Archivio della categoria: comunicato stampa

Anziani, RSA, inclusione: l’importanza di una rete sociale

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato stampa:

“Le recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro Orlando in tema di RSA e di inclusione sociale ci inducono a pensare che finalmente si voglia mettere mano concretamente a questo delicato settore, così duramente colpito dalla pandemia” commenta il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca in merito all’ audizione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, sulle linee programmatiche del suo dicastero effettuata davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Affari sociali della Camera. “Non dobbiamo generalizzare perché a fronte di situazioni irregolari nelle RSA che la pandemia ha portato alla luce nei mesi scorsi ci sono tante strutture che hanno sempre operato e tuttora operano nel pieno rispetto delle regole, nella massima dedizione agli ospiti, con grande abnegazione e sacrificio degli operatori specializzati. Tuttavia è il modello a dover essere ripensato perché queste strutture cessino di essere “centri di declino” e tornino ad essere “centri di vita” che consentano alla persona anziana o non autosufficiente di recuperare il gusto alla vita, alla socialità, alla condivisione. Il ministro ha parlato di reti di appartamenti autonomi, anche non adiacenti, che possano essere monitorati anche da remoto attraverso l’uso della tecnologia. Tutto ciò va nella direzione da noi auspicata della permanenza della persona anziana sul territorio dove è sempre vissuta, ma secondo noi non basta. Come ANLA sosteniamo la famiglia perché è il primo centro di aggregazione sociale e mattone della comunità, quindi va benissimo far sì che l’anziano possa rimanere nei luoghi in cui è vissuto ma non basta creare una rete tecnologica, occorre far sì che la rete sociale, di condivisione, di relazioni umane possa continuare ad esistere e questo può accadere solo in famiglia o in una comunità che sappia farsi carico dei più deboli con un tessuto di relazioni amicali. Va benissimo la rete tecnologica di supporto ma accompagniamola con un tessuto di relazioni umane, con politiche volte a favorire la famiglia e le nuove nascite, dove le persone anziane possano anche trovare una nuova dimensione di nonne e nonni. Perché è la solitudine il male con cui spesso l’anziano si trova a dover combattere”.

Il “next generation” italiano metta in cantiere una infrastruttura forte e diffusa di servizi per l’infanzia

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato stampa a proposito del via libera da parte del Senato al disegno di legge che introduce un unico strumento economico in favore dei figli.

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca saluta con soddisfazione questo passaggio per il beneficio che ne trarranno le famiglie e quindi il welfare del nostro Paese: “Guardiamo con gioia a ogni provvedimento che vada in direzione di un aiuto concreto e immediato alle nostre famiglie che reggono in questo difficile momento il peso di nuove restrizioni, necessarie ma pur sempre pesanti. Il provvedimento era atteso da anni: si tratta finalmente di una scelta che guarda al futuro. Siamo uno dei Paesi con l’età più avanzata al mondo: se da un lato questo ci rassicura per i progressi dello stato sociale, dall’altro ci preoccupa perché significa che ancora non abbiamo messo in grado le nostre famiglie di avere più figli. Il tema dell’inverno demografico diventa oggi finalmente e concretamente all’ordine del giorno della agenda politica, ora si proceda con i decreti attuativi. E il piano “next generation” italiano a questo punto metta in cantiere una infrastruttura forte e diffusa di servizi per l’infanzia. Come ANLA ci siamo sempre battuti per la famiglia, mattone della comunità: guardiamo con favore alla direzione intrapresa ma auspichiamo che sia percorsa per intero il più brevemente possibile, così che i nonni possano tornare a fare i nonni e non solo i baby sitter per sopperire all’attuale sistema di welfare per niente amico delle famiglie”.

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio incaricato

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca rivolge al presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi la seguente lettera aperta.

Ogni volta che muta la compagine governativa, si ripropongono al Presidente del Consiglio incaricato i desiderata, nella speranza che ogni suggerimento possa contribuire allo sviluppo del nostro Paese. Come ANLA non ci esimiamo da questo rito, tuttavia non vogliamo rivendicare nulla ma portare alla sua attenzione alcuni temi concreti che riguardano la nostra esperienza e la vita concreta di tutti i giorni. Siamo persone che provengono da un lungo impegno professionale in azienda, e come tali sentiamo la professione che abbiamo svolto come un valore, e la testimonianza di una vita dedita a costruire il futuro delle generazioni che verranno. Questo straordinario  patrimonio esperienziale crogiolo  di saggezze,  competenze e saperi non scritti,  non vada disperso  come da troppo tempo accade nel nostro Paese. Le chiediamo un impegno per ricostruire una presenza delle generazioni anziane significativa e positiva, un progetto di cittadinanza attiva a loro misura per contribuire al bene comune e a servizio delle giovani generazioni. Con una puntualizzazione Presidente: noi  rifuggiamo dalla trita e ritrita immagine  dell’anziano-problema da assistere, quasi da sopportare, di una persona che dopo il aver lasciato la propria attività lavorativa  non ha più nulla da dire e fare.

Logo ANLA

Logo ANLA

Siamo volontari di un’Associazione che è Associazione di Promozione Sociale e come tale un ente del Terzo Settore. È stata avviata negli anni scorsi un’importante riforma che ci dota finalmente di strumenti agili per consentire ai volontari di operare al meglio per il bene delle comunità. La pratica virtuosa del principio di sussidiarietà, accompagnata dal “dovere di solidarietà”,  può liberare energie e risorse nascoste ma  imponenti più di quanto si creda.

Signor Presidente, ci sentiamo parte di una riforma incompiuta: aiuti il Terzo Settore e tutte le Associazioni che ne fanno parte a tornare nel pieno delle proprie attività. Anch’esse sono state colpite dalla crisi provocata dalla pandemia: difficoltà a reperire risorse, posti di lavoro persi, attività ridotte al minimo, possibilità di autofinanziamento ridotte al lumicino.  In un piano nazionale di rinascita il Terzo Settore non può essere ignorato o lasciato ai margini: le nostre città sono sopravvissute per l’impegno solidale  con le persone in difficoltà,  con una  capacità mai sopita di inventare  nuove forme di aiuto, di vicinanza, di ricuciture pazienti e generose nelle comunità a rischio di deflagrazione. L’impegno generoso dei volontari non si improvvisa né si può lasciare al caso.

Ed eccoci al cuore, la tutela della salute e la sicurezza sono un diritto inalienabile, sono la vita delle persone.

Le persone anziane sono state  decimate dal virus: chiediamo che si ponga mano velocemente e in concreto alla riforma di un welfare a misura delle persone più fragili; chiediamo che si sostenga una progettazione innovativa  delle RSA, un’assistenza domiciliare  sociosanitaria degna di questo nome, una legge nazionale che riconosca lo straordinario lavoro di cura dei caregiver familiari; chiediamo che la campagna vaccinale riprenda con celerità in ogni parte d’Italia e un accesso gratuito e sicuro al vaccino contro il Covid – 19 per tutti. E infine le chiediamo che venga tutelata l’unica fonte di sussistenza, talvolta poco degna, quella pensione frutto di anni di lavoro: non rivendichiamo nulla, saremmo anacronistici e non avremmo capito quanto sta accadendo oggi. Una premura, quella  sì,  per le pensioni troppo basse. E di valutare, per una migliore gestione finanziaria, la separazione fra assistenza e previdenza.

Presidente le auguriamo per davvero buon lavoro, per quello che potremo le saremo vicini, disponibili a collaborare laddove lei lo riterrà opportuno.

Prendersi cura della persona anziana

“Il documento presentato oggi dalla Pontificia Accademia per la Vita rappresenta un significativo passo in avanti nella comprensione dell’attuale momento pandemico in vista della costruzione del domani a cui siamo tutti chiamati”. Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca così commenta il testo “La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia” presentato nella Sala Stampa della Santa Sede e aggiunge: “Papa Francesco ci ha ricordato più volte che da una crisi non si esce mai uguali a prima ma migliori o peggiori: solo partendo da un’attenta analisi dell’esistente si possono trovare le prospettive di miglioramento da percorrere. La pandemia, e il documento lo mette bene in evidenza, ha rafforzato l’idea che la “ricchezza degli anni” sia un tesoro da valorizzare e proteggere”.

Conferenza stampa di presentazione del documento della Pontificia Accademia per la Vita

Conferenza stampa di presentazione del documento della Pontificia Accademia per la Vita

Il presidente Patriarca ricorda che Mons. Paglia è stato graditissimo relatore alla Summer School di ANLA organizzata lo scorso settembre al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo e commenta: “Il documento sottolinea come spesso manchi un disegno generale che aiuti a vivere bene, in pienezza, gli anni che la natura e la scienza ci donano da vivere in più rispetto a quelli che hanno vissuto le generazioni passate e per fare questo è necessario un progetto che aiuti gli anziani a essere protagonisti attivi della propria esistenza. Questo passa inevitabilmente dall’anello più debole rappresentato dalla malattia o dalla non autosufficienza: ecco dunque la necessità, avanzata dal testo vaticano, di un ripensamento dei modelli assistenziali degli anziani a livello culturale e di coscienza civile e cristiana. Come ANLA abbiamo già ribadito più volte la necessità di un nuovo modello per le RSA e abbiamo parlato della fondamentale importanza dei care-giver nella convinzione che la permanenza delle persone più anziane nella propria abitazione o in famiglia sia la soluzione da cercare il più possibile, per la salute e la qualità della vita dei nostri cari. Mi sembra che il documento faccia emergere l’intreccio indissolubile fra piano umano, sociale, medico e qualitativo della situazione degli anziani oggi, cosa che come Associazione la sperimentiamo ogni volta nelle nostre attività di prossimità che ci sono concesse nel rispetto delle norme anti – Covid: la complessità della persona umana anziana, sottolineo persona perché è da lì che dobbiamo partire se vogliamo progredire, è tale per cui non si può risolvere solo uno degli aspetti che la qualificano per poter farla stare bene. Lo sanno bene i nostri volontari che operano a Bologna nel trasporto delle persone in attesa di dialisi dove l’aspetto umano è nel cammino di salute tappa fondamentale o in Toscana o in Friuli o in altre parti d’Italia dove l’attenzione al prossimo, la valorizzazione di attività che le persone anziane possono ancora svolgere da volontari nel campo della cultura, dell’arte, del turismo sociale possono far sì che le persone più avanti in età possano dare ancora un valido contributo alla costruzione del bene comune. O ci prendiamo cura della persona anziana sotto tutti i punti di vista o otteniamo solo palliativi. Per noi di ANLA il fulcro di tutto ciò è la protezione della famiglia, il potenziamento delle misure che possono consentire a più generazioni di vivere sotto lo stesso tetto. Qui possiamo allora sperimentare quella ripresa del dialogo fra giovani e anziani volto al travaso di conoscenze, competenze, saggezza e voglia di vivere che finisce con l’essere a doppio senso di circolazione, dagli anziani ai giovani e viceversa. Come ANLA, Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, che nella nostra vita anche professionale abbiamo fatto tesoro di saperi non scritti, siamo impegnati e ci sentiamo ancora di più chiamati, a questo scambio generazionale”.

 

Nonni e nipoti in dialogo

Nei giorni scorsi abbiamo diffuso il seguente comunicato stampa:

“Ringraziamo Papa Francesco per il grande dono della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani” sottolinea il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca “ideale compimento di un magistero che fin dal suo inizio ha voluto essere attento alla vita quando è debole, l’infanzia e l’età anziana. Come Associazione nazionale di lavoratori anziani plaudiamo all’iniziativa perché consente di porre in evidenza il ruolo sociale svolto dagli anziani e dai nonni in particolare. Da anni sottolineiamo il notevole apporto, talora anche in termini economici, che le generazioni più anziane danno a quelle più giovani e il prezioso ruolo giocato dai nonni nel welfare familiare e quindi nel sociale del nostro Paese.

Oggi tuttavia c’è qualcosa di più. La pandemia ha radicalmente mutato il contesto nel quale viviamo e lo sta facendo in tutto il mondo. Anche gli anziani hanno dovuto cambiare nuovamente il loro modo di vivere, rinunciando spesso a quella socialità che diventa a un certo punto della vita indispensabile per il proprio equilibrio psico – fisico. In un contesto che ha visto bloccare quasi ogni tentativo di aggregazione e pressoché ogni iniziativa associativa, gli anziani sono di nuovo tornati ad essere anello debole della nostra società. Abbiamo cercato di alleviare questo stato grazie all’impiego della tecnologia – penso alle video chiamate o agli incontri sulle piattaforme digitali o anche alle telefonate – ma gli anziani come i più piccoli hanno bisogno del calore di un incontro, della tenerezza di uno sguardo, della forza della compagnia, non per vivere di ricordi – sarebbe questo già un errore in partenza – ma per condividere insieme un tratto di strada con la dolcezza dell’amicizia e del comune percorso intrapreso. Non è ancora il momento, dobbiamo proteggere i nostri anziani in attesa che la vaccinazione contro il virus possa essere realmente alla portata di tutti, ma come ANLA sentiamo il desiderio di aiutare – anziani noi con altri anziani – a spezzare la freddezza dell’isolamento consentendo, è il Papa che l’ha ricordato ieri nelle sue parole dopo l’Angelus, l’incontro fra nonni e nipoti. Allora come Associazione desideriamo promuovere su tutto il territorio nazionale non l’ennesimo concorso ma un progetto, “i nonni che scrivono ai nipoti” nell’ambito del quale da oggi fino alla quarta domenica di luglio, festa dei “nonni” di Gesù, raccoglieremo le lettere e i messaggi che i nonni d’Italia vorranno scrivere, per presentarne una selezione al Papa, pubblicarli sul nostro periodico Esperienza e festeggiare ancora una volta, come già facciamo ogni 2 ottobre, festa dei nonni nella Repubblica italiana, chi ci ha donato la vita, il cuore, l’affetto. Il Papa, nell’udienza che ha voluto concederci lo scorso 16 dicembre 2019, ci ha ricordato: “Il futuro – e questo non è esagerato – sarà nel dialogo fra giovani e anziani. Se i nonni non dialogano con i nipoti, non ci sarà futuro. Siamo tutti chiamati a contrastare questa velenosa cultura dello scarto. Siamo chiamati a costruire con tenacia una società diversa, più accogliente, più umana, più inclusiva, che non ha bisogno di scartare chi è debole nel corpo e nella mente, anzi, una società che misura il proprio “passo” proprio su queste persone”. Noi di ANLA abbiamo scelto di mettere al servizio del nostro Paese, per la costruzione del bene comune, quanto abbiamo appreso nella nostra vita in termini di professionalità e lavoro, dal volontariato in ambiti sanitari delicati come a Bologna o nell’ambito culturale come in Toscana, alla semplice presenza in compagnia come nei gruppi di anziani d’azienda in tutta Italia. Nonni e nipoti sono il nostro bene più grande, sono la trasmissione della vita”.

L’eroicità della quotidianità

In data odierna abbiamo diramato il seguente comunicato:

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca plaude al gesto del Presidente della Repubblica che ha conferito le onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Ringraziamo il Capo dello Stato per questa sensibilità che va oltre le persone insignite dell’onorificenza a cui vanno i nostri complimenti ed auguri” spiega il presidente Patriarca che continua “Leggiamo in queste nomine il riconoscimento pieno della quotidianità spesa al servizio del Bene Comune. In una società così duramente colpita dalla pandemia c’è bisogno di ricordare l’impegno a favore della collettività, perché altrimenti non si costruisce la “Res pubblica”, la cosa pubblica, il nostro stare insieme, ma anche di affermare che servire il Bene Comune può essere fatto in molteplici maniere e non esiste un canale privilegiato. Penso ai volontari di ANLA che lontano dalle luci della ribalta continuano un umile servizio a favore di chi più ha bisogno – e sono tanti davvero – a cominciare da una semplice telefonata di prossimità, un sorriso, fino ad un impegno più delicato come può essere il farsi carico del trasporto di persone in attesa di dialisi come a Bologna. In questo momento il nostro Paese non ha bisogno di testimonial o di singoli “supereroi” ma di eroi, perdonate il gioco di parole, del quotidiano che come le persone premiate possono essere ognuno di noi quando ci prendiamo a cuore la nostra società, che comincia prima di tutto nella nostra famiglia. Non c’è bisogno di fare imprese straordinarie, basta credere che un nostro singolo gesto può effettivamente fare la differenza”.

Conclude il presidente Patriarca: “Ringrazio a nome di ANLA il Capo dello Stato perché ci ha ricordato che ognuno di noi può e deve fare la differenza nel posto in cui vive, per il bene della collettività”.

 

Commercio al dettaglio, la rilevazione di Istat

Ista ha oggi reso noto che a ottobre 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un aumento rispetto a settembre dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume. In crescita le vendite dei beni alimentari, in valore e in volume (rispettivamente +0,8% e +0,6%); le vendite dei beni non alimentari mostrano un lieve aumento in valore (+0,3%) mentre sono stazionarie quelle in volume.

Nel trimestre agosto-ottobre 2020, le vendite al dettaglio registrano un aumento congiunturale del 7,6% in valore e del 9,0% in volume. Crescono le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +1,4% in volume) e, in modo decisamente più sostenuto, quelle dei beni non alimentari (+13,1% in valore e +15,3% in volume).

Su base tendenziale, a ottobre, le vendite aumentano del 2,9% in valore e del 2,5% in volume. In crescita sia le vendite dei beni alimentari (+5,2% in valore e +3,7% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+1,2% in valore e +1,5% in volume).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali molto eterogenee tra i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+26,0%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (+18,6%). Le flessioni più marcate si evidenziano, invece, per calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-9,2%) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-7,6%).

Rispetto a ottobre 2019, il valore delle vendite al dettaglio aumenta per la grande distribuzione (+5,2%) e diminuisce per le imprese operanti su piccole superfici (-2,1%). Le vendite al di fuori dei negozi calano del 9,2% mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+54,6%).

Maggiore rispetto per gli anziani

(Comunicato Stampa) “Gli anziani non sono mai stati così poco rispettati come in questi anni. Lo diceva nei mesi scorsi a Propaganda Live il grande Gigi Proietti, che ricordiamo oggi con affetto nel giorno della sua scomparsa, lo vediamo ogni giorno in una società che stenta a ritrovare il suo passo, rischiamo di farne amara prova nelle prossime difficili giornate segnate dalla ripresa della pandemia”: così il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca riflette sulle possibili misure che la nostra società dovrà adottare per contrastare l’aumento dei contagiati e richiama come prioritaria la difesa della vita delle persone più avanti in età, più deboli nella lotta contro il virus ma non per questo “da accantonare”. “In questi giorni assistiamo a uno strano dibattito, voci incontrollate si levano da ogni parte suggerendo misure improbabili o ipotesi fantasiose accanto a voci serie, competenti e professionali che invece vanno ascoltate. In particolare abbiamo letto e sentito discriminazioni in materia di salute sulla base della speranza di vita, ipotesi di relegare in casa gli over 70 in quanto improduttivi o inutili etc etc. No, così non va. Un conto è dare indicazioni prudenziali sullo stile di vita da adottare in queste difficili giornate, un altro conto, inaccettabile, è effettuare discriminazioni e limitare la vita, spesso già difficile, degli anziani”. Il presidente Patriarca richiamando i valori condivisi della Costituzione italiana ritiene inaccettabile un confinamento degli anziani sulla base della loro “produttività” e afferma: “Gli anziani sono la nostra memoria, il centro dei nostri affetti, le nostre radici: dobbiamo lottare contro ogni possibile emarginazione. Sappiamo benissimo che l’età avanzata li rende più vulnerabili al virus e dobbiamo cercare, responsabilmente, gli strumenti e gli accorgimenti sanitari più idonei per proteggerci tutti insieme, ma respingiamo con forza l’idea di adottare una misura che sa di “confinamento” dettata esclusivamente da logiche che nulla hanno a che vedere con il rispetto della persona”. Il presidente Patriarca invita al pieno rispetto delle norme sanitarie in essere che tutti dobbiamo rispettare e cita le parole che Papa Francesco ha rivolto all’ANLA lo scorso 16 dicembre in occasione dell’Udienza accordata all’Associazione per il suo settantesimo anniversario di fondazione, parole che sembrano davvero profetiche per il momento attuale: “Purtroppo, tante volte si scartano i giovani, perché non hanno lavoro, e si scartano gli anziani con la pretesa di mantenere un sistema economico “equilibrato”, al centro del quale non vi è la persona umana, ma il denaro. E questo non va. Il futuro – e questo non è esagerato – sarà nel dialogo fra giovani e anziani. Se i nonni non dialogano con i nipoti, non ci sarà futuro. Siamo tutti chiamati a contrastare questa velenosa cultura dello scarto. Siamo chiamati a costruire con tenacia una società diversa, più accogliente, più umana, più inclusiva, che non ha bisogno di scartare chi è debole nel corpo e nella mente, anzi, una società che misura il proprio “passo” proprio su queste persone”.

Il presidente Patriarca conclude: “Come ANLA diciamo con forza no allo scarto, all’emarginazione, no a soluzioni semplicistiche che fanno leva sull’emotività del momento che siamo chiamati a vivere. O tutti insieme combattiamo la diffusione del virus o tutti insieme ne usciremo sconfitti, se non sul piano sanitario certamente sul piano umano”.

Bonus baby sitter: aiutiamo le famiglie

nonni e nipoti

nonni e nipoti

Sulla novità del pagamento del “bonus baby sitter” utilizzabile per pagare i nonni (o altri parenti) non residenti nel nucleo familiare che accudiscono i nipoti, novità valida solo per l’attuale emergenza pandemica, introdotta dal decreto Rilancio e chiarita dall’Inps, ecco la dichiarazione del presidente Anla Edoardo Patriarca: “I nonni sono insostituibili. Sono un patrimonio di saggezza e di esperienza, di tenerezza e di affetto che aiuta il benessere delle famiglie e crea le condizioni per la buona crescita psicologia e emotiva dei bambini. I nonni sono preziosi perché non si fermano mai e cercano di fare di tutto per aiutare la famiglia, i figli, i nipoti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della collaborazione nella quotidianità della vita familiare. I nonni sono essenziali nell’aiutare le famiglie a superare questo difficile momento in cui i genitori tornano al lavoro e mancano strutture adeguate a dare supporto e accoglienza ai bambini. I nonni sono impagabili… ecco questo è il punto: noi di ANLA da sempre siamo a favore di energiche politiche per la famiglia, di contributi adeguati e qui lo ribadiamo rivolgendo al Governo un forte appello perché trovi fondi per sostenere sempre più le famiglie. Ma non si confonda il cuore con la retribuzione: un bonus baby sittercosì concepito e destinato a nonni – o altri parenti – non conviventi finisce con il monetizzare qualcosa di sacro che non è nemmeno volontariato ma voce del cuore. Si faccia in modo che questi soldi vengano effettivamente presi dalle famiglie evitando sprechi e abusi, si diano questi soldi alla famiglia, che ne ha sempre bisogno, e che deciderà nel proprio ambito come destinarli, ma non si introduca nell’ambito di un rapporto affettivo una quantificazione economica. I nonni sono essenziali, preziosi e impagabili: aiutiamoli aiutando le famiglie!”.

Comunicato Stampa – 5×1000 alle Forze dell’Ordine: intervenga lo Stato

In merito alla discussione in Senato di un disegno di legge che amplia il 5 per mille a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco, ecco la dichiarazione del presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Occorre essere molto chiari in questa delicatissima vicenda. Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e in generale tutti i corpi di sicurezza dello Stato sono essenziali per la nostra società, per il funzionamento dello Stato, per la tranquillità di noi cittadini. A loro va non solo il nostro plauso ma il nostro fermo incoraggiamento e desideriamo che vengano sempre più potenziati e messi in condizione di operare sempre al meglio. Il punto in discussione non è questo. In Senato si discute di ampliare la possibilità di donare il 5 per mille anche a questi Corpi dello Stato. Noi non riteniamo sia questa la strada opportuna per finanziare al meglio le Forze dell’Ordine, tutte in generale aggiungo io, senza omettere alcun ramo che, per il solo fatto che vigilia sulla concordia civile, è meritevole di attenzione. Noi chiediamo che lo Stato, a cui competono queste Forze, intervenga con una riforma forte, strutturale, solida, continua nel tempo, costante e certa nell’impegno economico, assicurando così l’operato al meglio possibile di queste Forze. In poche parole, lo strumento del 5 per mille non è lo strumento opportuno per dare sollievo economico a questi Corpi dello Stato: la sua natura aleatoria e ogni anno mutevole è l’esatto contrario di una fissità che in questo delicato campo è necessaria.

Altare della Patria with Italian flag - Rome Italy

Si utilizzi allora la fiscalità generale per sostenere queste forze, si proponga un emendamento al DL Rilancio, ma si tenga fuori il 5 per mille nato come strumento per sostenere il Terzo Settore, a cui come Associazione apparteniamo, ribadito e regolamentato con la legge di Riforma; ricordo tra l’altro che stiamo ancora attendendo il decreto attuativo. Il Terzo Settore è vincolato da una infinità di regole per i suoi bilanci, deve rendicontare tutto, misurare l’impatto sociale, fare il bilancio sociale, rendicontare il 5 per mille, così per le raccolte fondi: è giusto che sia così. Lasciamogli però i pochi strumenti che ha a disposizione per esercitare quella sussidiarietà riconosciuta nella Carta Costituzionale, oggi strategica e tanto evocata.

Ribadisco, gli amici delle Forze dell’Ordine hanno bisogno da subito di un intervento strutturale serio, articolato, continuo e certo per operare: aiutiamoli con misure stabili  e definitive da parte dello Stato, non costringiamo i cittadini a intervenire ancora una volta al posto dello Stato”.