Il mese di dicembre nell’orto e nel giardino con Barbanera

Ricordiamo che nel numero 12/2018 di Esperienza, in distribuzione dalla metà del mese, sarà presente per tutti i nostri tesserati anche il calendario Lunario Barbanera 2019 per ANLA. La tradizione Barbanera, il calendario più famoso edito dal 1762, è patrimonio dell’umanità, “Memoria del mondo” dell’Unesco. 

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

Nell’ORTO

In questo mese di rigori anche per gli ortaggi, è la Luna calante a suggerire i primi lavori da a fare. Si dovrà quindi mettere mano al semenzaio per la semina della lattuga a cappuccio e anche del radicchio e della valerianella. In piena terra, aglio e cipolla. Concimare distribuendo letame o compost. Disinfettare i semenzai che andranno utilizzati per le semine. In crescente invece procedere alla semina in semenzaio di agretti e rucola. Proseguire la raccolta degli ortaggi resistenti al freddo come cavolo di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, radicchio, verza.

Nel GIARDINO 

Con il freddo e le gelate sempre più frequenti, effettuare in Luna calante dei piccoli fori sul tappeto erboso per favorire il drenaggio dell’acqua. Evitare inoltre di calpestare l’erba nelle giornate più gelide dell’inverno. Attendere invece la fase crescente per seminare in coltura protetta – piccoli tunnel o semplici coperture con teli di tessuto non tessuto – le piante annuali da fiore come begonia, garofano, salvia ornamentale. Procedere alla preparazione del terriccio per le semine mescolando 1/3 di torba, 1/3 di sabbia e 1/3 di terra del giardino.

Festosa Stella di Natale!

L’occhio non ingannerà. La regola prima è infatti sempre quella di scegliere piante sane dal fogliame rigoglioso e provviste di fiori con il bocciolo, che si trovano, di colore giallo, al centro della rossa “corolla” di brattee. Meglio inoltre non acquistare gli esemplari in esposizione all’esterno: quelle Stelle di Natale potrebbero infatti aver subito danni non ancora visibili causati da temperature troppo basse. In questo caso dopo qualche giorno inizierebbero a perdere le foglie. E per farla rifiorire da un anno all’altro? Quando dopo le feste le foglie cominciano a cadere, potarla lasciando rami di 8-10 cm. Per farla poi rifiorire da un anno all’altro, tenere la Stella nei mesi di ottobre e novembre 14 ore al giorno al buio. Qualunque interruzione renderà vano il processo.

BENESSERE CON LA NATURA

Tra una festa e l’altra!

Vero, verissimo. Nel cuore dell’inverno arriva il periodo più festoso dell’anno, quando un allegro scintillio scalda relazioni e atmosfere. E può accadere che tra una serata e l’altra ci si ritrovi con gli occhi e il viso stanco. Oltre a un salutare riposo, per illuminare il viso mescoliamo miele a succo di arancia, mentre per la pelle arrossata miele e polpa di papaia. Le maschere si tengono in posa per 15 minuti, poi si sciacquano con acqua tiepida. Quindi trattiamo la pelle ancora umida con un po’ di olio di avocado o argan o mandorle. Nel caso siano invece i capelli a chiedere attenzioni, per avere una bella chioma fluente massaggiamo – meglio nei giorni di Luna crescente – il cuoio capelluto con olio di oliva unito a olio essenziale di rosmarino per la forfora grassa, lavanda per la forfora secca, camomilla per la dermatite e cipresso contro la caduta. Poi si fa un impacco ai capelli: se secchi con olio di sesamo, se grassi con olio di riso. Dopo un’ora di posa lavare bene.

DICE IL PROVERBIO…

Natale con i tuoi!

“Natale viene una volta all’anno”, per cui è lecito festeggiarlo allegramente, darsi ai giochi e a lauti banchetti, in genere fra le pareti domestiche, tanto è vero che a Genova si dice: “A Natale mangiâ no fa mâ”. Così come, secondo un proverbio emiliano, “Nadèl sanza quatrén, Carnavèl sanza aptìt, Pasqua sanza divuzian, an fò mai gnint ed ban”, cioè Natale senza denari, Carnevale senza appetito, Pasqua senza devozione, si fanno male. Tant’è che: “Cusina magra no conosse sagra” si dice a Trieste. Un proverbio romano recita: “A Natale gran fame, a Pasqua coscienza pulita, a Pentecoste abbiti novi”. Poi ci sono il gioco e i divertimenti, un classico delle feste! “Chi non gioca per Natale, chi non balla a Carnevale, chi non beve a San Martino, è un amico malandrino”. E infine il celeberrimo: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, e anche “Carnevale in casa d’altri e Natale in casa tua”.

ASTRONOMIA

21 dicembre. Solstizio d’inverno o santa Lucia?

Lo si impara da bambini: “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”. Un errore? Il giorno più corto dell’anno è quello del Solstizio d’inverno, il 21 o 22 dicembre. Quindi non è più vero, seppur un tempo ha avuto la sua verità. Il proverbio risale in realtà a cinque secoli fa, cioè a prima della riforma del calendario di Papa Gregorio XIII, nel 1582. Prima di allora si era creata una sfasatura fra calendario civile e calendario solare che aveva portato il solstizio al 12 o 13 dicembre. Con il calendario gregoriano – il nostro di oggi – l’anticipo del calendario fu corretto, riportando il solstizio al 21 o 22. La festa della Santa però, ormai radicata, rimase, e con lei il proverbio tramandato fino ai nostri giorni.

Hanno detto… Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione. (Giuseppe Ungaretti)