Archivio della categoria: famiglia

Le famiglie in Italia

(di Antonello Sacchi) La famiglia è stata questa settimana al centro del dibattito sociale in Italia. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale della Famiglia, che si celebra il 15 maggio, ha dichiarato: “La famiglia è nucleo vitale della società. L’art. 29 della Costituzione ne riconosce espressamente il carattere di società naturale preesistente allo Stato e ne afferma i diritti. Luogo di condivisione e trasmissione dei valori, segna il rapporto tra le generazioni ed è al centro dello sviluppo dei sentimenti della comunità, oltre a rappresentare elemento centrale della sua continuità” e, contestualizzando la ricorrenza nell’attuale epoca segnata dalla pandemia, ne evidenzia la centralità per effettuare un’efficace ripartenza del nostro Paese.

Papa Francesco, intervenendo agli Stati Generali della Natalità celebrati a Roma il 14 maggio, oltre a ricordare il ruolo dei nonni, “E quanti sacrifici sono richiesti ai nonni, vere scialuppe di salvataggio delle famiglie! Ma non solo: sono loro la memoria che ci apre al futuro” ha indicatro tre parole “utili” per una rinnovata primavera: dono, sostenibilità, solidarietà. Ha detto il Papa a proposito della prima: “Il coraggio di scegliere la vita è creativo, perché non accumula o moltiplica quello che già esiste, ma si apre alla novità, alle sorprese: ogni vita umana è la vera novità, che non conosce un prima e un dopo nella storia. Noi tutti abbiamo ricevuto questo dono irripetibile e i talenti che abbiamo servono a tramandare, di generazione in generazione, il primo dono di Dio, il dono della vita”. Per quanto riguarda la sostenibilità: “Non saremo in grado di alimentare la produzione e di custodire l’ambiente se non saremo attenti alle famiglie e ai figli. La crescita sostenibile passa da qui”. Infine sulla solidarietà, che deve essere generazionale e strutturale: “Sono indispensabili una politica, un’economia, un’informazione e una cultura che promuovano coraggiosamente la natalità”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo anch’egli agli Stati Generali della Natalità ha ricordato: “Per decidere di avere figli, ho detto spesso che i giovani hanno bisogno di tre cose: di un lavoro certo, una casa e un sistema di welfare e servizi per l’infanzia. In Italia, purtroppo, siamo indietro su tutti questi fronti” e ha spiegato: “Un’Italia senza figli è un’Italia che non ha posto per il futuro è un Italia che lentamente finisce di esistere. Quindi per il Governo questo è un impegno prioritario. Il Governo si sta impegnando come sapete su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne”.

L’impegno di tutta la comunità

(di Francesca Goni, fiduciaria ANLA Ravenna) Scioccati dall’episodio avvenuto nella nostra città di Faenza, non possiamo restare insensibili ai casi di femminicidio come questo!  Purtroppo ogni giorno le cronache dei mass media ci informano di fatti estremamente gravi in cui le donne sono vittime.

Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a “sopportare” eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

Per uscire da questo problema occorre soprattutto far capire alle donne che la denuncia è sacrosanta e che l’uomo che non ci rispetta, che è intollerabilmente geloso, che alza le mani, spesso anche davanti ai figli minori, non ci ama ma è un carnefice e come tale va denunciato. Lo sguardo di un figlio non è mai indifferente a quello che succede tra i genitori dentro la casa, un genitore violento davanti ai figli provoca danni alla loro crescita psichica ed emotiva.

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Un patto educativo di comunità

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) La terribile vicenda di Antonella, la  giovanissima ragazza palermitana morta per un gioco estremo propagato dalla piattaforma online TikTok, non può lasciarci indifferenti,  o mobilitarci solo per  alcuni  giorni.  Il tema dei limiti e del controllo delle reti social è dibattuto da anni, affrontato timidamente e sempre sotto traccia salvo  riemergere di fronte a queste tragedie. Le reti osannate come spazio delle libertà, fondamento per il futuro della democrazia oggi ci appaiono un labirinto  oscuro. I fenomeni di revenge porn o di hate speach sono all’ordine del giorno, la componente cosiddetta dark della rete è superiore al livello che abitualmente frequentiamo, noto e trasparente. I challenge, i giochi estremi come black out, choiking game, pass-out, il planking (sdraiarsi nei posti più inconsueti, filmarsi e mettere in rete) o il bird box challenge (esci bendato da casa mentre qualcuno ti riprende) sono assai frequentati dai giovanissimi. Una evoluzione accelerata dalla intelligenza artificiale che porta con sé il rischio concreto di una situazione fuori controllo.

E accaduto alla famiglia di Antonella – non è la sola – che nel luogo ritenuto più sicuro, le  nostre case, possa  giungere sotto forma di gioco un invito ad una adolescente a confrontarsi con la morte. Facile scaricare le responsabilità a genitori e famiglie. È troppo semplice e pilatesco, consentitecelo.Le istituzioni svolgano tutto quanto è necessario per far sì che la rete non sia un territorio fuori controllo dove tutto può accadere e dove tutto è lecito. La soglia dei 13 anni  prevista dalle nostre leggi va fatta rispettare da coloro che gestiscono le reti social. Riteniamo  che l’attività preziosa della polizia postale vada potenziata con più risorse e personale, come pure il ruolo delle Autority e la rete  dei Garanti per l’Infanzia. Ma più di tutto chiediamo un patto educativo di comunità nel quale – in primis le famiglie che vanno aiutate – tutti i soggetti coinvolti nei processi educativi si assumano un impegno e una responsabilità condivisa.  Nel cuore  i papà  e le mamme  non sostituibili con uno smartphone, e il personale docente  non surrogabile con la sola didattica a distanza. Come per gli   ospedali che non chiudono  per tutelare il diritto alla salute, lo stesso criterio valga per gli istituti scolastici, le scuole materne e i nidi per tutelare il diritto al futuro, chiusi ahimè durate la pandemia.

Un ruolo importante spetta alle associazioni, a noi di ANLA, nel promuovere formazione.  I genitori vanno  aiutati a comprendere  il mondo della rete, a navigarlo con i figli (o nipoti), a  “giocarlo”  creativamente con loro per renderli consapevoli che tutto ciò che viene messo in rete va a costituire un “dossier virtuale”  disponibile per sempre a tutti, nel bene e nel male. Parliamo  con i nostri bambini, giochiamo e usiamo insieme le opportunità  che la rete ci mette a disposizione;  ascoltiamo le  loro gioie e tristezze,  le disperazioni e la  incosciente felicità, non lasciamoli mai soli. Proteggiamoli dotandoci di   sistemi di controllo, di software  che consentono di monitorare l’attività. Facciamolo con il loro consenso.

Ci piace dire che siamo un’Associazione  di giovani-anziani,  in virtù di questa anzianità vissuta con impegno e dedizione non vogliamo   che le giovani generazioni si perdano  nei cloud, o nelle stanze segrete  di  Telegram.  In   Giappone  accade da un decennio con gli hikikomori, i ragazzi che si chiudono in una stanza, scivolando mese dopo  mese nell’esistenza parallela del web, fino alla alienazione più  totale. Desideriamo che le tecnologie digitali non siano una minaccia ma una incredibile opportunità per crescere in umanità, per tutti.

La felicità

(di Annalisa Gatti) Avete mai sentito parlare di Chiara Amirante? Classe 1966 è fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti”. Centri di accoglienza, formazione e orientamento, reinserimento, ascolto, in tutto il mondo, con un numero sempre crescente di “ Cavalieri della Luce” impegnati a portare la rivoluzione dell’amore nel mondo.

Da sempre si è dedicata ai ragazzi di strada, lei stessa racconta durante i suoi interventi nei numerosi dibattiti a cui è invitata, dei suoi incontri con il “popolo della notte”, dell’esigenza profonda che sentiva nel suo cuore di portare aiuto e consolazione ai senza fissa dimora. Sola e molto giovane, con gran coraggio ristorava con un pasto caldo i poveri che dormivano alla stazione Termini. Tantissimi piano piano i giovani in difficoltà che si sono avvicinati a lei e alla sua comunità. Nel 2004 Giovanni Paolo II l’ha nominata consultrice del Pontificio consiglio per i migranti. Nel 2012 BenedettoXVI la ha nominata consultrice del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Tante le onorificenze e tanto cammino verso la strada dell’accoglienza per i più bisognosi.

Dietro ad una figura apparentemente esile e fragile si nasconde una donna di grande bellezza spirituale, di grande carisma, una donna che vale la pena conoscere.

Giovanni Paolo II disse:” Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. Che meraviglia ma come si fa? Da dove si comincia?

Credo che si possa cominciare con delle istruzioni. Ecco, il libro di cui scrivo si può in qualche modo classificare come “manuale di istruzioni per intraprendere un nuovo cammino”.

E Gioia Siail segreto per la felicità- di Chiara Amirante, circa 170 pagine di suggerimenti, che possono essere un grande tesoro per vivere il quotidiano con uno spirito diverso, più gioioso.

Chiara stessa scrive: ”In ognuno di noi c’è un potenziale inespresso e la felicità dipende da come decidiamo di utilizzarlo per non fuggire di fronte a tutto ciò che di doloroso e meraviglioso la vita ci dona”.

In questo libro il dialogo è diretto e pieno di condivisioni personali, e ci invita ad intraprendere un percorso di crescita interiore per vincere le proprie paure, le tante forme di dipendenza, le sfide quotidiane che la crisi economica impone. In questo momento dove tutto sembra incerto e dove il virus Covid 19 ha portato tanta paura tra giovani e soprattutto anziani, questa lettura mi è sembrata di grande attualità.

La felicità non dipende tanto da ciò che viviamo ma da come decidiamo di vivere tutto ciò che di doloroso e meraviglioso la vita ci regala

La nostra felicità dipende da noi, da quanto impegno mettiamo per scoprire il meraviglioso potenziale racchiuso nel nostro spirito e farlo risplendere in tutta la sua bellezza”.

 

La bellezza di questo libro si trova nel fatto che Chiara condivide con noi alcuni piccoli segreti che hanno permesso a lei e ai tantissimi giovani che ha aiutato, di scoprire quella gioia che il mondo non può dare e però non può neppure togliere. E’ certo che ci nutriamo quotidianamente di tante cose che di fatto sono inutili, ci diciamo tante bugie e spesso scambiamo per amore l’egoismo. Siamo spesso frettolosi e superficiali, i media ci propongono modelli di vita tipo “la famiglia del Mulino Bianco” per non parlare di modelli estetici impossibili che ci portano a guardarci allo specchio e sentirci “sbagliati”. Passiamo ore in palestra e dal nutrizionista ma abbiamo mai pensato che anche la nostra anima ha bisogno di nutrimento? Ho letto che nell’anno 1901 un medico statunitense ha avuto l’idea di pesare l’anima dimostrandone di fatto l’esistenza: sembrerebbe pesi 21 grammi. Pochissimo. Quanto tempo dedichiamo alla cura e alla crescita della nostra anima? Non è visibile, non è materiale ma prendersene cura regala frutti incredibili.

La fondatrice di Nuovi Orizzonti non ha dubbi e ha lanciato sempre una sfida ai ragazzi sofferenti che ha incontrato:” Non importa se avete il dono della fede o meno, se credete in Gesù Cristo o se siete arrabbiati con Dio. Anche se non credete che Gesù è il signore della creazione, che per amore è venuto ad abitare in mezzo a noi e ha sconfitto la morte per donarci di vivere la vita in pienezza, certo non potete negare che Gesù è stato un grandissimo uomo che ha segnato la storia. Nel Vangelo, nelle sue parole io ho trovato la risposta a tutti i bisogni più profondi del mio cuore: il bisogno di amore, di verità di pace, di pienezza, di vita, di dare un senso alla sofferenza, di gioia piena. Proviamo ad approfondire e vivere le parole che Lui ci ha donato e vi assicuro che questa stessa pienezza di gioia che vedete nei miei occhi risplenderà nel vostro cuore!” Tutti i ragazzi accolti nelle sue comunità hanno accettato questa proposta e in pochi anni si sono viste moltiplicare iniziative a sostegno di chi è in difficoltà, un continuo fiorire di centri di accoglienza e di ascolto. Chiara dice che migliaia di giovani che erano sprofondati nella disperazione hanno cominciato a ripercorrere le strade dove prima vivevano di espedienti, di violenza, di droga, per testimoniare la gioia piena che la vita ci dona.

Se questo miracolo è stato possibile per tanti di questi giovani perché non pensare che possa succedere anche a noi? Spunti, riflessioni, e grandi verità di cui spesso non siamo del tutto consapevoli.

Non restare passivo a guardare la vita scorrere. Vivila!” 

Grazie Chiara della tua testimonianza, un vero dono. 

Nonni, bellezza di relazione

(di Edoardo Patriarca) I nonni  vengono festeggiati il 2 ottobre con una ricorrenza civile riconosciuta  dalla legge 159 del 31 luglio 2005 che celebra l’importanza del loro ruolo all’interno delle famiglie e della società. Tra l’altro in questa data la chiesa cattolica celebra gli Angeli custodi, che esattamente, come i nonni, proteggono i bambini e le bambine. Appare una ovvietà, ma vogliamo ribadire che essi sono un pilastro della nostra società e, forse, il principale sostegno alle famiglie. I nonni sono cambiati, potremmo dire che sono più “giovanili”, ma  una dimensione è rimasta immutata nel tempo: la loro importanza nella crescita emotiva e relazionale dei bambini,  un  riferimento affettivo ed educativo certo e sicuro. Questo 2 ottobre 2020, dopo i lunghi mesi di quarantena e le tante e troppe  morti,  assume un valore e un significato assai particolare, va ricordato e celebrato per fare  memoria,  e confermare la  bellezza  unica e irripetibile  della relazione tra nonni e nipoti, tra anziani e bambini.

Vogliamo raccontarvela   con brevi pennellate.

Senza di loro sarebbe dura.

Anzi, sarebbe durissima per la vita di milioni di famiglie. Sono loro, i nonni, che reggono le fila di un welfare familiare fatto di condivisione e accoglienza. Più di un terzo delle famiglie italiane si affidano ai nonni per crescere i figli: studiano con i ragazzi, li accompagnano a fare un’attività sportiva, li seguono nella loro formazione, e talvolta fanno quadrare anche il bilancio familiare.

“I nonni hanno la saggezza di un gufo e il cuore di un angelo”.

I bambini e le bambine apprendono dai nonni molto più di quanto immaginiamo:   un amore incondizionato  tra complicità e tenerezze, tra   accudimento e giocosità. Sotto il loro sguardo vigile i bambini sperimentano i primi spazi di libertà, le prime uscite senza i genitori, davvero si sentono   liberi di apprendere, di scoprire e di conoscere in un ambiente che percepiscono protetto e rassicurante.

‘Sai, che cosa facevo quando ero piccola?’  ‘Sai, cosa dicevo quando la mamma aveva la tua età?’

I nonni trasmettono una tradizione, una continuità tra i vecchi insegnamenti ed i nuovi,   educano  ad avere pazienza e a rispettare i tempi di tutti, fanno da tramite tra una generazione e l’altra, trasmettono la memoria di ciò che era un tempo e leggono i cambiamenti che si succedono anno dopo anno.

‘Rallenta un po…dai  fermati ancora 5 minuti….’

I nonni sono un prezioso antidoto contro il dovere di ‘crescere in fretta’ imposto  dal tempo che viviamo; anche i genitori presi dal ritmo frenetico  della   quotidianità, inconsciamente, cadono nella medesima trappola. I nonni sono invece testimoni della virtuosità del tempo lento dedicato a gustare ogni attimo della vita giornaliera, a  garantire lo spazio  del gioco,  e di tutto ciò che la società ritiene spesso una “perdita di tempo” o un tempo superfluo e inutile.

Il tempo della  nonnità 

Anche i nonni ricevono tanto: il dono di un  tempo vissuto con  leggerezza e  serenità  che   riscopre  tenerezza e  dolcezza   accantonati spesso  negli anni del lavoro.  Si rivive un’emozione passata, si torna ad essere un po’ padri, si gode del piacere di essere di nuovo in gioco come presenza educante, si prova  una gioia inaspettata e mista a stupore di fronte all’incanto  e al mistero dell’infanzia.

Nonni anche senza nipoti o non solo dei propri nipoti.

Solidarietà, fraternità e prendersi cura   rappresentano   per noi tutti valori imprenscindibili, desideriamo che    a ogni bambino sia assicurato tutto ciò  che a lui manca per crescere in autonomia e competenza. ANLA vuole essere anche una rete di “nonni sociali”  a sostegno dei genitori in difficoltà e dei bambini che hanno i nonni lontani e sono in situazione di povertà educativa.

Per guardare avanti con speranza 

Un grazie speciale dunque a tutti i nonni, un  grazie a questa giornata a loro dedicata ma anche e soprattutto per tutti gli altri 364 giorni dell’anno nei quali  donano tempo e amore. Passerà questo tempo duro, torneremo ad abbracciarci, a parlarci scambiandoci baci e parole, a darci carezze, a giocare e a “perdere tempo” nei parchi, a raccontare favole e a inventarne di nuove. Con i nostri nipoti, con i bambini che sceglieremo di accudire nel dono e nella gratuità. Quel tempo tornerà, lo scopriremo assai più prezioso,  e ne  avremo più  cura. Noi ne siamo certi e non mancheremo all’appuntamento

COMUNICATO STAMPA – Politiche familiari e welfare, occorre uno sguardo più ampio

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato stampa:

La ripartenza del Sistema Italia impone in questa delicata fase di “convivenza” con il virus alcune novità sostanziali in ogni ambito della nostra vita, e in maniera significativa nell’ambito del lavoro. In particolare viene chiesto, dove possibile, di incentivare forme di smart working per un dato periodo, si parla del 31 luglio, scadenza teorica del periodo di emergenza sanitaria in Italia, come data fino a cui avvalersene.

“Ci troviamo di fronte a un passaggio complesso della vita sociale e professionale nel nostro Paese che può offrirci modelli organizzativi differenti dal passato, prima impraticabili ma ora attuabili, capaci di conciliare vita privata e vita professionale” sottolinea il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca “viviamo un periodo paradossalmente ricco di opportunità a livello di welfare ma anche di possibili rischi”.

Logo ANLA

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Continua il presidente “Non possiamo che guardare con estremo favore a pratiche di smart workingperché abbiamo visto in questi giorni di lockdown come sia migliorata la qualità della vita, dell’ambiente che ci circonda, dell’aria che respiriamo. Dobbiamo però valutare tutte le conseguenze implicite nell’adozione di simili pratiche nell’ambito della famiglia, in un contesto in cui la quotidianità dei nuclei familiari allargati, intendo la presenza costante dei nonni, non è ancora possibile a livello sistematico e le strutture di aiuto come gli asili e i nidi sono ancora chiusi. Non vogliamo che ancora una volta le mamme siano penalizzate da forme che dovrebbero alleggerire e non appesantire la vita in questo particolare momento”.

Il presidente Patriarca auspica una più generale riforma da attuare non tempi lunghi ma che sia organica e possa guardare a tutta quanta la società: “Non possiamo indugiare o procedere ancora a tentativi parziali come l’adozione di questo o di quel provvedimento sulla spinta dell’emergenza o guardando a singole categorie sociali. Dobbiamo avere di nuovo il coraggio di guardare alla famiglia nel suo complesso come al mattone su cui si costruisce la società e quindi a partire da essa dar vita a tutta una serie di azioni virtuose come lo smart working, l’aiuto alle famiglie in difficoltà, la ripartenza quando possibile di asili e nidi con adeguati aiuti, la valorizzazione dei nuclei familiari con gli anziani che possano così recuperare il loro ruolo centrale nella società, la riforma del sistema delle RSA etc etc tutti argomenti che abbiamo più volte segnalato e che ora diventano non ulteriormente differibili. Come lavoratori anziani noi siamo pronti a fare la nostra parte”.