I Seniores alla riscossa

 Mario Ubbiali Presidente Provinciale A.N.L.A. che consegna omaggio al Fiduciario uscente Mondazzi Loris

Mario Ubbiali Presidente Provinciale A.N.L.A. con il Fiduciario uscente Mondazzi Loris

Mi si perdoni il titolo che evoca i ricordi avventurosi dei libri di Salgari. Nessun tigrotto di Mompracem nessun Sandokan, ma noi i “Seniores d’Azienda”, molti dei quali, mi si consenta, hanno provato gli stenti del dopoguerra, hanno fatto grande l’industria e l’artigianato italiano e ora si trovano o in pensione o in procinto di esserlo. Chi si fosse trovato in Città alta o in quel di Sotto il Monte il 18 e 19 ottobre scorso avrà notato gruppi di “giovani” della terza e quarta età con tanto di macchina fotografica e videocamera al seguito di appassionati ciceroni. Non erano i soliti visitatori che affollano le due località, ma i delegati convenuti a Bergamo da tutta Italia per il Convegno Nazionale ANLA Seniores. Una invasione pacifica che la nostra Città ha ospitato con simpatia. Una splendida giornata ha dato il benvenuto risaltando in una cornice d’oro le bellezze di Bergamo e dintorni dando il meglio di sé e impressionando quegli insoliti turisti predisponendoli al convegno che si è tenuto presso l’auditorio del Seminario vescovile Giovanni XXIII. Sul palco con Antonio Zappi, presidente del Direttivo Nazionale ANLA, si sono alternati sul tema “il ruolo degli anziani nella società odierna, peso o risorsa?”, portando il loro autorevole contributo: Giuseppe Roma (presidente del Censis), Mario Mazzoleni (imprenditore bergamasco), Paolo Campiglia (presidente della Fondazione Esperienza), Stefano Paleari (rettore magnifico dell’Università di Bergamo), Edoardo Bonicelli (scienziato di fama mondiale), si è scoperto o perlomeno si è avuta la conferma che noi, ora seniores, continuiamo ad essere una risorsa per il nostro Paese e non solo relegati al ruolo di babysitter, ma in vari campi: dal volontariato ad educatori delle nuove generazioni che si affacciano sul mondo del lavoro. Eureka! Finalmente si sono accorti che non siamo un peso per la società. Lasciatemelo dire: “si è scoperta l’acqua calda” dopo anni che da ogni parte si sono affannati a inculcarci l’idea di essere dei pesi morti da collocare fra i rifiuti, è una soddisfazione che ci ripaga di decenni di amarezze. Una vittoria di ANLA, ma cos’è questa semisconosciuta associazione? Quali sono i suoi scopi? Un altro di quei carrozzoni che opprimono la società? Allora conosciamola un poco. Fino a qualche tempo fa era l’acronimo di Associazione Nazionale Lavoratori Anziani di Azienda. Sua data di nascita è il 1949 in pieno periodo di ricostruzione postbellica quando il Bel Paese era tutto un cantiere. A Milano si stava costruendo con le macerie quello che ora è conosciuto come “Monte Stella” un luogo di svago, una oasi di verde. ANLA una brillante sessantaquattrenne che ha fra i suoi fini statutari la valorizzazione dell’anziano d’azienda quale portatore e trasmettitore di quei valori risorti dopo la lunga parentesi dolorosa e tragica del secondo conflitto, facendo da ponte fra le vecchie e nuove generazioni. E allora armiamoci di volontà. Risvegliamo chi si è ritirato in se stesso convinto di essere inutile. Finiamola di piangerci addosso. A Bergamo ANLA riunisce dieci gruppi aziendali attivi sul territorio orobico, fra questi anche Alatel Seniores Telecom Sezione di Bergamo, facente parte di un sodalizio che a livello nazionale conta più di trentamila soci di cui tremila in Lombardia e 300 a Bergamo e non siamo come i prodi di Leonida che furon sì forti, ma allora son tutti morti; noi siamo ben vivi. Se ne è data una dimostrazione nella tradizionale festa degli auguri svoltasi presso il Teatro “l’Ottagono” dell’Oratorio S. Paolo, fra i canti popolari del musicologo Luciano Ravasio e i suoi figli, uno dei quali si è cimentato, con successo, deliziando il pubblico con un brano dal Don Giovanni di Mozart con una notevole voce baritonale; le poesie dei poeti Gianni Pisoni e Daniele Trabucco; le fotografie artistiche del concorso fotografico e le estrazioni della lotteria promozionale. Il Fiduciario, a conclusione dei suoi tre mandati, ha ripreso, nella sua relazione sulle varie attività svolte nel decennio, gli argomenti dibattuti nel Convegno rammaricandosi della scarsa partecipazione dei bergamaschi, ma spronando i soci e socie a una più incisiva partecipazione alle iniziative dell’associazione. Ha poi annunciato ufficialmente di aver terminato il suo impegno passando la “stecca” al nuovo fiduciario Alberto Zecchini, giovanotto sessantenne con il piglio e la generosità della “penna nera”, assicurando comunque la sua collaborazione come Consigliere regionale Alatel. A dare lustro alla riunione, volutamente familiare, la presenza di vari ospiti rappresentanti di associazioni che fanno onore alla nostra provincia: Il “Circolo Artistico Bergamasco” con la presenza del suo presidente Cesare Morali; “ANLA Seniores Comitato provinciale di Bergamo” rappresentata dal presidente M.d.L Mario Ubbiali che ha indirizzato al Fiduciario e al Sodalizio parole di elogio e augurio con il proposito di sviluppare e incentivare la presenza di altri gruppi aziendali, e il vice presidente M.d.L. Emilio Betelli; l’ “AVIS comunale” con il presidente Roberto Guerini; Arnaldo Manenti in rappresentanza del presidente Gianni Cortesi del Gruppo Antonio Meucci impegnato nella “Mostra itinerante del Telefono” che si propone di far conoscere e diffondere la storia di questo supporto decisivo per lo sviluppo della società moderna (gruppo sorto per volontà di ex dipendenti telefonici tutti seniores Alatel); infine la rappresentanza più numerosa: “Il Ducato di Piazza Pontida” con la Signora Primarosa Cadonati, consorte del Duca Lìber Prim, assente per impegni inderogabili, Emanuele Gambarini prestigioso componente del Senato ducale, lo stesso Luciano Ravasio, Loris Mondazzi, Daniele Trabucco, Cesare Morali, Gianni Pisoni. Con simpatia e spirito di appartenenza Mondazzi si è detto orgoglioso di far parte dei due sodalizi, nonostante fosse etichettato, nel passato, ma anche nel presente, come “ol Terù de Cesena”. La festa iniziata con il “baghèt” si è conclusa con lo stesso strumento suonato magistralmente dall’amico Francesco Zani che ha voluto essere dell’allegra brigata con le melodie natalizie e con uno struggente inno natalizio diffuso dalla maestria musicale del complesso di Luciano Ravasio.  Come ogni festa che si rispetti tutto è finito in gloria: un rinfresco con i fiocchi e controfiocchi (preparato dalle sempre presenti e collaborative Signore: Gabriella Trabucco, Elda Pisoni, Iole Rossi) al quale ha messo il punto fermo una levata di calici per un brindisi alle fortune e speranze per il nuovo anno.

Cav. Ducale Loris Mondazzi

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