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Vacanze italiane

(di Annalisa Gatti) Questo lungo periodo alle prese con la pandemia e le sue conseguenze ha portato tutti noi a una grande voglia di evasione. Sfuggire al quotidiano, dai problemi, dalle incertezze, dalle brutte notizie; una parte della nostra mente sente di aver bisogno di staccare la spina.

Pensare alle vacanze: dopo tutto quello che è capitato e che ancora stiamo vivendo, con tante famiglie in difficoltà, con tanti ostacoli ancora da superare e tante incertezze da chiarire, chi può permettersi una vacanza non ha tanta voglia di esultare e di parlarne.

Ci si sente privilegiati. Forse è davvero così e credo sia doveroso trovare il modo di donare a chi ha bisogno un “poco” del “tanto” che si ha. In questo momento abbiamo visto il nostro Paese mostrare il suo lato solidale, un aspetto poco reclamizzato che però è stato di vitale importanza. Altruismo e generosità hanno accompagnato tantissimi volontari, operosi e silenziosi, alle prese con le più svariate necessità. E’ forte la consapevolezza che insieme si possono affrontare le difficoltà, tante mani tese per sorreggere i più deboli sono in grado di salvare tante vite senza essere medici e infermieri. Che bello! Grazie a chi si è adoperato senza riserve, grazie per chi in silenzio soccorre e aiuta come può chi ha bisogno.

Torno con il pensiero alle vacanze. Non è un pensiero leggero e superficiale quello di organizzare una vacanza: qualche giorno di pausa dopo un inverno e una primavera tanto pesanti aiuta a ripartire più dinamici, riposati e ottimisti.

L’indagine di Confturismo-Confcommercio, avverte che più della metà degli italiani intervistati non si muoverà in località di villeggiatura. Non c’è da stupirsi, ancora troppa è la preoccupazione per il rischio Covid. I più tenderanno a riscoprire e sostenere l’Italia. Sono tante le domande che ci facciamo: al mare e in montagna con le mascherine? E gli aeroporti, come si tornerà a volare? Si potrà andare in crociera? Come sarà protetta la nostra salute?

Reggia di Caserta

Reggia di Caserta

Sappiamo che il 3 giugno riaprono le frontiere italiane. Sarà quindi possibile spostarsi tra le regioni, ma saranno aperti anche i confini nazionali a tutti i cittadini dell’area Schengen, senza quarantena e senza autocertificazione. Invece tante le difficoltà per uscire dall’Italia: l’Austria, ad esempio, ha confermato la chiusura delle frontiere all’Italia, altri Paesi consentono i viaggi solo per motivi di lavoro, altri ancora chiedono un periodo di quarantena all’arrivo.

Meglio a mio avviso restare nel nostro bellissimo Paese che non ha nulla da invidiare al resto d’Europa. Vogliamo parlare delle nostre città ricche di arte, di storia, con i loro preziosi musei? Dei piccoli borghi arrampicati su alture verdissime che offrono prodotti di artigianato locale? I nostri laghi, il mare cristallino, le spiagge bianche, le coste rocciose, le montagne delle Alpi e degli Appennini? Non manca proprio nulla, siamo davvero fortunati a vivere in Italia. La nostra gastronomia e i prodotti della nostra terra sono famosi in tutto il mondo e non hanno paragone. Eccellenti. Anche il clima è vario, il più delle volte gradevole, le temperature miti ci accompagnano gran parte dell’anno. Lo sanno bene i turisti che sono sempre venuti e che hanno portato il paese nel 2019, ad essere il quarto più visitato al mondo.

Le nuove misure del governo hanno previsto un bonus vacanze fino a 500 euro per chi sceglierà di trascorrere le sue ferie in Italia. Queste agevolazioni sono rivolte alle famiglie con redditi medio-bassi. Gli utenti potranno godere subito di una riduzione del prezzo della vacanza, mentre l’operatore turistico sarà rimborsato. Credo che quest’anno in molti approfitteranno di questa opportunità e godranno della nostra bella Italia, magari privilegiando i luoghi meno noti e affollati (e ce ne sono davvero tanti), poco turistici ma non per questo meno belli.

Molti anni della mia villeggiatura li ho passati in Toscana, andavo al mare all’Argentario e come quasi tutti i turisti frequentavo spiagge davvero bellissime. Proprio lo scorso anno, stufa della troppa gente che affollava gli stabilimenti ho cominciato a cercare con più attenzione luoghi più tranquilli. Ho scoperto sentieri con panorami mozzafiato, cale e calette nascoste alla folla, raggiungibili solo in escursioni dal monte o con la barca. E’ stato bello percorrere in bicicletta la riserva naturale, passeggiare in laguna…. Tanti i panorami maremmani da vedere: Castiglione della PescaiaMassa MarittimaOrbetello e la sua laguna, PitiglianoRoselle (una delle principali città etrusche), ScansanoSovana con i suoi ricordi etruschi e medievali, Talamone e altro, tantissimo altro.

Un altro esempio è il Lazio con tutta la zona del lago di Bracciano a pochi chilometri da Roma. Il lago è di origine vulcanica, molto conosciuto e frequentato ma tutto intorno si snoda una strada panoramica che vi permetterà di visitare i borghi più caratteristici, presenti sulle sue sponde, fra cui i più interessanti: Trevignano Romano e Anguillara Sabazia.

Le cose da fare e da vedere sul lago sono veramente tante e per tutti i gusti: porticcioli caratteristici e acque pulite dove nuotare o praticare sport d’acqua, come il windsurf o la canoa e per chi ama la pesca sportiva il lago è pieno di pesci. Per chi preferisce passeggiare è possibile effettuare rilassanti e semplici camminate nei dintorni all’interno del Parco Naturale Regionale di Bracciano – MartignanoIl Bosco di Manziana, vicinissimo a Bracciano (solo 5 km) si estende per 580 ettari. Bellissimo, qui si possono fare tante escursioni e gite in bicicletta.

Amo molto la montagna, soprattutto in estate e potrei dilungarmi sul Tirolo e tutto quello che offre ai turisti. Non ho abbastanza spazio per descrivere tutta la sua bellezza, aggiungo solamente che vale la pena almeno una volta recarsi in quei luoghi. Non parlo di cittadine affollate, conosciute e turistiche ma di piccoli paesi disseminati nelle valli verdissime. Un esempio: Gais, Campo Tures, FalzesPredoi, i cui abitanti, che hanno nel sangue l’arte dell’ospitalità, vi sapranno coccolare tanto da farvi tornare, anno dopo anno, come è successo a me.

Paesaggi stupendi e cibo genuino. Sono infiniti i sentieri tranquilli e poco frequentati per tutti i gusti. Anche in montagna si consiglia sempre di indossare la mascherina, sempre come barriera contro il virus, così come lo sono il distanziamento e l’igiene delle mani. Ovvio che se ci troviamo da soli su un sentiero possiamo anche farne a meno, salvo diverse disposizioni provinciali o regionali. Teniamola abbassata sul collo ma sempre a portata di mano in modo da indossarla il più rapidamente possibile in caso di necessità. Tenerla nello zaino, di sicuro, è inutile.

Quante sarebbero le località da ricordare! Ma di certo il nostro Paese non ci deluderà; e lasciamoci tentare dai nostri pregiati e prelibati prodotti locali; aiutiamo la nostra economia.

Ricordiamoci anche che le regole senza il buon senso non servono a molto, quindi tutti noi siamo chiamati a essere rispettosi delle norme locali e attenti anche agli altri. La parola d’ordine continuerà con ogni probabilità ad essere distanziamento. Buone vacanze.

 

#iorestoincasa

(di Annalisa Gatti) Coltivare un piccolo orto in casa fa bene alla salute.

Maggio, i prati si riempiono di fiori e di colori, le giornate si fanno sempre più lunghe, le temperature sono più miti. Questo mese, che ha sempre portato profumi dolcissimi e mille colori su prati e balconi, ci accompagnerà verso una fase che i tecnici chiamano “fase 2”: caute riaperture di luoghi di lavoro, timide visite a parenti ma con le solite importantissime cautele che abbiamo imparato a conoscere, qualche passeggiata nel parco ma, per la maggior parte di noi, ancora è un bene restare a casa, un atto di riguardo affettuoso per chi ci sta vicino, per i nostri genitori anziani, per la comunità tutta.

Quindi restiamo in casa e troviamo ancora il tempo di fare qualcosa di utile ma rilassante e divertente.

Coltivare un piccolo orto questo il suggerimento che vorrei dare anche a chi non ha un giardino e neppure un balcone. Con qualche idea e qualche accorgimento possiamo crearne uno anche tra le mura di casa.

Orto in casa

Orto in casa

Cominciamo dalle piantine aromatiche. Le piante di erbe aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto; senza le aromatiche molte ricette della cucina mediterranea perderebbero l’unicità che le contraddistingue. Scegliamo la stanza più luminosa della casa per sistemarle. Un orto a pochi passi dalla cucina: rosmarino, salvia, timo o basilico, nella zona più riparata, sono in grado di farci un grande servizio anche nel periodo invernale con una minima spesa. I mesi giusti per seminare le piante aromatiche sono quelli che vanno da aprile a maggio. Se sono state invasate da poco tempo avranno bisogno di un po’ più di acqua, ma dovremo sempre attendere che il terreno sia ben asciutto prima di intervenire nuovamente. Se l’estate sarà particolarmente calda, qualche abbondante annaffiatura potrà essere richiesta. Se le nostre piante sono in vaso sul balcone, ed hanno esposizione a sud, nei periodi più caldi dell’estate, potremo spostarle a mezz’ombra. Temono il freddo ma anche il troppo caldo. In vaso dovremo prestare particolare attenzione all’irrigazione, per non rischiare di favorire l’insorgenza di marciumi a carico dell’apparato radicale. Una buona idea può essere quella di posizionare il vaso sopra un sottovaso o un piattino dove mettere dei piccoli ciottoli e innaffiare da sotto, bagnando i ciottoli e lasciando che l’umidità salga alle radici. Tutte le piantine aromatiche sono potenzialmente adatte alla coltivazione in casa e in particolare le migliori sono queste: il basilico che cresce rigoglioso, purché la temperatura non salga troppo; molto spesso dura poche settimane: inaspettatamente troviamo la pianta con le foglie ingiallite, molli, dall’aspetto malato: il segreto per coltivare bene il basilico è il giusto bilanciamento tra il sole e acqua. In inverno poi dovrete scegliere la zona più illuminata, con un’esposizione che garantisca almeno sei ore di luce al giorno. La temperatura ideale è di 22 gradi circa, anche durante la notte. Il prezzemolo e la menta temono molto il freddo e sono perfetti per la coltivazione casalinga, il rosmarino, essendo una pianta perenne ha bisogno di una temperatura mite per crescere sano e forte. La salvia, invece, è la pianta aromatica che si adatta meglio perché non ha bisogno di cure particolari. Anche l’origano basta potarlo dopo la fioritura. Tutte le piantine hanno piacere di essere posizionate vicine, si crea così un microclima ideale per la crescita. Ricordatevi le piccole cure per mantenerle sane e forti: rimuovere tutte le parti secche, separare i ceppi troppo grossi e procedere con il rinvaso se la pianta è stretta, aggiungete un po’ di fertilizzante ogni tanto. Il segreto per avere un buon profumo e un buon sapore è semplice: esporre le piante in posizione ben soleggiata e moderare l’irrigazione.

Un secondo suggerimento, coltivare germogli: ovvero semi germogliati di cereali, legumi ed altre specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e germoglio appunto. I più usati sono i legumifagioli, lenticchie, ceci e piselli, cereali (riso, grano, orzo, farro,) e  tanti altri, la lista sarebbe ancora lunga. Attenzione: evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze tossiche. Utilizzate solo semi conosciuti per non avere brutte sorprese.

Da dove cominciare? Ho seguito i consigli di una cara amica e riporto quello che mi ha spiegato e che ho visto utilizzare a casa sua ma su internet troverete moltissimi modi di coltivare i germogli.  Aveva utilizzato un recipiente di vetro bello largo ma va bene la plastica ma che sia adatta agli alimenti o la ceramica, meglio non sia di metallo: i semi devono poter crescere e avere ancora spazio perché ci sia aria intorno. I semi erano coperti di acqua (circa 4/5 cm.) tutti uguali, meglio non mischiare. Il recipiente era posizionato al buio, ricoperto da un telo, ma senza coperchio: il buio è necessario, come fossero sotto terra. Mi ha spiegato che dopo 3/5 giorni avverrà la germogliazione ma prima i semi dovranno restare in ammollo 8-10 ore circa. Passato questo tempo si gonfieranno e cominceranno a spaccarsi. Il 2° giorno si scolerà tutta l’acqua. L’imboccatura del recipiente dovrà essere ricoperta con una retina fine, come quella che si utilizza per i confetti, ma va bene anche una calza di nylon, da fissare con un elastico. Ciò faciliterà le operazioni di risciacquo dei germogli, che va fatta due o tre volte al giorno.  Il 3° giorno si dovrebbero veder germogliare i semi. Bisogna continuare a sciacquarli due volte al giorno. Il 4° giorno si potranno finalmente mangiare ben scolati! In frigorifero si possono conservare qualche giorno, non in busta di plastica, meglio un contenitore di vetro. Ho letto che i germogli hanno un contenuto energetico molto elevato, una grande quantità di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri semplici, assimilabili molto velocemente e sono poverissimi di grassi. Le vitamine aumentano fino al doppio rispetto al seme e fino al triplo rispetto alla pianta adulta. Coltivare i propri germogli in maniera casalinga permette di avere sempre a disposizione un ingrediente leggero, saporito e salutare e potrete arricchire tutti i vostri piatti, avendo cura di consumarli sempre a crudo per mantenerne tutte le proprietà nutrizionali. Buon appetito!

 

#incucina

(di Roberta Greco) L’aglio  (I parte)

Da un’iscrizione sulla Piramide di Giza sappiamo che gli schiavi addetti alla sua costruzione dovevano consumare una testa d’aglio al giorno perché avessero la forza necessaria; sappiamo anche che la sua ampissima diffusione nella Francia meridionale – orgogliosa patria della salsa aïoli – è dovuta alle legione romane stanziate in Gallia; nella Grecia antica gli atleti lo prendevano prima delle gare e i soldati prima delle battaglie; durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati russi avevano nello zaino spicchi d’aglio come disinfettante per le ferite.

Uno degli ingredienti più antichi e diffusi, l’aglio regna incontrastato da secoli nelle cucine mediterranea e italiana, profumando molti piatti deliziosi. Ideale nei soffritti e nelle marinature come in alcune creme e salse crude e cotte, l’aglio si sposa bene con tutto, carne, pesce, verdure.

Il folklore europeo, soprattutto del nostro meridione, vuole che una treccia appesa tenga lontano malanni e influssi malefici, oltre ai vampiri, leggenda nata curiosamente per le proprietà antiparassitarie di questa Liliacea (poiché il vampiro era visto come un parassita succhiasangue).

Ma vediamo da vicino cos’è l’aglio?

L’aglio è una pianta originaria dell’Asia ma che al giorno d’oggi è diffusa in tutto il mondo. Da sempre veniva collocato nella famiglia delle Liliaceae, ma una più recente classificazione l’ha spostata in una sottofamiglia delle Amaryllidaceae. Il suo nome latino è allium sativum. Esistono tantissime varietà di aglio in coltivazione, tra cui, per esempio, l’aglio di Caraglio, di Nubia, di Voghiera e molti altri ancora.

Aglio

Aglio

Caratteristiche nutrizionali, vitamine

L’aglio ha numerose importanti proprietà terapeutiche, infatti è considerata pianta d’elezione nella fitoterapia. Le proprietà dell’aglio sono molto note da sempre e da sempre molto efficaci, sia secondo la scienza sia secondo la tradizione popolare. La componente principale dell’aglio è l’allicina, che è un enzima che si sprigiona ogni volta che l’aglio viene danneggiato, ovvero tagliato o morsicato. Questo enzima, dall’odoremolto riconoscibile, è anche responsabile di molte proprietà benefiche ad esempio, l’allicina è un potente antibiotico, perfetto per debellare alcuni batteri. L’aglio è inoltre ricco di garlicina, altro antibatterico e di vitamine, come la vitamina B1, B2, vitamina C, e di ferro, iodio, calcio, fosforo e magnesio.

Proprietà e controindicazioni

E’ stato dimostrato che, se assunto in dosi massicce, contribuisce all’abbassamento della pressione, ottimo per chi soffre di ipertensione. Inoltre, nella fitoterapia, è usato per abbassare i livelli di glicemia, quelli di colesterolo e dei trigliceridi. E’ utile per stimolare la crescita dei capelli, e aiuta a trattare certe forme di diarrea e di meteorismo. Per rendere più efficaci le proprietà dell’aglio, va consumato crudo. Tuttavia l’aglio presenta alcune controindicazioni. Innanzitutto, se consumato crudo, l’alito avrà immediatamente un odore sgradevole dovuto all’allicina. Inoltre, se consumato in grandi quantità può essere causa di gastriti, o di reflusso gastroesofageo. Andrebbe quindi evitato se si soffre di gastrite. E’ sconsigliato il suo utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento.

Come assumerlo?

L’aglio può essere assunto non solo nelle pietanze che cucinate, ma anche come alimento singolo. Se lo volete utilizzare a scopo terapeutico e preventivo, bisogna assumere almeno 2 o 3 spicchi di aglio crudo al giorno. Quando si tratta di intervenire su infezioni temporanee, come ad esempio diarrea, gli spicchi da assumere possono diventare addirittura cinque in un giorno solo. Come tutte le piante, per avere un effettivo risultato le dosi di assunzione devono essere massicce. Anche il succo d’aglio, estratto direttamente dal bulbo, può essere utilizzato come disinfettante e il composto, mescolato ad acqua, può essere conservato per un paio di mesi

#iorestoincasa

(di Annalisa Gatti) Forse intorno ai primi giorni di maggio, con un poco di coraggio e tanta cautela, torneremo alle nostre normali attività, tutte certamente da riorganizzare per affrontare questo momento tanto delicato per il nostro Paese. Erano i primi giorni di marzo quando abbiamo cominciato a stare in casa, giacche pesanti, cappottini, calze e stivali facevano parte del nostro abbigliamento quotidiano. Adesso invece le temperature sono più calde, solo la sera e la mattina ancora si ha bisogno di un golf in più. Senza quasi accorgerci è arrivato in momento del temuto e odiato cambio di stagioneMai come quest’anno ho avuto l’impressione che il tempo corresse troppo in fretta. Comunque non facciamoci trovare impreparati. Come fare perché non diventi un’attività noiosa e faticosa? Provo a dare qualche timido suggerimento che possa aiutare a rendere questo lavoro meno gravoso.

Cambio di stagione

Cambio di stagione

Intanto cominciamo a pensare in positivo: eliminare il superfluo è un’occasione per snellire il contenuto del nostro armadio e anche un’ottima occasione per disfarci di cose che non usiamo più, con l’opportunità di rinnovare il nostro look. Quindi, senza indugio, via i vestiti che non vanno più bene, via i regali indesiderati, via gli acquisti fatti d’impulso senza motivo. La regola dovrebbe essere che, se non mettiamo un vestito da 3/4 mesi, difficilmente lo metteremo i prossimi 3/4 mesi… figuriamoci quindi i vestiti che non indossiamo da 2 anni! Vediamola così, eliminare vuol dire dare una seconda vita al nostro abbigliamento.  Infatti  tante cose, ancora in buone condizioni, possono essere regalate a enti di volontariato o semplicemente a un’ amica con cui si ha una certa confidenza. Io avevo dei vestiti ancora carini e attuali che non mi entravano più, inutile riporli inusati per il secondo anno consecutivo, li ho regalati a mia nipote che mi è sembrata molto contenta.

La giornata che state dedicando al cambio di stagione non è tempo perso è una cosa  laboriosa e stancante che bisogna affrontare senza però andare troppo di fretta perché si rischia di riporre in modo non adeguato il nostro abbigliamento e poi trovare brutte sorprese.

Prima di iniziare prendete un pennarello e contrassegnate quattro scatole di cartone di grandi dimensioni (oppure grandi buste di plastica): in una scrivete “da buttare” nell’altra scrivete “da regalare” nella terza scrivete “in dubbio” nell’ultima scrivete “da aggiustare”. Con calma quindi, prendete in esame il contenuto dell’armadio e cominciate a suddividere. Riponete i golf a collo alto o comunque quelli molto pesanti che certamente non utilizzeremo più lasciamo ancora nel nostro armadio i golf ad un solo filo abbottonati davanti, così anche per i vestiti di lana, di cotone pesante, quelli che usavamo solo con calze e stivali. Piano piano si passa al resto: camicie, maglie, pantaloni, pigiami e biancheria. Per non parlare degli accessori: sciarpe, cappelli, guanti e tanto altro. Passate in rassegna il contenuto di ogni cassetto con calma, ogni giorno qualcosa in ordine. Una raccomandazione: non mettete via nulla che non sia ben pulito.  Perché il vostro cassetto o la vostra mensola siano profumate e pronte ad accogliere i vostri vestiti, in mancanza di altro, provate con le bustine del tè o tisane. Grazie al loro intenso aroma sono perfette sia per profumare ma anche per tener lontane le tarme dagli armadi. Anche le saponette profumate possono andar bene. Anche le scarpe pesanti e gli stivali devono essere riposti ben puliti. Per quanto riguarda le scarpe di camoscio e nabuk consiglio di utilizzare una spazzola in caucciù naturale morbida e delicata, per lavarle invece meglio utilizzare uno smacchiatore a secco (leggete sempre le istruzioni sul retro). Per quelle in pelle liscia passate un panno morbido e togliete bene la polvere e poi mettete, con una spazzolina, un pochino di crema lucidante in modo omogeneo, (sul cuoio anche del grasso). Aspettate che la pelle assorba bene la crema e poi, dopo una bella lucidata, avvolgetele nella carta velina e nella loro scatola di cartone. Idratiamo i pellami più vecchi e bisognosi di cure. Si possono usare i prodotti appositi ma anche il vostro latte detergente. Se si utilizzano le solette in gel staccarle e lavarle: sono riutilizzabili, ma soprattutto dopo tanto tempo rimangono attaccate e per toglierle si rischia di rovinare la soletta interna della scarpa. E come eliminare i cattivi odori all’interno? Solitamente il bicarbonato di sodio è il più utilizzato. Si cosparge l’interno della scarpa con una buona quantità di bicarbonato e si lascia per tutta la notte, al mattino si elimina con una spazzola. Il bicarbonato assorbe il cattivo odore ed elimina anche i batteri, le muffe che si formano dentro la scarpa.

Per quanto riguarda gli stivali inserite al loro interno i cartoni a forma cilindrica che mantengono distanziate le due parti dello stivale. Se non li avete più utilizzate i rotoli dello Scottex avvolti da carta velina o carta di giornale. Meglio che nulla. Se avete un problema di muffa nella scarpiera invece potete utilizzare le bustine di Silica Gel (sono quelle bustine bianche con dentro sfere piccolissime che troviamo dentro le scatole quando acquistiamo le scarpe). Peraltro queste bustine spesso vengono buttate perché non se ne conosce l’utilità, invece sono efficaci per svariati usi domestici. Il gel di silice è un valido aiuto in casa per contrastare l’umidità e limitarne i danni e su internet ci sono moltissimi post su che tipo di materiale sia, a cosa serva, come lo si debba usare e dove lo si possa acquistare. Il prodotto di fatto ha elevate proprietà disidratanti ed essiccanti ed è una sostanza dall’alta capacità di assorbimento. Un altro modo per impedire la muffa è inserire una vaschetta di bicarbonato all’interno della scarpiera.

Anche fisicamente il cambio di stagione porta malessere, stanchezza e irritabilità. Una dieta sana e un corretto stile di vita aiutano ad affrontare questo momento dell’anno ma sono certa che una volta fatto questo lavoro di ordine nei nostri armadi, almeno l’irritabilità lascerà il posto ad una bella soddisfazione. Poi ci potremmo concedere una buona centrifuga di frutta sdraiati sul divano, riposo davvero meritato.

#iorestoincasa

e facciamo… Ginnastica per tutte le età

(di Annalisa Gatti)  E’ passato poco più di un mese e siamo ancora a casa. Il tempo per quanto mi riguarda sta trascorrendo abbastanza in fretta; le incombenze domestiche, un cane da accudire, pranzi e cene da preparare non lasciano molto spazio alla noia. Inoltre la televisione trasmette anche dei programmi interessanti, inchieste, approfondimenti, film, musica, c’è sempre molta scelta. Anche in cucina si sperimentano nuovi piatti e si mangia anche di più rispetto a prima. Queste feste pasquali non hanno aiutato la dieta perché chi ha avuto la possibilità ha portato in  tavola tante prelibatezze che hanno rallegrato una giornata speciale, certamente diversa da come eravamo abituati a trascorrerla. La bilancia però non perdona.

Non potendo uscire per fare una bella camminata o andare in palestra per smaltire qualche chilo o anche soltanto per sfogare un poco di energie, molti di noi si sono attrezzati per fare un poco di movimento a casa. Ho visto i ragazzi che abitano nell’appartamento accanto al mio fare ginnastica in terrazza usando come pesi delle bottiglie di plastica piene di acqua, condomini uscire in tuta e scarpe da ginnastica con il cane diretti al giardino condominiale, la mia vicina fare stretching utilizzando la grata della finestra come fosse una spalliera, mia figlia si è organizzata scaricandosi da internet delle lezioni di aerobica e utilizzando il soggiorno come fosse una palestra. Certo non siamo tutti uguali e molti di noi invece non resistono al fascino del divano e con la scusa che non si può uscire diventano ancora più pigri.

Yoga

Yoga

Però è stato dimostrato che per noi over 50 fare attività motoria almeno 3 ore a settimana riduce la demineralizzazione scheletrica, che è la causa principale dell’osteoporosi, previene malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione. Il movimento ormai si sa, è fondamentale e non ci sono scuse valide per non muoversi anche in casa. Esistono una serie infinita di esercizi di ginnastica dolce che si possono comodamente eseguire nel soggiorno o dove si trovi un poco di spazio.

Quindi coraggio, cominciamo con il capire cosa ci piacerebbe fare.

Ho spesso mal di schiena e tanti amici mi parlavano dello yoga come una disciplina da cui avrei avuto tanti benefici. Non ne sapevo nulla ma vi racconto la mia esperienza di questi giorni perché potrebbe esservi utile. Mi sono documentata e ho letto che lo yoga è adatto a tutti, chiunque può praticarlo, indipendentemente dal livello di preparazione fisica e dall’età. Molte persone ci si avvicinano come se fosse una forma di ginnastica, uno stretching per tonificare il corpo e ridurre lo stress. In realtà è una vera e propria filosofia e la sua applicazione pratica sarà l’unione e l’integrazione nell’essere umano dei vari piani che lo costituiscono, ma anche la sua integrazione con gli altri esseri e con la natura che lo circonda.

Indubbiamente porta molti benefici a livello psicofisico, lavorando sia sulle ossa, che sui muscoli e le articolazioni, che sugli organi interni e sulla circolazione. Con la pratica regolare, ci si rende conto che, oltre a sciogliere le tensioni e a rinforzare la muscolatura lo yoga aiuta a concentrare la mente e a comprendere meglio il nostro corpo e la sua energia. In internet ci sono moltissime lezioni che si possono seguire di ogni livello. Nella scelta mi sono fatta aiutare da mio fratello che pratica questa disciplina da anni e ho cominciato la mia prima lezione guardando il video La Scimmia Yoga su You Tube lezione n.1 per principianti. Devo dire che, con una certa costanza e buona volontà, la mia schiena sta migliorando è ho notato anche che a livello muscolare sono più elastica. Le lezioni durano circa 40 minuti ma sono molto piacevoli e a livello emotivo aiutano a sentirsi più tranquilli. Dopo un pochino di giorni si sono uniti a me mio marito e anche mia figlia. Ci sembra che faccia davvero bene e ci siamo ripromessi di continuare anche quando torneremo a una vita normale.

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#iorestoacasa… e facciamo…

FOTOGRAFIE!

(di Annalisa Gatti) Da moltissimo tempo ormai per fotografare uso il mio cellulare. Fotografo qualsiasi cosa, che sia un bel panorama, un primo piano di mia figlia, una maglietta in un negozio, una ricetta medica, il numero del gas sul contatore e tantissimo altro.

Mi rendo conto che moltissimi di noi usano la fotografia non più per fissare un’immagine che poi diventi ricordo ma per memorizzare o condividere all’istante qualsiasi cosa. Non raccontiamo più alla nostra amica che buonissima pizza abbiamo mangiato la sera a cena ma inviamo direttamente una foto del piatto in questione. Comodissimo da una parte ma conserviamo una quantità di scatti inutili che si mischiano a fotografie che possono avere un valore. Peccato che per pigrizia e mancanza di tempo non si stampino e magari si raccolgano in un album da sfogliare, seduti comodamente in soggiorno.

Foto interno casa

Foto interno casa

Questi giorni di chiusura obbligata in casa ho fatto una cosa che desideravo fare da molto tempo: ho riordinato le fotografie contenute dentro un cassetto enorme.

Da un lato avevo voglia di rivedere le immagini di tanto tempo fa; tutta quella carta disordinata, riposta da anni nel cassetto, in realtà conteneva tante storie che potevano essere ricomposte con un poco di tempo e pazienza. Avevo però una gran paura della mole di lavoro che avrei dovuto affrontare; mi domandavo: “da che parte si comincia?”. Sono andata a vedere se su Internet potevo leggere e copiare qualche buona idea ma ho trovato solo consigli su come comporre fotolibri digitali.

Ho affrontato il problema tirando fuori con determinazione poco per volta tutte le foto che erano riposte in maniera confusa e una a una le ho guardate tutte.

Per prima cosa ho buttato, con molto coraggio, (perché non mi separo mai da nessun ricordo), le fotografie davvero brutte o sfocate o rovinate. Già questo semplice passaggio mi ha aiutato tantissimo perché il lavoro si era quasi dimezzato. Poi ho cestinato le foto molto simili tra loro, stessi paesaggi con diverse angolazioni, stesso visetto sorridente con piccoli dettagli differenti, scatti troppo simili, ho scelto solo i migliori.

Già quasi tutto il pomeriggio era passato. Il giorno dopo sono tornata a occuparmi di quello che era rimasto…. Secondo passaggio: ho separato  quelle che potevano essere tagliate (con forbici o taglierino) per salvare qualche particolare interessante. Anche questo lavoro è stato lungo ma ne valeva la pena. Ancora un pomeriggio era passato senza che me ne accorgessi.. Era rimasto un mucchio di immagini che non sapevo bene come suddividere anche perché moltissime foto non avevano neppure la data segnata dietro, impossibile ricordare gli anni esatti di tanti momenti felici per poterle raggruppare in ordine cronologico. Allora ho deciso di riordinare in base a temi: ho preso delle scatole da scarpe e ho scritto fuori : noi, figlie, amici, compleanni, mare, montagna, viaggi, nonni, famiglia, panorami, varie. 

E’ stato un lavoro lungo ma di grande soddisfazione; a mano a mano che riempivo le scatole e le foto diminuivano mi rendevo conto di quanta vita era passata e di quante cose avevamo  vissuto; quanti compleanni, quante gite, quanti amici, come erano piccole le mie bambine, se non ci fossero le foto a ricordare le loro smorfie avrei qualche difficoltà, e i miei genitori giovani al mare? Le mie amiche del liceo in sella ad un motorino che ora non esiste più, un vecchio Ciao, della Piaggio, se non ricordo male. Tanti ricordi e l’amara constatazione che il tempo passa troppo velocemente. A maggior ragione la convinzione che queste fotografie andavano raccolte e conservate con riguardo: sono la memoria della nostra famiglia, solo loro potranno raccontare a nipoti e pronipoti un poco di noi.

Il lavoro iniziato è andato avanti per molto tempo. Ogni gruppo, ad esempio viaggi e stato ancora suddiviso per le diverse località, oppure amici ancora diviso in gruppi più piccoli (università, liceo, palestra..) i nonni dalle foto più datate a quelle più recenti e cosi per tutti i gruppi. Dove riuscivo a ricordare, scrivevo dietro la fotografia qualche piccola didascalia, un pensiero. Ora ho quasi finito e ho tanti piccoli gruppi di fotografie con una loro vita, una loro logica, una sorta di cronologia.

Auguro a tutti noi di poter uscire di casa quanto prima perché vorrà dire che le cose, almeno per quanto riguarda il nostro sistema sanitario, staranno andando meglio. Appena sarà possibile andrò a comprare degli album colorati, e incollerò le mie fotografie riportando i pensieri, le note che avevo scritto sul retro mentre le guardavo. Poi se il ritmo delle mie giornate non riprenderà in modo frenetico cercherò di non dimenticare le foto che ho salvato sul mio cellulare e facendo lo stesso lavoro di pulizia, le stamperò e comporrò altri album.

Ho negli occhi una bella immagine in bianco e nero di mia nonna ancora giovane con una bimba di circa cinque o sei anni sulle sue ginocchia. Sfogliava un album insieme alla bimba che era tutta seria e attenta. La nonna raccontava storie interessanti e curiose sulla sua famiglia, su quel nonno che non ho mai conosciuto, sulla mia mamma che rincorreva mio zio, sulle tante sue cugine elegantissime in cerca di un marito e io ancora ricordo quei momenti con lei e quella bella voce tranquilla e il suo modo impeccabile di stare seduta.

Ecco, queste sono le fotografie, tesori da custodire con grande cura, chissà se prima o poi toccherà anche a me tenere sulle ginocchia un piccolo nipotino e raccontare. Sarebbe bellissimo, nel frattempo prepariamo il materiale.

Le pagine web del Ministero della Salute

Ricordiamo che sulla pandemia il Ministero della Salute sul suo sito web ha dedicato una sezione ad hoc raggiungibile cliccando qui.

Importante verificare periodicamente le informazioni presenti, tra l’altro è anche possibile, tramite un link al ministero dell’interno, scaricare il modulo per l’autocertificazione da utilizzare negli spostamenti necessari, perché ricordiamolo, dobbiamo restare in casa.

E’ presente anche un recente articolo sull’attività fisica in casa per gli Over 65 in epoca di Covid-19 contro i rischi della sedentarietà dove gli esperti del Ministero scrivono: “Soprattutto negli anziani l’esercizio fisico è particolarmente importante perché oltre a favorire un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico aumenta il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia e tensione che la situazione attuale può determinare” e seguono alcuni consigli dell’ISS su attività ed esercizi fisici per gli over 65 che possono essere letti cliccando qui.

Numerose le informazioni presenti e aggiornate. Particolarmente interessante sono le false notizie sul Covid – 19, le bufale, puntualmente smascherate o almeno ridimensionate dal Ministero della Salute. Dall’acqua del rubinetto al bagno con l’acqua bollente, dalle mascherine fatte in casa agli essiccatori ad aria calda per le mani… insomma leggetele cliccando qui. Ci farà sicuramente bene conoscere maggiormente la situazione.

Finalmente Festa! Prima puntata

(di Roberta Greco) Pasqua è ormai alle porte e anche quest’anno ci tocca la grande consueta abbuffata prima di entrare in fissa con la prova costume. Questa è una piccola raccolta di piatti tradizionali del nostro bellissimo Paese 

A Napoli per Pasqua le ricette del menù del pranzo sono all’insegna della tradizione più antica. Si comincia con un ricco antipasto di salumi e formaggi tipici della regione: ricotta salata, provolone, salame tipo Napoli, mozzarelle di bufala, capocollo, pancetta, uova sode che si presentano già affettati in tavola su un grande tagliere dal quale ogni commensale può servirsi a suo piacere. Si prosegue con il casatiello. Una torta salata ripiena di salumi e formaggi e uova sode. Ovviamente il casatiello può, anzi, deve accompagnare i salumi e i formaggi del piatto beneditto. Il casatiello in genere si prepara la sera del Venerdì Santo e si lascia lievitare l’intera nottata, per poi cuocerlo il sabato seguente.

Pizza rustica, Casatiello Napoletano

Pizza rustica, Casatiello Napoletano

Eccoci poi ai primi piatti: la minestra maritata e a seguire la pasta al forno. Anche queste sono preparazioni abbastanza lunghe, soprattutto la minestra però il loro sapore ripagherà del tempo speso in cucina.

Il secondo di carne ossia il capretto al forno con piselli è legato come sempre alla tradizione soprattutto nel nome perché viene chiamato anche ‘o Ruoto proprio perché è cotto al forno in una teglia di forma circolare – il ruoto appunto.

Per contorno i carciofi mammarelle in pinzimonio oppure indorati e fritti.

E infine non poteva mancare il gran finale con la pastiera.

In Sicilia. In tutte le case dei catanesi quando si prepara il primo piatto pasquale non manca mai la pasta co sugu di l’Agneddu oppure la pasta co aggrassato di agneddu. Si tratta di due versioni differenti, la prima versione è un sugo di agnello mentre la seconda si tratta di uno stufato di agnello. Entrambe le versioni sono accompagnate necessariamente da contorno che sono patate al forno e carciofini arrostiti.

Come secondo le impanate ragusanel’agnello aggrassato o il cosciotto d’agnello al forno.

A Ragusa il Venerdì Santo viene lavorata la carne dell’agnello, per poi gustare le ossa, quindi il cibo più povero, il sabato, e godersi le impanate e i turciniuna (preparati con le interiora) la domenica.

Le impanate di agnello sono uno dei cibi pasquali più tipici di Ragusa, sono una sorta di focacce ripiene di carne d’agnello, in cui la carne viene cotta direttamente all’interno dell’impasto. Alcune famiglie mangiano le impanate già il sabato di Pasqua, altre invece aspettano la domenica (perché il sabato si spolpano le ossa dell’agnello), senza dimenticare di portarsele fredde alle scampagnate di Pasquetta. C’è chi prepara le impanate mettendo i pezzi d’agnello con le ossa all’interno e chi invece preferisce mettere la polpa disossata.

L’agnello aggrassato è una preparazione in umido, una sorta di spezzatino arricchito con le patate, ed è proprio lo sfarinarsi delle patate tipico di questa preparazione che rende l’aspetto dell’agnello “aggrassato”.

Un piatto molto apprezzato dai catanesi è u’ pastieri. Si tratta di una focaccia spesso utilizzata anche come antipasto fatta con pasta di pane e strutto ripiena di un impasto fatto di interiori di agnello tritata, carne di agnello cruda tritata, caciocavallo grattugiato, pepe, sale, prezzemolo, brodo di interiore e uova.

Per i dolci c’è la torta pasqualina, composta da sottili strati di un impasto non lievitato a base di farina, acqua e olio, e da un goloso ripieno a base di ricotta (la ricetta è ligure ed al posto della ricotta servirebbe la prescinseua, praticamente impossibile da trovare in altri posti), uova ed erbe.

Le cassatelle di ricotta ragusane, che sono molto diverse dalla cassata siciliana conosciuta in tutta Italia, sebbene abbiano in comune la ricotta come ingrediente base, hanno una base che somiglia un po’ a una frolla, ma fatta con lo strutto, e sono ripiene di ricotta fresca vaccina aromatizzata con la scorzetta di limone, anche se ormai se ne vedono anche in versioni più “moderne” con aggiunta di gocce di cioccolato.

I biscotti quaresimali. Si tratta di un dolce caratteristico di Catania che viene preparato con ingredienti tipici siciliani come le mandorle ed i pistacchi. L’impasto da infornare si ottiene con mandorle tritate mescolate con frutta candita, zucchero, uova e farina. Una volta sfornati vengono poi ricoperti di gomma arabica e granella di pistacchio.

#andratuttobene

I rapporti personali

(di Antonello Sacchi) Durante questa epidemia ho visto concretizzarsi nel senso peggiore l’antica massima latina, mutuata da Plauto, “homo homini lupus”: il contagio si diffonde da uomo a uomo, in un certo senso è il mio prossimo il mio potenziale nemico proprio perché potenziale untore. Untore fisico, perché possibile veicolo del virus. Untore psicologico perché possibile propagatore di malumore o di paura, o più banalmente di fake news, una volta si diceva di notizie inventate. A proposito, perché indugiare su immagini di morte o di grande criticità fisica quando  purtroppo queste possibili situazioni ci sono ben note?

Tramonto a Bordighera (si ringrazia l'Amministrazione Comunale per le immagini messe a disposizione)

Tramonto a Bordighera (Immagine di repertorio)

 

Poi però vedo persone che, bardate di mascherina e guanti, nel rispetto delle norme indicate dall’Autorità,  portano cibo e bevande a uno sconosciuto che non ha casa, a un anziano che vive da solo nel suo appartamento, o semplicemente fanno il loro lavoro perché la vita nelle nostre case possa proseguire. Allora comincio a pensare che alla fine di questa epidemia, perché finirà e speriamo ciò avvenga il prima possibile, ci ricorderemo di tante cose prima di andare a ballare nelle piazze come accadde alla fine della seconda guerra mondiale. Penseremo ai nostri cari che ci hanno lasciato, e ognuno di essi è mio familiare perché siamo veramente tutti fratelli e non lupi gli uni per gli altri, ci ricorderemo dei nostri medici e di tutto il personale sanitario che sta lottando per la salute di tutti, ci ricorderemo che non è scontato godere di un tramonto al mare, di una passeggiata nei boschi, o di un giro per le nostre meravigliose città Agostino parlava di “miracula quotidiana” a proposito del fatto che non è scontato nulla, neanche del fatto che gli alberi possano crescere… ecco cerchiamo di recuperare la dimensione dello stupore vedendo con occhi nuovi ogni cosa che prima dell’epidemia ci sembrava scontata, nostra di diritto, banale. La vita non è mai banale, e soprattutto non è un nostro diritto ma un bene da rispettare. Cerchiamo di pensare positivo, perché dovremo ripartire come Paese e come famiglie, con un po’ più di semplicità e meno retorica, anche e soprattutto nei rapporti umani, imparando a non prenderci troppo sul serio e a non arrogarci diritti. Quanto ci sembrano lontane ora certe cose…

Se volete sfruttare questo periodo anche per la lettura, vi segnalo un libro, rigorosamente in formato e-book. Sono le Confessioni di Sant’Agostino. Non storcete il naso pensando a un racconto agiografico… leggetelo anzi appassionatevi all’avventura umana di questo grande intellettuale vissuto a cavallo dei sec. IV-V in un momento in cui il mondo antico segnato dalla grandezza di Roma, crollava e si stentava a vedere un nuovo orizzonte. Leggetelo perché Agostino voleva una sola cosa, essere felice, e in questo libro racconta quanto gli è costato e cosa è per lui la felicità.