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Letture estive IV parte

(di Annalisa Gatti)

Si legge sempre meno, lo dicono le statistiche. Anche i cosiddetti Kindle o ebook non hanno avuto molto successo, siamo rimasti a metà strada: non si leggono i libri di carta ma non ha nemmeno sfondato la tecnologia. I motivi possono essere moltissimi: Il mondo del libro è in mano ai distributori e ai grandi gruppi editoriali che decidono cosa deve essere in evidenza negli scaffali delle librerie, quindi la qualità è penalizzata e un lettore non attento a volte fa scelte sbagliate.  Di fatto l’offerta è troppo vasta e dispersiva. Siamo quasi in difficoltà per la troppa scelta. Però proprio per questo motivo è quasi impossibile non trovare qualcosa di adatto alla nostra richiesta, in mezzo a tanti titoli. A diminuire l’interesse per la lettura poi c’è la televisione o internet, inoltre siamo sempre connessi con lo smartphone.

Oggi siamo disabituati anche a leggere testi lunghi, sempre pieni di messaggi da mandare e a cui rispondere; insomma la tendenza è a velocizzare, ad avere subito risposte, magari superficiali, di cui ci accontentiamo.

Regalare un libro non è difficile se si conosce bene la persona a cui il libro è indirizzato. Cercare di trovare tra tantissima scelta il testo giusto significherà che avete investito del tempo per una persona a cui tenete. La lettura è personale, ed è consigliabile prima dare un’occhiata ai titoli già presenti in casa, o informarsi sui gusti di genere, anche i film preferiti oppure gli  hobby, le passioni, possono essere un’indicazione degli argomenti verso cui orientarsi. Per quanto riguarda gli hobby ci sono passatempi che diventano professionali quanto un lavoro, ed è quindi difficile sapere con certezza quale testo può mancare alla collezione. Diciamo che è più semplice se l’hobby è allo stadio iniziale prima di fare brutte figure. Bisogna anche evitare di regalare il libro primo in classifica, infatti è molto probabile che l’autore sia in tutte le trasmissioni tv, radio, web, e la troppa pubblicità avrà convinto qualche altro amico/a ad acquistarlo e regalarlo prima di noi. 

regalare un libro

regalare un libro

Mi piacerebbe in questo spazio poter dare qualche spunto su qualcosa di veramente unico da leggere o da regalare; come ho già scritto vi sono un’infinità di romanzi e classici che potrei citare ma alcuni a mio avviso sono davvero imperdibili, (e la lista è lunga); se ancora non li avete letti spero possiate trovare il tempo per farlo. 

Eccone qualcuno:

L’amico ritrovato di Fred Uhlman: un romanzo breve, circa 90 pagine, la storia di una amicizia ambientata nella Germania Nazista nel 1932. Le atrocità della guerra però non sono in primo piano, l’uomo con i suoi comportamenti bestiali non può fare nulla per cancellare l’amicizia tra Konradine, un ragazzo di nobile famiglia e Hans figlio di un famoso medico di origine ebrea.

Io non ho paura di Niccolò Ammaniti: un romanzo bellissimo circa 200 pagine ambientato nel Sud Italia nel 1978; il protagonista e narratore del racconto si chiama Nicola Amitrano, ha 9 anni e vive assieme ai genitori in un piccolo paesino, poco più di un pugno di case. Povertà e arretratezza ovunque. La dolcezza e l’ingenuità di Michele si scontreranno con una brutta storia con protagonisti uomini adulti. Amore, brutalità e una moralità deviata prendono via via forma in questo libro che è molto più di un thriller agghiacciante.

Il buio oltre la siepe di Harper Lee: i temi trattati sono sicuramente impegnativi e tutt’altro che semplici. Si parla di razzismo, pregiudizi, e paura del diverso. Un racconto di grande insegnamento nel quale si accende la speranza per un mondo più giusto. Siamo in Alabama, all’inizio degli anni trenta durante la grande depressione. La protagonista Scoutvive col fratellino ed il padre avvocato di professione che dovrà difendere un bracciante di colore ingiustamente accusato di aver ucciso una giovane ragazza bianca. Tutta la famiglia di Scout viene accusata di essere “negrofila”  dalla comunità. Sullo sfondo la misteriosa presenza del vicino di casa Boo che, per evitare il riformatorio, è segregato in casa dal padre. Sarà lui ad aiutare Scout e il fratellino quando ne avrà l’occasione.

Quando il respiro si fa aria di Paul Kalanithi: un libro molto profondo; uno di quei libri capaci di infondere entusiasmo e coraggio, ma che porta alla riflessione sulla natura  fugace della nostra esistenza. Quale è il senso della vita umana? C’è veramente un senso? Quali sono le priorità che dobbiamo individuare? E’ un neurochirurgo americano di origine indiana Paul Kalanithi, che a soli 37 anni, deve affrontare la disperata battaglia contro la sua malattia. Paul abituato a combattere la morte come medico vive l’esperienza soggettiva della malattia come l’occasione per cominciare a vedere le cose con lo sguardo da paziente e per riflettere sul destino che ci accomuna, nascere, crescere e morire. Kalanithi non cede mai all’autocommiserazione e ci fa innamorare della vita.

 

Letture estive III parte

(di Annalisa Gatti)

Entrare in una libreria avendo un poco di tempo a disposizione è una delle cose che mi piace di più fare. Sono davvero tantissimi i desideri che mi vengono sul momento: un buon romanzo per rilassarmi? Un giallo?  Un libro di cucina da regalare a mia figlia che ne avrebbe proprio bisogno? Una guida sui borghi Italiani più suggestivi? Un libro storico adatto al il mio papà che possa fargli compagnia? Di seguito qualche suggerimento di letture adatte a tutti i gusti.

Scegliere un libro

Scegliere un libro

Mi sono divertita molto nel guardare la serie TV su Netflix “La casa Di Carta”. Ora è arrivato il primo libro ufficiale della serie e si intitola L’enigma e il professore. Il volume è concepito come interattivo per cui il lettore dovrà mettere il suo intuito e la sua intelligenza per andare avanti nella lettura. Narra di un enigma creato dal Professore, legato al suo passato. Il lettore, oltre a scoprire parti della storia inedite, dovrà mettersi alla prova tramite i rompicapi creati dal protagonista della celebre serie Netflix. Come già sanno gli spettatori de La casa di carta, il Professore, Sergio Marquina, prima di ideare la rapina alla Zecca di Stato spagnola, passò buona parte della sua infanzia e adolescenza all’ospedale di San Sebastián, ed è lì che conobbe Jero, l’amico che gli insegnò a comporre i suoi amati origami. Sono passati molti anni e mentre Jero raccoglie le sue cose dall’officina motociclistica che ha portato al fallimento, riceve un pacco inatteso. Dentro ci sono: un taccuino, una lettera, una scatola di latta chiusa da un lucchetto, la foto di una maschera di Dalí e un origami di carta rossa. Jero non ha dubbi: là fuori, da qualche parte, il Professore ha nascosto parte del bottino per lui.

Di altro genere ma appassionante e coinvolgente Clean Tabula Rasa di Glenn Cooper. La storia racconta di un medico, il dottor Steadman che afferma di aver curato finalmente l’Alzheimer.  Volendo salvare la memoria dell’uomo per un tragico errore la ha cancellata del tutto. Una catastrofe globale. Nel giro di pochi giorni, miliardi di persone in tutto il mondo perdono la memoria a causa di un virus sconosciuto e altamente infettivo. Uomini e donne vivono sopraffatte dalla fame e dalla paura senza più memoria, è in vigore un’unica legge, quella del più forte. Il dottor Jamie Abbott riuscirà a porre rimedio all’errore di Steadman e fermare l’epidemia e così guarire la sua stessa figlia ma per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di Mandy Alexander, una sua amica e collega. Un viaggio lunghissimo con il paese allo sbando e mille pericoli per salvare la civiltà prima che diventi una Tabula Rasa. Un thriller avvincente fino all’ultima pagina.

Elena Ferrante è una delle autrici contemporanee che preferisco, considerata una delle più importanti scrittrici italiane ed è conosciuta soprattutto per la serie de L’Amica Geniale, che racconta la lunga amicizia tra due donne in quattro volumi. L’enorme successo è stato ottenuto anche grazie alla sua trasposizione televisiva. I quattro libri sono tutti di ottimo livello, da leggere uno dietro l’altro.

La vita bugiarda degli adulti è il suo nuovo romanzo, ufficialmente in libreria dal 7 di novembre. Racconta la storia di Giovanna 12enne che crescendo scoprirà la crudeltà delle bugie degli adulti. Solo la vicinanza della zia Vittoria la aiuterà, in modo brusco e traumatico a fare chiarezza, a crescere. Napoli è il teatro dove si svolge la storia: il Vomero e il Pascone. È un gioco di contrasti, di attese deluse, di origini negate. 336 pagine in cui si riconosce la vena sentimentale ma disillusa della vita e dei rapporti umani dell’autrice.

Con Fiore di roccia di Ilaria Tuti si celebra il coraggio delle donne, di contadine umili ma forti pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la prima guerra mondiale. Sono le Portatrici dimenticate per molto tempo. «Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.

Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.” 

Agata è il personaggio principale di Fiore di Roccia giovane ma già provata dalla vita, una figura forte, tenace, ma anche istruita e capace di provare forti emozioni. Con le sue compagne in un momento di difficoltà comprendono a pieno quale possa essere la loro forza, ma anche la possibilità di una desiderata emancipazione e la rivendicazione di un ruolo attivo e partecipe nella società. Un romanzo pieno di verità, da leggere assolutamente.

Un libro per chi ama camminare è quello del giornalista Maurizio BonoIn Cammino.

Un gesto che sembra scontato ma non lo è. Attraverso itinerari adatti a tutti l’autore ci accompagna alla riscoperta della meraviglia del gesto del camminare. E’ il motore dell’umore, del benessere, della felicità. Camminare in montagna, certo, in riva al mare, camminare perfino in città, camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento. Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta.

Letture estive II parte

(di Annalisa Gatti) Sappiamo che la lettura, attiva le più importanti parti del nostro cervello, migliorando contestualmente il nostro modo di esprimerci, la nostra attenzione, la nostra cognizione di ciò che accade e la nostra immaginazione. Tendiamo a identificarci con le speranze, i sogni e le frustrazioni dei personaggi dei romanzi e seguiamo le loro relazioni, vivendo così le loro emozioni e le sperimentiamo in prima persona. Si può quindi considerare la lettura una forma di pratica per la vita reale. Le persone che leggono narrativa sembrano più in grado di capire gli altri, entrare in empatia con loro e guardare il mondo dal loro punto di vista.

Non c’è dubbio che la compagnia di un libro è davvero preziosa e durante questi mesi estivi possiamo provare a rilassarci con una buona lettura, cercando tra i tanti libri che sono sul mercato.

Letture estive

Letture estive

Volevo suggerirne alcuni di stampa recente che hanno avuto ottime recensioni: Come un respiro di Ferzan Ozpetek: narra la storia di Sergio e Giovanna che ricevono la visita di una sconosciuta: vorrebbe vedere ancora una volta la loro casa dove aveva vissuto molti anni prima. Si chiama Elsa Corti e nella borsa che ha con sè conserva vecchie lettere che nessuno ha mai letto che, fra aneddoti e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza tranquilla di Sergio e Giovanna. Ferzan Ozpetek, intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo.

Il presente e passato si intrecciano per narrare la potenza della vita stessa, che obbliga a scelte da cui non si torna più indietro. Ozpetek descrive nel libro una Istanbul magica, in tutta la sua antica bellezza.

Gusci di Livia Franchini: la storia di una infermiera, Ruth che lavora in una casa di riposo ed è appena stata lasciata dal suo compagno. L’unica cosa che le rimane dei loro dieci anni insieme è la lista della spesa che aveva compilato con lui per la settimana a venire.

Ruth scopre che sono molti anni che modella la propria vita in base alle aspettative e ai desideri delle persone che la circondano: il suo fidanzato, ma anche i pazienti della casa di riposo, le colleghe, la sua famiglia. Ora ha bisogno di capire chi è senza Neil, deve imparare a camminare da sola.

Uno strano paese di Muriel Barbery : l’autrice de “L’eleganza del riccio” torna in libreria con questo romanzo in cui magia e avventura, immaginazione e sogno convivono.

In una notte di neve, un affabile tipo dai capelli rossi di nome Petrus sembra spuntare dal nulla nella cantina del castillo dell’Estremadura in cui Alejandro de Yepes e Jesús Rocamora, giovani ufficiali dell’esercito regolare spagnolo, hanno fatto accampare le loro truppe. Il fatto è che Petrus è un elfo. I due giovani ufficiali scopriranno la terra del loro nuovo amico, incontreranno l’amore e in compagnia di Petrus, parteciperanno all’ultima battaglia in cui si delinea l’identità del mondo.

L’ultima storia di John Grisham. Una nuova appassionante avventura ci porta a Camino Island dove sta per abbattersi un uragano fortissimo. Tutti gli abitanti devono abbandonare l’isola. Bruce Cable, libraio conosciuto anche come collezionista e animatore della vita culturale, decide di restare. L’uragano devasta ogni cosa e oltre a tanti danni provoca anche vittime. Tra queste un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Sembra però che la causa della sua morte non sia stata dell’uragano. La polizia locale in un momento di emergenza come questo non ha particolare attenzione nello svolgere le indagini e Bruce inizia da solo ad indagare.

A proposito di niente di Woody Allen che in questo libro descrive i suoi primi matrimoni, dalla giovinezza fino all’amata Louise Lasser. Racconta anche della sua storia e dell’amicizia eterna con Diane Keaton, la sua relazione personale e professionale con Mia Farrow, fino alla loro separazione. A 56 anni con suo stupore è iniziata una relazione romantica con la ventunenne Soon-Yi Previn ( figlia adottiva della Farrow) diventata una storia d’amore appassionata e un matrimonio felice che dura da oltre ventidue anni. Divertente, sincero, ironico, proprio come siamo abituati a conoscerlo, racconta i suoi amori.

Wuhan Diari da una città chiusa di Fang Fang. Lei è la scrittrice che ha tenuto compagnia ai cittadini di Wuan “imprigionati” nel lockdown per il coronavirus. Dal 25 gennaio al 24 marzo 2020, sessanta giorni, sessanta capitoli pubblicati online, senza alcuna censura. Dai primi momenti d’incertezza alla speranza, passando per le ore più difficili, Fang Fang ha descritto la vita durante la prima quarantena mondiale, quando l’Occidente guardava ancora a Wuhan come a un caso eccezionale e lontano che non lo riguardava. Difficoltà, emozioni, fino al giorno in cui la speranza di tornare alla normalità sembra finalmente arrivare. Testimonianze raccolte presso parenti, amici, conoscenti, medici che sono intrecciate con la sua esperienza personale. Le sue parole una lezione per tutti: “Non possiamo pensare ancora a lungo di essere noi il centro del mondo né crederci invincibili, né possiamo sottostimare ancora la potenza distruttiva anche delle cose più piccole come un virus“.

 

letture estive

(di Annalisa Gatti) Sole e mare, lettino sotto l’ombrellone, oppure al fresco, sotto l’ombra di un abete, con lo zainetto come cuscino, ma anche semplicemente sdraiati sul divano di casa con accanto un buon libro a tenerci compagnia.

Open book

Un’università del Sussex ha pubblicato uno studio secondo il quale la lettura diminuisce lo stress del 68%. Anche la biblioterapia grazie alla lettura, aiuta chi è in difficoltà: il libro scelto dovrebbe far acquisire consapevolezza della propria condizione e dei propri disturbi, rendendoli più facili da affrontare. La lettura di libri può servire anche da tecnica psicoeducativa. L’individuo leggendo, attua un processo di introspezione che lo induce a riflettere su di sé. Posso dire per esperienza diretta che un buon libro, di quelli che proprio ti danno soddisfazione, migliora anche la qualità del sonno; invece di prendere un sonnifero o un tranquillante, proviamo con un buon libro: la scelta è pressoché infinita e adatta a ogni caso, insomma, a cercarlo bene, c’è sempre un libro che sembra scritto appositamente per noiAggiungo che non ci sono controindicazioni e neppure effetti collaterali come con le medicine, costa molto di meno e le biblioteche solitamente ti danno anche la possibilità di usufruirne   gratuitamente, tra amici si può prestare e non serve nessuna ricetta medica! Eventualmente può servire solo qualche suggerimento.

Esistono oltre 200 generi letterari diversi: autobiografia, biografia, romanzo storico, epistolare, di appendice, giallo, thriller, avventura, fantascienza, umoristico… Posso parlarvi e proporvi, nel poco spazio a disposizione, alcuni titoli che, almeno a me, sono rimasti nel cuore; forse non sono adatti come lettura sotto l’ombrellone, ma comunque prima o poi nella vita sono da leggere: Cent’anni di solitudinedi Gabriel García Márquez : un grande successo nonché una delle opere più significative del Novecento: la storia della famiglia Buendía raccontata per 7 generazioni. Impossibile riassumere la trama: figli, nonni, bisnonni e nipoti si susseguono ereditando nomi e carattere. Tutto questo genera confusione e un vago senso di smarrimento, si ha la sensazione di perdersi in un labirinto. Un libro incredibile, una atmosfera magica, personaggi indimenticabili, io non finivo mai di andare avanti e tornare indietro con sempre il desiderio di riprenderlo in mano e sognare ancora un poco. Mi ha fatto tanto riflettere Il deserto dei Tartaridi Dino Buzzati, la storia di Giovanni Drogo che una mattina parte per raggiungere la fortezza Bastiani e qui trascorrerà tutta l’esistenza aspettando che qualcosa si muova. Una storia che investe tutti gli uomini e il senso delle loro azioni e della loro esistenza. Bellissimo. Novecento, un monologo, primo testo teatrale di Alessandro Baricco. Circa 60 pagine che narrano la storia di un pianista straordinario, capace di suonare una musica mai sentita prima, nato su un piroscafo, il Virginian e che da li non scese mai.

Ultimamente ho letto: I leoni di Sicilia di Stefania Auci e mi è piaciuto molto, un romanzo che racconta la storia della Famiglia Florio, la loro ascesa commerciale, le loro vicende private sullo sfondo di un’Italia inquieta, dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia. Una saga familiare di incredibile forza, lo consiglio senz’altro. Altro libro che secondo me è da leggere anche se di tutt’altra natura è: Solo l’amore crea di Don Fabio Rosini. Non so se avete mai sentito parlare dell’autore, un sacerdote romano molto amato soprattutto dai giovani, (leggete la sua storia è incredibile) è un libro che ci aiuta a vivere la misericordia tutti i giorni e aiuta noi a essere misericordiosi con gli altri. Ultima sua fatica: L’arte di guarire. L’emorroissa e il sentiero della vita sana. In questo nuovo ultimissimo volume don Fabio Rosini propone un cammino personale di guarigione della vita interiore e affettiva. Un libro attento alla spiritualità di ognuno di noi se vogliamo ma possiamo trovare un aiuto, una luce nuova ad illuminare nostro proprio cammino. 

I sondaggi su quali sono i libri più amati, quelli da leggere assolutamente sono una lista lunga, più di cento e tra quelli alcuni dei miei preferiti che vi consiglio vivamente: Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen ; Se questo è un uomo di PrimoLevi Cime Tempestose di Emily Bronte Il Nome della Rosa di Umberto EcoIl Gattopardo di Tommasi di LampedusaVia col Vento di Margaret Mitchell, (il film l’ho visto troppe volte!); Guerra e Pace di Leo Tolstoy ; Il Cacciatore di Aquiloni di Khaled Hosseini e Mille splendidi soli, la storia di Mariam e Laila che la guerra farà incontrare in modo imprevedibile. Una storia indimenticabile dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza. Sempre di Khaled Hosseini. La Fattoria degli Animali di George OrwellIl Codice da Vinci di Dan Brown; I Malavoglia di Giovanni Verga; Il Vecchio e il Mare di Ernest Hemingway; L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon; Amabili resti di Alice Sebold; Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-ExuperyUn Uomo di Oriana Fallaci; I Miserabili di Victor Hugo. Tutti diversi nel loro genere ma tutti davvero bellissimi; libri che quando giri l’ultima pagina ti senti come se avessi perso un amico, ti senti improvvisamente solo.

Segnalo alcuni tra i libri più venduti di questo momento: thriller o gialli: La casa delle voci di Donato Carrisi ; Gli omicidi del Colosseo di Fausto BertoliniDoppia verità di Michael Connelly; L’ultima storia di Jhon Grisham. Tra i libri Fantasy: Il dono del mare di Laura Fiamenghi, la storia di Kate e la sua passione per le onde e il suo strano incontro. I romanzi più letti: Portami a vedere il mare di Daniel Vascan, la storia di Giulia della sua adolescenza tra dubbi, paure e insicurezze; Quella piccola libreria in fondo alla strada di Camilla d’Amore

 Leggere è l’unica dipendenza che non nuoce ed è la miglior cura per l’anima. Firmato Dumitru Novac, autore del libro Viaggio in prima classe, anche questa è una storia commovente e meravigliosa, testimonianza di una fuga sofferta per la libertà, alla ricerca di una vita migliore, un invito a sorridere alla vita sempre, anche e soprattutto nei momenti più duri. Da leggere.

Molti altri di libri sarebbero da citare, da suggerire ma la scelta del libro è molto personale. Trovate del tempo libero, entrate in una libreria e guardatevi attorno. Sono certa che qualcosa attirerà la vostra curiosità. E’ tempo speso bene.

 

 

La benevolenza

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)

Si sta concludendo il  lockdown  (lo speriamo davvero): vorrei  terminare  questo  racconto a puntate (è la ventesima) con la  parola benevolenza. L’ho scelta perché sono convinto    che abbia positivamente  attraversato – forse senza rendercene conto  - la vita di ognuno di noi in questi lunghi mesi di quarantena. Se questa percezione fosse confermata sarebbe  assai utile  che ne mantenessimo la    memoria per non essere travolti dalla malevolenza, dalla maldicenza,  dalle  “maledizioni” che hanno avvelenato in questi anni il dibattito pubblico e che potrebbero riaffacciarsi con prepotenza. Come mia abitudine parto   dalla etimologia, la scienza che ci rimanda alle origini delle parole:  la loro storia e come hanno vissuto il passare delle epoche.  La benevolenza (dal latino benevolentia derivato di benevŏlens «benevolente») viene definita nella cultura romana come «voluntate benefica benevolentia movetur»: in breve,   la benevolenza è messa in moto da una  voluntas, da un atteggiamento spirituale volontario che genera il desiderio di fare del bene (benevolentia).  È interessante indagare anche la derivazione greca:  benevolenza viene dal termine greco “krestotes” (κρεστοτες) e dalla sua radice “krestos”, che vuol dire utile e adatto per qualcosa. Anche il  termine ebraico  indica una spontaneità, una volontarietà che mira all’aspetto utile e proficuo delle cose. Non da ultimo i francesi che per definire  un volontario usano il termine bénévole.

benevolenza

L’etimologia  ci ha indicato la via,  ora proviamo ad indagare e a rileggere la benevolenza nel tempo di oggi. Per stare alla lettera una persona benevolente è colei che compie il suo compito,  che vede uno scopo buono da realizzare, che  coglie l’aspetto costruttivo in ogni vicenda umana,  anche di fronte  a quelle negative. Non  è dunque un generico voler bene, tutto cuore e emozioni:    è piuttosto il saper  cogliere  il bene in ogni cosa, in ogni anfratto della vita  alla ricerca incessante e appassionata di  una bellezza, di un’utilità, di un gesto buono.

Possiamo descriverla come una attitudine personale, o una prospettiva,   una visione antropologica positiva che abilita le persone a   posare uno sguardo buono  (non ingenuo)   sulle cose della vita sostenuto da  sentimenti di compassione  e condivisione, di accoglienza e magnanimità.  Ne consegue che la persona benevolente non strilla, non è precipitosa nel giudizio, è paziente   nell’attesa,  perché il bene – a differenza del male-  per manifestarsi ha bisogno del tempo giusto.

La benevolenza non è molto amata, ne sono consapevole. Non è tanto amata neppure in politica,  il luogo per eccellenza per praticarla. È nota  la celebra frase di Adam Smith   nella “Ricchezza delle Nazioni” che ha tanto condizionato il pensiero economico e non solo quello: “Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse.” 

In questi decenni ne abbiamo pagato le conseguenze, le crisi hanno mostrato il fallimento di questa tesi. Non sono gli egoismi, gli interessi personali a muovere una economia giusta che costruisce  bene comune, o la vita di una intera comunità,  ma è la benevolenza e la pratica delle buone  virtù civili  che ho cercato di raccontare in questo mio diario. Antonio Genovese economista napoletano vissuto nel Settecento rovescia la logica di Adam Smith, non parla di benevolenza è vero, ma vi si avvicina parlando  di reciprocità,  fiducia, felicità pubblica, socievolezza…: “Niun uomo può rinunziare alla sua natura ; perché niun uomo può essere per suo capriccio altro da quel’ è nato . Un Cerchio non può essere che Cerchio e un Triangolo che Triangolo . Dunque niun uomo può rinunziare alle proprietà della sua natura . Se noi sìamo naturalmente socievoli, e socievoli per infinita pietà e ragione; questa socialità è un proprietà così indelebile dalla nostra natura, come quella di essere animali, e animali compassìonevoli e ragionevoli”

 

 

La Basilica di Santa Croce a Firenze

Arnolfo di Cambio ne fu l’architetto che la iniziò nel 1295 ma chi la rese celebre fu Ugo Foscolo con il suo carme I Sepolcri. All’inizio era una piccola chiesa, edificata agli inizi del sec. XIII in località Isola d’Arno. Il campanile venne edificato nel 1845 in stile neo-gotico ed è alto m. 75, nel 1863 venne realizzata l’attuale facciata della chiesa mentre le porte lignee vennero installate sul finire del sec. XIX. In Piazza Santa Croce, legata al calcio in costume,  si giocò la famosa partita dell’assedio il 17 febbraio 1530 disputata dai fiorentini assediati in gesto di sfida agli assedianti. All’interno la grande croce di Cimabue ma è solo uno dei grandi tesori di cui ci parla in questo video il prof. Federico Napoli, storico dell’arte.

Essere attenti

(di Annalisa Gatti)  Si torna alla vita a cui eravamo abituati, l’Italia riparte. Diciamo pure che stiamo provando a rimetterci in piedi, a muovere i primi passi incerti verso un futuro ancora più incerto.

Mentre guardavo fuori dal finestrino della macchina riflettevo su quanto noi, esseri umani siamo fragili. Guardavo i passanti camminare affaccendati, distratti, frettolosi, ma quasi tutti con indosso la mascherina, qualcuno anche con i guanti. “Sono attenti” pensavo tra me e me. La paura del contagio da Covid ha portato a una prudenza a cui non eravamo abituati: mantenere le distanze tra di noi, indossare le mascherine, lavarsi o igienizzarsi le mani molto spesso, non toccarsi occhi e bocca, starnutire o tossire nella piega del gomito, evitare assembramenti, sono gesti, accortezze che dobbiamo imparare a rendere naturali.

Perché e per chi? Per noi stessi certamente ma soprattutto per proteggere chi amiamo e tutta la collettività. Abbiamo capito che inavvertitamente possiamo essere proprio noi a portare il virus in casa, magari dai nostri nonni anziani. Stiamo leggendo notizie incoraggianti circa la carica virale che sembra essersi ridotta e i dati registrano un calo costante dei ricoveri in particolare quelli in terapia intensiva. Certamente le misure di igiene personale e le temperature più alte hanno contribuito a questo risultato (cosi dicono gli esperti) e tutti noi siamo d’accordo nel continuare a prestare attenzione e a non abbassare la guardia.

attenzione

attenzione

Riflettevo sul termine ATTENZIONE e sul suo significato e applicazione.

Anche solo nel pronunciarlo colgo una nota di dolcezza, sembra che il suono sia di per se    tranquillizzante, un sussurro, un consiglio. Viene dal latino attentio-onis “rivolgere l’animo”.

Alcuni sinonimi: concentrazione, impegno, applicazione, considerazione, interesse, tensione, riflessione, cura, diligenza, precisione, sollecitudine, cortesia, premura, riguardo, gentilezza e tanti altri ancora.

Ho trovato questa spiegazione del termine che mi è piaciuta e la riporto: selezione, da parte della mente, dei contenuti dell’esperienza attuale o passata, che sono presentati alla coscienza per un’elaborazione che li rende consapevoli.

In altre parole si tratta di un meccanismo estremamente utile ai fini della sopravvivenza dell’uomo in quanto consente di organizzare le informazioni provenienti dall’ambiente esterno, in continuo mutamento, e di regolare di conseguenza i processi mentali.

Pagine e pagine sono state scritte sull’Attenzione, selettiva, divisa, disturbata, controllata; non avrei nessuna competenza per trattare dal punto di vista psicologico tutti i processi attentivi ma l’uso riflesso verso gli altri esseri umani credo sia una luce che porta l’amore.

Ho letto: “Ho imparato che le  persone  possono dimenticare ciò che hai detto, possono dimenticare ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.” Non so chi abbia scritto queste parole ma le ho trovate vere.

Un termine ATTENZIONE “buonopositivo” che viene usato in tanti contesti diversi, sempre per fare bene qualcosa: avvertire di un pericolo o esortare a essere cauto, concentrato, studiare con attenzione porta buoni frutti; una applicazione concentrata della nostra mente su qualcosa ci aiuta a capire di più ad apprezzare di più, guardare o ascoltare un film, una musica, delle parole; fare molta attenzione ad eseguire un compito, non è facile per tutti, bisogna esercitarsi, ma porta anche questo a dei risultati; oppure avere delle attenzioni per qualcuno, del riguardo della premura.

L’Attenzione è faticosa, non sempre viene naturale, più facile se c’è un interesse vivo e forte, più faticoso se non si vede una finalità positiva.

Molto spesso l’attenzione viene confusa con uno sforzo muscolare”, questo scriveva Simone Weil, filosofa e scrittrice francese del 900. “ L’attenzione consiste nel sospendere il proprio pensiero, nel lasciarlo disponibile, vuoto e permeabile all’oggetto” e scriveva ancora” Formare l’attenzione è capire che l’intelligenza non può essere guidata dalla volontà: l’intelligenza si esprime nel desiderio e perché ci sia desiderio devono esserci gioia e piacere.” E ancora ”Considero l’attenzione la forma più rara e pura della generosità.”

L’attenzione è una virtù importantissima senza dubbio, siamo poco disposti ad ascoltare, siamo un poco sordi spiritualmente, non siamo molto bravi a metterci in relazione con gli altri. “Rivolgere l’animo” volgere la mente verso qualcosa o qualcuno, essere attenti è un atto spontaneo e naturale quando amiamo qualcosa. Che bello e quanto ci fa stare bene! Essere attenti ai bisogni dell’altro, avere empatia, mettersi nei panni dell’altro.

Disinteresse, distacco, indifferenza, superficialità, questi sono spesso i nostri comportamenti. Non ci accorgiamo, semplicemente passiamo oltre. Forse dopo questo difficile periodo qualcosa sarà cambiato nelle nostre sensibilità. Attenzione a non calpestare, a non ferire non denigrare. Attenzione a proteggersi e proteggere. Più che mai in questo delicato momento.

Concludo così con questo passo del Vangelo: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb 10,24) . Il bene è ciò che protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare con attenzione il bene dell’altro.

 

 

Palazzo Vecchio a Firenze

Il prof. Federico Napoli, storico dell’arte, racconta in questo video storia e aneddoti di  Palazzo Vecchio di Firenze, che da 700 anni ospita il governo della città. Arnolfo di Cambio ne fu l’architetto: ebbe un’indicazione precisa da parte della Repubblica, non costruire su terra ghibellina. Venne costruito per ospitare i priori, che ogni due mesi ruotavano, e venne chiamato all’inizio Palazzo dei Priori. Cambiato il governo, venne chiamato Palazzo della Signoria, quando Cosimo dei Medici e la moglie Eleonora, entrambi duchi, vi si trasferirono venne chiamato Palazzo Ducale, quando poi gli stessi andarono a abitare nell’attuale Palazzo Pitti, il palazzo appena lasciato divenne finalmente Palazzo Vecchio.

Ponte Vecchio a Firenze

Il Ponte più antico di Firenze, Vecchio perché esisteva già in epoca romana, anche molte volte abbattuto e ricostruito, sostanzialmente sempre ricostruito nel punto del guado, dove le rive dell’Arno sono più vicine. Il 1333 è una data importante per Ponte Vecchio: una straordinaria piena del fiume travolse tutto e la Repubblica decise di costruire un nuovo ponte in muratura, poco più a valle e nel 1345 dette incarico a un architetto per la sua realizzazione. Secondo il Vasari fu Taddeo Gaddi, allievo di Giotto a avere questo incarico, altri sostengono sia stato Neri di Fioravante, capo mastro della Repubblica. Il ponte è strutturato su tre arcate, per offrire meno ostacolo alle piene ed era fortificato perché era l’unico ponte che dava accesso al centro della città. Il 1563 fu realizzato il Corridoio Vasariano e in quegli anni  fu fatta l’inventario delle attività commerciali, in tutto 43, fra cui una trattoria forse erede di quelle trattoria che si dice lo stesso Leonardo avesse aperto sul Ponte. Dal 1594 orafi e Ponte Vecchio costituiscono un binomio indissolubile.  Ripercorriamo ora queste vicende storiche nel racconto del prof. Federico Napoli, storico dell’arte.

Viaggio nell’arte: la cupola del Brunelleschi

La “cupola delle meraviglie”, cioè la cupola del Duomo di Firenze, ancora oggi una delle più grandi costruzioni in muratura esistenti al mondo. Un viaggio nella storia dell’opera costruita “senza centine” cioè senza supporti di sostegno da parte di Filippo Brunelleschi attraverso aneddoti e curiosità narrati da Federico Napoli, storico dell’arte.