Archivio della categoria: Formazione e lavoro

Istat, rapporto sulla conoscenza

Il Rapporto che l’Istat presenta propone, per la prima volta, una lettura integrata delle diverse dimensioni della creazione, della trasmissione e dell’uso della conoscenza nella vita delle persone e nell’economia. Attraverso 38 quadri tematici il Rapporto offre una valutazione della posizione dell’Italia in ambito europeo e il cammino fatto fin qui dal nostro Paese, mette in luce i fenomeni emergenti – trattati con fonti e indicatori nuovi – individua gli strumenti che favoriscono lo sviluppo della conoscenza e le sfide per le politiche. I quadri tematici sono accompagnati da un’analisi originale, condotta sull’intero universo delle piccole imprese italiane, che evidenzia il ruolo essenziale dell’istruzione nel sistema produttivo.
Tanti sono i filoni di lettura. Ne trattiamo in questa sede solo alcuni. L’intensità della spesa in ricerca e sviluppo (R&S) in Italia, anche se aumentata durante la crisi, continua a essere inferiore a quella delle altre maggiori economie europee (nel 2015, 1,3% del Pil contro una media poco superiore al 2,0% per l’Ue), con eccezione della Spagna.

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Ricerca ADP: il 32% dei lavoratori italiani lotta per essere produttivo sul lavoro

La cattiva gestione è il maggiore ostacolo alla produttività sul posto di lavoro, secondo l’indagine WorkForce in Europe 2018 condotta da ADP su oltre 10.000 lavoratori nel continente di cui 1.300 dipendenti in Italia. Lo studio rivela che un terzo dei lavoratori in Italia (32%) fatica regolarmente per essere produttivo nel proprio lavoro, la causa viene imputata principalmente ai manager per il 22%, ai supporti tecnologici lenti e insufficienti (19%) insieme a sistemi e processi inefficienti (18%), oltre talvolta alla mancanza di personale (16%).

Entrando nel particolare la ricerca offre una fotografia della forza lavoro italiana in ciascuna industry. E’ interessante evidenziare quanto il settore manifatturiero in Italia rappresenti un campione esemplificativo della forza lavoro: il 50% dei lavoratori dichiara infatti di essere produttivo al 100% la maggior parte del suo tempo, mentre il 23% circa risponde di esserlo solo qualche volta, incolpando dei gap di produttività proprio la cattiva gestione per il 38%, il valore più alto rispetto a tutti gli altri settori che si attestano in media intorno al 20%.

Gli ostacoli alla produttività in ogni modo variano in modo significativo in base all’età, i lavoratori più giovani dai 16 ai 24 anni sono più colpiti dalla lentezza tecnologica presente in ambito lavorativo (24%) insieme alla gestione delle troppe email esterne (15%), mentre a percepire maggiormente i manager incapaci (24%), le distrazioni dei colleghi (18%) e dei social media (10%) sono i lavoratori dai 25 ai 34 anni.  Da sottolineare che il 31% dei lavoratori over 55 intervistati ritenga di fatto di non avere alcun limite alla propria produttività.

“La produttività è vitale per il successo organizzativo ed economico, motivo per cui ottimizzare e massimizzare la produzione è una priorità assoluta per i datori di lavoro”, ha commentato Virginia Magliulo, General Manager di ADP Italia. “E’notoriamente difficile misurare e migliorare i livelli di produttività, ma questi risultati forniscono una buona indicazione dei fattori più importanti. La gestione inefficace è un ostacolo importante alla produttività dei dipendenti, per non parlare della motivazione e dell’impegno, motivo per cui l’investimento nella formazione manageriale è fondamentale. Processi, sistemi e tecnologie devono anche essere aggiornati regolarmente, con l’input del personale di prima linea, per garantire un aiuto e sostegno costante al fine di lavorare al meglio, e nel modo più produttivo possibile.”

L’augurio di ANLA a tutte le donne

Mimosa

Mimosa

In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, ANLA, Associazione Nazionale Seniores d’Azienda,  nel formulare a tutte le donne un sincero e partecipato augurio, intende ribadire la necessità impellente di scelte e di iniziative che possano rivolgersi  alle problematiche della famiglia e alle pari opportunità in tema di ruoli nella famiglia, nel Volontariato, nella vita associativa anche con riferimento alla presenza delle donne nei vari livelli di responsabilità.

I Seniores d’Azienda desiderano a tal proposito promuovere e sostenere nei vari ambiti una politica di contrattazione specifica per la conciliazione lavoro-famiglia, che preveda espliciti rinvii alla contrattazione di II° livello, e a favorire lo sviluppo di azioni di  sostegno alle politiche di welfare, alla rappresentanza di genere e alla cultura della non violenza.

A parere dell’ANLA, assume valenza particolare la strategia del maggiore coinvolgimento della donna a tutti i livelli del contesto  sociale quale  frontiera di rafforzamento dei  Valori  della Tutela dei diritti dei  Seniores e delle donne dell’ANLA, nella convinzione che tale strategia porti nel mondo della famiglia e del lavoro un punto di vista nuovo, capace di produrre vantaggi e valore aggiunto per le donne, gli uomini e la società nel suo insieme.

All’interno dell’ANLA si è costituita una sezione operativa chiamata “Famiglia e Pari Opportunità”, istituita dalla Presidenza nazionale dell’Associazione nell’ambito degli affinamenti organizzativi avviati in concomitanza con quanto preannunciato al Convegno nazionale di Bergamo “Anziani, una risorsa per il Paese” dello scorso ottobre.

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Nuovi Maestri del lavoro, l’intervento del presidente Zappi

Il presidente Antonio Zappi durante il suo intervento

Il presidente Antonio Zappi durante il suo intervento

Ecco l’intervento del presidente Antonio Zappi alla cerimonia di conferimento delle stelle al merito del lavoro ai nuovi Maestri del lavoro del Lazio:

Signor Ministro,
accolga innanzitutto il ringraziamento sincero dell’Anla (Associazione nazionale dei Lavoratori d’Azienda), che ho l’onore di presiedere, per questa cerimonia di conferimento della onorificenza della Stella al merito del lavoro a tanti colleghi.

E’ significativa questa  manifestazione di sensibilità delle Istituzioni nei confronti del costante contributo che  varie generazioni di lavoratori di ogni ordine e grado (dirigenti, impiegati ed operai) hanno assicurato con impareggiabile abnegazione alla storia del nostro Paese .
Mi consenta di rivolgere il cordiale saluto a tutte le altre illustri personalità presenti, in uno con le più sincere felicitazioni per i neo  Maestri del Lavoro.
Al ringraziamento ed alle felicitazioni si unisce l’impegno della  nostra Associazione  per  continuare ad assicurare il contributo serio, onesto e responsabile  che ha sempre  caratterizzato la nostra esistenza sin dalla nascita avvenuta nel lontano 1949.

Dopo “l’anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”, sulla cui grande valenza  mi permisi soffermare nell’analoga cerimonia del precedente anno svoltasi alla presenza del Sig. Presidente della Repubblica, l’anno corrente è stato proclamato dall’Unione Europea “l’anno del cittadino”.
Tutti dobbiamo  sentirci cittadini impegnati per il bene comune del Paese in cui viviamo e per il settore in cui siamo stati chiamati ad operare.
Questo impegno è vivo nella nostra Associazione; lo abbiamo impresso nella nostra mente e nel nostro cuore.

Ci sentiamo coinvolti nelle pressanti sollecitazioni che il Presidente della Repubblica ha rivolto di recente a tutto il Paese con l’invito “ dobbiamo “darci da fare” e su questa onda abbiamo decisamente lavorato nella fase preparatoria del nostro Convegno nazionale che, anche con l’adesione concessaci dallo stesso Presidente della Repubblica (a Lui anche da questa sede giunga il rinnovato sincero grazie) terremo nei prossimi giorni, e precisamente il 19 ottobre, a Bergamo sul tema “ Gli anziani, una risorsa  per il Paese: esperienze, valori, energie al servizio della comunità”, tema questo che costituisce una occasione  in cui rapporto fra le generazioni nel mondo del lavoro  sarà messo a fuoco e analizzato nelle sue parti costituenti.
In particolare, per noi dell’Anla il Convegno di Bergamo sarà un evento  con due precisi obiettivi: il primo di carattere comunicativo, finalizzato a promuovere una maggiore visibilità mediatica dell’Associazione; il secondo, di carattere strategico organizzativo, finalizzato a promuovere un rinnovato, deciso impegno da parte dei livelli territoriali e di tutti gli associati unitamente ad una maggiore apertura verso il mondo esterno, attuando sinergie importanti, dentro e fuori l’Associazione, anche con nuovi possibili “compagni di viaggio”.
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Borse di Studio bandite da ANLA

Nella foto di archivio, una studentessa riceve il diploma di laurea in un'università italiana

Nella foto di archivio, una studentessa riceve il diploma di laurea in un’università italiana

A.N.L.A., Associazione Nazionale Seniores d’Azienda, ha istituito un premio di laurea di euro 2.500 in materie economico-sociali nelle Università di L’Aquila e Modena – Reggio Emilia per ricordare la figura del Presidente Nazionale Ing. Riccardo Tucci, che, scomparso nel 2012, ha guidato l’Associazione per sedici anni.

A.N.L.A. con questo gesto vuole da un lato onorare la memoria dello scomparso Presidente nazionale, dall’altro dare un tangibile segno di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto nel 2009 e nel 2012 aiutando i migliori studenti distintisi nel settore economico-aziendale, ottemperando così alla sua mission statutaria volta alla diffusione dei valori spirituali e sociali del lavoro quali la fedeltà, l’esperienza e la professionalità e alla tutela della dignità e degli interessi dei Seniores, per un’accresciuta valorizzazione del loro ruolo nell’ambito aziendale e della società civile.

Il tema del premio di laurea è: “Longevità attiva e solidarietà intergenerazionale nel mercato del lavoro che cambia”.

Spiega il Presidente Nazionale di A.N.L.A prof. Antonio Zappi: “Lo scopo del tema proposto è quello di analizzare le dinamiche e le fenomenologie che si vanno diffondendo nel mercato del lavoro, alla luce di conciliare da un lato gli effetti prodotti dal prolungamento della permanenza nella vita attiva delle generazioni più adulte, conseguente al miglioramento delle aspettative di vita e al posticipo dell’età di uscita dal lavoro, dall’altro, l’esigenza di inserimento nella vita lavorativa di tanti giovani che rischiano oggi di restare ai margini del sistema produttivo, perché non trovano lavoro e perché, se lo trovano, la flessibilità li espone ad un più elevato rischio di espulsione”.

Il premio di laurea è destinato agli studenti delle due università che conseguano la laurea nell’anno accademico 2012-2013 con votazione finale non inferiore a 105/110. Per quanto riguarda l’Università di Modena-Reggio Emilia, gli studenti devono essere residenti nel corso dell’anno accademico 2012/2013 in una delle seguenti Provincie: Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Mantova, Rovigo. Per quanto riguarda l’Università dell’Aquila, i partecipanti alla selezione devono essere residenti in un comune dell’Abruzzo danneggiato dagli eventi sismici del 2009.

In Italia vale ancora la pena laurearsi?

docenti_universitari

docenti_universitari

Abbiamo già trattato il tema nel numero 2/2013 di Esperienza dove abbiamo dedicato alla questione la copertina dal titolo “Una laurea serve ancora?”. Ivano Dionigi, rettore dell’Università di Bologna e Fabio Capani, rettore dell’Università telematica Leonardo da Vinci ci hanno aiutato a comprendere meglio i termini della questione.

Sul tema, anche se indirettamente, torna ora l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OCSE) con la pubblicazione del rapporto “Education at a Glance 2013″ che potete scaricare in inglese direttamente qui oppure leggere in una nota sintetica elaborata dall’istituto in italiano.

In ogni caso, la risposta è positiva ma con qualche sorpresa almeno per quanto riguarda la convenienza…

Un interessante commento all’intero rapporto è consultabile in italiano sul sito Return on Academic Research