Archivio della categoria: Presidente della Repubblica

L’eroicità della quotidianità

In data odierna abbiamo diramato il seguente comunicato:

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca plaude al gesto del Presidente della Repubblica che ha conferito le onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Ringraziamo il Capo dello Stato per questa sensibilità che va oltre le persone insignite dell’onorificenza a cui vanno i nostri complimenti ed auguri” spiega il presidente Patriarca che continua “Leggiamo in queste nomine il riconoscimento pieno della quotidianità spesa al servizio del Bene Comune. In una società così duramente colpita dalla pandemia c’è bisogno di ricordare l’impegno a favore della collettività, perché altrimenti non si costruisce la “Res pubblica”, la cosa pubblica, il nostro stare insieme, ma anche di affermare che servire il Bene Comune può essere fatto in molteplici maniere e non esiste un canale privilegiato. Penso ai volontari di ANLA che lontano dalle luci della ribalta continuano un umile servizio a favore di chi più ha bisogno – e sono tanti davvero – a cominciare da una semplice telefonata di prossimità, un sorriso, fino ad un impegno più delicato come può essere il farsi carico del trasporto di persone in attesa di dialisi come a Bologna. In questo momento il nostro Paese non ha bisogno di testimonial o di singoli “supereroi” ma di eroi, perdonate il gioco di parole, del quotidiano che come le persone premiate possono essere ognuno di noi quando ci prendiamo a cuore la nostra società, che comincia prima di tutto nella nostra famiglia. Non c’è bisogno di fare imprese straordinarie, basta credere che un nostro singolo gesto può effettivamente fare la differenza”.

Conclude il presidente Patriarca: “Ringrazio a nome di ANLA il Capo dello Stato perché ci ha ricordato che ognuno di noi può e deve fare la differenza nel posto in cui vive, per il bene della collettività”.

 

Comunicato stampa – Lavoro, il Governo ascolti veramente la voce di chi è in difficoltà

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca: “Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

“Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”: oggi ricordiamo i 50 anni dello Statuto dei Lavoratori e questa frase del Presidente della Repubblica ci spinge a ricapitolare l’eccezionale periodo che stiamo vivendo, riportando al centro gli interessi reali del Paese” spiega il presidente ANLA Edoardo Patriarca che prosegue: “Stiamo uscendo dalla pandemia con grande difficoltà – il pericolo non è del tutto scongiurato, dobbiamo convivere con il virus e dobbiamo fare molta attenzione alla nostra vita sociale – e questo grazie al coraggio e alla determinazione degli italiani che, tranne poche eccezioni, confermano il nostro essere capaci di grandi sacrifici e di poter raggiungere gli obiettivi che vogliamo. Quello che ora vogliamo è lavorare. Non un sussidio o un bonus, vogliamo un lavoro serio in cui ogni lavoratore possa ritrovare libertà, solidarietà e giustizia, un lavoro che possa dare dignità alla persona perché il lavoro vero è lavoro dignitoso, sicuro, qualificante della dimensione sociale di ognuno di noi. Dovremo affrontare una sfida senza precedenti, dettata dall’emergenza sanitaria che il nostro Capo dello Stato ha sottolineato averci dimostrato “che la protezione sociale, la sicurezza, la stessa possibilità di progettare il futuro poggia anzitutto sul lavoro”. Cosa scriverebbero oggi gli autori dello Statuto dei Lavoratori? Mi sono più volte posto questa domanda, e vedendo in queste giornate di lockdown donne e uomini continuare a fare il proprio dovere con abnegazione e senza risparmiarsi, ho pensato che il bene comune è il collante della nazione, che anche il lavoro non può fare a meno della solidarietà che non si improvvisa ma che deve essere tratto peculiare di ogni persona, determinazione a occuparsi del bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo responsabili di tutti come ci ricorda la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II di cui abbiamo appena ricordato il centenario della nascita. Allora il lavoro non può che essere giusto, sicuro, dignitoso ma anche flessibile, capace non di rivendicazioni ma di adattamenti allo spirito del tempo perché non ha più senso la sopravvivenza di antichi privilegi. Anche questo concorre a definire giusto il lavoro, che per definizione deve essere scevro da privilegi. Poi penserei che il lavoro è una cosa seria, e la nostra ANLA, fatta dai lavoratori anziani d’Italia, lo dimostra: la serietà non va a braccetto con le parole al vento, ma si lega alla concretezza della vita e della quotidianità, che è fatta di sacrificio, di aiuto, di condivisione”.  Conclude il presidente Patriarca: “Non è più tempo di proclami, ma di aiuti concreti verso tutti i lavoratori e non solo verso alcune corporazioni a scapito di altre: penso alle scuole paritarie, alle strutture private per l’infanzia che non hanno ricevuto aiuto adeguato, a tutti quei giovani che vorrebbero impegnarsi nel servizio civile ma che dovranno fare i conti con una dotazione data al settore dal recente decreto che definire insufficiente è un eufemismo. Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Grazie Presidente Mattarella

Grazie signor Presidente della Repubblica. Grazie per il suo messaggio, grazie per aver riportato al centro del nostro agire sociale la dimensione della comunità.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno. (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno.
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Non vogliamo aggiungere altro alle eloquenti parole del Capo dello Stato che invitiamo a rileggere con attenzione cliccando qui.
Desideriamo ribadire con forza il nostro impegno a “riconoscerci comunità”, cioè “condividere valori, prospettive, diritti e doveri” in un ambiente “in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”.
Grazie signor Presidente per aver ricordato al Paese che “Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro”.
Sono parole che orienteranno la presenza di ANLA nel nostro Paese.