Archivio della categoria: Solidarietà fra le generazioni

Progetto “ANLA ANSE ALATEL”

Il progetto, cui hanno aderito l’Associazione ANSE toscana (seniores Enel) e ALATEL toscana (seniores Telecom), nasce dal suggerimento del Maestro Umberto Zanarelli, pianista e compositore con il quale più volte sono stati promossi eventi associativi di rilievo, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per questa importante ricorrenza il Maestro ha voluto proporre un concerto per pianoforte incentrato sulle compositrici del primo e secondo Romanticismo; la scelta aspira a voler dare un contributo di solidarietà a quel mondo femminile continuamente “segnato” e poco “compreso”, attraverso l’esaltazione della figura della donna nell’arte musicale e l’eliminazione di preconcetti che la vedevano come una figura debole e lesa non soltanto dal punto di vista artistico, ma anche da quello fisico e morale.

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Anziani e famiglia

Si tratta di un’intervista del 2012 ma il contenuto è di rilevante attualità. I temi che Mons. Paglia cita nel suo intervento hanno profonda assonanza con quanto Anla sta sottolineando. Sottolinea il presidente del Pontificium Consilium pro Familia: “Il rapporto anziani-famiglia è un tema centrale di questa società che allunga la vita ma accentua la solitudine degli anziani“.

Il valore della vita della persona anziana

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Oggi, 1 ottobre 2013, si celebra la Giornata Internazionale dell’Anziano: l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha pubblicato un Messaggio dal titolo “Il valore della vita della persona anziana“.

“Questa Giornata Internazionale costituisce una ricorrenza importante, destinata ad assumere una rilevanza sempre maggiore, anche in ragione degli oltre 600 milioni di anziani stimati a livello planetario, nonché del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale che, entro una decina d’anni, si stima potrebbe comprendere oltre un miliardo di persone anziane. pertanto siamo chiamati tutti, cristiani e persone di buona volontà, a collaborare ovunque per una società umana quanto più equa e giusta, arricchita anche dall’effettiva partecipazione di chi potrebbe essere considerato ‘non utile’ o, addirittura, ‘di peso’, ma che può invece apportare il proprio contributo per l’esperienza e la saggezza acquisite nel cammino della vita”.

Prosegue l’arcivescovo: “In molte società dei Paesi cosiddetti ‘ricchi’, far sì che l’anziano sia e rimanga co-protagonista della vita sociale comporta, inoltre, affrontare la realtà del prolungarsi della vita, dovuto a vari fattori, fra cui le accresciute conoscenze in campo medico e scientifico. Un prolungamento che non può, dunque, essere solo tempo di sopravvivenza, ma che dovrebbe essere valorizzato in modo rispettoso e appropriato, a partire dalla volontà e dalle caratteristiche della stessa persona anziana, e dal contesto a cui appartiene”.

“Mediante la solidarietà tra giovani e anziani si ha modo di comprendere come la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni, in cui ognuno deve sentirsi a casa, dove non regna la logica del profitto e dell’avere, ma quella della gratuità e dell’amore. Quando negli anni della vecchiaia la vita diventa fragile, essa non perde mai il suo valore né la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è importante e necessario. (…) In tale prospettiva si inserisce il valore di una pastorale specifica, che comprende anzitutto come elemento fondamentale la comunione fra generazioni. (…) Si tratta, dunque, di favorire una cultura dell’unità: unità anche fra le generazioni, da non vedersi staccate l’una dall’altra, tanto meno contrapposte; una visione della vita che serva alle nuove generazioni per crescere, respirando quotidianamente questa cultura dell’unità, in cui ciascuno dà un suo apporto insostituibile”.

L’Arcivescovo Zimowski sottolinea che si deve operare una pastorale “degli anziani” piuttosto che “per gli anziani”, perché “la persona di una certa età non è prima di tutto oggetto di cura e di attenzione pastorale caritativa, quanto piuttosto soggetto e protagonista potenziale dell’azione pastorale”. “L’assistenza religiosa degli anziani dovrebbe essere infatti un impegno di tutta la comunità cristiana. (…) È con tale spirito che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari sta organizzando, per i giorni 21, 22 e 23 novembre, in Vaticano, la Conferenza Internazionale dedicata a ‘La Chiesa a servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative”.

Conclude il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: “Nella prospettiva cristiana, infatti, la vecchiaia non è il venir meno della vita, ma il suo compimento. L’età anziana porta con sé la sintesi di ciò che si è appreso e vissuto, la sintesi di quanto si è sofferto, gioito, sopportato”.

La memoria degli anziani, sostegno per il cammino

Papa Francesco

Papa Francesco

Papa Francesco, nel suo messaggio ai partecipanti alla XLVII Settimana Sociale dei Cattolici italiani, ha di nuovo menzionato l’importanza degli anziani nella società. Ecco le sue parole:

Speranza e futuro presuppongono memoria. La memoria dei nostri anziani è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa“.

Per leggere il testo completo del messaggio del Santo Padre clicca qui

Il Comune di Firenze per gli anziani

Firenze, interno di Palazzo Vecchio, Salone dei 500 durante il Festival delle Generazioni

Firenze, interno di Palazzo Vecchio, Salone dei 500 durante il Festival delle Generazioni

Dieci quintali di frutta, soprattutto susine e poponi. Da giovedì 8 agosto è partita questa iniziativa che prevede la consegna alle strutture di accoglienza e socializzazione per anziani di Firenze. Si tratta di una iniziativa gestita dalla rete di consegna del Progetto Mercafir ma che ha origini addirittura in Europa. In ottemperanza alle regole dell’Unione Europea sulle eccedenze nella produzione di frutta e verdura, una ditta di Faenza ha deciso di donare i prodotti eccedenti le quantità previste al Comune di Firenze in modo da poter essere destinati alle persone in difficoltà. L’Amministrazione, in questo caso specifico, ha deciso di privilegiare gli anziani che, soprattutto in questo periodo, dovrebbero mangiare molta frutta e verdura.

Il vicesindaco Stefania Saccardi coglie l’occasione per fare un bilancio del progetto Mercafir, che prevede la distribuzione a famiglie e persone in difficoltà di alimenti (soprattutto frutta e verdura) messi a disposizione dagli operatori del mercato di Novoli e che altrimenti andrebbero sprecati. Dall’avvio del progetto, a fine novembre 2011, sono stati ritirati e consegnati 59.000 chilogrammi di frutta e verdura a 320 famiglie, tra cui 120 anziani e 180 famiglie numerose (in totale si tratta di oltre 500 persone). Inoltre a luglio, visto il consistente conferimento da parte degli operatori del mercato, oltre che alle famiglie gli alimenti sono stati consegnati anche al Banco Alimentare, alla Caritas, alla Ronda della Carità, alla Madonnina del Grappa e a varie comunità di accoglienza della città. “Si tratta di numeri di grande rilievo che testimoniamo la solidarietà e l’impegno a favore delle persone meno fortunate proprio della nostra città” conclude il vicesindaco.

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Gli anziani, un anello della catena nella storia del mondo

Papa Francesco

Papa Francesco

Papa Francesco così si è espresso a proposito dei “nonni” durante la messa  a Sumaré: “I nonni hanno questo, che quando vedono il nipote scommettono sulla vita e sul futuro e desiderano la cosa migliore per il nipote, la cosa migliore. Oggi ci farà bene pensare ai nostri nonni; quando siamo nati, tutto il bene che hanno voluto per noi e la sapienza che ci hanno trasmesso, perché i nonni in un Paese sono quelli che devono trasmettere la sapienza, no? E la lasciano come eredità. Chiedere al Signore che benedica molto i nostri nonni: loro sono stati un anello nella vita”.

Trasmettere sapienza. Che noi si possa essere come il buon vino, che quando invecchia migliora: è più buono! Il vino cattivo diventa aceto. Che noi si possa essere come il buon vino. Che noi si possa invecchiare con sapienza, per poter trasmettere sapienza. E anche chiedere la grazia di non credere che la storia finisca con noi, perché non è neanche cominciata con noi: la storia continua. E che ci doni anche un pochino di umiltà, per poter essere anello della catena e poterlo credere”.

Per leggere il testo completo del discorso del Papa clicca qui

Gli anziani devono aprire la bocca e insegnarci! Trasmetteteci la saggezza dei popoli!

Papa Francesco

Papa Francesco

Francesco torna a parlare del rapporto fra giovani e anziani e lo fa alla Giornata Mondiale della Gioventù durante l’Incontro con i giovani argentini partecipanti alla GMG nella cattedrale di Rio de Janeiro. Di seguito le parole del Santo Padre. Se volete leggere il testo dell’intero discorso, cliccate qui.

Guardate, io penso che, in questo momento, questa civiltà mondiale sia andata oltre i limiti, sia andata oltre i limiti perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi di esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. Esclusione degli anziani, ovviamente. Uno potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prende cura degli anziani; ma c’è anche un’eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire. E l’esclusione dei giovani. La percentuale che abbiamo di giovani senza lavoro, senza impiego, è molto alta e abbiamo una generazione che non ha esperienza della dignità guadagnata con il lavoro. Questa civiltà, cioè, ci ha portato a escludere i due vertici che sono il nostro futuro. Allora i giovani: devono emergere, devono farsi valere; i giovani devono uscire per lottare per i valori, lottare per questi valori; e gli anziani devono aprire la bocca, gli anziani devono aprire la bocca e insegnarci! Trasmetteteci la saggezza dei popoli!… Ma non dimenticate: fatevi sentire; abbiate cura dei due estremi della vita, i due estremi della storia dei popoli, che sono gli anziani e i giovani; e non frullate la fede.

Anziani depositari della “saggezza di vita”

Papa Francesco

Papa Francesco

Il Santo Padre Francesco, durante il volo che l’ha portato in Brasile per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù ha affrontato con i giornalisti presenti il tema del futuro della nostra società, un futuro nel quale devono avere pari attenzione sia i giovani che gli anziani.

“Vado a trovare i giovani”: ha detto Papa Francesco, giovani non isolati ma calati nella realtà di tutti i giorni anche perché il loro isolamento è “un’ingiustizia”. I ragazzi appartengono ad una famiglia, ad una patria, ad una cultura e ad una fede: hanno una ricchezza che costituisce il futuro di un popolo ma il futuro è anche degli anziani perché sono loro i depositari della “saggezza di vita”, della storia, della patria e della famiglia. Il Papa ha sottolineato che “Un popolo ha futuro   se va avanti con la forza dei giovani e con gli anziani”.

Poi una riflessione sulla crisi economica mondiale e sulla possibilità per i giovani di trovarsi senza lavoro. “Abbiamo il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro” mentre è dal lavoro che viene “la dignità della persona”, “dal guadagnarsi il pane”. E’ necessario promuovere una “cultura dell’inclusione, una cultura dell’incontro” e quindi l’invito ai colleghi giornalisti sul volo papale: “vi chiedo di aiutarmi a lavorare per il bene della società dei giovani e degli anziani”.