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Linee guida per l’Italia

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Qualche giorno fa Vittorio Colao ha consegnato al presidente Conte il frutto di otto settimane di lavoro, iniziato in piena emergenza pandemica, del Comitato di esperti in materia economica e sociale istituita con DPCM del 10 aprile 2020; ricordo en passant che fra di loro c’è anche Enrico Giovannini che abbiamo avuto gradito relatore al convegno del settantesimo di fondazione di ANLA che abbiamo celebrato al Senato l’anno scorso.

Non mi soffermo a commentare l’intera opera, potete trovarla agevolmente in internet ed è di rapida lettura, ricordo qui solo il fatto che sono tre gli “assi di rafforzamento” identificati da questa task force per la trasformazione del Paese: digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, parità di genere e inclusione.

Sei le aree di azione strategiche per il piano di rilancio: le Imprese e il Lavoro, motore della ripresa, le Infrastrutture e l’Ambiente, volano del rilancio, il Turismo, l’Arte e la Cultura, brand iconico dell’Italia, la Pubblica Amministrazione che deve diventare alleata dei cittadini,  l’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo, gli Individui e le Famiglie, cito testualmente “da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale”. Non so che fine farà questo studio, tanti sono i temi qui trattati da sempre  cari alla nostra Associazione, welfare, lavoro, impresa… leggo con piacere che il gruppo guidato da Colao propone di completare la riforma del Terzo Settore e in particolare per la fiscalità delle imprese sociali.

Inclusione

 

Mi soffermo qui brevemente su Famiglia e inclusione perché nella ripartenza dell’Italia dopo mesi di lockdown dobbiamo ripartire dal mattone della società e una comunità la si crea con legami relazionali e interpersonali. Il volontariato è ancora una volta la chiave di volta perché welfare inclusivo e territoriale di prossimità non sia un vuoto slogan. L’isolamento imposto dalla pandemia ha accentuato un triste fenomeno già presente, la solitudine delle persone fragili, per cui è chiaramente necessaria un’azione strutturale da parte della collettività ma la prossimità inizia dalla telefonata di una persona amica e qui ricordo e ringrazio tutti i nostri volontari che durante la pandemia hanno trascorso ore al telefono per chiamare persone che sapevano essere sole o spaventate per stare loro accanto, per parlare con loro. Parlare poi di parità di genere può essere facile in linea di principio, ma concretamente ho in mente il grande disagio delle famiglie dove, con la chiusura dei nidi e degli asili, la responsabilità dei bambini è crollata, senza rete di protezione, sulle madri. Non possiamo parlare di parità di genere quando alle donne e mamme non viene riconosciuto adeguatamente questo status e parimenti non viene incentivata la possibilità di formare una famiglia, “mattone” della vita sociale. C’è stato chi ha detto che per capire il futuro di una società basta guardare lo “stato di salute” della famiglia. Il piano elaborato dal Comitato guidato da Colao parla di azioni per favorire la Conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità e rilancia la possibilità di estendere il Servizio Civile, ampliandone i partecipanti, orientandolo a “ridurre il digital divide dei bambini e delle famiglie più povere e fornire assistenza alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Mi piacerebbe che queste cose non rimanessero sulla carta…

ANLA: Cura Italia, bene ma non basta

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova”.

A proposito delle misure economiche varate dal Governo nel cosiddetto decreto “Cura Italia”riportiamo di seguito l’intervento del presidente Anla Edoardo Patriarca.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il decreto legge appena emanato dal Governo rappresenta un utile passo in avanti per fronteggiare la difficile attuale situazionesottolinea il presidente Patriarca che, pur apprezzando l’impegno messo in atto da parte dell’Esecutivo in questi difficili frangenti in cui purtroppo siamo costretti a “navigare a vista”, sprona il Governo a osare di più per il bene degli Italiani. “Si deve tuttavia fare di più. Lo chiedono le Associazioni come la nostra ANLA che sono parte del Terzo Settore che non si è fermato pur in questa forte prova. Ne danno testimonianza le migliaia di volontari che, bardati di mascherine, guanti e osservando tutte le disposizioni dell’Autorità competente, cercano di aiutare le persone che più sono oggi penalizzate, gli anziani spesso soli e psicologicamente provati, le persone diversamente abili, le famiglie già segnate dalla malattia di un loro caro. A tutti loro vada il nostro più sentito grazie e invitiamo il Governo a mettere in atto la proposta che stiamo da tempo ripetendo, anticipare ora alle Associazioni che ne hanno diritto il pagamento del 5×1000 di competenza che normalmente sarebbe corrisposto a fine estate

L’Italia sta facendo la sua parte: medici e infermieri stanno fronteggiando la pandemia, ancora oggi Papa Francesco nella quotidiana messa in Santa Marta ha ricordato il loro eroico sacrificio. Siamo ormai consapevoli che, al di là dei motivi improrogabili che ci sono stati ben specificati, noi italiani dobbiamo restare in casa, ma pensiamo anche a tutti quei nostri connazionali che non possono esimersi dall’andare fisicamente al lavoro perché impegnati in attività essenziali: senza il loro impegno si potrebbero fermare le infrastrutture, le comunicazioni, il rifornimento di generi di prima necessità. Pensiamo non solo ai dipendenti ma anche ai tantissimi italiani che vivono della propria libera professione: sono il cosiddetto “popolo della partita IVA” che ora più che mai è in profonda sofferenza e che deve essere maggiormente aiutato dal Governo. A tutti questi lavoratori, ANLA, i lavoratori anziani d’Italia, esprimono vicinanza, affetto e profonda gratitudine.

Come ANLA chiediamo allora al Governo un ulteriore necessario sforzo per far sì che quando tutto tornerà normale, e ci auguriamo presto, il Paese possa ripartire con forza, speranza e coesione: chiediamo che possano essere azzerati, e non solo sospesi, i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. 

Non si tratta solo di superare un’emergenza globale, si tratta di assicurare la ripresa. Il mondo della solidarietà non è un complemento di cui si può anche fare a meno, è ciò che rende un Paese veramente vivibile”.

 

Il grande contributo delle nonne e dei nonni

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca sottolinea in questo breve messaggio il valore dell’impegno delle nonne e dei nonni in questi giorni difficili. Il loro contributo, già grande nella quotidianità, assume ora nell’emergenza i tratti dell’indispensabilità  anche solo nel seguire i bambini che devono restare a casa per la chiusura delle scuole.