Luglio nel calendario Barbanera

NELL’ORTO E NEL GIARDINO CON LA LUNA

Nell’ORTO Se non è già stato fatto, seminare in Luna calante, in semenzaio all’aperto scarola, lattuga ed indivia riccia. Trapiantare il porro su un terreno ben inumidito. Legare i cespi di indivia per l’imbianchimento, rincalzarli a intervalli di tre settimane. Si rincalzano anche il cardo, il cavolo di Bruxelles, il fagiolo, il finocchio, la melanzana, il peperone, il pisello e il pomodoro. A fine estate fare talee di salvia e rosmarino da mettere a dimora a fine inverno. Trapiantare e seminare in serra lattughe e ortaggi da foglia. Seminare prezzemolo, carote e cipolle. In crescente invece trapiantare all’aperto il cavolo broccolo e cappuccio, porro, indivia, sedano, separare i cespi delle fragole e piantare il nuovo fragoleto. A settembre ultimare il trapianto delle fragole. Terminare la raccolta dei pomodori da destinare alla preparazione di conserve prima che arrivino le piogge autunnali.

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

In GIARDINO Pulire nei giorni di Luna calante le piante dai fiori esauriti, regolare le siepi, annaffiare almeno una volta alla settimana il tappeto erboso. In crescente collocare all’ombra le piante in vaso, raccogliere i fiori di salvia e lavanda da essiccare e conservare. Seminare il garofano dei poeti, le viole e le violacciocche. A settembre potare le siepi perché rigermoglino più in fretta e in inverno non soffrano del carico della neve che potrebbe giungere a deformarle.

 

Potatura verde

Con il mese di luglio giunge anche il momento di effettuare la potatura verde sulle piante da frutto, siano esse pomacee come il melo e il pero, o drupacee: ciliegio, pesco, susino e albicocco. Questo tipo di potatura, da effettuare con la Luna calante, consiste nel togliere i succhioni – ovvero nuovi rami isolati e verdi – interni alla chioma, facendo però attenzione a non esagerare per non esporre i frutti a scottature solari. Se ciò avvenisse è importante togliere i frutti scottati divenuti amari. Quanto alle drupacee, eliminare anche dal pesco i succhioni e cimare – cioè accorciare dalla cima – i rami troppo in alto. Nel ciliegio quella estiva è praticamente l’unica potatura che si fa, quindi effettuare anche tagli importanti dato che in questo periodo la pianta reagisce molto bene cicatrizzando subito e impedendo così l’ingresso di malattie.

 

BENESSERE CON LA NATURA

Un bel pieno di vitamine

L’alimentazione è il primo fattore da tener presente per una pelle sana, bella e luminosa. Le vitamine C ed E, insieme a quelle del gruppo B, sono importantissime per la salute dell’epidermide. Se quindi si soffre di acne e dermatiti, o si ha la pelle secca e sciupata, non dimentichiamoci di portare in tavola carote, pesche, albicocche, fragole, meloni, pomodori, spinaci, cereali integrali, germe di grano, latte, pesce, pollo, fegato, uova. È risaputo che quando lo stomaco e l’intestino funzionano bene, le tossine vengono eliminate e questo aiuta ad assicurare l’apporto delle giuste sostanze nutritive attraverso il sangue a tutto il corpo, regalandoci una pelle sana e luminosa.

 

DICE IL PROVERBIO…

La “pioggia di Sant’Anna”

“Quandu chiova a giugnettu ti fa vattira ‘u pettu”, ovvero, quando piove a luglio, ti viene il batticuore. Così recita un proverbio calabrese chiamando in causa quei molti frutti che rischiano di rovinarsi irreparabilmente. E ancora: “L’uva non matura al punto giusto e le castagne saranno tutte guscio” o “Se piove in solleoni, le castagne tutte in guscioni”. In Toscana la castagna venuta male si chiama, infatti, guscione. Un antico proverbio in latino avverte che se piove per le “Visitationes”, cioè per il giorno della visita della Madonna a sant’Elisabetta che viene ricordata il 2 luglio, pioverà per quaranta giorni. Invece, “Se piove per sant’Anna (26 luglio, l’acqua diventa manna”, perché anche l’eccessiva aridità può nuocere ai frutti. Nella tradizione popolare si chiama proprio “pioggia di sant’Anna” questa che, si dice, fu l’unica cosa che la madre della Madonna portò in dote allo sposo Giovacchino.

 

 

 

ASTRONOMIA

Le lunghe notti bianche

Per gran parte dei mesi estivi, soprattutto luglio, il sole descrive un arco lunghissimo sopra l’orizzonte di città come Stoccolma o San Pietroburgo, che sono mete di turisti appunto in questo periodo e per questo fenomeno. Quando poi tramonta, inizia un lunghissimo crepuscolo che in pratica non ha termine. Infatti il sole scende soltanto di pochi gradi sotto l’orizzonte e quindi i suoi raggi continuano a illuminare l’alta atmosfera terrestre. Per questo il cielo resta chiaro per le poche ore che trascorrono dal tramonto al successivo sorgere del sole, la notte non giunge mai e le stelle non si vedono proprio. Ecco perché si parla di “notti bianche”, un fenomeno curioso soprattutto per chi vive alle nostre latitudini.

 

Hanno detto…

Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno.
Vincent van Gogh