Letture estive VII parte

(di Annalisa Gatti)  Il 17 luglio scorso è stato il primo anniversario della scomparsa di Andrea Camilleri che ci ha lasciato all’età di 93 anni.

Scrivo perché è sempre meglio che scaricare casse al mercato centrale; Scrivo perché non so fare altro; Scrivo perché dopo posso dedicare i libri ai miei nipoti; Scrivo perché così mi ricordo di tutte le persone che ho amato; Scrivo perché mi piace raccontarmi storie; Scrivo perché mi piace raccontare storie; Scrivo perché alla fine posso prendermi la mia birra; Scrivo per restituire qualcosa di tutto quello che ho letto”.

Solo queste sue parole, proposte nella quarta del libro Come la penso,  fanno intuire la sua straordinaria umanità e intelligenza. Tutti noi abbiamo letto almeno un suo libro, anche solo per curiosità ma soprattutto abbiamo visto almeno una puntata della serie televisiva di grande successo: Il Commissario Montalbano trasmessa su Rai 1.  Scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e regista, ha venduto più di 10 milioni di copie e i suoi libri sono stati tradotti in almeno 120 lingue; non si può scrivere in poco spazio quanto sia stato importante il suo lavoro, raccontare del suo carattere, della sua carriera, delle sue numerose opere, si può soltanto invitare, chi non ha mai letto nulla di scritto da lui, a prendere in mano un suo libro, ad esempio La forma dell’acqua, che Camilleri diede alle stampe nel 1994. Questo è il primo romanzo poliziesco con protagonista il famoso commissario Salvo Montalbano, interpretato in TV dal bravissimo Luca Zingaretti. Uno dei personaggi più noti del giallo all’italiana è siciliano, amante della buona cucina, della lettura, delle donne e della propria terra, Salvo Montalbano ha un carattere sbrigativo, diretto e insofferente ai metodi tradizionali.

«”Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”».Un omicidio eccellente si svolge in terra di mafia, seguito da un altro, secondo lo svolgimento abituale della criminalità organizzata. Ha la forma dell’acqua, ovvero prende la forma del recipiente che lo contiene. Ne La forma dell’acqua i protagonisti sono Pino Catalano e Saro Montaperto, due geometri che, per necessità, svolgono il mestiere di munnizzari presso la Mànnara, zona di prostitute e malaffare. I due ritrovano il cadavere di un noto politico locale, l’ingegnere LuparelloLa forma dell’acqua è la metafora cheMontalbano utilizza per spiegare le intenzioni di chi ha ucciso Luparello e coinvolto la prostituta Ingrid Sjöstrom, tanto da farla diventare la principale indagata. La ragazza diverrà amica di Salvo e involontariamente suggerirà la soluzione dell’intricato caso. Montalbano, come il suo autore, è un personaggio che la gente sente vicino, un compagno di viaggio, un punto di riferimento, non può non fare simpatia. Partire dal principio, da La forma dell’acqua, per farne la conoscenza, è il modo migliore per poi non perdersi più nessuna delle sue indagini.

Arriviamo con un bel salto nel 2005; Camilleri consegna a Elvira Sellerio (anima e fondatrice della casa editrice omonima) un altro romanzo, con il commissario come protagonista. Titolo: Riccardino. Sarà l’ultimo romanzo della saga che ha come protagonista Montalbano.

«A ottant’anni volevo prevedere l’uscita di scena di Montalbano, mi è venuta l’idea e non me la sono fatta scappare. Quindi mi sono trovato a scrivere questo romanzo che rappresenta il capitolo finale; l’ultimo libro della serie. E l’ho mandato al mio editore dicendo di tenerlo in un cassetto e di pubblicarlo solo quando non ci sarò più».

Dopo 11 anni e altri 15 libri già usciti sulle indagini del commissario, Camilleri decide di riprendere in mano quel romanzo e di “sistemarlo”. In realtà solo la lingua (che nel frattempo si è evoluta) sarà cambiata. Ha raccontato inoltre in una sua intervista che: 

«La fine di Montalbano l’ho già scritta più di 13 anni fa. Recentemente l’ho rimaneggiata dal punto di vista stilistico, ma non del contenuto. Finirà Montalbano, quando finisco io, uscirà l’ultimo libro. Quello che posso dire è che non si tratta tanto di un romanzo, quanto di un metaromanzo dove il Commissario dialoga con me e anche con l’altro Montalbano, quello televisivo

Questa è stata una delle ultime dichiarazioni di Andrea Camilleri sul suo personaggio più celebre.

Il titolo è diverso da tutti gli altri come a voler sottolineare una fine, un cambiamento. Il commissario deve risolvere un nuovo caso. C’è stato un omicidio. La vittima è un giovane direttore di banca. Testimoni dell’esecuzione sono tre amici intimi del morto. I quattro hanno condiviso tutto, persino il non condivisibile della vita familiare. Il caso sembra facile e scontato ma il commissario è arrivato alla conclusione che nulla è, in quell’omicidio, ciò che appare. Il caso sarà risolto con una svolta insospettabile. Montalbano, come Personaggio del romanzo, ha dovuto sostenere un confronto impari con l’Attore che lo impersona in televisione, per non parlare dell’Autore ottantenne che sta scrivendo la storia e vorrebbe scriverla a modo suo, come romanzo. Montalbano vuole invece vivere la sua vita, in quanto vita. Lo scontro-incontro dei personaggi protagonisti, uno del romanzo, uno della Tv e l’autore stesso ha accenti pirandelliani.

La data di uscita, 16 luglio, non è stata scelta in modo casuale, ma è stata stabilita per onorare lo scrittore a un anno dalla sua scomparsa.