Febbraio nel calendario Barbanera

NELL’ORTO E NEL GIARDINO CON LA LUNA

NELL’ORTO

Contando sulla clemenza del tempo, semi e attrezzi alla mano, si entra nel periodo più intenso dell’anno. È questo infatti il momento in cui riprendono a pieno ritmo le semine, da effettuare, ovviamente. seguendo la Luna. Ci vuole la fase crescente per ceci, rucola, zafferano, piselli (al nord), per seminare in semenzaio i peperoni e mettere a dimora le zampe di asparago. In calante è invece il tempo giusto per la semina in semenzaio di basilico, bietola da coste, cipolla bianca, erba cipollina, lattuga, prezzemolo, ravanello, sedano. All’aperto invece bietola da orto, le varietà precoci di carote, cavolo cappuccio primaverile-estivo, rape e spinaci. Se non già fatto, si possono ancora piantare i bulbilli di aglio e il topinambur. Rincalzare i piselli seminati in autunno.

NEL GIARDINO

Mani nella terra pure in giardino! Dove molto c’è da fare in vista della bela stagione. Con la Luna crescente propagare per talea begonie, dalie e viti americane e posizionarle in substrato di sabbia e terriccio. Mettere a dimora forsizia, cotogno giapponese, clematide e rose. Tra i rampicanti piantare convolvolo e pisello odoroso, proteggendo il terreno con della pacciamatura per evitare che le gelate danneggino le radici. Seminare viola e violacciocca in vaso e pelargoni in semenzaio. Potare a febbraio le rose in crescente per averle a gambo lungo, altrimenti in calante. Sempre in Luna calante potare e cimare – ovvero ridurre la cima – le siepi delle specie spoglianti, gli arbusti a fioritura autunnale e quelli che hanno già perso i frutti. Iniziare a potare anche le ortensie e le erbe aromatiche.

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

I fiori dell’ombra!

È in generale vero che le piante amano il sole, ma anche un angolo esposto a nord e con molta ombra può fiorire e regalarci grandi soddisfazioni. Ad esempio le ortensie, le azalee, le peonie, sono tutte varietà che si adattano molto bene a ricevere poco sole. Senza poi dimenticare i piccoli ma coloratissimi impatiens da distribuire un po’ ovunque e che fioriscono per tutta la primavera e l’estate. Allo stesso tempo, pure un terrazzo molto assolato, dove in genere si hanno difficoltà, può accogliere piante quali la bouganvillea, l’oleandro, la passiflora, l’ibisco, il gelsomino, la bignonia, la plumbago e tutte le piante succulente. Assai resistenti anche le tipiche essenze mediterranee quali il rosmarino o la lavanda. Alla fine dell’inverno, quando è il momento di piantare, pensiamo quindi a loro.

BENESSERE CON LA NATURA

Diamo un’occhiata ai capelli. Capita d’inverno che l’umidità appiattisca, increspi, opacizzi la capigliatura. Per evitare lacche e gel si può provare con il decotto di rosmarino. Si prepara con un pugno di foglie essiccate in una tazza d’acqua fredda. Si fa bollire per 10 minuti, si toglie dal fuoco e si lascia riposare fino a che non raggiunga temperatura ambiente. Una volta filtrato e messo in un diffusore, si rivelerà un ottimo fissante naturale. Se invece siamo in partenza per un weekend sulla neve, attenzione al sole: in inverno picchia più forte, per cui si dovranno usare fattori di protezione doppi rispetto a quelli per il mare d’estate. Se poi ci si espone per tutta la giornata, scegliere creme idratanti di lunga durata che proteggeranno dal vento e dall’aria secca che aggrediscono la pelle. Utilizzarle anche nelle giornate con foschia, nuvole e nebbia, in quanto le goccioline d’acqua sospese riflettono i raggi solari. Labbra, naso e orecchie, più sensibili, vanno protette con creme oleose e stick con filtro potente e arricchito di vitamine. La sera si dovranno infine trattare viso e corpo con doposole o crema idratante con vitamina E.

DICE IL PROVERBIO…

Tra risa e tavolate

Carnevale, buon compagno, venga pur tre volte l’anno. Un proverbio che non lascia dubbi sul diffuso apprezzamento che accompagna questo periodo, a dir poco il più chiassoso e divertente dell’anno. Oltre a balli e feste mascherate, un tempo infatti nel periodo carnascialesco si dava fondo alle scorte invernali di cibi grassi, soprattutto maiale, prima dell’arrivo della Quaresima che avrebbe portato digiuni e astinenze. Si festeggiava anche con il “mangiar di grasso”. E questo spiega l’augurio contenuto nel proverbio che al tempo stesso riconferma l’aspirazione dell’uomo alla felicità. Così, una volta l’anno, dietro ad una maschera, nell’ebrezza di un girotondo e di un piatto fumante s’alleggerivano gli impegni della quotidianità.

ASTRONOMIA

Le stelle d’inverno

Anche il cielo ha le sue stagioni, fatte di stellee e costellazioni diverse. Tra le stelle, quelle che appaiono rosse all’osservazione sono talvolta piccole e deboli, talaltra gigantesche e vengono dette supergiganti rosse proprio perché le loro dimensioni sfuggono alla nostra intuizione. Per esempio, Betelgeuse, visibile in Orione, tipica costellazione invernale, ha un diametro stimato di oltre 400 milioni di chilometri, ma sarebbe poi circondata da un guscio di gas troppo tenue per poter essere considerato come un’atmosfera della stella, esteso per miliardi di chilometri. In ogni caso, se Betelgeuse venisse posta a sostituire il sole, tutti i pianeti fino a Marte e anche molti pianetini sarebbero assorbiti dentro al volume di questa stella mostruosa, e anche la Terra finirebbe di esistere.

Hanno detto…

Ho incontrato per strada un uomo molto povero ed innamorato, portava un vecchio cappello ed un cappotto strappato. L’acqua gli entrava nelle scarpe e le stelle nell’animo.