L’Italia riparte

(di Annalisa Gatti) Vorrei aggiungere che per ripartire l’Italia ha proprio bisogno di noi Italiani e del nostro essere bravi cittadini, quindi si fa un appello al nostro “senso civico”. Mi riferisco a quell’insieme di comportamenti e atteggiamenti che sono rivolti al rispetto degli altri e delle regole di vita in una comunità. Di conseguenza la prima cosa che dovremmo fare noi cittadini è quella di rispettare la legge e non di accomodarla a seconda delle nostre necessità. Per ignoranza o per la “logica del comodo” spesso ci facciamo le nostre leggi trovando mille attenuanti ai nostri comportamenti, diciamolo pure, maleducati e a volte disonesti.

Ad esempio: parcheggiamo in doppia fila, in sosta vietata, perché andiamo di fretta, perché non c’è alternativa, ci scusiamo dicendo: “tanto è solo un attimo”; leggiamo messaggi in macchina, addirittura scriviamo in macchina perché è urgente; passiamo con il semaforo rosso; dimentichiamo di chiedere lo scontrino nel negozio, per timidezza o per leggerezza; gettiamo il mozzicone di sigaretta per strada, perché non c’è un cestino nelle vicinanze; accettiamo a volte prestazioni professionali pagate in nero; siamo pigri con la nostra raccolta di rifiuti e non ci impegniamo nel suddividere tutti i prodotti; paghiamo in ritardo il condominio; facciamo rumore rientrando a casa la sera tardi o la mattina presto senza pensare che qualcuno potrebbe riposare; facciamo il nostro lavoro svogliatamente; lasciamo libero il cane incuranti del fatto che qualcuno potrebbe avere paura; giriamo lo sguardo se qualcuno ha bisogno di noi…. sarebbe troppo facile e anche deprimente continuare con questo elenco. Tutti conosciamo i comportamenti incivili. Sembrano piccole cose ma non lo sono.   Egoismo, avarizia, ipocrisia, quanto siamo deboli e fragili noi esseri umani.

Ama il tuo prossimo come te stesso. Gesù chiama l’uomo all’azione, ad agire nei confronti del fratello, a fare del bene. Pensiamo alle nostre relazioni e a come sarebbero diverse e migliori se tutti applicassimo queste parole: ama il prossimo tuo come te stesso. Roberto Benigni nel suo spettacolo I dieci Comandamenti dice: “Dobbiamo amare noi stessi, per diventare la misura dell’amore per gli altri. Non solo ognuno di noi ha il dovere di amare, ma ha il diritto di essere amato. Affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi.”

Ma chi è il mio prossimo? Chi devo amare come me stesso? Papa Francesco spiega che non dobbiamo giudicare gli altri per decidere chi è il mio prossimo e chi non lo è, dipende da noi essere o non essere prossimo. “Dipende da noi essere o non essere prossimo della persona che incontro e che ha bisogno di aiuto, anche se estranea o magari ostile“. E’ un invito a uscire dalla nostra tranquillità, e ci dice di farci “prossimo del fratello e della sorella che vedi in difficoltà”. Fare opere buone.  “Mi faccio prossimo o semplicemente passo accanto?” Questa è la domanda che ci pone il Vescovo di Roma.

Ma cosa c’entra il rispettare le leggi e il senso civico? In questi giorni dalla fine del lockdown appena leggo la prima pagina di un quotidiano qualsiasi mi rendo conto di quanto siamo lontani dalla capacità vera di amare senza condizioni. Oggi i titoli citavano un Ministro minacciato e sotto scorta; il presidente Trump che litigava con i social; un articolo, parlando del governo titolava: il valzer dei dispetti; ancora violenza sulle donne, spaccio, furti e altro, tanto altro e tutte notizie brutte. Possiamo sempre dire che noi non ci entriamo in queste vicende così tristi, che non rubiamo, non uccidiamo, che, in pratica, non facciamo nulla di male. E se questa fosse solo una scusa per cercare di vivere tranquilli? L’indifferenza ci aiuta e anche l’indolenza ci accompagna verso un grande egoismo.  Credo purtroppo che non ci siano leggi e tantomeno rispetto per gli altri, se prima di tutto nel nostro cuore manca l’amore.

L’Italia riparte. Piano piano ricominciamo a vivere la nostra giornata sentendoci più liberi, meno spaventati e meno soli. Quando le nostre strade erano vuote, quando i negozi erano chiusi, quando nell’aria c’era un silenzio pesante, tutti avevamo voglia di un abbraccio, tutti ci siamo sentiti soli, tanta era la voglia di socialità. Ci siamo preoccupati per i nostri genitori, per i nostri parenti lontani, per i medici, per gli infermieri, per i poveri senza tetto. Chi ha potuto ha fatto donazioni alla protezione Civile, alla Caritas, ad associazioni umanitarie, passava sottotraccia il continuo battibecco dei partiti politici, eravamo spaventati e volevamo aiutarci gli uni con gli altri.

Ora si riparte ma con quali propositi? Ci siamo già lasciati alle spalle il ricordo di questa terribile quarantena oppure questa esperienza ci sarà servita a qualcosa? I giornali e i telegiornali hanno ricominciato a darci le solite cattive notizie a cui siamo abituati e che ascoltiamo distrattamente nella maggioranza dei casi, per strada siamo tornati ad essere prepotenti, maleducati, egoisti. L’Italia riparte più povera e acciaccata di prima (e già non se la passava proprio bene), una ferita così profonda ha creato tante criticità diverse. Ci sarà ancora più povertà, ancora più disuguaglianza, ancora più rabbia e delusione da parte dei cittadini più esposti, più deboli.

Ci siamo commossi guardando le immagini delle infermiere, dei medici, dei volontari, ora possiamo fare qualcosa anche noi per gli altri, per il nostro vicino. Possiamo partire dall’amare la nostra terra, la nostra città, i nostri prodotti, i nostri vicini di casa. Possiamo cercare di preferire le vacanze italiane, il cibo italiano, possiamo ospitare qualcuno nella nostra casa al mare, qualcuno meno fortunato che non può permettersi una vacanza, possiamo fare una spesa solidale, possiamo essere meno arroganti in macchina, possiamo cercare di essere generosi e altruisti, per noi stessi e per chi ci vive intorno.L’Italia ha bisogno dei suoi cittadini, della loro generosità, della loro creatività, del loro altruismo, del loro saper amare. Dobbiamo insieme ricucire le tante ferite che si sono create, ognuno facendo la sua parte con le sue capacità. Basta con le polemiche, basta con gli insulti, basta con l’ arroganza; i politici è vero dovrebbero dare il buon esempio per primi ma anche tutti noi dobbiamo imparare a fidarci gli uni degli altri. Ama il tuo prossimo difficile ma non impossibile.