Archivio della categoria: Barbanera

Almanacco Barbanera, febbraio

Nell’ORTO

Nonostante il freddo intenso, nell’orto riprendono a pieno ritmo le semine. Per favorire la biodiversità seminare in Luna crescente coriandolo e borragine per le api. Poi mettere a dimora le “zampe” degli asparagi, seminare i piselli e, in semenzaio, pomodori, melanzane, peperoni e alchechengi per i dolci. In calante è invece il momento per la semina in semenzaio di basilico, bietola da coste, cipolla bianca, erba cipollina, lattuga, prezzemolo, ravanello, sedano. All’aperto invece bietola da orto, le varietà precoci di carote, cavolo cappuccio primaverile-estivo, rape e spinaci. Se non già fatto, si possono ancora piantare i bulbilli di aglio e il topinambur. Rincalzare i piselli seminati in autunno.

Nel GIARDINO

Con l’aiuto della Luna crescente è tempo di propagare per talea begonie, dalie e viti americane e posizionarle in substrato di sabbia e terriccio. Mettere a dimora forsizia, cotogno giapponese, clematide e rose. Tra i rampicanti piantare convolvolo e pisello odoroso, proteggendo il terreno con della pacciamatura per evitare che le gelate danneggino le radici. Potare le rose per averle a gambo lungo. Seminare viola e violacciocca in vaso e pelargoni in semenzaio. In Luna calante potare e cimare (ovvero ridurre la cima) le siepi delle specie spoglianti, gli arbusti a fioritura autunnale e quelli che hanno già perso i frutti. Iniziare a potare anche le ortensie e le erbe aromatiche.

Sempreverdi d’inverno

Anche nel pieno dell’inverno saranno le specie sempreverdi a donarci quel tanto di natura che fa bene agli occhi e al cuore. E allora si potranno mettere insieme, in uno stesso capiente vaso, una piccola conifera, il Taxus baccata, dalla crescita assai lenta, e la Gaultheria procubens, che rallegrerà il balcone con vivacissime bacche rosse. Oltreché piacevoli alla vista, sono specie che non richiedono manutenzione e non temono il freddo. Poi, dopo aver pulito e affilato gli strumenti da taglio, forbici e seghetto, con l’aiuto della Luna calante sarò tempo di potare le piante spoglianti: i fruttiferi, gli arbusti che hanno già dato fioriture invernali, tipo Forsithia e Calicanthus, e quelli che fioriranno in tarda primavera, estate e autunno. In genere la potatura invernale, con le piante senza foglie, serve anche a dare la “bella forma”, con la cosiddetta potatura di formazione. Un’utile regola è tagliare tanto se la pianta ha bisogno di essere stimolata, poco se invece è vigorosa e ha molto legno e poche gemme fiorifere.

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Le novità dell’Almanacco Barbanera

(Dal comunicato stampa Barbanera)  Costruire il futuro. Un futuro se possibile migliore, prendendo spunto dalla tradizione per intrecciarla con lo spirito del tempo.

Buone energie e novità. Da attingere a piene mani. Amatissimo, torna ai suoi lettori l’Almanacco Barbanera 2021, long-seller che dal 1762 entra nelle case degli italiani dove antiche saggezze dialogano con il tempo contemporaneo. Così anche quando le giornate mostrano un volto inatteso, quando il buon vivere delle sue pagine si fa pratica più che mai “salutare”, impossibile rinunciare al suo augurio, oggi ancor più prezioso per

“Un Anno di Felicità”.

Cover almanacco 2021

 

Ama la Vita Sulle suggestioni dell’attualità è nata quest’anno

la nuovissima rubrica “Ama la vita”, affidata alle parole di un’esperta psicologa. Da un mese all’altro sarà la cassetta degli attrezzi per “coltivare l’ottimismo”, spazio della mente e dell’anima per rischiarare nubi passeggere.

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Almanacco Barbanera – Dicembre

ALMANACCO BARBANERA dal 1762

DICEMBRE

 

Nell’ORTO

In questo mese di rigori anche per gli ortaggi, è la Luna calante a suggerire i primi lavori da a fare. Si dovrà quindi mettere mano al semenzaio per la semina della lattuga a cappuccio e anche del radicchio e della valerianella. In piena terra, aglio e cipolla. Concimare distribuendo letame o compost. Disinfettare i semenzai che andranno utilizzati per le semine. In crescente invece procedere alla semina in semenzaio di agretti e rucola. Proseguire la raccolta degli ortaggi resistenti al freddo come cavolo di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, radicchio, verza.

Nel GIARDINO 

Con il freddo e le gelate sempre più frequenti, effettuare in Luna calante dei piccoli fori sul tappeto erboso per favorire il drenaggio dell’acqua. Evitare inoltre di calpestare l’erba nelle giornate più gelide dell’inverno. Attendere invece la fase crescente per seminare in coltura protetta – piccoli tunnel o semplici coperture con teli di tessuto non tessuto – le piante annuali da fiore come begonia, garofano, salvia ornamentale. Procedere alla preparazione del terriccio per le semine mescolando 1/3 di torba, 1/un fratello 3 di sabbia e 1/3 di terra del giardino.

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Ottobre nell’Almanacco Barbanera

NELL’ORTO Ottobre è il mese per eccellenza delle semine. Si comincia allora con la Luna calante per seminareall’aperto ravanelli, spinaci, valerianella. Ma anche di piantare i bulbilli di aglio in piena terra e di accogliere gli ultimi ortaggi da conservare come bietola da orto e rapa. Inoltre scalzare l’asparagiaia e pulire e vangare il terreno mano a mano che le colture esauriscono il loro ciclo vegetativo. Vendemmiare e raccogliere cotogne, mele e pere a maturazione autunnale. In Luna crescente riprodurre le piante aromatiche per divisione dei cespi come lavanda, maggiorana, origano, ruta, timo. Iniziare a raccogliere cardi, finocchi e cavolo verza per il consumo fresco. Seminare i piselli. Raccogliere cachi, castagne, kiwi, mele, mele cotogna e metterli in luogo fresco evitando di ammassare i frutti.

 

NEL GIARDINO Meno da fare in giardino dove ovviamente diminuiscono, se non addirittura si fermano, le annaffiature. Ricordarsi invece, con la Luna calante, di estirpare e conservare i bulbi che hanno concluso la fioritura come dalia e gladiolo. In crescente moltiplicare per talea specie sempreverdi come aucuba, lauroceraso o di spoglianti come forsizia. Preparare talee di rosa e metterle a radicare. Continuare a seminare i tappeti erbosi. Tagliare il prato prima dell’arrivo del freddo e, dove possibile, effettuare ancora le trasemine. Mettere a dimora le bulbose che fioriranno in primavera come narciso e tulipano.

 

Una siepe utile e bella

Proteggere orto e giardino da sguardi indiscreti, da venti freddi e violenti, o da polveri indesiderate. Se poi il desiderio sarà anche quello di ripristinare l’equilibrio ecologico, la migliore soluzione consiste in una bella siepe realizzata con specie diverse. È questo il mese in cui metterla a dimora con la fase di Luna crescente, mescolando sempreverdi, ad esempio il Viburnum tinus, a specie spinose come il Berberis. Ma si possono aggiungere anche specie che danno frutti: il nocciolo, che fiorisce in inverno quando tutto è spoglio, cornioli, spincervini, e ginepri. La siepe viva oltre ad essere più economica di un muro o di una rete, sarà anche più bella e utile pure ai nostri amici animali, piccoli mammiferi e anfibi che vi troveranno rifugio.

 

 

BENESSERE CON LA NATURA

Sorbo rosso: l’albero della vita

Il sorbo degli uccellatori - Sorbus aucuparia - è un’antica pianta le cui bacche venivano utilizzate dai cacciatori per attirare gli uccelli che ne sono golosi. Nell’antichità i Celti lo consideravano sacro ed efficace contro i malefici. La pianta produce bacche rosse simili a minuscole mele che si utilizzano nella confezione di marmellate, gelatine e, dopo fermentazione, per la preparazione di bevande alcoliche. A scopi curativi, il succo dei frutti freschi, assunto nella quantità di 50-80 g al giorno, ha proprietà astringenti utili in caso di diarrea. Così il decotto, 50 g di frutti essiccati in un litro d’acqua, che si berrà nella quantità di 2 tazzine al giorno. Sempre il decotto, preparato però con 5 g di frutti in 100 ml di acqua, sarà utile per effettuare lavaggi nelle infiammazioni della pelle, o in gargarismi contro il mal di gola. Con la polpa dei frutti maturi, misti a farina, si preparano maschere di bellezza per pelli stanche.

 

DICE IL PROVERBIO…

Ortaggi d’ottobre nel campo e in cucina

“Da San Luca cava la rava e meti la zuca” si dice nel Veneto o anche “despica la suca” a Verona: cioè raccogli la rapa e riponi la zucca, da conservare per tante preparazioni invernali. In particolare la rapa, carnosa ma poco saporita, è per lo più utilizzata nell’alimentazione animale ma talvolta anche per zuppe della più povera tradizione contadina. A questo proposito in Toscana si dice: “Pepe, noce moscata e sapa fan buona la rapa”. La sapa o saba o anche savor è una salsa preparata bollendo per ore il mosto di uva nera con aggiunta talvolta di noci o altra frutta di stagione. Si usa per accompagnare la carne e soprattutto la cacciagione, nella preparazione di dolci e anche come bevanda, allungata con acqua. Quanto ai cavoli non vanno mangiati che dopo San Michele (29 settembre) e quindi in ottobre. In Sicilia si dice addirittura che chi li mangia prima muore: “A cu’ mancia cavuli prima di San Micheli, o mori ’u maritu o mori ’a mugghieri”.

 

ASTRONOMIA

Il ritorno dell’ora solare

Se in cielo la Luna continuerà a crescere, in terra il tempo farà invece un passo indietro. Domenica 25 ottobre si torna all’ora solare e dovremo spostare le lancette indietro di un’ora, dalle 03 del mattino alle 02. Un tema, quello del cambio d’ora, che torna da qualche anno alla ribalta della cronache europee dove ogni si riaccende il dibattito tra chi vuol conservare l’ora legale e chi no. L’Italia è per il no. In realtà parlare di ora “solare”, a sentire gli astronomi, non è poi corretto, perché sempre di “legale” si tratta, in quanto quel che si fa è risintonizzarsi con l’ora del fuso orario che comprende la penisola italiana. Si torna quindi all’ora legale, questa volta invernale, più naturale per noi. L’ora solare sarebbe invece quella che avendo come riferimento il passaggio del Sole sul meridiano cambia da una città all’altra, anche quando sono vicine su uno stesso parallelo. 

 

Hanno detto…

Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo.
Mahatma Gandhi

Settembre nel calendario Barbanera

NELL’ORTO

Tra le ultime raccolte di ortaggi estivi, pronti anche alla conservazione sott’olio, sott’aceto e in agrodolce, l’orto ci chiama anche alle semine, da fare all’aperto, con la Luna calante, per prezzemolo, ravanello, finocchio, radicchio, rapa, spinacio. Trapiantare inoltre il porro (tardivo). Ci sono poi le aromatiche da moltiplicare per talea, e tra queste il rosmarino e la salvia. Ancora semine in Luna crescente, ma di crescione e lattughino da taglio. Trapiantare bietola da costa, cicoria. Eliminare le foglie che ricoprono i frutti non molto maturi degli ortaggi estivi. Raccogliere i peperoncini e le zucche esponendole in pieno sole per favorire la piena maturazione.

NEL GIARDINO 

Ci siamo, è il momento di pensare innanzitutto a trovare spazio in ambienti riparati per le specie sensibili ai primi freddi autunnali. Asportare i boccioli sfioriti sulle ornamentali annuali o perenni per prolungarne la fioritura. Nei giorni di Luna calante potare la lavanda e fare anche le talee tagliando rametti di circa 10 cm da interrare in piccoli vasetti con terriccio misto di terra e torba. In crescente seminare in coltura protetta le annuali da fiore. Seminare invece all’aperto calendula, convolvolo, papavero, primula e i tappeti erbosi. Mettere a dimora bulbose a fioritura primaverile come anemone, bucaneve, croco, giacinto.

 

Per sempre bulbi!

Nei vasi o nelle aiuole è tempo di mettere a dimora, in Luna crescente, i bulbi a fioritura primaverile. Al momento di scegliere cosa piantare, sarà bene optare per specie a fioritura scalare così da avere fiori a lungo. A cominciare dai bulbi precocissimi (febbraio, marzo), come i bucaneve e i crochi, a quelli medio precoci (fine marzo aprile), come narcisi, muscari, giacinti e anemoni, fino a quelli tardivi (maggio), come certe varietà di tulipani. La terra dovrà essere lavorata e arieggiata, sia in giardino che nei vasi, e con un buon drenaggio, perché eventuali ristagni provocano muffe e la perdita dei bulbi stessi. Importante anche coprire con fogliame la superficie per proteggerla dall’azione battente della pioggia e dall’effetto crosta della terra. Nello scegliere i bulbi evitare quelli che si mostrano raggrinziti, poi piantarli ad una profondità doppia rispetto alla loro altezza. Un bulbo di 3-4 cm, come quello del muscari, va messo alla profondità di 6-8.

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Almanacco Barbanera: giugno

NELL’ORTO

Cominciano le annaffiature abbondanti, poi, con la fase di Luna crescente, seminare in semenzaio all’aperto il cavolfiore, e in piena terra cardi, fagioli, fagiolini. Inoltre è il momento di trapiantare il cavolo cappuccio estivo-autunnale, le melanzane, il melone, i peperoni, i peperoncini, i pomodori tardivi e il sedano. Raccogliere le fave e le aromatiche per il consumo fresco. Innestare il noce, cominciare a raccogliere albicocche, ciliegie, lamponi, mirtilli, ribes, susine. Con la Luna calante seminare in semenzaio all’aperto bietola da coste, radicchio di Chioggia precoce, porro, prezzemolo, rucola, scarola e sedano. Mettere a dimora all’aperto finocchio precoce. Continuare nel frutteto la potatura verde su drupacee, pomacee, vite e olivo. Eliminare i polloni su castagno. 

NEL GIARDINO

Tra profumi e fioriture d’ogni tipo, con la Luna crescente seminare campanule, garofani, malva, primule, violacciocca. Il momento è anche buono per riprodurre le specie legnose, quindi i cespugli, tramite talea, margotta e propaggine. Dove il prato è danneggiato, trapiantarlo con tappeto erboso in rotoli. È ancora possibile mettere a dimora o trapiantare il geranio. In calante estrarre dal terreno i bulbi di tulipano e narciso che hanno fiorito, spazzolandoli leggermente e riponendoli in luogo buio e fresco. Ripulire le aiuole dalle erbe infestanti e distribuire pacciamatura di corteccia di pino. Cimare i ricacci delle siepi per mantenere la forma.

La potatura verde

“Giugno la forbice in pugno”. Un noto e celebre proverbio di quelli che un tempo giungevano a scandire i lavori nelle campagne. Ecco allora che con la Luna calante si può procedere alla potatura verde dei fruttiferi e di molte altre piante. In questa stagione gli arbusti hanno reagito al taglio invernale emettendo vegetazione e adesso è tempo di correggere i rami cresciuti troppo e quelli cresciuti nei punti sbagliati. I succhioni interni – rami nuovi molto vigorosi – sono da eliminare, mentre i rami di troppo, senza frutti, vanno accorciati. Questo tipo di potatura può essere fatta anche su molte piante ormai sfiorite, come il cotogno giapponese o la forsizia, e pure sulla vite eliminando i succhioni partendo dal basso.

potatura

 

BENESSERE CON LA NATURA

Idratiamoci dall’interno

Se la pelle è opaca e poco luminosa, secca, ruvida e ispessita, si può rimediare con trattamenti profondi che partano dall’interno dell’organismo. Come? Assumendo preparati naturali capaci di favorirne la reidratazione, come tisane alle erbe o succhi di frutta e verdura, soprattutto se particolarmente ricchi di vitamina A (come carote, frutta a polpa gialla), vitamina B (lievito e crusca), vitamina C (agrumi e ortaggi verdi), vitamina D (alghe, oli di pesce, sardine), vitamina E (germe di grano), zinco (cereali integrali, lattuga, lenticchie, piselli, noci). Ma contemporaneamente la pelle va curata anche dall’esterno, utilizzando oli e creme naturali, alcuni si possono preparare anche a casa.

 

DICE IL PROVERBIO…

Via il cuticugno!

A proposito di oscillazioni termiche e di come regolarsi quanto ad abbigliamento non è, per la verità, molto chiaro come ci si debba comportare nel mese di giugno: si raccomanda, infatti, in una filastrocca dell’Italia settentrionale in fatto di vestirsi e svestirsi: “Di giugno levati il cuticugno (che è una specie di soprabito piuttosto rozzo e pesante) e se non ti pare, tornalo ad infilare.”. O anche “Di giugno getta via il cuticugno, ma non lo impegnare che potrebbe abbisognare”. Non ci viene affatto in soccorso neppure un’altra indicazione proverbiale che recita: “D’aprile non t’alleggerire, di maggio non te ne fidare, di giugno fà quel che ti pare”. Anche Ugo Foscolo in una lettera ad un amico così scriveva: “…Benché no’ siamo a’ quindici di giugno, Rottigni, io non mi sto nitido e snello, ma ravvolto di un largo cuticugno…”.

 

ASTRONOMIA

Il solstizio d’estate

Quest’anno il solstizio d’estate non cadrà il 21 giugno, come per lo più accade, ma il 20. Niente di strano perché l’arrivo dell’estate può oscillare tra l’uno e l’altro giorno. Con il solstizio il sole raggiunge il punto più alto sull’orizzonte e si hanno il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno. Poi le giornate cominceranno ad accorciarsi. Il momento però è magico, bellissimo. Senza dimenticare che il 24 giugno arriva san Giovanni Battista, una ricorrenza assai popolare, per la notorietà del Santo, ma anche perché legata ad antiche celebrazioni pagane. Ancora viva è l’usanza di esporre alla benedizione del Santo una bacinella colma d’acqua e fiori, tra cui iperico – erba per eccellenza del Battista – lavanda, ruta e rosmarino. Proteggerà da malanni e malefici. Altra tradizione è raccogliere, nella stessa notte – a farlo deve essere una donna -, le noci ancora verdi con cui preparare un nocino dai poteri straordinari.

 

Hanno detto…

Fai che per te io sia l’estate, anche quando saran fuggiti i giorni estivi.

Luglio nel calendario Barbanera

NELL’ORTO E NEL GIARDINO CON LA LUNA

Nell’ORTO Se non è già stato fatto, seminare in Luna calante, in semenzaio all’aperto scarola, lattuga ed indivia riccia. Trapiantare il porro su un terreno ben inumidito. Legare i cespi di indivia per l’imbianchimento, rincalzarli a intervalli di tre settimane. Si rincalzano anche il cardo, il cavolo di Bruxelles, il fagiolo, il finocchio, la melanzana, il peperone, il pisello e il pomodoro. A fine estate fare talee di salvia e rosmarino da mettere a dimora a fine inverno. Trapiantare e seminare in serra lattughe e ortaggi da foglia. Seminare prezzemolo, carote e cipolle. In crescente invece trapiantare all’aperto il cavolo broccolo e cappuccio, porro, indivia, sedano, separare i cespi delle fragole e piantare il nuovo fragoleto. A settembre ultimare il trapianto delle fragole. Terminare la raccolta dei pomodori da destinare alla preparazione di conserve prima che arrivino le piogge autunnali.

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

In GIARDINO Pulire nei giorni di Luna calante le piante dai fiori esauriti, regolare le siepi, annaffiare almeno una volta alla settimana il tappeto erboso. In crescente collocare all’ombra le piante in vaso, raccogliere i fiori di salvia e lavanda da essiccare e conservare. Seminare il garofano dei poeti, le viole e le violacciocche. A settembre potare le siepi perché rigermoglino più in fretta e in inverno non soffrano del carico della neve che potrebbe giungere a deformarle.

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Febbraio nel calendario Barbanera

NELL’ORTO E NEL GIARDINO CON LA LUNA

NELL’ORTO

Contando sulla clemenza del tempo, semi e attrezzi alla mano, si entra nel periodo più intenso dell’anno. È questo infatti il momento in cui riprendono a pieno ritmo le semine, da effettuare, ovviamente. seguendo la Luna. Ci vuole la fase crescente per ceci, rucola, zafferano, piselli (al nord), per seminare in semenzaio i peperoni e mettere a dimora le zampe di asparago. In calante è invece il tempo giusto per la semina in semenzaio di basilico, bietola da coste, cipolla bianca, erba cipollina, lattuga, prezzemolo, ravanello, sedano. All’aperto invece bietola da orto, le varietà precoci di carote, cavolo cappuccio primaverile-estivo, rape e spinaci. Se non già fatto, si possono ancora piantare i bulbilli di aglio e il topinambur. Rincalzare i piselli seminati in autunno.

NEL GIARDINO

Mani nella terra pure in giardino! Dove molto c’è da fare in vista della bela stagione. Con la Luna crescente propagare per talea begonie, dalie e viti americane e posizionarle in substrato di sabbia e terriccio. Mettere a dimora forsizia, cotogno giapponese, clematide e rose. Tra i rampicanti piantare convolvolo e pisello odoroso, proteggendo il terreno con della pacciamatura per evitare che le gelate danneggino le radici. Seminare viola e violacciocca in vaso e pelargoni in semenzaio. Potare a febbraio le rose in crescente per averle a gambo lungo, altrimenti in calante. Sempre in Luna calante potare e cimare – ovvero ridurre la cima – le siepi delle specie spoglianti, gli arbusti a fioritura autunnale e quelli che hanno già perso i frutti. Iniziare a potare anche le ortensie e le erbe aromatiche.

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

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Il mese di dicembre nell’orto e nel giardino con Barbanera

Ricordiamo che nel numero 12/2018 di Esperienza, in distribuzione dalla metà del mese, sarà presente per tutti i nostri tesserati anche il calendario Lunario Barbanera 2019 per ANLA. La tradizione Barbanera, il calendario più famoso edito dal 1762, è patrimonio dell’umanità, “Memoria del mondo” dell’Unesco. 

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

Nell’ORTO

In questo mese di rigori anche per gli ortaggi, è la Luna calante a suggerire i primi lavori da a fare. Si dovrà quindi mettere mano al semenzaio per la semina della lattuga a cappuccio e anche del radicchio e della valerianella. In piena terra, aglio e cipolla. Concimare distribuendo letame o compost. Disinfettare i semenzai che andranno utilizzati per le semine. In crescente invece procedere alla semina in semenzaio di agretti e rucola. Proseguire la raccolta degli ortaggi resistenti al freddo come cavolo di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, radicchio, verza.

Nel GIARDINO 

Con il freddo e le gelate sempre più frequenti, effettuare in Luna calante dei piccoli fori sul tappeto erboso per favorire il drenaggio dell’acqua. Evitare inoltre di calpestare l’erba nelle giornate più gelide dell’inverno. Attendere invece la fase crescente per seminare in coltura protetta – piccoli tunnel o semplici coperture con teli di tessuto non tessuto – le piante annuali da fiore come begonia, garofano, salvia ornamentale. Procedere alla preparazione del terriccio per le semine mescolando 1/3 di torba, 1/3 di sabbia e 1/3 di terra del giardino.

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Nell’orto e nel giardino nel mese di maggio

I consigli dell’Almanacco Barbanera per il mese di maggio

NELL’ORTO

Con l’aiuto della Luna crescente è il momento di seminare pomodoro, zucca, zucchina, anguria, cetriolo, melone, fagiolo, fagiolino, crescione, maggiorana, basilico, prezzemolo. È inoltre tempo di trapiantare peperoni, melanzane, sedano. Volendo, ci si potrà anche dedicare all’autoproduzione delle piantine in casa, da seminare in piccole contenitori, ad esempio nel vasetto dello yogurt. Quando avranno sviluppato la seconda serie di foglie, spostarle in un contenitore più grande o, se il clima lo permette, procedere con la messa a dimora nell’orto. Raccogliere le fragole. In Luna calante seminare lattuga, sedano, indivia riccia, scarola, porro, rapa, bietola da coste. Utilizzare i macerati di ortica come trattamenti curativi su ortaggi e piante da frutto.

NEL GIARDINO

Seminare a dimora, con la Luna crescente, primule, dianthus, campanule, fiordalisi e garofani. Mettere inoltre a dimora gerani, dalie, tuberose e piantine di borragine e maggiorana. In Luna calante prestare molta attenzione alle rose: eliminare i rami non da fiore, eseguire la potatura di ringiovanimento e concimare il terreno con compost e concimi liquidi. Tenere inoltre sotto controllo attacchi di afidi con metodi biologici come la coccinella, o con nebulizzazioni di macerati di ortica. Potare le erbacee perenni e gli arbusti che hanno fiorito, per conferire loro un rinnovato vigore. Iniziare ad eliminare i boccioli sfioriti della rosa per favorire la nuova produzione di fiori. Concimare il prato.

Aromatiche in vaso

C’è il classico vaso di basilico, ma ci sono anche tutte le altre piante amiche pronte a darci una mano in cucina o per i piccoli mali di stagione. Sul davanzale della cucina, in un angolo del balcone o nel piccolo giardino, le piante aromatiche uniscono l’utile al dilettevole. Anche in vaso danno infatti ottimi risultati, offrendo fiori e foglie per i più diversi usi. Pochi semplici consigli renderanno “la raccolta” soddisfacente. Assicurarsi che i vasi abbiano almeno un foro di drenaggio e collocare sul fondo uno strato di piccoli ciottoli. La gran parte delle aromatiche ha bisogno di almeno 20 cm di profondità per crescere, mentre le più alte, come il finocchio necessitano di almeno 30 cm. Inoltre erbe come la menta, la melissa e il rosmarino, chiedono di essere piantate da sole, mentre salvia, timo e origano possono convivere nello stesso vaso.

BENESSERE CON LA NATURA

Equilibrio di corpo e mente: il marrubio

Della grande famiglia delle labiate, il marrubio, Marrubium vulgare, è diffusissimo nel bacino del Mediterraneo. Con le radici trova nutrimento anche nei terreni più incolti e assolati. Ha foglie coperte da peluria, mentre i fiori avvolgono gli steli come morbidi cuscini. Noto già nell’antichità per le sue proprietà balsamiche, espettoranti, digestive, febbrifughe, il marrubio si fa amare anche per la sua capacità di favorire il ritmo che comprende cuore, circolazione, respirazione. Per questo è un utile aiuto per chi soffre di palpitazioni di origine nervosa, tachicardia, ansia, e nella cura dell’asma. Un bagno con l’aggiunta del suo infuso aiuta ad allentare la tensione, allevia spasmi mestruali e contrazioni. Sciroppo, infuso e tintura sono usati nella tosse e nell’influenza. È un ottimo amaro tonico ed ha un’azione benefica su stomaco, cistifellea e fegato. Con l’infuso si sciacquano ferite e abrasioni per favorire la cicatrizzazione.

DICE IL PROVERBIO…

Fave in fiore, acqua a rumore

“A san Bernardino lassa stà i sparg e mangia i passarin” cioè per san Bernardino, (20 maggio) lascia stare gli asparagi e mangia i passerini con la polenta, si raccomandava un tempo a Milano, perché il loro momento d’oro è ormai passato. Cominciano a formarsi invece i baccelli delle fave, primo ortaggio di primavera: “A sante Livardine vunghile chine chine, si li vunguli ssò bacante, sante Livardine non è sante” si dice in Irpinia dove le fave si raccolgono a maggio. In Sicilia invece le prime maturano in aprile e si mangiano crude con pane e cacio pecorino, mentre a maggio sono abbastanza grandi da poter essere cucinate: “Aprili favi chini, ‘ntra maiu li cucini”. Le fave necessitano di fresco e di un poco di pioggia, tant’è che si dice: “Fava e mela coll’acqua allega”. Hanno cioè bisogno di acqua nel passaggio dal fiore al frutto. In Umbria, addirittura: “Fave in fiore, acqua a rumore”.

ASTRONOMIA

Le stagioni di Marte

Ebbene sì, anche Marte, il bellicoso Marte ha le sue stagioni. Analoghe quelle terrestri, durano però il doppio. Questo perché il cosiddetto pianeta rosso ruota sul proprio asse in poco più di 24 ore e descrive la sua orbita intorno al Sole in poco meno di due anni. Ma le analogie con la Terra non si fermano qui, perché l’inclinazione dell’asse di rotazione sul piano dell’orbita, che è di 23 gradi e mezzo per la Terra, per Marte è di circa 24 gradi. Tutto questo significa che per un ipotetico marziano il giorno dura all’incirca quanto un giorno terrestre e le stagioni si presentano con 1e stesse caratteristiche che hanno da noi, a parte la durata. Essendo, infatti, il periodo orbitale di Marte più lungo, anche le stagioni durano di più: in media 170 giorni, anziché i 90 giorni che rappresentano la durata media delle nostre stagioni.

Hanno detto…

E ogni pausa è cielo in cui mi perdo, serenità d’alberi a chiaro della notte (Salvatore Quasimodo)