Lagerstroemia

(di Annalisa Gatti)  In natura ci sono un gran numero di alberi dalle dimensioni contenute, che daranno al giardino ombra e profumo senza però occupare tutto lo spazio disponibile.

Uno di questi è la lagerstroemia (lillà delle indie); ha un nome davvero difficile ma è di facile coltivazione. Originario del sud-est asiatico, questo piccolo albero mi ha colpito perché i fiori sono ondulati, increspati, arricciati molto particolari, per questo è chiamato “Mirto crespo”. Sono fiori spettacolari e più la pianta è esposta al sole e più il colore dei suoi fiori sarà acceso; sono mazzetti, larghi qualche centimetro, hanno sei petali e in base alla varietà della pianta sono: rosso porpora, fuxia, rosa chiaro, bianco, viola, (la varietà Dynamite si distingue da tutte per un colore rosso carminio, con pannocchie compatte, lunghe anche fino a 15/20 cm, coloratissima, la pianta elegante e raffinata è adatta a vaso, giardino e patio). La lagerstroemia fiorisce da luglio a settembre. Può raggiungere un’altezza di circa 10m. ma solitamente nei piccoli giardini viene coltivata la Lagerstroemia nana di dimensioni più contenute, circa 50/90 cm di altezza a forma di cespuglio.

Sono piante molto rustiche, quasi tutte sono resistenti al freddo e sopportano senza alcun problema il caldo estivo e l’inquinamento ambientale. Per crescere belle e forti devono ricevere almeno 6/8 ore di luce. Hanno un fusto molto liscio, color grigio marrone, foglie alternate di un bel verde scuro che appena nate e prima di cadere sono rosse. Durante l’autunno e l’inverno nelle piante adulte la corteccia si sfalda e regala un effetto molto particolare.

Per quanto riguarda le innaffiature, se gli esemplari sono adulti allora basta la pioggia naturale ma nelle piantine giovani è meglio innaffiare più spesso senza creare ristagni mantenendo il terreno umido e ben drenato, quest’ultimo dovrà essere ricco di humus, argilloso o calcareo.

Da aprile a giugno è bene interrare le nuove piantine: preparare il terreno con una vangatura profonda per togliere le erbacce e i sassi, e aggiungere terriccio da piantagione per migliorare il terreno. Sistemare quindi la pianta, riempire la buca, comprimere leggermente e annaffiare per compattare la terra. Distanziare un poco le piante e se la pianta crescerà ad alberello allora legarla ad un sostegno. Può anche restare in un vaso grande almeno il doppio del pane di terra intorno. Sul fondo posizionare argilla espansa per favorire il drenaggio.La potatura è da fare a fine inverno, meglio se dalla metà di febbraio, accorciando i rami dell’anno precedente, vanno tagliati a circa un terzo della loro altezza, eliminare anche quelli più esili che non producono fiori.

Non ha bisogno di essere concimata ma se si vuole aiutare la pianta nella fioritura si può somministrare concime granulare per piante fiorite. Non è soggetta a malattie particolari, in primavera però può essere attaccata da afidi e pidocchi e se invece si nota una pellicola bianca che ricopre i nuovi boccioli e le foglioline allora è lo oidio detto anche mal bianco, causato da funghi;  La cura ideale è lo zolfo che si trova in commercio sotto forma di granuli; basta spargere un po’ di prodotto miscelato ad acqua sulla pianta una volta a settimana, fino alla sparizione completa del fungo.

Curiosità: Il nome del genere deriva da quello di Magnus von Lagerstroem, svedese, direttore della famosa Compagnia delle Indie.

La prima Legerstroemia venne introdotta in Europa alla metà del 1700 e proveniva dalla Cina. Vengono utilizzate con buon successo per creare anche degli splendidi bonsai.

Si prestano bene perché crescono molto lentamente, gradiscono la coltivazione in contenitori e risulta piuttosto semplice rendere piccole le loro foglie. Su terrazze e balconi, si può creare una zona mediterranea abbinando le lagerstroemie con oleandri, agrumi, e olivo leccino.

In Italia, Antonio Grassi, un vivaista pistoiese, ha il merito di aver selezionato e brevettato quella che è forse la più bella Lagerstroemia a fiore rosa oggi esistente, chiamata semplicemente ‘Rosea Grassi’, ma bellissima è anche una sua selezione bianca il ‘Bianco Grassi’ ancora in attesa di brevetto.

E’ una pianta molto amata dalle api per il polline e il nettare di cui si nutrono.