è il potere di acquisto o il tenore di vita della maggioranza ma è la vita di coloro che devono conquistarsi ogni cosa ogni giorno. Dobbiamo riportare al centro della nostra società le persone con disabilità non per la loro debolezza ma per l’essere loro costruttori di vita al pari di chiunque. Sono grato a Papa Francesco per averci ancora una volta ricordato che la dignità di ognuno di noi non dipende dal funzionamento dei cinque sensi e in particolare per aver ricordato gli “esiliati nascosti” che vivono all’interno delle nostre case e delle nostre famiglie e il pensiero del Santo Padre va ai tanti anziani non autosufficienti e che vengono considerati un peso.

Come Associazione Nazionale Lavoratori Anziani siamo in tutta Italia impegnati ogni giorno per la costruzione di una società che possa includere e non escludere e per creare comunità e dialogo fra le generazioni perché siamo convinti che nello stare insieme i giovani imparano dai più anziani e i più anziani possono ritrovare la speranza. Chiediamo che la odierna Giornata mondiale delle persone con disabilità non sia una vuota ricorrenza ma consenta una maggiore consapevolezza nel riconoscere i diritti spesso negati a queste persone non già nell’astratto ma nella vita di tutti i giorni.

Come presidente ANLA ribadisco l’impegno dell’Associazione a sostegno di persone e famiglie e la volontà di agire per sensibilizzare, a livello istituzionale, il legislatore su tematiche fondamentali come quella che oggi ricordiamo”.

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

 

Includere, non escludere

La risposta del presidente nazionale di ANLA, Edoardo Patriarca, alla proposta di Beppe Grillo di togliere il diritto di voto agli anziani.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il dibattito è aperto. Prendiamo spunto dalle parole conclusive del post di Beppe Grillo intitolato “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?” per dire la nostra. Come sempre, ad ANLA non interessano sterili polemiche o rivendicazioni di privilegi ormai anacronistici: alla nostra Associazione, impegnata come è nel quotidiano ogni giorno per risolvere con il volontariato di tanti “over 65” ma anche “under 65” i problemi della gente, interessa dare il proprio contributo per continuare a contribuire alla costruzione del bene comune, concetto di cui si parla sempre meno ma di cui paradossalmente c’è sempre più bisogno.

“Solo al termine della II Guerra mondiale  è stato introdotto in Italia il suffragio universale che ha consentito il voto alle donne rendendo finalmente a tutti libertà di voto” afferma il presidente di ANLA Edoardo Patriarca “Ora la proposta di Grillo introduce il discorso di un voto per età o per generazioni. Anche se l’intento sembra essere nobile, restituire peso a generazioni a parer suo penalizzate dalla loro stessa esiguità numerica, il discorso di Grillo sottende una visione della realtà a parer nostro quanto meno errata. Innanzitutto il concetto di democrazia, che nell’accezione di Grillo è molto più vicino al suo originale significato ateniese – dove però poteva votare effettivamente solo una ristretta percentuale della popolazione – che al significato contemporaneo dove tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo decisionale ma soprattutto di pensiero alla cosa pubblica proprio perché interessa tutti e nella democrazia moderna chi ha un voto in più vince. In secondo luogo, la proposta di Grillo ripropone – e lo registriamo purtroppo con una certa delusione – lo stereotipo dell’anziano egoista e consumatore di risorse. Anche se come in ogni cosa non è possibile generalizzare, questa concezione dell’anziano è lontana come affermano le cifre”.

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Il lavoro è per la vita

Domani 13 ottobre sarà celebrata in tutta Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la 69ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro. In un recente comunicato stampa, l’INAIL ha reso noto che le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e agosto sono state 416.894 (-0,4% rispetto allo stesso periodo del 2018), 685 delle quali con esito mortale (-3,9%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 41.032 (+2,0%). Va ricordato che nei dati 2018 rientrano le vittime delle tragedie avvenute in Puglia e in Liguria.

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Una giornata come questa interessa da vicino ANLA – Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, anzi è parte della sua quotidianità perché ANLA nasce dal lavoro di generazioni di italiani e se ha nelle imprese socialmente responsabili e nel volontariato i suoi pilastri, lo deve anche e soprattutto a quella cultura del lavoro che la permea profondamentespiega il presidente nazionale di ANLA sen. Edoardo Patriarca.Non si può morire ancora di lavoro nel terzo millennio. Non si possono ancora contrarre patologie di origine professionale. La nostra Repubblica, democratica cioè di ognuno di noi, è fondata sul lavoro, e il lavoro fonda la possibilità di una dignità, di una collocazione nella società, di creare famiglia”. Che cosa è il lavoro per le donne e gli uomini di ANLA? “Il lavoro è un progetto della persona, deve essere degno per dare la possibilità alle persone di crescere e di vivere in felicità, è una possibilità di partecipazione alla costruzione del Bene Comune e a far sì che il nostro Paese possa continuare a crescere con coesione e solidarietà, con uno sviluppo sostenibile attento all’ambiente. Questo è il lavoro” continua il presidente Patriarca che evidenzia la necessità di regole certe, di normative aggiornate e stringenti per la tutela dei lavoratori, di una strategia globale da parte di più agenzie dello Stato per diffondere la consapevolezza della sicurezza sul luogo di lavoro: “Nel maggio scorso in un convegno al Senato abbiamo ricordato i nostri 70 anni dalla fondazione con un convegno. Ma non vogliamo retoriche celebrazioni: ricordare significa fare memoria del passato per migliorare il presente e il tema da noi scelto per questa nostra ricorrenza, un nuovo umanesimo per una vita in pienezza, ci spinge a volere sempre di più un lavoro che cambia e migliora la qualità della vita e che non può che essere al centro di un nuovo umanesimo. Il lavoro è per la vita e non può provocare malattie e menomazione alle persone né tanto meno la morte”.

Conclude il presidente Patriarca: “Ricordiamo le vittime del Lavoro. Facciamone memoria per il loro sacrificio e perché gli infortuni sul lavoro siano sempre più neutralizzati da una consapevolezza diffusa di sicurezza. Ci vogliono anche testimoni disposti a incontrare le giovani generazioni per trasmettere loro passione e ragione verso il lavoro e i volontari di ANLA sono in questo senso impegnati oggi come allora perché il lavoro sia un sì pieno alla vita e non una concausa di morte”.

 

Festa dei Nonni 2019

Oggi la nostra Repubblica ci invita a festeggiare i nonni con una ricorrenza civile sancita dalla legge, la n. 159 del 31 luglio 2005, “quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.

ANLA è attiva fra la gente, in più piazze d’Italia, da Faenza a San Benedetto del Tronto a Campobasso a Palermo solo per citarne alcune, con semplicità ma con gioia e voglia di testimoniare che insieme, giovani e anziani, possono migliorare la qualità di vita dei nostri contesti sociali e familiari, senza gesta eclatanti ma nell’umiltà della quotidianità.
Questo dialogo, questa attenzione, sono parte del generale rinnovamento che inizia dalla qualità dei rapporti che ANLA ha scelto da oltre un anno come tematica di fondo del suo vivere i 70 anni dalla Fondazione, “un nuovo umanesimo per una vita in pienezza”, oggetto di un convegno al Senato nel maggio scorso.

Festa dei nonni con gli amici di ANLA Sicilia a Palermo

Festa dei nonni con gli amici di ANLA Sicilia a Palermo

Al di là dell’obbligo di legge, grazie nonni. Grazie perché ci siete, grazie per quello che fate, grazie per come lo fate” sottolinea il presidente nazionale di ANLA, sen. Edoardo PatriarcaIl #2ottobre è la Festa dei nonni e – vogliamo aggiungere noi – dei nipoti. È un momento di comunione familiare, cioè di voglia di stare insieme bene perché l’interazione fra nonni e nipoti fa bene ai più anziani come ai più giovani. L’associazione ANLA, che mi onoro di presiedere da più di un anno, al tema ha dedicato la recente Summer School di Riccione con gli amici Cinzia di Stasio dell’Istituto Italiano del Dono, Ivo Lizzola dell’Università di Bergamo, la sociologa Carla Collicelli, Paolo Venturi e Stefano Zamagni dell’Università di Bologna. Abbiamo indagato questo legame affettivo e di benessere sociale senza nostalgie e sguardi rivolti al passato.

In un tempo segnato dalla fretta, da un giovanilismo vacuo che stordisce le persone adulte, da una vita misurata sul dogma dell’efficientismo spesso inconcludente, celebrare oggi la Festa dei Nonni significa rammentare a tutti noi, ai nostri giovani, il senso della vita e il dovere del prendersi cura del futuro, qui e ora. E soprattutto fare presente ai nostri bambini e bambine che non si nasce già buoni o “imparati”: il bene, il far bene il bene, lo si conquista giorno dopo giorno esercitandosi alle piccole virtù: mitezza, perseveranza, umiltà, il saper ascoltare, la pazienza nell’attesa, anche coltivando i sogni.

Mi piace concludere citando un passaggio del testo biblico di Gioele, che il Santo Padre Francesco ha citato già nel Convegno della Diocesi di Roma nel 2016 e ancora lunedì scorso, illuminante perché rovescia il punto di vista e i compiti tra le generazioni:
“Dopo questo io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e figlie, i vostri anziani avranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”.

Ai giovani la profezia e la visione, agli anziani (ai nonni e alle nonne) i sogni!

Buona festa”

Summer School di ANLA a Riccione

ANLA organizza a Riccione (RN) il prossimo 13 e 14 settembre la Summer School “Un nuovo umanesimo per una vita in pienezza”.
Si tratta di un’occasione per incontrarsi e riflettere, in maniera informale cogliendo gli ultimi scampoli di estate, sulla situazione attuale e sul ruolo concreto che la nostra Associazione può svolgere nella costruzione del Bene comune.

Summer School di ANLA a  Riccione

Summer School di ANLA a Riccione

Molti i relatori coinvolti: Ivo Lizzola, filosofo e docente all’Università di Bergamo, Cinzia di Stasio, ricercatrice, dell’Istituto Italiano della Donazione, Paolo Venturi, docente di imprenditorialità sociale e innovazione sociale presso l’Università di Bologna, direttore di AICCON e The FundRainsing School prima scuola italiana di raccolta fondi, Carla Collicelli sociologa CNR-Itb, CPS S. Alessio, Segretariato ASviS, docente di sociologia del welfare della saluite e della famiglia, Stefano Zamagni, economista Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
Il nostro presidente nazionale Edoardo Patriarca aprirà e conlcuderà i lavori.

L’incontro è aperto ai tesserati ANLA: chi volesse anche pernottare presso la struttura che ci ospiterà, Hotel D’Este, può direttamente contattare l’hotel al nr. 0541 642476 e usufruire del trattamento di favore previsto per l’incontro.