La pianta di limone in vaso

(di Annalisa Gatti) Fa parte della famiglia delle Rutaceae, è una pianta sempreverde ed è originaria dell’India e dell’Indocina. Il nome “limone” deriva dal malese “lemo”. In India, il frutto dell’albero di limone è chiamato “nimu”, e in Cina – “limung”. Probabilmente proviene da ibridazione tra Cedro e Lime; la pianta ha una durata massima di 45 anni e le varietà sono davvero innumerevoli.

Si differenzia dalle altre piante da frutto perché durante l’anno rifiorisce (la fioritura dura almeno due mesi) e produce più di un raccolto, la fruttificazione inizia 6-7 anni dopo la semina.
La pianta di limone ha bisogno di sole e deve essere collocata in terrazze e balconi esposti a sud e non ventilati. In inverno è bene proteggere la pianta dal freddo mettendola al riparo in un luogo coperto. Non fatela svernare in un luogo riscaldato. Per la coltivazione in vaso meglio sceglierne uno in terracotta che sia più profondo che largo. Dovrebbe avere la circonferenza e l’altezza doppie del pane di terra che avvolge le radici.

Il terreno ottimale deve essere di medio impasto, fertile, profondo, ben drenato poiché il limone non sopporta ristagni di acqua. Per le coltivazioni in vaso è consigliata terra specifica per agrumi. Le concimazioni vanno ripetute periodicamente da marzo a settembre. Il limone in vaso va potato solo se è necessario. Si eliminano i rami secchi, quelli rotti, quelli curvati in basso e quelli che hanno già fiorito e tutti quelli non fruttiferi che sottraggono energia alla pianta.

Se i limoni diventano neri e si seccano una delle possibili cause è l’eccesso di annaffiature, in quanto la pianta del limone predilige terreni umidi, ma non inzuppati d’acqua.

Il suo frutto lo utilizziamo in moltissimi modi. E’ un agrume con una ricca composizione chimica e un basso contenuto calorico: tanta vitamina C, vitamina B, abbondanza di antiossidanti, potassio, calcio e magnesio che ne fanno un prezioso alleato contro tanti problemi, da quelli digestivi (è astringente, battericida, disinfettante dell’apparato gastrointestinale) a quelli contro lo stress, infatti aiuta a rallentare la tensione nervosa, stimolando la produzione di serotonina; inoltre è efficace nel prevenire l’invecchiamento della pelle.

Spesso si fa distinzione tra i limoni gialli e limoni verdi: il limone verde è il prodotto della fioritura estiva della pianta, quelli con la buccia di colore giallo sono di solito più maturi e meno acidi di quelli più verdi o chiari.
La polpa è divisa in otto-dieci spicchi, generalmente è molto aspra e succosa. Il succo rappresenta fino al 50% del suo peso e contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico.
Normalmente la buccia, che può raggiungere il 40% del peso complessivo, è gialla ed è ricca di olii essenziali e può essere più o meno sottile oppure molto ruvida o liscia.  Anche la sua buccia grattugiata o tagliata a listarelle è usata per aromatizzare dolci e salse (è usata anche per fare canditi). Dai semi si estrae l’olio, e gli avanzi sono utilizzati nell’alimentazione animale. Le foglie giovani sono rossastre e poi da adulte diventano di un verde scuro sopra e più chiare sotto. I fiori possono essere solitari o in coppie e in condizioni climatiche favorevoli sono prodotti tutto l’anno; bianchi e violetti hanno un profumo avvolgente e delicato.

Le cocciniglie e il ragnetto rosso sono nemici della pianta in vaso, solitamente in terra la pianta ne è meno soggetta.

Curiosità: il Messico e l’India sono i leader nella raccolta dei limoni: da questi paesi proviene il 32% del raccolto mondiale. I romani, che già conoscevano i limoni (come dimostrano alcuni affreschi ritrovati a Pompei), li consideravano “un bene di lusso”. Nell’antica Grecia questo frutto era usato come antidoto contro i veleni e negli antichi manuali di medicina se ne riconosce da sempre l’efficacia contro infiammazioni e influenze. Si dice che l’imperatore romano Nerone fosse ossessionato dall’idea di essere avvelenato e che, per questo timore, facesse scorta di limoni. Durante uno dei tanti viaggi in  mare, James Cook portò con sé una grande quantità di limoni per prevenire lo scorbuto e nel 1795 fu emanato un decreto in Inghilterra, secondo il quale all’equipaggio delle navi veniva somministrata obbligatoriamente una porzione giornaliera di succo di limone. 

Secondo una ricerca condotta da un’azienda giapponese specializzata in fragranze, le persone che lavorano al computer fanno il 54% in meno di errori se l’ambiente in cui operano profuma di limone. Provare per credere.