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Nell’orto e nel giardino nel mese di maggio

I consigli dell’Almanacco Barbanera per il mese di maggio

NELL’ORTO

Con l’aiuto della Luna crescente è il momento di seminare pomodoro, zucca, zucchina, anguria, cetriolo, melone, fagiolo, fagiolino, crescione, maggiorana, basilico, prezzemolo. È inoltre tempo di trapiantare peperoni, melanzane, sedano. Volendo, ci si potrà anche dedicare all’autoproduzione delle piantine in casa, da seminare in piccole contenitori, ad esempio nel vasetto dello yogurt. Quando avranno sviluppato la seconda serie di foglie, spostarle in un contenitore più grande o, se il clima lo permette, procedere con la messa a dimora nell’orto. Raccogliere le fragole. In Luna calante seminare lattuga, sedano, indivia riccia, scarola, porro, rapa, bietola da coste. Utilizzare i macerati di ortica come trattamenti curativi su ortaggi e piante da frutto.

NEL GIARDINO

Seminare a dimora, con la Luna crescente, primule, dianthus, campanule, fiordalisi e garofani. Mettere inoltre a dimora gerani, dalie, tuberose e piantine di borragine e maggiorana. In Luna calante prestare molta attenzione alle rose: eliminare i rami non da fiore, eseguire la potatura di ringiovanimento e concimare il terreno con compost e concimi liquidi. Tenere inoltre sotto controllo attacchi di afidi con metodi biologici come la coccinella, o con nebulizzazioni di macerati di ortica. Potare le erbacee perenni e gli arbusti che hanno fiorito, per conferire loro un rinnovato vigore. Iniziare ad eliminare i boccioli sfioriti della rosa per favorire la nuova produzione di fiori. Concimare il prato.

Aromatiche in vaso

C’è il classico vaso di basilico, ma ci sono anche tutte le altre piante amiche pronte a darci una mano in cucina o per i piccoli mali di stagione. Sul davanzale della cucina, in un angolo del balcone o nel piccolo giardino, le piante aromatiche uniscono l’utile al dilettevole. Anche in vaso danno infatti ottimi risultati, offrendo fiori e foglie per i più diversi usi. Pochi semplici consigli renderanno “la raccolta” soddisfacente. Assicurarsi che i vasi abbiano almeno un foro di drenaggio e collocare sul fondo uno strato di piccoli ciottoli. La gran parte delle aromatiche ha bisogno di almeno 20 cm di profondità per crescere, mentre le più alte, come il finocchio necessitano di almeno 30 cm. Inoltre erbe come la menta, la melissa e il rosmarino, chiedono di essere piantate da sole, mentre salvia, timo e origano possono convivere nello stesso vaso.

BENESSERE CON LA NATURA

Equilibrio di corpo e mente: il marrubio

Della grande famiglia delle labiate, il marrubio, Marrubium vulgare, è diffusissimo nel bacino del Mediterraneo. Con le radici trova nutrimento anche nei terreni più incolti e assolati. Ha foglie coperte da peluria, mentre i fiori avvolgono gli steli come morbidi cuscini. Noto già nell’antichità per le sue proprietà balsamiche, espettoranti, digestive, febbrifughe, il marrubio si fa amare anche per la sua capacità di favorire il ritmo che comprende cuore, circolazione, respirazione. Per questo è un utile aiuto per chi soffre di palpitazioni di origine nervosa, tachicardia, ansia, e nella cura dell’asma. Un bagno con l’aggiunta del suo infuso aiuta ad allentare la tensione, allevia spasmi mestruali e contrazioni. Sciroppo, infuso e tintura sono usati nella tosse e nell’influenza. È un ottimo amaro tonico ed ha un’azione benefica su stomaco, cistifellea e fegato. Con l’infuso si sciacquano ferite e abrasioni per favorire la cicatrizzazione.

DICE IL PROVERBIO…

Fave in fiore, acqua a rumore

“A san Bernardino lassa stà i sparg e mangia i passarin” cioè per san Bernardino, (20 maggio) lascia stare gli asparagi e mangia i passerini con la polenta, si raccomandava un tempo a Milano, perché il loro momento d’oro è ormai passato. Cominciano a formarsi invece i baccelli delle fave, primo ortaggio di primavera: “A sante Livardine vunghile chine chine, si li vunguli ssò bacante, sante Livardine non è sante” si dice in Irpinia dove le fave si raccolgono a maggio. In Sicilia invece le prime maturano in aprile e si mangiano crude con pane e cacio pecorino, mentre a maggio sono abbastanza grandi da poter essere cucinate: “Aprili favi chini, ‘ntra maiu li cucini”. Le fave necessitano di fresco e di un poco di pioggia, tant’è che si dice: “Fava e mela coll’acqua allega”. Hanno cioè bisogno di acqua nel passaggio dal fiore al frutto. In Umbria, addirittura: “Fave in fiore, acqua a rumore”.

ASTRONOMIA

Le stagioni di Marte

Ebbene sì, anche Marte, il bellicoso Marte ha le sue stagioni. Analoghe quelle terrestri, durano però il doppio. Questo perché il cosiddetto pianeta rosso ruota sul proprio asse in poco più di 24 ore e descrive la sua orbita intorno al Sole in poco meno di due anni. Ma le analogie con la Terra non si fermano qui, perché l’inclinazione dell’asse di rotazione sul piano dell’orbita, che è di 23 gradi e mezzo per la Terra, per Marte è di circa 24 gradi. Tutto questo significa che per un ipotetico marziano il giorno dura all’incirca quanto un giorno terrestre e le stagioni si presentano con 1e stesse caratteristiche che hanno da noi, a parte la durata. Essendo, infatti, il periodo orbitale di Marte più lungo, anche le stagioni durano di più: in media 170 giorni, anziché i 90 giorni che rappresentano la durata media delle nostre stagioni.

Hanno detto…

E ogni pausa è cielo in cui mi perdo, serenità d’alberi a chiaro della notte (Salvatore Quasimodo)