Includere, non escludere

La risposta del presidente nazionale di ANLA, Edoardo Patriarca, alla proposta di Beppe Grillo di togliere il diritto di voto agli anziani.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il dibattito è aperto. Prendiamo spunto dalle parole conclusive del post di Beppe Grillo intitolato “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?” per dire la nostra. Come sempre, ad ANLA non interessano sterili polemiche o rivendicazioni di privilegi ormai anacronistici: alla nostra Associazione, impegnata come è nel quotidiano ogni giorno per risolvere con il volontariato di tanti “over 65” ma anche “under 65” i problemi della gente, interessa dare il proprio contributo per continuare a contribuire alla costruzione del bene comune, concetto di cui si parla sempre meno ma di cui paradossalmente c’è sempre più bisogno.

“Solo al termine della II Guerra mondiale  è stato introdotto in Italia il suffragio universale che ha consentito il voto alle donne rendendo finalmente a tutti libertà di voto” afferma il presidente di ANLA Edoardo Patriarca “Ora la proposta di Grillo introduce il discorso di un voto per età o per generazioni. Anche se l’intento sembra essere nobile, restituire peso a generazioni a parer suo penalizzate dalla loro stessa esiguità numerica, il discorso di Grillo sottende una visione della realtà a parer nostro quanto meno errata. Innanzitutto il concetto di democrazia, che nell’accezione di Grillo è molto più vicino al suo originale significato ateniese – dove però poteva votare effettivamente solo una ristretta percentuale della popolazione – che al significato contemporaneo dove tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo decisionale ma soprattutto di pensiero alla cosa pubblica proprio perché interessa tutti e nella democrazia moderna chi ha un voto in più vince. In secondo luogo, la proposta di Grillo ripropone – e lo registriamo purtroppo con una certa delusione – lo stereotipo dell’anziano egoista e consumatore di risorse. Anche se come in ogni cosa non è possibile generalizzare, questa concezione dell’anziano è lontana come affermano le cifre”.

Scrive infatti Istat nel rapporto annuale 2018 – La situazione nel Paese: “Negli anni l’associazionismo ha visto crescere l’impegno, in particolare nei segmenti di popolazione generalmente meno attivi: i più giovani e, soprattutto, i più anziani. I livelli di partecipazione della generazione del millennio raggiungono quelli caratteristici delle classi di età centrali (16,0 per cento tra i 20 e i 24 anni). Ma è soprattutto dopo i 60 anni che è più evidente la differenza con le generazioni precedenti: è la generazione dell’impegno, che ha sostituito all’impegno politico forme di partecipazione meno ideologizzate e che, anche con l’avanzare dell’età, mantiene costantemente tassi di partecipazione più alti rispetto alle altre”. In un’altra rilevazione, del 2104, secondo Istat i volontari che operano nelle istituzioni non profit italiane sono per il 36,8 % over 55 e gli over 64 sono  il 14,8% del totale.

“ANLA è per costruire e quindi non si piega  a manovre comunicative elusive che possano distogliere l’attenzione dalla attuale fase politica e in particolare dalla Legge di Bilancio 2020 che seguiremo con attenzione perché le famiglie e il lavoro vengano opportunamente valorizzati e rilanciati” riprende il presidente Patriarca “ANLA mentre sottolinea che il suffragio universale non è in discussione, riporta al centro dell’attenzione il dialogo intergenerazionale che deve essere salvaguardato e potenziato attraverso nuove forme di dialogo e di mutua collaborazione perché è nell’interazione fra le generazioni che può essere realizzata la concordia sociale e si possono creare occasioni di progresso. Diventare anziani è un dono per sè stessi e per gli altri – pensiamo a quanto bene fanno i nonni e in genere i genitori anziani per il sostentamento economico di giovani figli ancora disoccupati  – e come società dobbiamo lavorare per includere tutti. Quello che manca sono spazi in cui questa nuova forma di vivere il sociale possa realizzarsi e ANLA è convinta che nel volontariato, spazio comune di incontro, si possa generare quella concordia civile che è necessaria per il bene del nostro Paese”.