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Essere attenti

(di Annalisa Gatti)  Si torna alla vita a cui eravamo abituati, l’Italia riparte. Diciamo pure che stiamo provando a rimetterci in piedi, a muovere i primi passi incerti verso un futuro ancora più incerto.

Mentre guardavo fuori dal finestrino della macchina riflettevo su quanto noi, esseri umani siamo fragili. Guardavo i passanti camminare affaccendati, distratti, frettolosi, ma quasi tutti con indosso la mascherina, qualcuno anche con i guanti. “Sono attenti” pensavo tra me e me. La paura del contagio da Covid ha portato a una prudenza a cui non eravamo abituati: mantenere le distanze tra di noi, indossare le mascherine, lavarsi o igienizzarsi le mani molto spesso, non toccarsi occhi e bocca, starnutire o tossire nella piega del gomito, evitare assembramenti, sono gesti, accortezze che dobbiamo imparare a rendere naturali.

Perché e per chi? Per noi stessi certamente ma soprattutto per proteggere chi amiamo e tutta la collettività. Abbiamo capito che inavvertitamente possiamo essere proprio noi a portare il virus in casa, magari dai nostri nonni anziani. Stiamo leggendo notizie incoraggianti circa la carica virale che sembra essersi ridotta e i dati registrano un calo costante dei ricoveri in particolare quelli in terapia intensiva. Certamente le misure di igiene personale e le temperature più alte hanno contribuito a questo risultato (cosi dicono gli esperti) e tutti noi siamo d’accordo nel continuare a prestare attenzione e a non abbassare la guardia.

attenzione

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Riflettevo sul termine ATTENZIONE e sul suo significato e applicazione.

Anche solo nel pronunciarlo colgo una nota di dolcezza, sembra che il suono sia di per se    tranquillizzante, un sussurro, un consiglio. Viene dal latino attentio-onis “rivolgere l’animo”.

Alcuni sinonimi: concentrazione, impegno, applicazione, considerazione, interesse, tensione, riflessione, cura, diligenza, precisione, sollecitudine, cortesia, premura, riguardo, gentilezza e tanti altri ancora.

Ho trovato questa spiegazione del termine che mi è piaciuta e la riporto: selezione, da parte della mente, dei contenuti dell’esperienza attuale o passata, che sono presentati alla coscienza per un’elaborazione che li rende consapevoli.

In altre parole si tratta di un meccanismo estremamente utile ai fini della sopravvivenza dell’uomo in quanto consente di organizzare le informazioni provenienti dall’ambiente esterno, in continuo mutamento, e di regolare di conseguenza i processi mentali.

Pagine e pagine sono state scritte sull’Attenzione, selettiva, divisa, disturbata, controllata; non avrei nessuna competenza per trattare dal punto di vista psicologico tutti i processi attentivi ma l’uso riflesso verso gli altri esseri umani credo sia una luce che porta l’amore.

Ho letto: “Ho imparato che le  persone  possono dimenticare ciò che hai detto, possono dimenticare ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.” Non so chi abbia scritto queste parole ma le ho trovate vere.

Un termine ATTENZIONE “buonopositivo” che viene usato in tanti contesti diversi, sempre per fare bene qualcosa: avvertire di un pericolo o esortare a essere cauto, concentrato, studiare con attenzione porta buoni frutti; una applicazione concentrata della nostra mente su qualcosa ci aiuta a capire di più ad apprezzare di più, guardare o ascoltare un film, una musica, delle parole; fare molta attenzione ad eseguire un compito, non è facile per tutti, bisogna esercitarsi, ma porta anche questo a dei risultati; oppure avere delle attenzioni per qualcuno, del riguardo della premura.

L’Attenzione è faticosa, non sempre viene naturale, più facile se c’è un interesse vivo e forte, più faticoso se non si vede una finalità positiva.

Molto spesso l’attenzione viene confusa con uno sforzo muscolare”, questo scriveva Simone Weil, filosofa e scrittrice francese del 900. “ L’attenzione consiste nel sospendere il proprio pensiero, nel lasciarlo disponibile, vuoto e permeabile all’oggetto” e scriveva ancora” Formare l’attenzione è capire che l’intelligenza non può essere guidata dalla volontà: l’intelligenza si esprime nel desiderio e perché ci sia desiderio devono esserci gioia e piacere.” E ancora ”Considero l’attenzione la forma più rara e pura della generosità.”

L’attenzione è una virtù importantissima senza dubbio, siamo poco disposti ad ascoltare, siamo un poco sordi spiritualmente, non siamo molto bravi a metterci in relazione con gli altri. “Rivolgere l’animo” volgere la mente verso qualcosa o qualcuno, essere attenti è un atto spontaneo e naturale quando amiamo qualcosa. Che bello e quanto ci fa stare bene! Essere attenti ai bisogni dell’altro, avere empatia, mettersi nei panni dell’altro.

Disinteresse, distacco, indifferenza, superficialità, questi sono spesso i nostri comportamenti. Non ci accorgiamo, semplicemente passiamo oltre. Forse dopo questo difficile periodo qualcosa sarà cambiato nelle nostre sensibilità. Attenzione a non calpestare, a non ferire non denigrare. Attenzione a proteggersi e proteggere. Più che mai in questo delicato momento.

Concludo così con questo passo del Vangelo: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb 10,24) . Il bene è ciò che protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare con attenzione il bene dell’altro.