Archivio della categoria: #iorestoincasa

La Guzmania

(di Annalisa Gatti)  La Guzmania è una pianta da appartamento originaria delle zone tropicali e appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae.  Il suo habitat naturale è il Sud America o l’India Occidentale dove questa pianta cresce sui rami degli alberi. Ne esistono numerose varietà (più di 100 specie perenni e sempreverdi) differenti per infiorescenze e foglie. In generale però hanno foglie arcuate di colore verde brillante, la coppa centrale è composta da brattee scarlatte o arancio vivo che durano fino a 8 settimane; ha piccoli fiori gialli o bianchi, raggruppati in spighe o pannocchie, con fioritura invernale. Le foglie sono simili a nastri e tendono a perdere colore mano a mano che la brattea si sviluppa. Può raggiungere un’altezza dai 20 cm fino ad 1 m.

Viene molto spesso coltivata anche dai principianti del settore per la facilità con cui si presta alla coltura. Tutte le varietà richiedono le medesime condizioni di temperatura, umidità e bagnature.

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Piante: Hoya (fiore di cera)

(di Annalisa Gatti)

Il nome deriva da Thomas Hoy, un giardiniere inglese vissuto tra il 1700 e il 1800. Era una pianta conosciuta e apprezzata in quel periodo ma oggi può essere difficile trovarla e farla fiorire. E’ stata introdotta nella coltivazione mondiale solo a partire dai primi anni ’90.

E’ chiamata  fiore di cera o di porcellana perché le sue foglie e i suoi fiori delicati ed eleganti, hanno una patina cerosa e somigliano a un prodotto artigianale di porcellana. Provengono tutte dal sud est dell’Asia o dall’Australia ma sono numerose le cultivar e specie perenni: sempreverdi, rampicanti e cespugliose, arbustive o striscianti, alcune sono epifite (epifite sono tutte quelle specie di piante che vivono su altre piante, di solito usate come semplice sostegno); bisogna quindi conoscerle bene per prendersene cura in quanto differiscono le une dalle altre sia per quanto riguarda la temperatura sia il terreno che l’irrigazione.

In Italia e nel resto d’Europa cresce abbastanza bene nelle regioni meridionali e nelle zone che mantengono una temperatura mite durante tutto l’anno. Per quanto riguarda i fiori in base alla specie possono essere di diversi colori ma hanno in comune la caratteristica forma a stella, composti sempre da 5 petali uniti fra loro e raggruppati in grappoli  da circa 10 fiori ed emanano un profumo leggero e delicato.

Le più comuni sono la Hoya Bella la Hoya Carnosa facilmente acquistabili nei vivai del nostro paese.

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Piante invernali: la viola

(di Annalisa Gatti)

La viola appartiene alla numerosa famiglia delle violaceae. Se ne contano moltissime specie che sono diverse le une dalle altre per grandezza, colore dei fiori e profumazione, frutto anche di numerosi incroci e selezioni. La loro origine è tropicale, ma ormai sono diffuse in Europa e coltivate in tutta Italia. Sono delle piante da fiore molto resistenti nonostante il loro aspetto delicato ed elegante e sono disponibili in qualsiasi periodo dell’anno. Le viole hanno la capacità di crescere e adattarsi a diversi ambienti comprese le montagne.

Tra le specie più note, la viola tricolor pianta spontanea in Europa, progenitrice della viola del pensiero o pansè che invece è coltivata. Queste piante con i loro fiori colorati, bianchi, blu, gialli, arancioni, rossi e viola, rallegrano i nostri balconi anche in pieno inverno, da questo il nome viola invernale. Hanno fiori grandi rispetto ad altre varietà, possono arrivare ad essere alte fino a 30 cm, radici lunghe e sottilissime, le foglie hanno una forma ovata di un bel colore verde scuro. I fiori hanno cinque petali di cui quattro rivolti verso l’alto, uno verso il basso, sono di diverse tonalità e solitamente il centro è scuro. Le piantine fioriscono in diversi periodi dell’anno: cominciano a crescere alla fine dell’estate, fioriscono in autunno inoltrato, resistono all’inverno non troppo rigido e in primavera la fioritura diventa rigogliosissima e arriva fino all’inizio dell’estate. Il terreno deve essere permeabile, umido e fertile ricco di humus. Sono piante molto resistenti sia in pieno sole in primavera, che al gelo. Preferiscono comunque un clima temperato o freddo, all’ombra fioriscono poco e invece producono moltissime foglie. Non amano il sole bollente dell’estate, meglio collocarle in una zona di mezza ombra. Va innaffiata regolarmente ma con attenzione perché, un poco come tutte le piante, teme i ristagni di acqua e gli inevitabili marciumi, bisogna quindi togliere subito il fiore quando appassisce per evitare che si formi muffa bianca. Non è necessario avere un giardino per ottenere piante belle e sane, si può provare a coltivarle anche in vaso. In base alla stagione le piante si possono facilmente spostare in cerca di un’esposizione ottimale.

Un regalo gradito La viola è il simbolo dell’amore tenero, romantico, dell’unione tra madre e figlia, ma anche dell’umiltà e della modestia. E’ il regalo perfetto, fatto da chi non vuol essere dimenticato ma anche adatto ad ogni occasione. Si tratta di un pensiero insolito, certamente stupirà il fortunato che lo riceverà.

Sono tante le storie mitologiche che riguardano questa pianta, protagonista anche nella commedia di  Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”, il suo succo infatti, spremuto sugli occhi di alcuni personaggi della commedia, provocherà molti momenti esilaranti.

Già nell’antichità era conosciutissima, veniva spesso utilizzata dagli antichi romani e dagli arabi come aggiunta alle bevande per renderle profumate e  gradevoli. I fiori venivano utilizzati anche per curare i più svariati malanni: disturbi del tratto respiratorio, tosse, asma, disturbi della pelle, dell’intestino, mal di testa, nausea ….

Proprietà Anche oggi la viola viene utilizzata nella cosmesi: profumi, fragranze, colonie, ma anche per la realizzazione di veri e propri prodotti per la cura del corpo. Ha proprietà antidolorifiche e antisettiche, nel caso di arrossamenti e screpolature ci sono tante creme che possono alleviare il fastidio e curare naturalmente la pelle. Può essere un aiuto anche per chi ha problemi di acne, dermatosi, eczemi. Si possono anche preparare infusi che bevuti ben caldi, depurano l’organismo. Sono un aiuto anche per chi ha problemi con incubi notturni o insonnia. Tinture, creme, infusi, olii essenziali, sono davvero delle piante che oltre ad essere davvero gradevoli esteticamente sono anche molto versatili. Anche in cucina sono le benvenute, i fiori sono in gran parte commestibili, i piatti serviti in tavola sono impreziositi dai loro colori allegri (ad esempio le insalate) ma non solo, hanno un sapore dolce con un retrogusto aspro, alcune ricordano la menta e sono disponibili su internet tantissime ricette davvero sfiziose: la marmellata di violette ad esempio oltre ad essere spalmata sul pane, può essere utilizzata in pasticceria o nello yogurt magari per sostituire lo zucchero.

Una curiosità: ho letto che la viola fu uno dei simboli utilizzati durante l’Impero di Napoleone. La prima moglie, Josephine Beauharnais, donna raffinata ed elegante, durante il loro primo incontro sembra indossasse un vestito con un’ ampia scollatura impreziosita da un mazzolino di violette che regalò al giovane Napoleone salutandolo. Il giorno del matrimonio lei indossava le viole ricamate sull’abito da sposa. Da quel giorno e per tutto il periodo del loro matrimonio, Napoleone regalerà alla moglie un mazzolino di violette.

 

Piante autunnali: Il cavolo ornamentale

(di Annalisa Gatti) Questa pianta è perfetta anche per chi non ha il pollice verde. E’ facile da curare, resiste alle escursioni termiche e non teme il freddo. La Brassica oleracea ovvero il cavolo ornamentale è un cavolo senza testa, un’erbacea perenne, appartiene alla stessa famiglia di cavoli e verze ma il suo uso è esclusivamente ornamentale.

Somigliano a dei bouquet dove il fiore centrale è raccolto da un fogliame verde. Attenzione in realtà non è un fiore bensì foglie colorate. E’ molto conosciuto e utilizzato nei paesi del nord per rallegrare bordure di aiuole e vialetti, ma anche in vaso si può coltivare tranquillamente. Si tratta di una pianta stagionale a ciclo breve da mettere a dimora ad ottobre, garantirà la fioritura in inverno ; basterà per coltivarla una zona soleggiata e le piogge, che manterranno il terreno umido.  Non è più alta di 20/25 cm, le foglie sono grandi e arricciate ai bordi e sfoggiano colori come il verde e viola, verde e bianco e verde e rosa. Resiste molto bene al freddo e alcune varietà possono sopportare anche temperature fino a 10 gradi sotto lo 0. Più il freddo persiste, più il cavolo ornamentale potrà sfoggiare i suoi colori, se la temperatura è mite, il colore sarà semplicemente verdognolo. Nei luoghi con poco sole, le foglie stentano a crescere, sono più piccole, più opache e di colore sbiadito. Inoltre, si consiglia di non coltivarli in casa perché l’aria secca e  il calore dei termosifoni ne potrebbe causare un rapido deperimento.

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Piante autunnali: il ciclamino

(di Annalisa Gatti)  Tutti conosciamo la pianta del ciclamino, almeno una volta nella vita lo abbiamo regalato o lo abbiamo acquistato per abbellire un angolo del nostro balcone o del nostro soggiorno. Essendo una pianta che fiorisce nel periodo invernale, insieme all’agrifoglio, il vischio e la stella di natale, ci accompagna per tutto il periodo natalizio, decorando e rallegrando le nostre case con i suoi fiori dai colori vivaci.

In questo periodo dell’anno i vivai ne vendono tantissimi perché con qualche piccolo accorgimento questa pianta può tenerci compagnia per tutto l’inverno e oltre. Fiorisce fino a 4/5 anni di seguito se tenuto bene.

Per gli antichi greci era considerato eccitante e stimolante, quindi veniva associato alla fertilità e al concepimento. L’estratto dei fiori era anche utilizzato come antidoto contro il veleno dei serpenti. Per gli antichi romani invece portava fortuna, era considerato come un amuleto, i malefici con una pianta vicino non avevano più potere. Durante il medioevo l’interpretazione era negativa: il fatto che fosse una pianta nociva per l’uomo portava all’associazione con Satana; sempre per lo stesso motivo era associato al concetto di diffidenza verso l’altro. Si credeva inoltre che il ciclamino, calpestato da una donna incinta potesse causarne l’aborto.

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Piante autunnali: l’Erica e la Skimmia

(di Annalisa Gatti) In autunno le giornate piano piano si accorciano, le ore di luce diminuiscono, si alternano giornate con il sole ancora caldo e altre umide e piovose, inoltre c’è un’escursione termica notevole tra giorno e notte.

Le piante in balcone hanno bisogno di qualche accorgimento per fare in modo che possano tornare a fiorire rigogliose e forti in primavera. Molte piante come i Gerani amano il sole e il caldo, mentre non sopportano le basse temperature, tantomeno forti correnti di aria. In inverno, meglio spostare i vasi e riparare le piante. Anche le Petunie che rallegrano i nostri balconi con i loro piccoli fiori ricadenti e compatti resistono al caldo, prediligono esposizioni soleggiate ma temono il freddo. L’Hibiscus con la sua forma a imbuto e i suoi fiori colorati fiorisce da giugno a settembre, sopporta il clima caldo estivo ma con i primi freddi è meglio spostarlo in casa. Non dobbiamo però immaginare il nostro balcone senza neppure un poco di colore. Moltissime sono le piante autunnali ornamentali, colorate e festose, che possono fare compagnia nel periodo autunnale, ad esempio l’Erica.

In questo periodo si vedono intere distese di Erica che, come una pennellata di colore, illuminano i fianchi scoscesi e ombrosi delle nostre montagne. Ve ne sono di tante varietà, in Italia se ne contano almeno 8 spontanee e con fiori piccolissimi di tanti colori diversi: dal rosa al bianco, al rosso, al verde, che fanno la loro comparsa all’inizio di febbraio, fino all’inizio dell’estate. Una curiosità: dal suo polline si ricava un miele pregiato prodotto soprattutto in Toscana ma anche in Liguria, Umbria e Sardegna. Il colore del miele è Ambra con sfumature arancioni, il suo sapore ricorda la caramella Mou e in base alla zona di produzione si può percepire un retrogusto di liquerizia.

Ma torniamo al nostro balcone: le piante di Erica non sono facilissime da coltivare perché hanno bisogno di un ambiente idoneo. Devono stare sempre all’aperto, non temono il freddoresistono benissimo sotto la neve.  E’ una pianta acidofila, una specie perenne che ha bisogno di un terreno leggero e preferibilmente privo di calcare. L’habitat naturale delle piante acidofile è la montagna quindi se avete l’occasione di trovarvi sul posto tanto meglio, prelevate un poco di terra per la vostra Erica, oppure acquistate un terriccio specifico pre-miscelato. Vanno collocate in un luogo dove il sole non batta troppo forte nelle ore più calde, come a mezzogiorno, ma solo al mattino presto o al pomeriggio. Il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido (ma attenzione ai ristagni di acqua). Se le cime e poi gli interi rametti si seccano, l’ambiente è troppo caldo o soleggiato, oppure l’acqua è stata scarsa. Sono necessarie frequenti nebulizzazioni alla chioma. Le concimazioni invece non sono necessarie.

Dall’inizio della primavera a fine maggio, dopo la fioritura, alcune specie (le tappezzanti) devono essere leggermente potate per eliminare i fiori secchi e accorciare i rami. L’Erica anche in vaso può sopravvivere da un anno all’altro, basta avere queste accortezze, non dimentichiamo di osservarla spesso, ci farà capire subito le sue necessità.

Un’altra pianta molto decorativa che produce fiori profumati e bacche rosse e resiste al freddo del periodo invernale è la Skimmia. Originaria del Giappone e dell’Asia Centrale è arrivata in Europa intorno alla metà dell’Ottocento. E’ un arbusto non più alto di due metri, ma in vaso raggiunge al massimo 50/60 cm. Le Skimmia sono specie dioiche : “piante maschili” (che portano solo fiori maschili) e “piante femminili” ( che portano solo fiori femminili). Le piante femminili producono infiorescenze con una forma di pannocchia e fiori stellati che hanno un delicato profumo. I fiori maschili, di solito, hanno un profumo più intenso rispetto ai fiori femminili. I frutti (che appaiono sulle piante femminili) sono delle bacche verdi che maturano in autunno diventando rosse e restano sulla pianta fino alla primavera. Nelle fioriere sul balcone a dicembre, regalano proprio un tocco allegro e natalizio. Attenzione ai bambini, le bacche non sono commestibili. La Skimmia in vaso non perde il fogliame durante l’inverno ma, di colore verde scuro, sono belle e lucide con una elegante forma ovale. E’ molto resistente al freddo, però teme le gelate, quindi anche per lei bisogna spostare il vaso in posizione riparata ma sempre non esposta al sole troppo caldo perché le foglie possono ingiallire. Come l’Erica predilige un terreno ben drenato e acido. Per quanto riguarda le innaffiature in inverno intervenire solo se si sente il terreno secco; in generale pochissimo. Tra luglio e agosto, si può fare la moltiplicazione per talea (usate rametti lunghi almeno 10 cm e con 4-5 nodi), da trapiantare nella primavera dell’anno successivo. Nel mese di settembre invece si può seminare. Una curiosità: nel linguaggio dei fiori, alla Skimmia è attribuito il significato del: “So che mi hai tradito”. Certamente perché i suoi frutti possono provocare fastidi all’apparato digerente.

Vacanze italiane

(di Annalisa Gatti) Questo lungo periodo alle prese con la pandemia e le sue conseguenze ha portato tutti noi a una grande voglia di evasione. Sfuggire al quotidiano, dai problemi, dalle incertezze, dalle brutte notizie; una parte della nostra mente sente di aver bisogno di staccare la spina.

Pensare alle vacanze: dopo tutto quello che è capitato e che ancora stiamo vivendo, con tante famiglie in difficoltà, con tanti ostacoli ancora da superare e tante incertezze da chiarire, chi può permettersi una vacanza non ha tanta voglia di esultare e di parlarne.

Ci si sente privilegiati. Forse è davvero così e credo sia doveroso trovare il modo di donare a chi ha bisogno un “poco” del “tanto” che si ha. In questo momento abbiamo visto il nostro Paese mostrare il suo lato solidale, un aspetto poco reclamizzato che però è stato di vitale importanza. Altruismo e generosità hanno accompagnato tantissimi volontari, operosi e silenziosi, alle prese con le più svariate necessità. E’ forte la consapevolezza che insieme si possono affrontare le difficoltà, tante mani tese per sorreggere i più deboli sono in grado di salvare tante vite senza essere medici e infermieri. Che bello! Grazie a chi si è adoperato senza riserve, grazie per chi in silenzio soccorre e aiuta come può chi ha bisogno.

Torno con il pensiero alle vacanze. Non è un pensiero leggero e superficiale quello di organizzare una vacanza: qualche giorno di pausa dopo un inverno e una primavera tanto pesanti aiuta a ripartire più dinamici, riposati e ottimisti.

L’indagine di Confturismo-Confcommercio, avverte che più della metà degli italiani intervistati non si muoverà in località di villeggiatura. Non c’è da stupirsi, ancora troppa è la preoccupazione per il rischio Covid. I più tenderanno a riscoprire e sostenere l’Italia. Sono tante le domande che ci facciamo: al mare e in montagna con le mascherine? E gli aeroporti, come si tornerà a volare? Si potrà andare in crociera? Come sarà protetta la nostra salute?

Reggia di Caserta

Reggia di Caserta

Sappiamo che il 3 giugno riaprono le frontiere italiane. Sarà quindi possibile spostarsi tra le regioni, ma saranno aperti anche i confini nazionali a tutti i cittadini dell’area Schengen, senza quarantena e senza autocertificazione. Invece tante le difficoltà per uscire dall’Italia: l’Austria, ad esempio, ha confermato la chiusura delle frontiere all’Italia, altri Paesi consentono i viaggi solo per motivi di lavoro, altri ancora chiedono un periodo di quarantena all’arrivo.

Meglio a mio avviso restare nel nostro bellissimo Paese che non ha nulla da invidiare al resto d’Europa. Vogliamo parlare delle nostre città ricche di arte, di storia, con i loro preziosi musei? Dei piccoli borghi arrampicati su alture verdissime che offrono prodotti di artigianato locale? I nostri laghi, il mare cristallino, le spiagge bianche, le coste rocciose, le montagne delle Alpi e degli Appennini? Non manca proprio nulla, siamo davvero fortunati a vivere in Italia. La nostra gastronomia e i prodotti della nostra terra sono famosi in tutto il mondo e non hanno paragone. Eccellenti. Anche il clima è vario, il più delle volte gradevole, le temperature miti ci accompagnano gran parte dell’anno. Lo sanno bene i turisti che sono sempre venuti e che hanno portato il paese nel 2019, ad essere il quarto più visitato al mondo.

Le nuove misure del governo hanno previsto un bonus vacanze fino a 500 euro per chi sceglierà di trascorrere le sue ferie in Italia. Queste agevolazioni sono rivolte alle famiglie con redditi medio-bassi. Gli utenti potranno godere subito di una riduzione del prezzo della vacanza, mentre l’operatore turistico sarà rimborsato. Credo che quest’anno in molti approfitteranno di questa opportunità e godranno della nostra bella Italia, magari privilegiando i luoghi meno noti e affollati (e ce ne sono davvero tanti), poco turistici ma non per questo meno belli.

Molti anni della mia villeggiatura li ho passati in Toscana, andavo al mare all’Argentario e come quasi tutti i turisti frequentavo spiagge davvero bellissime. Proprio lo scorso anno, stufa della troppa gente che affollava gli stabilimenti ho cominciato a cercare con più attenzione luoghi più tranquilli. Ho scoperto sentieri con panorami mozzafiato, cale e calette nascoste alla folla, raggiungibili solo in escursioni dal monte o con la barca. E’ stato bello percorrere in bicicletta la riserva naturale, passeggiare in laguna…. Tanti i panorami maremmani da vedere: Castiglione della PescaiaMassa MarittimaOrbetello e la sua laguna, PitiglianoRoselle (una delle principali città etrusche), ScansanoSovana con i suoi ricordi etruschi e medievali, Talamone e altro, tantissimo altro.

Un altro esempio è il Lazio con tutta la zona del lago di Bracciano a pochi chilometri da Roma. Il lago è di origine vulcanica, molto conosciuto e frequentato ma tutto intorno si snoda una strada panoramica che vi permetterà di visitare i borghi più caratteristici, presenti sulle sue sponde, fra cui i più interessanti: Trevignano Romano e Anguillara Sabazia.

Le cose da fare e da vedere sul lago sono veramente tante e per tutti i gusti: porticcioli caratteristici e acque pulite dove nuotare o praticare sport d’acqua, come il windsurf o la canoa e per chi ama la pesca sportiva il lago è pieno di pesci. Per chi preferisce passeggiare è possibile effettuare rilassanti e semplici camminate nei dintorni all’interno del Parco Naturale Regionale di Bracciano – MartignanoIl Bosco di Manziana, vicinissimo a Bracciano (solo 5 km) si estende per 580 ettari. Bellissimo, qui si possono fare tante escursioni e gite in bicicletta.

Amo molto la montagna, soprattutto in estate e potrei dilungarmi sul Tirolo e tutto quello che offre ai turisti. Non ho abbastanza spazio per descrivere tutta la sua bellezza, aggiungo solamente che vale la pena almeno una volta recarsi in quei luoghi. Non parlo di cittadine affollate, conosciute e turistiche ma di piccoli paesi disseminati nelle valli verdissime. Un esempio: Gais, Campo Tures, FalzesPredoi, i cui abitanti, che hanno nel sangue l’arte dell’ospitalità, vi sapranno coccolare tanto da farvi tornare, anno dopo anno, come è successo a me.

Paesaggi stupendi e cibo genuino. Sono infiniti i sentieri tranquilli e poco frequentati per tutti i gusti. Anche in montagna si consiglia sempre di indossare la mascherina, sempre come barriera contro il virus, così come lo sono il distanziamento e l’igiene delle mani. Ovvio che se ci troviamo da soli su un sentiero possiamo anche farne a meno, salvo diverse disposizioni provinciali o regionali. Teniamola abbassata sul collo ma sempre a portata di mano in modo da indossarla il più rapidamente possibile in caso di necessità. Tenerla nello zaino, di sicuro, è inutile.

Quante sarebbero le località da ricordare! Ma di certo il nostro Paese non ci deluderà; e lasciamoci tentare dai nostri pregiati e prelibati prodotti locali; aiutiamo la nostra economia.

Ricordiamoci anche che le regole senza il buon senso non servono a molto, quindi tutti noi siamo chiamati a essere rispettosi delle norme locali e attenti anche agli altri. La parola d’ordine continuerà con ogni probabilità ad essere distanziamento. Buone vacanze.

 

#iorestoincasa

(di Annalisa Gatti) Coltivare un piccolo orto in casa fa bene alla salute.

Maggio, i prati si riempiono di fiori e di colori, le giornate si fanno sempre più lunghe, le temperature sono più miti. Questo mese, che ha sempre portato profumi dolcissimi e mille colori su prati e balconi, ci accompagnerà verso una fase che i tecnici chiamano “fase 2”: caute riaperture di luoghi di lavoro, timide visite a parenti ma con le solite importantissime cautele che abbiamo imparato a conoscere, qualche passeggiata nel parco ma, per la maggior parte di noi, ancora è un bene restare a casa, un atto di riguardo affettuoso per chi ci sta vicino, per i nostri genitori anziani, per la comunità tutta.

Quindi restiamo in casa e troviamo ancora il tempo di fare qualcosa di utile ma rilassante e divertente.

Coltivare un piccolo orto questo il suggerimento che vorrei dare anche a chi non ha un giardino e neppure un balcone. Con qualche idea e qualche accorgimento possiamo crearne uno anche tra le mura di casa.

Orto in casa

Orto in casa

Cominciamo dalle piantine aromatiche. Le piante di erbe aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto; senza le aromatiche molte ricette della cucina mediterranea perderebbero l’unicità che le contraddistingue. Scegliamo la stanza più luminosa della casa per sistemarle. Un orto a pochi passi dalla cucina: rosmarino, salvia, timo o basilico, nella zona più riparata, sono in grado di farci un grande servizio anche nel periodo invernale con una minima spesa. I mesi giusti per seminare le piante aromatiche sono quelli che vanno da aprile a maggio. Se sono state invasate da poco tempo avranno bisogno di un po’ più di acqua, ma dovremo sempre attendere che il terreno sia ben asciutto prima di intervenire nuovamente. Se l’estate sarà particolarmente calda, qualche abbondante annaffiatura potrà essere richiesta. Se le nostre piante sono in vaso sul balcone, ed hanno esposizione a sud, nei periodi più caldi dell’estate, potremo spostarle a mezz’ombra. Temono il freddo ma anche il troppo caldo. In vaso dovremo prestare particolare attenzione all’irrigazione, per non rischiare di favorire l’insorgenza di marciumi a carico dell’apparato radicale. Una buona idea può essere quella di posizionare il vaso sopra un sottovaso o un piattino dove mettere dei piccoli ciottoli e innaffiare da sotto, bagnando i ciottoli e lasciando che l’umidità salga alle radici. Tutte le piantine aromatiche sono potenzialmente adatte alla coltivazione in casa e in particolare le migliori sono queste: il basilico che cresce rigoglioso, purché la temperatura non salga troppo; molto spesso dura poche settimane: inaspettatamente troviamo la pianta con le foglie ingiallite, molli, dall’aspetto malato: il segreto per coltivare bene il basilico è il giusto bilanciamento tra il sole e acqua. In inverno poi dovrete scegliere la zona più illuminata, con un’esposizione che garantisca almeno sei ore di luce al giorno. La temperatura ideale è di 22 gradi circa, anche durante la notte. Il prezzemolo e la menta temono molto il freddo e sono perfetti per la coltivazione casalinga, il rosmarino, essendo una pianta perenne ha bisogno di una temperatura mite per crescere sano e forte. La salvia, invece, è la pianta aromatica che si adatta meglio perché non ha bisogno di cure particolari. Anche l’origano basta potarlo dopo la fioritura. Tutte le piantine hanno piacere di essere posizionate vicine, si crea così un microclima ideale per la crescita. Ricordatevi le piccole cure per mantenerle sane e forti: rimuovere tutte le parti secche, separare i ceppi troppo grossi e procedere con il rinvaso se la pianta è stretta, aggiungete un po’ di fertilizzante ogni tanto. Il segreto per avere un buon profumo e un buon sapore è semplice: esporre le piante in posizione ben soleggiata e moderare l’irrigazione.

Un secondo suggerimento, coltivare germogli: ovvero semi germogliati di cereali, legumi ed altre specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e germoglio appunto. I più usati sono i legumifagioli, lenticchie, ceci e piselli, cereali (riso, grano, orzo, farro,) e  tanti altri, la lista sarebbe ancora lunga. Attenzione: evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze tossiche. Utilizzate solo semi conosciuti per non avere brutte sorprese.

Da dove cominciare? Ho seguito i consigli di una cara amica e riporto quello che mi ha spiegato e che ho visto utilizzare a casa sua ma su internet troverete moltissimi modi di coltivare i germogli.  Aveva utilizzato un recipiente di vetro bello largo ma va bene la plastica ma che sia adatta agli alimenti o la ceramica, meglio non sia di metallo: i semi devono poter crescere e avere ancora spazio perché ci sia aria intorno. I semi erano coperti di acqua (circa 4/5 cm.) tutti uguali, meglio non mischiare. Il recipiente era posizionato al buio, ricoperto da un telo, ma senza coperchio: il buio è necessario, come fossero sotto terra. Mi ha spiegato che dopo 3/5 giorni avverrà la germogliazione ma prima i semi dovranno restare in ammollo 8-10 ore circa. Passato questo tempo si gonfieranno e cominceranno a spaccarsi. Il 2° giorno si scolerà tutta l’acqua. L’imboccatura del recipiente dovrà essere ricoperta con una retina fine, come quella che si utilizza per i confetti, ma va bene anche una calza di nylon, da fissare con un elastico. Ciò faciliterà le operazioni di risciacquo dei germogli, che va fatta due o tre volte al giorno.  Il 3° giorno si dovrebbero veder germogliare i semi. Bisogna continuare a sciacquarli due volte al giorno. Il 4° giorno si potranno finalmente mangiare ben scolati! In frigorifero si possono conservare qualche giorno, non in busta di plastica, meglio un contenitore di vetro. Ho letto che i germogli hanno un contenuto energetico molto elevato, una grande quantità di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri semplici, assimilabili molto velocemente e sono poverissimi di grassi. Le vitamine aumentano fino al doppio rispetto al seme e fino al triplo rispetto alla pianta adulta. Coltivare i propri germogli in maniera casalinga permette di avere sempre a disposizione un ingrediente leggero, saporito e salutare e potrete arricchire tutti i vostri piatti, avendo cura di consumarli sempre a crudo per mantenerne tutte le proprietà nutrizionali. Buon appetito!

 

#incucina

(di Roberta Greco) L’aglio  (I parte)

Da un’iscrizione sulla Piramide di Giza sappiamo che gli schiavi addetti alla sua costruzione dovevano consumare una testa d’aglio al giorno perché avessero la forza necessaria; sappiamo anche che la sua ampissima diffusione nella Francia meridionale – orgogliosa patria della salsa aïoli – è dovuta alle legione romane stanziate in Gallia; nella Grecia antica gli atleti lo prendevano prima delle gare e i soldati prima delle battaglie; durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati russi avevano nello zaino spicchi d’aglio come disinfettante per le ferite.

Uno degli ingredienti più antichi e diffusi, l’aglio regna incontrastato da secoli nelle cucine mediterranea e italiana, profumando molti piatti deliziosi. Ideale nei soffritti e nelle marinature come in alcune creme e salse crude e cotte, l’aglio si sposa bene con tutto, carne, pesce, verdure.

Il folklore europeo, soprattutto del nostro meridione, vuole che una treccia appesa tenga lontano malanni e influssi malefici, oltre ai vampiri, leggenda nata curiosamente per le proprietà antiparassitarie di questa Liliacea (poiché il vampiro era visto come un parassita succhiasangue).

Ma vediamo da vicino cos’è l’aglio?

L’aglio è una pianta originaria dell’Asia ma che al giorno d’oggi è diffusa in tutto il mondo. Da sempre veniva collocato nella famiglia delle Liliaceae, ma una più recente classificazione l’ha spostata in una sottofamiglia delle Amaryllidaceae. Il suo nome latino è allium sativum. Esistono tantissime varietà di aglio in coltivazione, tra cui, per esempio, l’aglio di Caraglio, di Nubia, di Voghiera e molti altri ancora.

Aglio

Aglio

Caratteristiche nutrizionali, vitamine

L’aglio ha numerose importanti proprietà terapeutiche, infatti è considerata pianta d’elezione nella fitoterapia. Le proprietà dell’aglio sono molto note da sempre e da sempre molto efficaci, sia secondo la scienza sia secondo la tradizione popolare. La componente principale dell’aglio è l’allicina, che è un enzima che si sprigiona ogni volta che l’aglio viene danneggiato, ovvero tagliato o morsicato. Questo enzima, dall’odoremolto riconoscibile, è anche responsabile di molte proprietà benefiche ad esempio, l’allicina è un potente antibiotico, perfetto per debellare alcuni batteri. L’aglio è inoltre ricco di garlicina, altro antibatterico e di vitamine, come la vitamina B1, B2, vitamina C, e di ferro, iodio, calcio, fosforo e magnesio.

Proprietà e controindicazioni

E’ stato dimostrato che, se assunto in dosi massicce, contribuisce all’abbassamento della pressione, ottimo per chi soffre di ipertensione. Inoltre, nella fitoterapia, è usato per abbassare i livelli di glicemia, quelli di colesterolo e dei trigliceridi. E’ utile per stimolare la crescita dei capelli, e aiuta a trattare certe forme di diarrea e di meteorismo. Per rendere più efficaci le proprietà dell’aglio, va consumato crudo. Tuttavia l’aglio presenta alcune controindicazioni. Innanzitutto, se consumato crudo, l’alito avrà immediatamente un odore sgradevole dovuto all’allicina. Inoltre, se consumato in grandi quantità può essere causa di gastriti, o di reflusso gastroesofageo. Andrebbe quindi evitato se si soffre di gastrite. E’ sconsigliato il suo utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento.

Come assumerlo?

L’aglio può essere assunto non solo nelle pietanze che cucinate, ma anche come alimento singolo. Se lo volete utilizzare a scopo terapeutico e preventivo, bisogna assumere almeno 2 o 3 spicchi di aglio crudo al giorno. Quando si tratta di intervenire su infezioni temporanee, come ad esempio diarrea, gli spicchi da assumere possono diventare addirittura cinque in un giorno solo. Come tutte le piante, per avere un effettivo risultato le dosi di assunzione devono essere massicce. Anche il succo d’aglio, estratto direttamente dal bulbo, può essere utilizzato come disinfettante e il composto, mescolato ad acqua, può essere conservato per un paio di mesi

#iorestoincasa

(di Annalisa Gatti) Forse intorno ai primi giorni di maggio, con un poco di coraggio e tanta cautela, torneremo alle nostre normali attività, tutte certamente da riorganizzare per affrontare questo momento tanto delicato per il nostro Paese. Erano i primi giorni di marzo quando abbiamo cominciato a stare in casa, giacche pesanti, cappottini, calze e stivali facevano parte del nostro abbigliamento quotidiano. Adesso invece le temperature sono più calde, solo la sera e la mattina ancora si ha bisogno di un golf in più. Senza quasi accorgerci è arrivato in momento del temuto e odiato cambio di stagioneMai come quest’anno ho avuto l’impressione che il tempo corresse troppo in fretta. Comunque non facciamoci trovare impreparati. Come fare perché non diventi un’attività noiosa e faticosa? Provo a dare qualche timido suggerimento che possa aiutare a rendere questo lavoro meno gravoso.

Cambio di stagione

Cambio di stagione

Intanto cominciamo a pensare in positivo: eliminare il superfluo è un’occasione per snellire il contenuto del nostro armadio e anche un’ottima occasione per disfarci di cose che non usiamo più, con l’opportunità di rinnovare il nostro look. Quindi, senza indugio, via i vestiti che non vanno più bene, via i regali indesiderati, via gli acquisti fatti d’impulso senza motivo. La regola dovrebbe essere che, se non mettiamo un vestito da 3/4 mesi, difficilmente lo metteremo i prossimi 3/4 mesi… figuriamoci quindi i vestiti che non indossiamo da 2 anni! Vediamola così, eliminare vuol dire dare una seconda vita al nostro abbigliamento.  Infatti  tante cose, ancora in buone condizioni, possono essere regalate a enti di volontariato o semplicemente a un’ amica con cui si ha una certa confidenza. Io avevo dei vestiti ancora carini e attuali che non mi entravano più, inutile riporli inusati per il secondo anno consecutivo, li ho regalati a mia nipote che mi è sembrata molto contenta.

La giornata che state dedicando al cambio di stagione non è tempo perso è una cosa  laboriosa e stancante che bisogna affrontare senza però andare troppo di fretta perché si rischia di riporre in modo non adeguato il nostro abbigliamento e poi trovare brutte sorprese.

Prima di iniziare prendete un pennarello e contrassegnate quattro scatole di cartone di grandi dimensioni (oppure grandi buste di plastica): in una scrivete “da buttare” nell’altra scrivete “da regalare” nella terza scrivete “in dubbio” nell’ultima scrivete “da aggiustare”. Con calma quindi, prendete in esame il contenuto dell’armadio e cominciate a suddividere. Riponete i golf a collo alto o comunque quelli molto pesanti che certamente non utilizzeremo più lasciamo ancora nel nostro armadio i golf ad un solo filo abbottonati davanti, così anche per i vestiti di lana, di cotone pesante, quelli che usavamo solo con calze e stivali. Piano piano si passa al resto: camicie, maglie, pantaloni, pigiami e biancheria. Per non parlare degli accessori: sciarpe, cappelli, guanti e tanto altro. Passate in rassegna il contenuto di ogni cassetto con calma, ogni giorno qualcosa in ordine. Una raccomandazione: non mettete via nulla che non sia ben pulito.  Perché il vostro cassetto o la vostra mensola siano profumate e pronte ad accogliere i vostri vestiti, in mancanza di altro, provate con le bustine del tè o tisane. Grazie al loro intenso aroma sono perfette sia per profumare ma anche per tener lontane le tarme dagli armadi. Anche le saponette profumate possono andar bene. Anche le scarpe pesanti e gli stivali devono essere riposti ben puliti. Per quanto riguarda le scarpe di camoscio e nabuk consiglio di utilizzare una spazzola in caucciù naturale morbida e delicata, per lavarle invece meglio utilizzare uno smacchiatore a secco (leggete sempre le istruzioni sul retro). Per quelle in pelle liscia passate un panno morbido e togliete bene la polvere e poi mettete, con una spazzolina, un pochino di crema lucidante in modo omogeneo, (sul cuoio anche del grasso). Aspettate che la pelle assorba bene la crema e poi, dopo una bella lucidata, avvolgetele nella carta velina e nella loro scatola di cartone. Idratiamo i pellami più vecchi e bisognosi di cure. Si possono usare i prodotti appositi ma anche il vostro latte detergente. Se si utilizzano le solette in gel staccarle e lavarle: sono riutilizzabili, ma soprattutto dopo tanto tempo rimangono attaccate e per toglierle si rischia di rovinare la soletta interna della scarpa. E come eliminare i cattivi odori all’interno? Solitamente il bicarbonato di sodio è il più utilizzato. Si cosparge l’interno della scarpa con una buona quantità di bicarbonato e si lascia per tutta la notte, al mattino si elimina con una spazzola. Il bicarbonato assorbe il cattivo odore ed elimina anche i batteri, le muffe che si formano dentro la scarpa.

Per quanto riguarda gli stivali inserite al loro interno i cartoni a forma cilindrica che mantengono distanziate le due parti dello stivale. Se non li avete più utilizzate i rotoli dello Scottex avvolti da carta velina o carta di giornale. Meglio che nulla. Se avete un problema di muffa nella scarpiera invece potete utilizzare le bustine di Silica Gel (sono quelle bustine bianche con dentro sfere piccolissime che troviamo dentro le scatole quando acquistiamo le scarpe). Peraltro queste bustine spesso vengono buttate perché non se ne conosce l’utilità, invece sono efficaci per svariati usi domestici. Il gel di silice è un valido aiuto in casa per contrastare l’umidità e limitarne i danni e su internet ci sono moltissimi post su che tipo di materiale sia, a cosa serva, come lo si debba usare e dove lo si possa acquistare. Il prodotto di fatto ha elevate proprietà disidratanti ed essiccanti ed è una sostanza dall’alta capacità di assorbimento. Un altro modo per impedire la muffa è inserire una vaschetta di bicarbonato all’interno della scarpiera.

Anche fisicamente il cambio di stagione porta malessere, stanchezza e irritabilità. Una dieta sana e un corretto stile di vita aiutano ad affrontare questo momento dell’anno ma sono certa che una volta fatto questo lavoro di ordine nei nostri armadi, almeno l’irritabilità lascerà il posto ad una bella soddisfazione. Poi ci potremmo concedere una buona centrifuga di frutta sdraiati sul divano, riposo davvero meritato.