Archivio della categoria: Summer School ANLA 2020

Un nuovo umanesimo

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) La pandemia che ha avvolto il nostro Paese e il pianeta intero costringerà i sistemi sociali e le infrastrutture sanitarie  a ripensarsi, non per retrocedere o per dichiarare avventatamente il fallimento di quelle esistenti. La nascita del welfare state alla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto in Europa, ha contraddistinto una stagione che pur nelle sue contraddizioni ha segnato positivamente  il secolo scorso, e fondato il patto tra capitalismo e democrazia. Quel patto ha subito nei decenni successivi, soprattutto negli anni di fine secolo, numerose incrinature, metamorfosi profonde sospinte dalla  ideologia  liberista  e dalla finanziarizzazione   dell’economia a scapito di quella reale fatta di persone e comunità. La pandemia ha solo scoperchiato tutto quanto era già evidente a coloro che in questi anni hanno scandagliato  e analizzato le trasformazioni sociali, ponendo l’attenzione a quelle più sotto traccia, meno evidenti ma più profonde. Tra queste il sistema di protezione per la popolazione anziana cresciuto in questi  decenni  confusamente,  senza alcuna programmazione seria e lungimirante, pensiamo alle residenze sociosanitarie, case famiglia, il “badantato”, fenomeno unico in Italia per le sue dimensioni rispetto al resto dell’Europa. Per non parlare della mancanza di  un progetto promozionale del valore dell’anzianità, difeso eroicamente dalle sole associazioni di volontariato.

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Mons.  Paglia alla Summer School di Anla ha lanciato lo slogan “tutti gli anziani a casa propria”: ci  indica  la via, una direzione e richiama  il valore dello stare a casa, un luogo di relazioni, di amicizia, di cura e di memoria. E allora aboliamo le Residenze? Penso piuttosto che occorra mettere a sistema una strumentazione ricca e articolata che mantenga  viva la dimensione dello “stare a casa”. Le residenze vanno ripensate  anche  come centri di servizi qualificati, vanno moltiplicate le esperienze di social housing, riconosciute le convivenze tra persone anziane, riformulato un sistema di assistenza domiciliare davvero strutturato anche con gli ausili che oggi mette a disposizione la tecnologia digitale, educatori professionisti e personale socio sanitario di qualità. Per non parlare della  emersione delle assistenze familiari (le badanti) dal nero e dal silenzio colpevole  promuovendo formazione e legalità,  e del  controllo/monitoraggio delle case famiglie.  Non da ultimo l’approvazione della legge sui Caregiver familiari e quella sull’invecchiamento attivo che riconosca l’anzianità come un valore prezioso, nel volontariato e nei molteplici ambiti in cui opera, nella trasmissione dei saperi esperienziali alle nuove generazioni.

Basterebbe che questo mosaico di tessere in frammenti  e sparse trovino una politica lungimirante che dia loro l’immagine di un nuovo umanesimo.

 

 

Summer School 2020, riflessioni

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Difficile fare una sintesi dei contenuti della nostra Summer School: la quantità di contenuti che ci sono stati offerti meriteranno approfondimenti, una presa in carico da parte di noi tutti affinché nulla vada disperso. Il prossimo numero di Esperienza sarà  dedicato alle relazioni svolte a Castel Gandolfo, saranno motivo di riflessione e di sintesi per mettere a disposizione dell’associazione una griglia di lavoro utile a renderci presenti sui territori. Vorrei dedicare questo poche righe al tema del welfare degli anziani riprendendo i passaggi più significativi proposti nelle conversazioni. Partirei dalla immagine che ci ha consegnato Mons. Paglia: abbiamo costruito un palazzo senza scale e ascensori, con uno scantinato nel quale abbiamo relegato i più fragili, e con balconi senza cielo. Si tratta non tanto di proporre alcuni cambiamenti, ma di operare una vera e propria trasformazione del  palazzo (il welfare) che oramai appare vetusto e inadeguato rispetto alle sfide che provoca il COVID 19. Anzitutto sconfiggere le tante e troppe solitudini: occorre svuotare gli scantinati, munire il caseggiato di scale e ascensori. E dotare la nuova architettura di una visione, di un pensiero generativo sull’anzianità senza il quale i “balconi sono senza il cielo”.

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Il presidente Patriarca e mons. Paglia

Ne deriva un primo messaggio: l’anzianità non è un problema, un inciampo, una spesa ma una grande risorsa se ben valorizzata e sostenuta. Una “vecchiaia adolescente” che mette a disposizione le proprie competenze e capacità alle nuove generazioni, una vera e propria “consegna” del testimone. Non solo abilità  tecniche ma la competenza del vivere-bene che si acquisisce   dalla esperienza vissuta e che nessun libro può insegnare. Una alleanza tra generazioni per vincere le due paure entrambe da sconfiggere: la paura dei giovani di perdere il futuro e la paura degli anziani di perdere il passato,  per scrivere un nuovo umanesimo segnato inevitabilmente dalle nuove teologie.

Secondo messaggio. Perché questo accada e si faccia storia occorre reinventare le città e i suoi spazi, rafforzare le competenze digitali, promuovere luoghi di incontro  intergenerazionali, cohousing, servizi di welfare integrati, nuove politiche abitative, una legge per l’invecchiamento attivo che riconosca il ruolo di cittadinanza gratuita offerta da molte persone anziane. Non da ultimo il rafforzamento dei servizi territoriali o socio sanitari, le RSA non possono più rappresentare  il modello di welfare principale per persone sole e non autosufficienti.

Terzo messaggio, il ruolo strategico dell’associazionismo:  per sconfiggere la solitudine, per un impegno condiviso in comunità, per fare esperienze generative, per continuare a formarsi e a vivere  la vita con la speranza nel cuore.

Un sabato pomeriggio in compagnia di Maria Rita Parsi

(di Annalisa Gatti)  Ci siamo trovati al Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo dal venerdi 25 settembre alla domenica 27 con tutti gli amici, colleghi e simpatizzanti di Anla per partecipare alla Summer School Anla 2020. Per “formarci - come ha ribadito più volte il nostro Presidente Edoardo Patriarca, - per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare al futuro delle nuove generazioni.” 

“Anni ’20: da sopravvissuti a protagonisti” questo il titolo che ha accompagnato queste nostre giornate.  Tanti sono stati gli ospiti e molto interessanti tutte le relazioni e gli interventi.

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Maria Rita Parsi psicologa, psicoterapeuta, docente, saggista e scrittrice italiana è conosciuta da tutti noi soprattutto perché è entrata nelle nostre case grazie a programmi televisivi di informazione, di approfondimenti culturali, di attualità, inchieste… dove, sempre sorridente ma soprattutto competente ha dato consigli, suggerimenti, opinioni a un vastissimo pubblico che la ha sempre ascoltata e apprezzata. Ha pubblicato oltre 100 libri, divulgativi, scientifici, letterari, è componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, membro del Comitato ONU sui diritti del fanciullo, presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, aggiungo ancora che ha preso numerosi premi per la sua brillante carriera e il suo grande impegno civile. Quanta vita, quanto impegno!

Ha accettato l’invito dell’Associazione e siamo stati davvero felici di averla ascoltata sabato pomeriggio come ospite – relatrice – alla Summer School.

Gli anziani e i bambini oltre la pandemia questo il tema sulla quale la professoressa ci ha fatto riflettere. La prima cosa che ha detto è stata questa: “Ho 73 anni, mi considero una vecchia adolescente, gli acciacchi fisici li sento ma per il resto sento di avere una serie di esigenze, di voglia del futuro  e penso che il contributo che posso dare è proprio dire quale è la condizione di una persona come me, a cui la vita è passata in un battibaleno”. 

Una cosa è certa, la vita passa in un battibaleno, tutti noi ne siamo consapevoli, ci voltiamo indietro, magari con una fotografia sbiadita in mano e ci rendiamo conto con stupore e meraviglia che quel tempo è passato, restano i ricordi, a volte anche incerti perché magari andavamo di fretta. Una vita correndo, tra impegni belli e brutti, momenti che avresti voluto fermare, altri che pesavano e non passavano mai. Il tempo passa inesorabile e il desiderio più grande che, anche inconsciamente abbiamo, è quello di lasciare una traccia di noi.

L’articolo integrale sarà pubblicato sul prossimo numero di Esperienza

Summer School 2020 ANLA, ripensare l’età attuale

Gli interventi di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, e della dott.ssa Ester Dini, Esperta di mercato del lavoro e attualmente responsabile del Centro Studi della Fondazione Consulenti del Lavoro, hanno aperto ieri la Summer School ANLA 2020 organizzata dall’Associazione al Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo. Commenta il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “La sessione è stata dedicata a comprendere in profondità ciò che è accaduto nella vita delle comunità nell’anno del coronavirus. Mons. Paglia  ha offerto una riflessione sulle tante solitudini  incontrate  e al contempo sulla ricchezza di relazioni  riscoperte, sul significato profondo di amicizia e del prendersi cura. L’analisi puntuale dei dati economici e occupazionali forniti da Ester Dini  ha consentito di individuare le sfide che ci attendono e il ruolo cruciale che potranno svolgere le associazioni,  Anla in particolare”.

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Monsignor Paglia ha richiamato l’urgenza di un nuovo paradigma per gli anziani, di una nuova comprensione di questa età della vita così importante per la società italiana: “tutti abbiamo purtroppo dovuto assistere ad una tragedia che non ci aspettavamo: il Coronavirus si è abbattuto in una maniera spietata soprattutto sugli anziani e noi siamo stati senza sapere cosa fare, assistendo persino all’impossibilità di tenere la mano, persino di condurre al cimitero. In questo senso è urgente un sussulto di pensiero e a mio avviso anche di amore. Dobbiamo ripensare il modo in cui tutti noi dobbiamo essere prossimi agli anziani diventati sempre più numerosi, diventati anche sempre più problematici nella quotidianità. È chiesto a tutti noi un sussulto di pensiero creativo perché gli anziani restino a casa accuditi e aiutati dai familiari, dai parenti, dai vicini e perché no anche dalla comunità cristiana perché questo è il senso del quarto  comandamento, onora il padre e la madre. Onoriamo i nostri anziani, è un grande compito perché tutte le altre generazioni possano apprendere il senso stesso della vita, perché la vita è lo sviluppo delle generazioni”.

Ester Dini ha svolto un’analisi del tempo presente mettendo in evidenza criticità e possibili punti di sviluppo: “Veniamo da mesi che hanno inevitabilmente segnato la vita degli italiani, non solo per la crisi economica e le incertezze legate al lavoro. In  questi mesi di lockdown gli italiani hanno maturato un approccio nuovo: ci sono stati fenomeni importantissimi, lo smart working, un processo amplissimo di alfabetizzazione digitale che ha riguardato anche la popolazione più anziana… gli italiani hanno fatto i conti con il loro tempo a disposizione, si sono trovati a poter dar sfogo ai propri interessi: elemento del tutto eccezionale hanno messo al primo posto lo studio, la lettura, aspetti che forse non ci si aspettava. Gli italiani hanno fatto anche il punto sulla loro condizione di vita, tantissimi hanno vissuto in solitudine, soprattutto gli anziani, il periodo del lockdown e molti hanno vissuto in abitazioni strette. Il lockdown ha per molti versi accelerato cambiamenti che erano già in atto e occorre mettere a fuoco le direttrici di sviluppo di questa nostra società oggi segnata incredibilmente dall’esperienza dello smart working e dal nuovo modello di organizzazione sociale che potrebbe scaturire dalla nuova concezione del lavoro, rispetto alla tecnologia che è diventata essenziale per tutte le nostre operazioni. Si pone oggi dunque un dilemma tecnologico… pensiamo poi al mito della globalizzazione che il lockdown ha arrestato, ponendo interrogativi sui rischi che un interscambio così globale può determinare per la nostra contemporaneità”.

 

Oggi la Summer School di ANLA prevede gli interventi del prof. Ivo Lizzola, professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, e della prof.ssa Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta, psicopedagogista docente, saggista e scrittrice.

Summer School 2020, protagonisti e non attivisti

Con l’introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca ha preso il via l’edizione 2020 della Summer School ANLA presso il Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo, via S. Giovanni Battista De La Salle. Spiega il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca: “Anni ’20: da sopravvissuti a protagonisti è il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra Summer School. Ci troveremo insieme per formarci ancora, per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare il futuro delle nuove generazioni”.

S.E. Mons. Vincenzo Paglia

S.E. Mons. Vincenzo Paglia

Ad aprire i lavori S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana.  Il presule ha richiamato l’attenzione sul significato che non riusciamo a dare agli anni di vita in più che le nostre generazioni hanno saputo conquistare: “Non sappiamo che farcene… manca una riflessione organica sul significato di questi anni… Quanto è accaduto durante la pandemia ha mostrato l’incapacità della società contemporanea a porsi rispetto alla vecchiaia. Papa Francesco ha ragione: l’anzianità è un tempo di fatto scartato, di fatto appeso, e quel che è accaduto è perché non c’è pensiero, non c’è riflessione sul tema”. La nostra società sente di fatto ancora gli anziani come un peso enorme e mons. Paglia sottolinea “C’è bisogno di ripensare in maniera globale l’assetto della società cominciando anche dagli anziani, occorre comprendere gli anni dell’anzianità come opportunità da capire”. Il vescovo sottolinea la forza della debolezza, la forza della fragilità: “la debolezza della vecchiaia ricorda a tutti noi il senso del limite a cui apparteniamo” e ci invita a una riflessione sul tempo che ci è dato. Mons. Paglia ha posto in evidenza il rischio dell’attivismo: “il malato che non può più muoversi è contraddizione all’imperativo dell’autosufficienza”. Il Vescovo ha evidenziato il narcisismo come  vero protagonismo di oggi: ”Tuttavia Narciso muore su se stesso. L’annuncio cristiano di una famiglia nuova deve avere nuovi linguaggi contro Narciso. Questo è la grande avventura e la grande opportunità: il tempo della vecchiaia è il tempo in cui l’oltre acquista una qualche importanza”. Mons. Paglia ha concluso il suo intervento con un invito: “Gli anziani devono stare in casa e non negli Istituti”: certo si apre un grande discorso che riguarda più aspetti della vita sociale, dall’assistenza all’edilizia per anziani ma il senso dell’umano  non può che volgere a questo.

Il presidente di ANLA Edoardo Patriarca ha quindi annunciato la grande manifestazione nazionale di ANLA a favore dei nonni il prossimo 2 ottobre: a Firenze, presso l’Auditorium al Duomo via de Cerretani 54r. Sala Anfiteatro Andrey Tomaszewski dalle ore 16,30 per la premiazione del Concorso letterario nazionale dedicato ai nonni dal tema  “la penna racconta”. Il pensiero va ai nostri anziani che ci hanno lasciato ma anche a quelli che vivono in solitudine un periodo storico pieno di incertezze. Ecco perché, nonostante le difficoltà, la Premiazione è stata mantenuta al 2 ottobre, per dare un profondo significato ai nonni, ai così detti diversamente giovani, coloro che sono ancora  oggi la linfa vitale della nostra società. 

 

Al via venerdì prossimo la Summer School ANLA 2020

(Comunicato Stampa)

Al via venerdì prossimo 25 settembre con l’introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca l’edizione 2020 della Summer School ANLA. La sede dei lavori sarà il Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo, via S. Giovanni Battista De La Salle, dal pomeriggio di venerdì 25 settembre al pranzo di domenica 27, una struttura particolarmente accogliente, tecnologicamente attrezzata e immersa nel verde per assicurare la migliore riuscita dei lavori in piena sicurezza.

Spiega il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca: “Da sopravvissuti a protagonisti! È il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra Summer School. In questi mesi si è parlato tanto di formazione e istruzione, di bambini e bambine soprattutto. Si è parlato poco di adulti e adulti anziani. Eppure la formazione-per-sempre è posta dagli esperti come uno degli elementi da curare con assiduità per vivere bene la proprio vita, per invecchiare positivamente, per sentirsi protagonisti. È questa la prima risposta al perché di una Summer School: ci troveremo insieme per formarci ancora, per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare il futuro delle nuove generazioni”. Solo chi possiede conoscenze trasversali, competenze e abilità,  abitudine al lavoro in equipe, flessibilità e adattabilità, avrà  gli strumenti necessari per realizzare  una vita buona. Abbiamo a cuore il futuro delle nuove generazioni ma è bene rammentare che la formazione continua è per tutta la vita, è quella che  assicura una vita degna anche quando si è anziani e che allontana nel tempo la non autosufficienza. Lo confermano le tante ricerche svolte in questi anni a livello internazionale. Da qui nasce il progetto di promuovere una Summer School ANLA, una occasione per formarci e continuare a dare un proprio contributo di pensiero per comprendere il tempo che viviamo. Per noi stessi anzitutto, ma più che altro per offrire ai nostri associati, ai nostri amici un punto di vista assai particolare e  raro perché  si nutre di una esperienza di vita e al tempo stesso di una tensione spirituale che ti porta oltre, un mix  di ingredienti che le giovani generazioni non riescono a possedere,   non per manchevolezza ma perché hanno intrapreso da poco il cammino della vita. Formazione per tutta la vita dunque: è questo l’imperativo che ci consegna questa lungo distanziamento fisico provocato dal Covid19.

Centro_mariapoli_giardino

Centro_mariapoli_giardino

Prosegue il presidente Patriarca “Siamo una associazione di volontari, siamo legati alle aziende da cui proveniamo, siamo legati alle nostre comunità. Proponiamo iniziative, eventi, scriviamo e prendiamo posizione quando necessario. L’associazione ha uno statuto, un progetto culturale, e valori che non tiene per sé, seduta sul divano: li propone, li traduce in opere e gesti. Ma per fare questo occorre essere comunità, condividere un sentire, per non perdere l’attitudine ad “annusare” il tempo che viviamo, per non essere “fuori gioco” ed essere invece generativi verso le nuove generazioni, e sapere che se parlerai avrai dietro gli amici”. Il programma prevede venerdì 25 settembre alle ore 16 l’intervento di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, sul tema “Gli anziani nel post Covid 19”  e a seguire la dott.ssa Ester Dini, Responsabile Centro Studi presso la  Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sul tema “La nuova situazione”. Sabato pomeriggio sarà il prof. Ivo Lizzola professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo a parlarci dell’ Orizzonte e a seguire la prof.ssa Maria Rita Parsi, scrittrice e docente, a trattare il tema degli anziani e dei bambini oltre la pandemia. Domenica mattina 27 settembre sarà il prof. Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali a trattare le tematiche previdenziali. “Non solo formazione ma anche tempo libero” sottolinea il presidente Patriarca “Si diventa amici pranzando e cenando insieme, facendo una chiacchierata negli intervalli, scambiandosi una battuta, raccontandosi qualcosa della propria vita personale, godendo insieme un bel luogo, una passeggiata. E questa è un’ulteriore risposta del perché di una Summer School: stare insieme per condividere e fare più amicizia in un tempo di solitudine e di individualismi esacerbati”.

Per iscrizioni e informazioni occorre scrivere a iscrizione@anla.it Sito internet di riferimento http://www.anlablog.it/summer-school-anla-2020/

Il valore della formazione

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) In queste settimane tanto si è discusso della prossima riapertura delle scuole, dei ritardi, dei timori, delle occasioni perdute. La lunga quarantena ha fatto emergere come non mai il valore dell’educazione e della formazione nella costruzione della identità personale, e delle opportunità che esse aprono al futuro della vita di ciascuno. Uno degli asset strategici che vengono indicati nel Recovery Fund è l’ investimento in  formazione e ricerca per le nuove generazioni,  a significarne il valore prezioso e inestimabile che esso ha.

Solo chi possiede conoscenze trasversali, competenze e abilità,  abitudine al lavoro in equipe, flessibilità e adattabilità, avrà  gli strumenti necessari per realizzare  una vita buona. Abbiamo a cuore il futuro delle nuove generazioni ma è bene rammentare che la formazione continua è per tutta la vita, è quella che  assicura una vita degna anche quando si è anziani e che allontana nel tempo la non autosufficienza. Lo confermano le tante ricerche svolte in questi anni a livello internazionale. Da qui nasce il progetto di promuovere una Summer School per la nostra associazione, una occasione per formarci e continuare a dare un proprio contributo di pensiero per comprendere il tempo che viviamo. Per noi stessi anzitutto, ma più che altro per offrire ai nostri associati, ai nostri amici un punto di vista assai particolare e  raro perché  si nutre di una esperienza di vita e al tempo stesso di una tensione spirituale che ti porta oltre, un mix  di ingredienti che le giovani generazioni non riescono a possedere,   non per manchevolezza ma perché hanno intrapreso da poco il cammino della vita. Formazione per tutta la vita dunque: è questo l’imperativo che ci consegna questa lungo distanziamento fisico provocato dal Covid19.

Summer School ANLA 2020

Summer School ANLA 2020

Dunque, formazione come diritto e come dovere. Un diritto tutelato dalla Costituzione e che va garantito a tutti i bambini e le bambine, saremo vigili affinché la riapertura dell’anno scolastico avvenga in sicurezza e in qualità, non faremo mancare il nostro sostegno e se necessario suggerimenti e critiche. Un dovere per noi tutti: siamo una associazione di adulti impegnati a vario modo, non abbiamo rinunciato al nostro impegno di cittadinanza attiva, siamo presenti sui nostri territori e nelle aziende per tessere ponti   tra le generazioni, per mantenere vivo il testimone di una storia personale e comunitaria preziosa anche per il futuro. Il testimone lo si consegna se siamo ancora persone generative, aggiornate e soprattutto formate ai tempi nuovi. Un compito al quale non vogliamo rinunciare.

 

I giorni che verranno

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Molti soci ANLA,  concluse le giornate di ferie,  torneranno al lavoro: l’associazione non è composta solo di pensionati, abbiamo tanti iscritti che dopo il lungo lockdown hanno ripreso le loro attività, molti non  hanno mai smesso per garantire servizi essenziali a tutti noi,  costretti a casa per il Covid-19. Questo tempo e le esperienze che ne sono scaturite –  lo smart working, le ferie solidali, la flessibilità degli orari, una maggiore attenzione alla conciliazione -  hanno riconquistato alle comunità  il senso e il significato del lavoro  che non   è riconducibile ad una  attività strumentale utile solo per guadagnare uno  stipendio – importante, ci mancherebbe! -   con il quale  dedicarsi  alla “vita vera”. È una stortura  che  colpisce molti giovani, illudendoli, o le persone che vivono di un lavoro indegno e di un salario  neppure sufficiente per la propria sopravvivenza. È meglio fuggire dal tempo del lavoro, viverlo come un obbligo inevitabile, come una sorta di condanna! Ma non è così…o non dovrebbe esserlo.

Summer School ANLA 2020

Summer School ANLA 2020

Il lavoro riguarda la persona, la sua umanità – quante volte lo abbiamo scritto -,  è ben  più di una attività strumentale: oso nell’affermare che  qualsiasi azione umana nasconde sempre,  magari solo in nuce,  un progetto, un desiderio, una ambizione che va ben oltre quello che appare concretamente. Se davvero crediamo che questa sia la via da perseguire e da sostenere,  per confermare che “tutto non sarà come prima” anche nel fare impresa e creare  buon lavoro, ci  attende come Associazione un compito arduo ed entusiasmante al tempo stesso. A fine settembre approveremo un nuovo Statuto e un Regolamento che ci consentiranno  di camminare celermente,   al passo con i tempi. La seconda edizione della Summer School indagherà con occhi saggi e curiosi le tracce di futuro già presenti in mezzo a noi e che la lunga quarantena hanno evidenziato come non mai. Non avremo tempi semplici, soprattutto per i giovani e  le persone più  fragili e  in difficoltà. Staremo su questi crinali per percorrerli con coraggio e prudenza,  forti di una storia nata più di settanta anni fa, metteremo a disposizione saperi e competenza là dove siamo presenti, accanto  alle imprese che ci sostengono e nei territori dove operiamo.  Le sfide che si pongono davanti a noi sono già note: la necessaria riconversione energetica per contrastare il cambiamento climatico, la digitalizzazione imponente che le nuove tecnologie imporranno alle imprese, i robot e l’intelligenza artificiale, una formazione tutta da ripensare per rendere le giovani   generazioni attrezzate a gestire il futuro prossimo. Non da ultimo una politica non tarata sul “qui e ora”, sull’ultimo sondaggio e “sull’aria che tira” o sull’intervento emergenziale pure necessario e doveroso, ma orientata da una progettualità che sa guardare nel  decennio che verrà. Avremo poco tempo se non vorremmo raccontare il declino di un grande paese che non lo merita.

Mi domanderete: ma noi che possiamo fare? Che ruolo  svolgere come associazione di adulti? Domande complicate che attendono una risposta:  è certo che tra noi non possono valere i refrain:  “va così… non ne vale la pena… ci penseranno gli altri… difendiamo i  diritti acquisiti… gli altri si arrangino…”.  Potremo essere protagonisti se saremo cittadini attivi e informati, se ci porremo a fianco di coloro che intendono aprire un rinascimento, una ri-nascita per un paese più libero e responsabile, più uguale e coeso.

Alla Summer School proveremo insieme ad andare a “caccia di tracce” di futuro. Vi aspettiamo!

Summer School ANLA 2020, le ragioni di una scelta

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA). Da sopravvissuti a protagonisti! È il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra Summer School. Tre giornate nei Castelli romani, a Castel Gandolfo, un luogo nel quale goderemo della bellezza di un paesaggio dolce e verde, ricco di storia e dal clima mite. Alcuni amici, ancora dubbiosi – pochi devo dire -  mi hanno chiesto perché  la presidenza nazionale promuova  - oramai da due anni -  un incontro con questo format, quali siano il senso e  i significati. Perché non proporre nel medesimo periodo una gita fuori porta piuttosto che ascoltare e discutere con persone esperte?  A che pro?  Non sarebbe meglio spender soldi per una iniziativa più leggera e più ludica?

Vi darò le mie risposte rinnovando l’invito ad essere con noi, iscritti e non, amici e familiari.

 

Il Centro Mariapoli Internazionale dove si svolgerà la Summer School ANLA 2020

Il Centro Mariapoli Internazionale dove si svolgerà la Summer School ANLA 2020

In questi mesi si è parlato tanto di formazione e istruzione, di bambini e bambine soprattutto. Si è parlato poco di adulti e adulti anziani. Eppure la formazione-per-sempre è posta dagli esperti come uno degli elementi da curare con assiduità per vivere bene la proprio vita, per invecchiare positivamente, per sentirsi protagonisti. È questa la prima risposta al perché di una Summer School: ci troveremo insieme per formarci ancora, per capire il tempo che viviamo, per mettere a frutto la nostra esperienza di vita, le nostre competenze ancora importanti per pensare il futuro delle nuove generazioni.

Siamo una associazione di volontari, siamo legati alle aziende da cui proveniamo, siamo legati alle nostre comunità. Proponiamo iniziative, eventi, scriviamo e prendiamo posizione quando necessario. L’associazione ha uno statuto, un progetto culturale, e valori che non tiene per sé, seduta sul divano: li propone, li traduce in opere e gesti. Ma per fare questo occorre essere comunità, condividere un sentire, per non perdere l’attitudine ad “annusare” il tempo che viviamo, per non essere “fuori gioco” ed essere invece generativi verso le nuove generazioni, e sapere che se parlerai avrai dietro gli amici.    Ecco la seconda risposta: facciamo una Summer school per sentirci più associazione, per non esaurire il capitale sociale e culturale maturato in   settant’anni di presenza, per non morire giorno per giorno.

Non solo formazione ma anche tempo libero. Si diventa amici pranzando e cenando insieme, facendo una chiacchierata negli intervalli, scambiandosi una battuta, raccontandosi qualcosa della propria vita personale, godendo insieme un bel luogo, una passeggiata. E questa è la terza risposta del perché di una Summer School: stare insieme per condividere e fare più amicizia in un tempo di solitudine e di individualismi esacerbati.

Venite a Castel Gandolfo: tre giorni di formazione, di amicizia e di tempo libero. Non vi annoierete. Vi aspettiamo.