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Webinar ANLA: 22 aprile, prof. Giorgio Fiorentini

Terzo appuntamento con il ciclo di incontri “Generazione pandemia, una storia da scrivere” organizzati da Associazione Nazionale Lavoratori Anziani (ANLA). In dialogo con il presidente nazionale Edoardo Patriarca il prof. Giorgio Fiorentini, Professore di Management delle Imprese Sociali –docente senior università Bocconi; Area Imprese sociali e Aziende non profit del CERGASS – Università Bocconi. I temi: volontariato, impresa sociale e volontariato d’impresa.

Volontariato d’Impresa

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Martedì scorso la Fondazione Sodalitas, emanazione di Assolombarda, ha presentato la  terza edizione della ricerca  “Volontariato di impresa: la partecipazione attiva dei dipendenti”, pensata per mappare e raccontate i programmi di Volontariato di  una ventina di aziende   impegnate a sostenere   progetti sociali sui territori.   L’inserto” Buone Notizie”  del Corriere della Sera ne ha dato un’ampia anticipazione.

Il quadro che ne risulta apre una prospettiva di grande interesse per i gruppi aziendali della nostra associazione. Esperienze che ancora non si possono dire diffuse ad ampio raggio, ciò nonostante  coloro che vi hanno partecipato la considerino un’opportunità di crescita  personale e del gruppo di lavoro a cui appartengono. Questa indagine si è dedicata in particolari ai dipendenti di diciassette imprese:  Coca-Cola Italia, Enel, Eni, Falck, Italgas, Poste  italiane, Snam….per citarne alcune.  Sono 2831 i dipendenti interpellati, di  questi una metà circa hanno dichiarato di aver avuto esperienze di volontariato. Ecco alcuni risultati più in dettaglio: il 52% afferma di aver partecipato 1 sola volta, il 17% solo 2 volte, quote minori 4- 5 volte, mentre una   quota del 9% dichiara di aver fatto volontariato più di 6 volte. Nello specifico si tratta di persone già particolarmente  orientate al volontariato con esperienze pregresse e continuative. Quali sono le attività svolte dai lavoratori volontari? In gran parte attività pratiche come la preparazione di pacchi, raccolta di prodotti e servizio  pasti,  attività di formazione e consulenza. Gli enti con cui i volontari dipendenti hanno collaborato si occupano in prevalenza di ambiente, famiglie in difficoltà, poveri, persone disabili…

Perché  le aziende  favoriscono queste esperienze? Dalla indagine emergono due motivazioni: una  verso  l’esterno rivolta al miglioramento della reputazione aziendale, alla costruzione di migliori relazioni con le comunità locali e la creazione di valore sociale. La seconda  interna,  volta a rafforzare lo spirito di squadra, a sviluppare il senso di responsabilità sociale e creare una sintonia valoriale con l’azienda,  e una condivisione di esperienze con i colleghi che va oltre l’attività lavorativa cosicché  anche in azienda si possa  vivere uno spirito di amicizia. Quali sono le frontiere da percorrere e da esplorare nel rapporto tra impresa, lavoratori e Terzo Settore?

 

La riforma del Terzo Settore ha rilanciato la coprogettazione  e co-programmazione con gli enti locali. Perché non applicare le medesime modalità nel rapporto  con imprese e lavoratori? Dall’indagine si evince che molti vorrebbero approfondire  il progetto a cui partecipano seppur non con continuità, incontrare i beneficiari, capire  l’impatto sociale che genera,  sapere tutto dell’associazione. Ci pare una frontiera da percorrere. Concludo con la dichiarazione di Enrico Falk presidente di Fondazione Sodalitas: ”Il Volontariato d’Impresa è evoluto in pochi anni da semplice ‘nice to have’ a elemento portante dell’impegno aziendale per la generazione di valore sociale. Crediamo che oggi i tempi siano maturi per un ulteriore e importante salto di qualità. Il Volontariato d’Impresa può assumere infatti un ruolo centrale nel contribuire ad attuare compiutamente il modello della cosiddetta ‘Stakeholder Economy’. Sempre più imprese considerano l’attenzione alla comunità non più una questione di filantropia e generico impegno sociale, ma un elemento fondamentale della propria strategia di sviluppo e far crescere il Volontariato d’Impresa rappresenta un tassello importante di questa sfida”.

 

 

Webinar ANLA: 22 aprile, incontro con il prof. Giorgio Fiorentini

Giovedì 22 aprile alle ore 18 terzo appuntamento del webinar ANLA “Generazione pandemia. Una storia da scrivere”: interverrà il prof. Giorgio Fiorentini, professore in management delle imprese sociali (non profit e profit) – università Bocconi, docente Senior dell’Area Pubblica Amministrazione, Sanità e Non Profit. In questa intervista il professor Fiorentini tocca alcuni temi che approfondirà nel webinar ANLA, fra cui  l’impresa sociale, il volontariato e il Terzo Settore in epoca pandemica. Per partecipare all’incontro scrivere a newsletter @ anla.it

Giornata internazionale del volontariato

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Nel dicembre 1985 le Nazioni Unite instituirono la giornata internazionale del volontariato, il 5 dicembre di ogni anno è festeggiata nel mondo. Non  ripropongo dati noti a tutti noi: il numero dei volontari, la distribuzione nelle regioni o per fasce di età,  i settori di impegno. La fotografia è ben definita grazie al monitoraggio di Istat. Vorrei piuttosto proporvi una breve riflessione sul tempo che stiamo vivendo e sul dono che i volontari  offriranno, se vorranno,  al post pandemia, al futuro già presente tra noi.

Come viene definito il volontario? Già Luciano Tavazza nel secolo scorso ne diede una bella definizione,  ripresa successivamente nella Carta dei valori:  “Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni”.

Volontari ANLA Bologna

Volontari ANLA Bologna

Il futuro del terzo settore è affidato ai volontari, a quel deposito straordinario di valori, esperienze, sentimenti, idee che vi albergano  e che rammentano a tutto il terzo settore ( spesso travolto anch’esso da un linguaggio tecnico scientifico incomprensibile e astruso ai più) la sua missione, la sua vocazione primaria. I volontari sono esperti di umanità, tessitori di relazioni di fraternità: è il più che dà il volontariato,  e in generale il non profit,  giustapposto    alle altre dimensioni del vivere sociale strutturate   primariamente sullo   “scambio degli equivalenti”. Lo abbiamo riscoperto in questo anno terribile. Una società come vive se incardina le relazioni  unicamente sulla ricerca dell’interesse individuale e sulla competizione? Come può vivere senza fiducia e reciprocità, su quella fitta trama generativa di relazioni basate  sul dare-ricevere-ricambiare? Come può immaginarsi più inclusiva, saggia, resiliente  se non  potenzia il patrimonio     di beni comuni disponibili a contrastare le disuguaglianze e promuovere la dignità di tutti ?

Sì, I volontari sono “appassionati della vita” tanto da metterla a rischio, coltivano  una speranza non declamata e retorica. La loro è una  speranza che si nutre  dell’ incertezza, compresa nei  volti fragili che incontrano, si pongono  di fronte  al futuro-presente già nelle opere che intraprendono, sono resilienti, attrezzati all’imprevisto. Coltivano dono e gratuità non per un altruismo dovuto oggi tanto   “sciccoso”: hanno scoperto da tempo  che dono e gratuità sono la chiave di una vita più felice, per sé e  per coloro che incontrano sulla strada.

Il volontariato non si ferma

(di Tiziana Marchetti). Sono Tiziana, come già sapete faccio parte di un gruppo di volontari, che coordino e che si occupa del trasporto dei dializzati. Si tratta di persone sofferenti, che assolutamente non possono rimanere a casa e per forza devono sottoporsi al trattamento in media tre volte alla settimana, pena la vita. Si sa questo è un momento difficile, c’è un’epidemia in atto, le persone sono allarmate, c’è un’immensa paura del contagio e ci si chiede se bisogna rimanere a casa, oppure stare al fianco degli ammalati che trasportiamo durante tutta la settimana, persone non autonome, persone di una certa età, a volte anche sole. La scelta non è facile, continuare comporta rischi, ma ci si mette anche una mano sul cuore, pensando che il servizio sanitario è al collasso, che medici, infermieri, operatori sono stanchi, esausti, stanno facendo tutti la loro parte e si sa che hanno bisogno di aiuto e allora???…. si continua, cercando di avere una maggiore attenzione, di seguire le regole: mascherine, guanti e poi noi non siamo soli, collaboriamo con l’Ausl e la centrale operativa del 118, che sono a nostra disposizione per mezzi cautelativi e consigli.

ANLA, volontari a Bologna

ANLA, volontari a Bologna

Mai, come in questo periodo mi sono sentita utile, cerco anche di trasmettere sicurezza agli altri volontari, ma, perdurando questa epidemia, il clima non è sereno e nelle varie incertezze ci sono anche le paure dei familiari, che sono preoccupati e sconsigliano vivamente i volontari di continuare il servizio.

Andando avanti la realtà di un probabile contagio prende sempre più forma, ma davanti ai miei occhi ci sono quegli ammalati che trasportiamo quotidianamente e non posso, non me la sento di abbandonarli, so che il tempo da noi dedicato a loro, per una struttura sanitaria, sarebbe un grosso ulteriore problema, probabilmente ingestibile in questo periodo. Quindi con coraggio si va avanti, sopperendo anche a quei turni, per i quali  alcuni volontari hanno deciso di non prestare più il servizio.

Il nostro gruppo è formato per lo più da persone grandi di età, persone maggiormente sottoposte al contagio con grossi rischi di guarigione, ma il mio amico Gabriele, 90 anni, mi insegna, questa la sua risposta ad una mia telefonata: “ Cara Tiziana mi spieghi perché non vuoi che faccia il servizio? Sei molto gentile, ma io ho preso un impegno e lo porterò a termine, io voglio fare il mio servizio”. Ecco di fronte a tanta grandezza d’animo, tutti i dubbi se ne vanno e si continua domani, dopodomani e poi……andrà tutto bene.

p.s. Tengo a precisare che il trasporto dei dializzati in questo momento è volontariato autorizzato per mancanza di personale e mezzi nelle strutture ospedaliere. È una situazione difficile anche per i volontari che cominciano ad avere incertezze se continuare o meno il servizio per paura del contagio, ebbene in tutto questo una luce: una persona che non conoscevo mi ha telefonato dicendomi che si rendeva conto del disagio e si candidava come aspirante volontario. Da oggi ha iniziato ad aiutarci. La Divina Provvidenza?

ANLA a Uno Mattina

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca è intervenuto questa mattina a Uno Mattina, il popolare e seguitissimo contenitore del mattino di Rai1, per parlare della nostra Associazione.

ANLA ospite di Uno MattinaANLA ospite di Uno Mattina

ANLA ospite di Uno Mattina

Il presidente Patriarca, ricordando il duplice tema del mandato associativo, imprese socialmente responsabili e volontariato, ha presentato la nostra Associazione e ha invitato ad avere tutti un pensiero e una particolare attenzione verso gli anziani in questo periodo così delicato e complesso dal punto di vista sanitario ed emotivo. Hanno accompagnato il presidente Patriarca due volontari ANLA dell’Emilia Romagna: il presidente regionale Tiziana Marchetti e Adriano Ghelfi.
Chi desiderasse rivedere la trasmissione può farlo raggiungendo il sito web di Uno Mattina su Rai Play, accessibile previa registrazione al sito Rai, scegliendo la puntata del 25 febbraio e spostandosi all’orario delle 08.50 (-32.56 minuti alla fine del video).

Volontariato: non solo organizzazione ma anche movimento di popolo

In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato che si celebra oggi 5 dicembre, ecco la dichiarazione del presidente nazionale di ANLA – Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, sen. Edoardo Patriarca: “Il volontariato non è solo organizzazione, è movimento di popolo. Sono più di sei milioni i volontari presenti in Italia, sono una vera e propria dorsale strategica a servizio del bene comune: nessuno li ha scelti o li ha cresciuti con questo scopo, sono tutti spinti dal proprio cuore e dal proprio desiderio di essere utili agli altri, alla collettività. Sono la forza buona dell’organismo sociale che è la nostra vita di comunità nella quotidianità, sono la concretezza del far bene il bene, ecco perché l’attività volontaria va sostenuta ovunque si manifesti, accogliendo anche forme e modalità nuove più vicine al tempo che viviamo, soprattutto più vicine ai giovani. Questo perché se le sfide sono quelle di sempre, cambiano grazie all’inventiva e al cuore dei volontari la modalità di risposta, perché di fronte all’attualità e all’urgenza dei problemi i volontari sono abituati a lanciare il cuore oltre l’ostacolo elaborando risposte concrete sempre nuove e sempre efficaci.

Logo ANLA

Logo ANLA

Il volontariato è testimonianza dei valori della gratuità e del dono come virtù civili e non va visto solo come gratuità del tempo dato: il volontariato è qualcosa di più, al tempo stesso concreto per la necessità di risolvere problemi e astratto per la capacità di elaborare nuovo pensiero: è un modo e uno stile di  pensare la propria vita, che si ribella ad una visione meramente economicistica della società che purtroppo è anticamera di esclusione e di isolamento dei più deboli. Il volontariato è inclusione, è condivisione, è una proposta che vale per tutti, anche per i soggetti economici. Dialogando con i volontari in giro per l’Italia, una volta un giovane mi rispose di essere, in quanto volontario, un egoista: questo perché chi fa il bene ad altri fa contemporaneamente e in primo luogo bene a se stesso, perché il volontariato fa star bene sia chi riceve aiuto sia chi lo dona. Ciò che caratterizza il volontariato è l’impegno a costruire relazioni di amicizia e fraternità: i volontari non sono semplici erogatori di servizi, essi tessono e ritessono legami nelle comunità, sono esperti di umanità, sanno stare sulla strada, ascoltare e mettersi in gioco là dove è necessario, aprendo nuove vie, producendo innovazione sociale, generando nuove azioni di solidarietà. I volontari sono capaci di fare politica nel senso di polis, comunità, cittadinanza, dando voce a coloro che non ce  l’hanno, proponendosi soggetto politico a tutto tondo, individuando soluzioni e azioni concrete da proporre agli amministratori pubblici e a tutta la comunità. I volontari non sono solo “barellieri” delle emergenza, sono la risposta migliore che la società esprime ai virus autodistruttivi che sempre più spesso la minacciano.

La dignità di un popolo è la vita di coloro che devono conquistarsi ogni cosa ogni giorno

In occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità che oggi 3 dicembre si celebra in tutto il mondo, ecco la dichiarazione del presidente ANLA sen. Edoardo Patriarca:

“Giornate come questa che stiamo vivendo fanno bene alla democrazia e alla società perché se la forza di una catena si misura dalla consistenza dell’anello più debole, per capire il nostro grado di umanità, cioè fino a che punto possiamo dirci donne e uomini del nostro tempo, dobbiamo guardare a come le persone con disabilità sono inserite e innervano il nostro tessuto sociale.

La loro qualità della vita è la misura del nostro essere persone umane perché la dignità di un popolo non è il potere di acquisto o il tenore di vita della maggioranza ma è la vita di coloro che devono conquistarsi ogni cosa ogni giorno. Dobbiamo riportare al centro della nostra società le persone con disabilità non per la loro debolezza ma per l’essere loro costruttori di vita al pari di chiunque. Sono grato a Papa Francesco per averci ancora una volta ricordato che la dignità di ognuno di noi non dipende dal funzionamento dei cinque sensi e in particolare per aver ricordato gli “esiliati nascosti” che vivono all’interno delle nostre case e delle nostre famiglie e il pensiero del Santo Padre va ai tanti anziani non autosufficienti e che vengono considerati un peso.

Come Associazione Nazionale Lavoratori Anziani siamo in tutta Italia impegnati ogni giorno per la costruzione di una società che possa includere e non escludere e per creare comunità e dialogo fra le generazioni perché siamo convinti che nello stare insieme i giovani imparano dai più anziani e i più anziani possono ritrovare la speranza. Chiediamo che la odierna Giornata mondiale delle persone con disabilità non sia una vuota ricorrenza ma consenta una maggiore consapevolezza nel riconoscere i diritti spesso negati a queste persone non già nell’astratto ma nella vita di tutti i giorni.

Come presidente ANLA ribadisco l’impegno dell’Associazione a sostegno di persone e famiglie e la volontà di agire per sensibilizzare, a livello istituzionale, il legislatore su tematiche fondamentali come quella che oggi ricordiamo”.

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca

 

Un nuovo umanesimo per una vita in pienezza

Un nuovo umanesimo per una vita in pienezza: questo il titolo del Convegno del prossimo 16 maggio con cui abbiamo scelto di ricordare il settantesimo anniversario di fondazione di A.N.L.A. Ricordare, abbiamo scritto, non per celebrare ma per costruire il futuro e allora iniziamo dalla comprensione delle esigenze attuali delle persone alla luce del tempo che stiamo vivendo per una migliore e concreta azione positiva nella società.

Locandina del Convegno del 16 maggio al Senato

Locandina del Convegno del 16 maggio al Senato

Intervento del presidente Edoardo Patriarca

Nelle parole del presidente nazionale Anla sen. Edoardo Patriarca, un saluto a tutte le donne nella Festa odierna e una riflessione sulla presenza di Anla nel welfare aziendale a conclusione di un’intensa due-giorni di lavoro a Pordenone. Grazie a Corrado Cordenons (presidente dei Seniores del Lavoro Electrolux) e a Adriana Maglica (presidente regionale Anla FVG, presidente del Gruppo Anziani Fincantieri e vice presidente nazionale vicario di Anla), ai presidenti del Gruppi Anziani del Friuli Venezia Giulia e a tutti i tesserati Anla di questa bella regione.