Archivio della categoria: ANLA – archivio

Se fossi donna

(di Anna Selvaggi, presidente regionale ANLA Basilicata) E anche in tempi di pandemia ed in isolamento forzato AIDE Associazione Indipendente DonnEuropee aderente ad ANLA ha organizzato una importante iniziativa:  la pubblicazione di un libro di racconti di uomini dal  “Tema” “ SE FOSSI DONNA”. L’impegno dell’Associazione AIDE è stato quello non di compartimentare la diversità di genere, ma di forgiarla pur nella diversità , dal momento che la vita e’ sorretta dalla stessa diversità.

La copertina del libro

La copertina del libro

In collaborazione con la casa editrice IL SEXTANTE di Maria Pia Ciaghi, che ne ha saputo apprezzare la valenza , è stata effettuata sull’onda emotiva di voler sempre tenere a confronto la diversità di genere finalizzata ad una pacifica convivenza civile .  Abbiamo dunque  invitato amici, conoscenti e professionisti ad immaginare “se fossero nati donna”. Ne sono scaturiti stereotipi, i più diversi possibili, perchè appunto il tema assegnato era alquanto ambizioso. Ne sono fluite immagini virtuali , tanto da lasciare intendere che in ognuno di noi alberga l’animo di un uomo e di una donna.. Questo sentimento che ho percepito dalle espressioni con le quali quasi tutti gli autori (ed una sola autrice)  dei racconti hanno immaginato di appartenere all’altro genere, tanto da sembrare che nella vita di   ognuno ci sia un equilibrio che sorregge la vita stessa e dalla forza di questo equilibrio trova fondamento la vita. Il racconto del nostro Presidente Nazionale ANLA Edoardo Patriarca ha arricchito questa nostra pubblicazione.

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Curcuma

(di Roberta Greco) Il genere curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae e comprendente 80 specie conosciute tra le quali quella più utilizzata in alimentazione e in fitoterapia è la Curcuma longa. Mentre il sapore è molto volatile, al contrario il coloresi mantiene inalterato nel tempo. Per questo motivo la curcuma è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante di molti alimenti come formaggio, yogurt, mostarda, brodi vari in scatola e altri prodotti che vengono spesso colorati con derivati della curcuma.

Pianta erbacea perenne, che raggiunge un’altezza massima di circa 1m., nasce spontanea in Asia meridionale, dall’Indiaalla Malesia, in regioni a clima tropicale, con temperature normalmente comprese tra 20°C e 35°C e con elevata piovosità.Allo stato coltivato la curcuma è presente in moltissime aree tropicali o subtropicali, in particolare in Asia e in Africa.

Le foglie sono grandi, lunghe da 20 a 45 cm, con picciolo allungato. I fiori sono raccolti in una vistosa pseudo-infiorescenza ricca di grandi brattee verdi in basso e bianche o violacee in alto. Le brattee verdi formano una serie di tasche, che ospitano grandi fiori gialli (con possibili sfumature arancioni). La radice è un grosso rizoma cilindrico, ramificato, di colore giallo o arancione, fortemente aromatico, che costituisce la parte utilizzata (droga) della pianta.

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Il dolore

(di Annalisa Gatti)  “L’avversità disvela all’anima luci che la prosperità non arriva a percepire”. Blaise Pascal.

In epoche passate quando ancora non esistevano le medicine, quando la scienza era ancora lontana dallo scoprire vaccini che avrebbero salvato tante e tante vite umane l’idea del dolore, della sofferenza e della morte era accettata come elemento naturale della vita stessa. Non c’erano ricchezze neppure potere che potessero in alcun modo salvare la vita ad un re, ad un imperatore, ad un aristocratico, si moriva e basta. Un esempio tra tanti: Filippo II di Spagna ebbe quattro mogli e restò quattro volte vedovo, e di 8 figli ne sopravvissero solo due. Come sopravvivere a tanto dolore?

La nostra società fa fatica ad accettare la vecchiaia, si cerca di non pensare alla morte e per quanto riguarda il dolore fisico non lo sopportiamo. Dobbiamo sentirci sempre in forma ed efficienti.

La nostra idea di felicità non comprende il dolore, anzi ne siamo spaventati, non accettiamo che sia insito nella nostra natura umana. Purtroppo sappiamo bene che arriva quando meno te lo aspetti e a volte è difficile se non impossibile evitarlo. Questo ci rende insicuri e spaventati, ci affidiamo subito a medici e specialisti per cercare aiuto e spesso è difficile farsene una ragione. “Perché proprio a me?” ci sentiamo vittime di una grande ingiustizia e a volte assumiamo atteggiamenti negativi che portano a danni molto gravi. Ma chi lo ha detto che dobbiamo stare sempre bene?

Il dolore fisico, secondo Bernardino Telesio, filosofo vissuto nel 500, ha una funzione positiva importante: serve ad accorgersi in anticipo del pericolo che il corpo possa essere distrutto e permette così di evitare di farsi male e trovare in tempo un rimedio; visto così è un’altra cosa.

La parola dolore però ha un significato molto ampio e comprende oltre al dolore fisico anche il dolore dell’animo; una sofferenza interiore …. Tristezza? Infelicità? Malinconia?

Il dolore non è necessariamente un male, è da sempre ritenuto uno dei percorsi più efficaci per crescere, andare avanti, migliorarsi, rafforzarci e guarire.

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Una scelta spesso dimenticata

(di Antonello Sacchi) Nonostante tutto, anzi proprio per dare un segnale opposto all’attuale immobilismo forzato dettatoci dalla pandemia, dobbiamo tornare a progettare il nostro futuro. Sempre, giorno dopo giorno, azione dopo azione consapevoli che da questa crisi si può uscire migliori o peggiori, in ogni caso non uguali a prima, con buona pace di tutti coloro che continuano a vivere nel passato. Una scelta fondamentale, che spesso non richiama adeguata attenzione, è quella che riguarda i nostri figli, o nipoti, che devono costruirsi un iter scolastico in vista della definizione del loro “stare in società”, cioè della professione che saranno chiamati a svolgere. Parliamo di lavoro quindi, anzi di orientamento scolastico. Il vero discernimento matura in famiglia, ad esso possono concorrere più fatti esterni virtuosi, penso ad esempio alla saggezza dei “capelli bianchi” che può essere utile nel raccontare come affrontare la vita, come prendere decisioni. Ma in ultima analisi, la scelta, ogni scelta, è sempre e solo personale. Viviamo in un’epoca dove la tecnologia domina in maniera assoluta quindi avanti con tecnici, tecnici specializzati, laureati in materie scientifiche, eppure un virus ci ha fatto capire che abbiamo un disperato bisogno di infermieri e di medici.

 

In generale, le condizioni di vita possono radicalmente cambiare, portando alla ribalta improvvisamente certi ruoli al posto di altri. Non potendo prevedere il futuro, non resta che comprendere come ben scegliere. Il punto di partenza sono ovviamente le qualità della persona, le inclinazioni, i desideri e le ambizioni, ma forse occorre sgomberare il campo da alcuni pregiudizi. La contrapposizione fra materie umanistiche e materie scientifiche è frutto solo dell’esasperata e recente corsa tecnologica, in realtà sono complementari e essenziali le une alle altre. Senza citare le arti del trivio e del quadrivio che rappresentavano l’educazione medievale, mix armonico di lettera e scienza, l’uomo non è fatto per una crescita monotematica. E poi, chi l’ha detto che le materie umanistiche sono inutili? Senza un’adeguato loro approfondimento rischieremmo di non avere le categorie per comprendere quanto ci accade o la realtà che ci circonda.

D’accordo, in linea di principio, ma cosa devo fare per vivere? Essere te stesso, in primo luogo, e non avere paura se sei portato per l’approfondimento letterario o filosofico: se farai bene ciò che vorrai fare, sarai professionale e utile a te stesso e agli altri. Come dice quella frase che circola in rete? Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità…

Scaldarsi in tavola

(di Roberta Greco) L’inverno e il freddo segnano una stagione all’insegna delle ricette che sappiano rinfrancare il corpo e la mente, è il momento migliore per assaporare zuppe, minestre e minestroni, da realizzare impiegando al meglio i legumi e verdure che la stagione offre e per avere un’arma in più per allontanare i malanni di stagione e favorire le difese immunitarie grazie alle loro proprietà benefiche.

Le ricette più sostanziose e nutrienti che la cucina tradizionale italiana offre, sono l’ideale basti pensare a piatti corposi come pasta e fagioli, la polenta con le spuntature, i tortellini in brodo o i pizzoccheri alla valtellinese.

Pizzoccheri

Ma per riscaldarci non basta che i cibi siano soltanto caldi, per essere efficaci, le ricette contro il freddo da portare in tavola devono aiutarci a produrre più energia e, di conseguenza, calore, stimolando il nostro metabolismo. Alcuni ingredienti sono capaci di fare esattamente questo lavoro grazie al giusto equilibro fra apporto calorico e proteico. Stiamo parlando in particolare di carne, legumi e verdure di stagione, che ci aiutano ad aumentare in modo sano le calorie giornaliere necessarie in inverno per combattere le temperature più rigide.

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Piante da interno: Spatifillo

(di Annalisa Gatti)  E’ una bella pianta d’appartamento ma nei luoghi con clima molto mite può vivere anche all’aperto. Facile da coltivare è adatta anche ai meno esperti. Appartiene alla famiglia delle Araceae e comprende moltissime specie.  Originaria dei paesi tropicali umidi come Filippine e Colombia è una pianta erbacea perenne con una forma elegante che può raggiungere il metro di altezza.

Fiorisce dalla primavera fino all’autunno. Ha i fiori bianchi che durano a lungo, anche 5-6 settimane e che sbocciano quasi continuamente da quando la pianta ha circa sei mesi; sono sostenuti da un lungo stelo, la loro parte esterna, la spata, è bianca e lo spadice centrale è color crema. Con il tempo diventano entrambi di un verde delicato. Le foglie sono oblunghe di un colore verde vivo, la loro particolarità è la totale mancanza di fusto: le foglie crescono infatti direttamente da un rizoma sotterraneo. Quando un fiore appassisce bisogna tagliare lo stelo in prossimità della terra, così anche con le foglie.

La pianta ha bisogno di penombra in estate e piena luce in inverno, non gradisce la luce diretta del sole; meglio evitare gli sbalzi di temperatura essendo una pianta che predilige il calore costante.  Il terriccio bisogna mantenerlo sempre umido, bagnare quindi due o tre volte la settimana in estate e una volta la settimana in inverno. Quando la temperatura è superiore ai 21°meglio irrorare giornalmente; per assicurare un’umidità locale permanente è meglio mettere il vaso sopra un sottovaso contenente ghiaia ricoperta quasi interamente di acqua, attenzione però che il vaso non sia a contatto con l’acqua.

Il terreno deve essere soffice, morbido, con torba mista a sabbia, umido e ben drenato. E’ una pianta che, se crescendo velocemente diventa troppo grande per il vaso che la ospita, può essere divisa in primavera: la divisione dei cespi avviene mediante il taglio delle radici rizomatose. Il rizoma portante va tagliato con un coltello affilato e disinfettato; la porzione recisa deve avere alcune radici e poi va interrata in terriccio universale. Una volta rinvasate, le due parti devono essere tenute in ombra ad una temperatura di circa 21° fino a che non diano segni di una nuova vegetazione.

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Il futuro delle RSA

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca è intervenuto come relatore al convegno Riforma delle RSA. Per un profondo cambiamento culturale” promosso da Anaste. Ecco la traccia dell’intervento:

Si è aperto un confronto utile e interessante sul futuro delle Residenze Sanitarie per gli Anziani e più in generale sul valore dell’anzianità. Solo alcuni giorni fa l’Istat ha consegnato il Rapporto annuale sul paese confermando alcune tendenze già in atto da anni e che si sono ulteriormente rafforzate: da una parte l’allungamento della vita e la presenza ragguardevole delle persone anziane,  e dall’altra la bassa natalità, quello che gli esperti definiscono l’inverno demografico.

Per converso la pandemia ha svelato le fragilità del nostro sistema di welfare e sanitario, la gran parte delle persone decedute sono anziane,  un tragico record del nostro  paese a livello mondiale.

Quale linee di azione possiamo ricavare e, soprattutto,  quale direzione intraprendere per ripensare  un welfare a misura di persone anziane e più in generale con la “taglia giusta” per la popolazione più fragile, includendo in essa bambini e bambine?

Una visione antropologicamente positiva dell’anzianità, e non l’approccio brutalmente cinico, utilitaristico, economicistico.  Lo abbiamo letto nelle dichiarazioni di molti durante la pandemia. A sentirli, le persone anziane sono un  problema per la gestione delle strutture sanitarie,  un peso per la società, un costo per il bilancio dello stato. Se si utilizza questo paradigma inevitabilmente le politiche sociali economiche e persino culturali vanno nella direzione che ben conosciamo: un abbruttimento del paese e dei valori che reggono la comunità e il dialogo tra le generazioni fondato su relazioni di reciprocità, di dono e gratuità, di memoria e progettualità, di saperi e competenze.

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La melagrana

(di Roberta Greco)  Esiste forse un frutto autunnale più bello della melagrana?

Si dice che i suoi chicchi rosso porpora siano di buon auspicio ecco perché la melagrana non manca mai nella tavola delle feste, soprattutto a Natale e Capodanno. Di questo frutto si mangia praticamente tutto, anche le radici, sebbene sia difficile da pulire.

Con il termine melograno spesso si indicano sia l’albero che il frutto, ma più correttamente in italiano il frutto viene chiamato melagrana. L’albero del melograno è originario dell’Asia e nel corso dei secoli ha raggiunto l’Europa e l’Italia. Originariamente, si intendeva per melograno l’albero, e con melagrana il suo frutto; da qualche tempo, però, è stato ammesso nell’uso della lingua italiana anche il termine melograno per indicare il frutto. Il periodo della sua maturazione è l’autunno, quando vengono raccolti i frutti, ma si può conservare addirittura per un mese se tenuto a una temperatura di 5 °C.

Tipico frutto che si utilizza per addobbare le tavole natalizie. La melagrana è un frutto rotondeggiante, poco più grande di una mela, con una buccia resistente, strutturata per proteggere i delicati chicchi all’interno che sono la parte commestibile.

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Piante autunnali: la Sternbergia

(di Annalisa Gatti) Chiamata anche zafferanastro è una bulbosa perenne, facile da coltivare sia in terra che in vaso, appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, sono 8 le specie riconosciute.

E’ originaria dell’Asia occidentale, ma è diffusa in tutte le regioni dell’Italia centro-meridionale, può crescere al mare ma anche fino a 1200 metri di altitudine. Fiorisce per tutto l’autunno colorando di un giallo oro i nostri giardini e i nostri terrazzi, (solo la Sternbergia Candida, peraltro molto rara, produce fiori bianchi). E’ una pianta che come il ciclamino, ha una fioritura autunnale ad eccezione della Sternbergia Candida e della Sternbergia Fischeriana che fioriscono ad inverno inoltrato o primissima primavera.

La più nota in tutto il Paese è la Sternbergia Lutea, è facile trovarla nelle zone rurali, viene utilizzata spesso nelle bordure miste di erbacee perenni o in aiuole che sono ormai sprovviste di fiori perché hanno concluso il loro ciclo estivo, oppure nei giardini rocciosi. La pianta si trova bene in un terreno umido e ben drenato ma anche povero e sassoso. L’esposizione deve essere luminosa e soleggiata, non teme il freddo ma il gelo. E’ un’ erbacea perenne, il suo aspetto è davvero gradevole: può raggiungere una altezza di 15/20 cm, le foglie verdi scuro sono lucide e brillanti e simili ad un nastro con una scanalatura centrale. In primavera le foglie si seccano e il bulbo entra in riposo vegetativo per tutta l’estate.

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DPCM 24 ottobre

Il DPCM del 24 ottobre, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 25 ottobre,  introduce nuove misure restrittive in vigore fino al 24 novembre 2020.

Qui potete leggere il testo del DPCM 24 ottobre 

Fra le novità introdotte, (Fonte Ministero della Salute) ne ricordiamo di seguito solo alcune:

- E’ fortemente raccomandato di non spostarsi con mezzi pubblici o privati salvo che per esigenze lavorative, di studio, motivi di salute e situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
Può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21 delle strade o piazze dove si possono creare assembramenti, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

- Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

- Vengono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

- Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei Lea.

Raccomandiamo a tutti i volontari ANLA e a tutte le sedi ANLA di agire nel massimo rispetto della normativa sanitaria e della normativa di legge in materia di contenimento del contagio da nuovo Coronavirus, Covid- 19.

Invitiamo a controllare costantemente per gli aggiornamenti in materia i DPCM e i siti internet del Governo, del Ministero della Salute, della propria Regione e  del proprio Comune oltre a quelli delle strutture sanitarie locali di riferimento.