Giugno nell’Almanacco Barbanera

Nell’ORTO

Oltre alle annaffiature che la stagione comincia a chiedere con frequenza, ci sono poi semine e trapianti favoriti dalla Luna crescente. A cominciare dalla semina in semenzaio all’aperto del cavolfiore, e in piena terra quella di cardi, fagioli, fagiolini e rucola. Inoltre è il momento di trapiantare all’aperto il cavolo cappuccio estivo-autunnale, le melanzane, il melone, i peperoni, i peperoncini, i pomodori tardivi e il sedano. Raccogliere le fave e le aromatiche per il consumo fresco. Innestare il noce, cominciare a raccogliere albicocche, ciliegie, lamponi, mirtilli, ribes, susine. Arriva poi la Luna calante ed eccoci a seminare in semenzaio all’aperto bietola da coste, radicchio di Chioggia precoce, porro, prezzemolo, scarola e sedano. Mettere a dimora all’aperto finocchio precoce. Continuare nel frutteto la potatura verde su drupacee, pomacee, vite e olivo. Eliminare i polloni su castagno. 

NEL GIARDINO

Tra profumi e fioriture d’ogni tipo, pronti con la Luna crescente a seminare all’aperto campanule, garofani, malva, primule, violacciocca. Il momento è anche buono per riprodurre le specie legnose, quindi i cespugli, tramite talea, margotta e propaggine. Dove il prato è danneggiato, trapiantarlo con tappeto erboso in rotoli. È ancora possibile mettere a dimora o trapiantare il geranio. In calante invece è il momento di estrarre dal terreno i bulbi di tulipano e narciso che hanno fiorito, spazzolandoli leggermente e riponendoli in luogo buio e fresco. Ripulire le aiuole dalle erbe infestanti e distribuire pacciamatura di corteccia di pino. Cimare i ricacci delle siepi per mantenere la forma.

 

Ogni ramo al suo posto

“Giugno la forbice in pugno”. Un noto e celebre proverbio, di quelli che un tempo giungevano a scandire i lavori nelle campagne. Ecco allora che con la Luna calante si può procedere alla potatura verde dei fruttiferi e di molte altre piante. In questa stagione gli arbusti hanno reagito al taglio invernale emettendo vegetazione e adesso è tempo di correggere i rami cresciuti troppo e quelli cresciuti nei punti sbagliati. I succhioni interni – rami nuovi molto vigorosi – sono da eliminare, mentre i rami di troppo, senza frutti, vanno accorciati. Questo tipo di potatura può essere fatta anche su molte piante ormai sfiorite, come il cotogno giapponese o la forsizia, e pure sulla vite eliminando i succhioni partendo dal basso.

BENESSERE CON LA NATURA

Cautela con il sole

Non ci sembrerà vero. Poter tornare in spiaggia o in piscina, comunque liberamente all’aperto. Anche se, lo sappiamo, il sole invecchia e le creme solari non fanno miracoli. Allora indossiamo sempre un cappello a larga tesa per salvare il viso ed evitiamo l’esposizione dalle 11 alle 15. Obbligatorio per i bimbi il cappellino. Preferiamo creme solari con filtro meccanico, specie per i più piccoli: si acquistano in farmacia. Ricordiamo infine che l’abbronzatura eccessiva oltre a non essere salutare non è nemmeno più di moda. Inoltre, per preparare la pelle al sole, eliminiamo le cellule morte facendo uno scrub al corpo. Mescoliamo in una ciotola 100 g di fondi di caffè, il succo di un limone, un cucchiaino di sale fino e passate il composto con un guanto di crine sulla pelle umida con movimenti circolari.

 

DICE IL PROVERBIO…

Santi del grano e degli astemi

Afferma un proverbio del Trentino Alto Adige diffuso almeno in tutta l’Italia centro settentrionale: “Per san Paolin gh’è gran ma manca ’l vin” che nella restante parte del territorio diventa: “Per san Paolino (22 giugno) c’è il grano e manca il vino; per san Frediano c’è il vino e manca il grano”. Questo perché il ciclo del grano e quello del vino sono sfasati di circa sei mesi: infatti quando si miete il grano, l’uva allega, cioè passa dallo stato di fiore a quello di frutto, mentre quando il grano viene seminato, il vino già riposa nella botte in attesa di essere consumato, di solito l’11 novembre in occasione della festa di san Martino, ma anche, come indica in questo caso il proverbio, il 18 novembre per san Frediano. Si dice, inoltre, che: “Per san Paolino, bisogna aver fatto il pagliaio e il pagliaino”, che si costruiscono appunto dopo la trebbiatura del grano. 

ASTRONOMIA

Visibile solo da Russia, Groenlandia e Canada settentrionale, il 10 giugno il cielo darà spettacolo in queste parti della Terra con un’eclissi anulare di Sole. A noi invece, come ogni anno, l’universo riserva un’altra performance, quella delle stelle cadenti di giugno. L’appuntamento è con le Arietidi e le Bootidi, sciami di meteore di cui le prime hanno il massimo della visibilità e dell’intensità intorno alla metà del mese, ma sono diluite nel corso di giugno: si vedono ad oriente poco prima dell’alba. Mentre le seconde si mostrano con efficacia verso la fine del mese. E come ben suggerisce il nome, sembrano provenire da Boote, la costellazione che comprende cinque o sei stelle piuttosto brillanti e in particolare la splendente stella rossa Arturo che risplende proprio in questi giorni in cielo

Hanno detto…

Vivere non è abbastanza… bisogna avere il sole, la libertà e un piccolo fiore.
Hans Christian Andersen

 

 

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