Toscana ANLA d’amare – Sulle nostre coste un impegno eco-sostenibile

(Comunicato Stampa) I volontari dell’Associazione Nazionale Lavoratori AnzianiANLA, della Toscana, in accordo con il Comune di Livorno e sostenuti dallo sponsor “Prince of the sea”, sabato 15 maggio puliranno la spiaggia La Vela di Livorno, liberandola da plastica, mozziconi di sigaretta, vetri e metalli, rifiuti e detriti portati dalla marea, a tutela anche della fauna e flora locale ma anche in vista delle vacanze estive che ci auguriamo tutti poter svolgere in serenità e sicurezza.

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Il Comune di Livorno, nella persona dell’assessore all’ambiente Giovanna Cepparello, si è dimostrato immediatamente disponibile nel concedere ad ANLA Toscana l’autorizzazione a procedere, mettendo disposizione tutto il materiale necessario per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il Comune di Livorno ha concesso il patrocinio gratuito all’iniziativa.

Lo sponsor Prince of the sea, brand nato da una passione smisurata per il mare e per la bellezza della sua fauna, libera e non imbrigliata in un mondo che non tiene conto del rispetto che ad essa è dovuto, ha voluto essere al nostro fianco, anche fisicamente con la presenza del titolare Riccardo Ciullini che parteciperà alla raccolta dei rifiuti, in questa significativa spiaggia di Livorno.

La presidente di ANLA Toscana e Consigliera nazionale Fiorenza Ciullini commenta: “Da tanto tempo ANLA Toscana aveva in mente di organizzare giornate dedicate alla difesa del nostro territorio e dato che adesso si ricomincia a guardare avanti, ci siamo fatti trovare pronti per partire con “zaino in spalla” come dice sempre il nostro presidente nazionale Edoardo Patriarca! In Toscana ci sono ben 397 Km di costa e quindi, come prima tappa, saremo a Livorno, molte volte da noi visitata per le tante iniziative culturali, per l’Accademia ed il Museo Navale, per la Nave Scuola Vespucci, per le fortificazioni rinascimentali e per il porto moderno, tappa di molte navi da crociera. Speriamo con queste nostre iniziative di sensibilizzare i cittadini e anche le istituzioni nel prestare ancor più attenzione al nostro patrimonio naturalistico, unico ed irripetibile, del quale noi siamo ospiti privilegiati! Ringraziamo il brand “Prince of the sea” che ci ha sponsorizzati, il Comune di Livorno che ci ha sostenuto in questa nostra prima esperienza e tutti i volontari che, armati di palette guanti e cestini, saranno con noi sabato 15 maggio alla spiaggia “La Vela”.

Questo sarà solo uno dei tanti appuntamenti che i volontari di ANLA Toscana hanno in agenda, come sottolinea la presidente Ciullini: “Dopo Livorno abbiamo già preso contatto con il Comune di Firenze e poi ci rivolgeremo ad altri Comuni. Iniziamo dalle piccole cose e cerchiamo di portare chi ci vede e ascolta a fare riflessioni, ad avere maggiore sensibilità, a cambiare usi e costumi scorretti molte volte dettati da abitudini pessime che devono necessariamente essere abbandonate.  Tutti noi possiamo fare qualcosa: è in gioco la nostra salute, il nostro benessere fisico e mentale! E’ necessario al più presto dare risposte concrete per portare il rispetto per il prossimo e per l’ambiente alla conoscenza e coscienza di tutti, dai più piccoli ai meno giovani. La pandemia ci ha tolto tanto ma ci ha anche insegnato che la vita è preziosa e che la sua qualità dipende essenzialmente da come trattiamo il nostro pianeta che ci sta chiamando ad una maggiore attenzione. Se una parte, anche piccola, di persone comincerà a comportarsi con la dovuta sensibilità, una migliore qualità della vita ci sarà per tutti!”.

 

Un’idea di Europa

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Una festa sempre in sordina quella del 9 maggio, la Festa dell’Europa,  che ricorda il giorno del 1950 quando Robert Schuman, allora ministro degli Esteri francese, presentò il piano di cooperazione economica ideato da Jean Monnet per la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, la CECA, prima di una serie di istituzioni europee sovranazionali che avrebbero condotto a quella che  oggi chiamiamo “Unione europea”.  Un’esperienza politica che va preservata e difesa dalla nostra generazione che ancora,   attraverso il racconto dei padri, sa cosa sia stata  la guerra, le distruzioni, le dittature, le frontiere, i passaporti…

Bandiera dell'Unione Europea

Bandiera dell’Unione Europea

L’Europa è l’unico laboratorio  al mondo che  ha mostrato come il metodo cooperativo possa dare buoni risultati per la  ricerca condivisa di beni comuni, che esiste una sovranità più sicura che va oltre i confini nazionali, e una cittadinanza europea che nulla toglie all’ appartenere ad una patria, anzi la rende più preziosa. È la nostra unica  chance per essere protagonisti nella globalizzazione  che verrà dopo  la pandemia, che sperabilmente vorremmo  più rispettosa della dignità delle persone e più attenta all’ambiente. I nostri figli, i nostri nipoti non si rendono  conto di cosa fosse   prima l’Europa: per andare in Francia o passare il  Brennero dovevi sottostare  al controllo dei documenti. Oggi i ragazzi, noi stessi, pandemia permettendo, attraversiamo il confine  in auto o in treno senza mostrare alcunché, arriviamo a Parigi con un volo Low Cost e ci sottoponiamo alle  medesime procedure  in atto a Fiumicino o a Linate per un volo nazionale.  E poi che dire del milione di giovani che hanno partecipato al progetto Erasmus o al servizio civile europeo, ai master frequentati a Berlino, a Barcellona, a Lisbona? E che dire dei giovani europei iscritti alle  università italiane? È questa l’Europa che hanno trovato i nostri giovani.

Tutto bene? Saremmo ingenui se nascondessimo le difficoltà. Le crisi di questi decenni, non ultima la pandemia, hanno acuito le fragilità della costruzione europea; le disuguaglianze fra gli Stati e dentro  gli stessi Stati sono aumentate, sono cresciuti rabbia e risentimenti un po’ dappertutto. il tedesco dell’est che se la prende con quello più ricco,  il cameriere olandese  che deve competere con quello polacco, il francese delle periferie che si ribella alle  élite metropolitane,  gli italiani impoveriti e precari che giudicano la propria  classe dirigente egoista e da mandare a casa,   i cittadini dell’Est europeo   che riscoprono l’identità religiosa per costruire muri. Che dire della questione migratoria tuttora irrisolta e in carico solo ad alcuni, noi tra questi?

Siamo dentro questo tempo, la Commissione UE ha scelto  di dare una risposta potente e mai vista prima per rispondere alla recessione e contrastare disuguaglianze e disoccupazione. Il Piano Nazionale di  Ripresa e Resilienza, a disposizione anche per l’ Italia,  è una occasione forse unica per avviare una trasformazione profonda del  paese e dare un nuovo impulso  alla costruzione europea. La nostra generazione non è uscita di scena: noi siamo parte di questa storia, a noi spetta il compito di dare sicurezza, incoraggiare la speranza, mostrare di  non aver paura nel futuro. Non sentiamoci fuori gioco o a bordo campo.

P.S. Nel 2019 abbiamo vissuto una esperienza associativa molto bella passando una settimana a Gerusalemme, i ricordi sono ancora vivi, giorni sereni di amicizia in una terra votata per la pace ma da decenni in guerra.  Con il cuore pesante  assistiamo alle violenze di sempre. E preghiamo per la riconciliazione.

ANLA, Basilica del Santo Sepolcro, Gerusalemme, novembre-dicembre 2019

ANLA, Basilica del Santo Sepolcro, Gerusalemme, novembre-dicembre 2019

 

L’Albero di Giuda

(di Annalisa Gatti) Maggio, con l’arrivo della primavera la natura è sempre più rigogliosa e colori e profumi dolcissimi accompagnano le nostre passeggiate. Rose, margherite, calle, ortensie, petunie e tanti altri fiori rallegrano le nostre giornate. Anche molti alberi sono fioriti in questo periodo e regalano macchie di colore rosa, bianco, fuxia, che risaltano nel cielo azzurro. Recita un proverbio popolare: «Aprile fa il fiore e maggio gli dà il colore». A maggio fiorisce anche un piccolo albero con un nome molto particolare che ha catturato la mia curiosità: l’Albero di Giuda o di Giudea, nome scientifico Cercis siliquastrum, appartenente alla famiglia delle FabaceaeLeguminose.  Originario dell’Europa del sud e dell’Asia Minore ma molto diffuso in tutta Italia, ha dimensioni contenute e lo troviamo spesso ad abbellire giardini e bordure stradali perché resiste all’aria inquinata.

E’ considerato un arbusto estremamente ornamentale, sia per la bellissima e abbondante fioritura primaverile sia per il tronco e i rami, che sono nodosi e contorti.

Questa pianta, una delle più particolari al mondo, ha tra le sue caratteristiche principali la caulifloria (ovvero i fiori molto graziosi sbocciano in gruppo, direttamente dalla corteccia, mentre di solito le piante producono i fiori sulle parti più giovani della chioma).

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ANLA, 5×1000 e ora anche 2×1000

ANLA è stata inserita lo scorso 10 maggio dal Ministero della Cultura nell’elenco delle Associazioni culturali che hanno presentato istanza di iscrizione o dichiarazione di conferma dei requisiti, per accedere al 2×1000, come previsto dal D.P.C.M. 16 aprile 2021. Il 2×1000 a favore di Associazioni culturali è stato reintrodotto quest’anno proprio per dare un sostegno concreto in questa difficile fase pandemica.

Questo significa che ANLA può partecipare già da ora ad entrambe le raccolte:

-       5×1000 

-       2×1000 

Non si tratta di due scelte alternative: chiunque nella propria dichiarazione dei redditi può devolvere contemporaneamente sia il proprio 5×1000 dell’IRPEF che il proprio 2×1000 dell’IRPEF ad ANLA in quanto la nostra Associazione rientra in entrambe le liste delle Associazioni riconosciute per ricevere questi contributi.

5x1000

Per fare questo occorre:

Per il 5×1000:

nel modello per la dichiarazione dei redditi (CU, 730, Modello Redditi Persone Fisiche) nello spazio riservato a SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF occorre:

-       scegliere il riquadro Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle Associazioni di Promozione Sociale…;

-       firmare;

-       inserire nello spazio del codice fiscale del beneficiario il codice fiscale di ANLA: 80031930581.

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 2x1000

Per il 2×1000:

nel modello per la dichiarazione dei redditi (CU, 730, Modello Redditi Persone Fisiche) nello spazio riservato a SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF occorre:

-       scegliere il riquadro Associazione Culturale;

-       firmare;

-       inserire nello spazio del codice fiscale del beneficiario il codice fiscale di ANLA: 80031930581.

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Ricordiamo che concedere ad ANLA il 5×1000 e/o il 2×1000 della propria quota IRPEF NON IMPLICA in nessun caso una maggiorazione di imposta dovuta. 

La scelta di devolvere ad ANLA il 5×1000 e/o il 2×1000 non costa nulla perché si tratta di quote di IRPEF a cui lo Stato italiano rinuncia a favore di Associazioni come la nostra.

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca commenta: “Si tratta di un’ulteriore possibilità che lo Stato mette a disposizione della nostra Associazione. Ringrazio fin da ora i concittadini e i nostri tesserati che vorranno devolvere ad ANLA sia il 5×1000 che il 2×1000: è grazie a questa loro scelta che potremo continuare, incrementandole, le nostre iniziative di promozione sociale e di carattere culturale che da volontari svolgiamo nelle regioni italiane. I due strumenti di cui ora disponiamo, il 5×1000 e il 2×1000, sono ulteriori leve per promuovere il territorio, difendere le persone anziane, creare comunità realizzando inclusione sociale, contribuire a costruire il bene comune, che altro non è che la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti”.

N.B. Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può esercitare la scelta di devolvere il 5×1000 e/o il 2×1000 ad ANLA. Per fare ciò basta esercitare la scelta compilando l’apposito riquadro contenuto nella Certificazione Unica (CU) e spedirlo alla presidenza nazionale ANLA all’indirizzo info@anla.it oppure via fax al nr. 06 86322076 che provvederà a inoltrarlo nelle sedi competenti.

Le fave

(di Roberta Greco) Il termine “fava” si riferisce a una pianta erbacea, il cui nome scientifico è vicia faba o faba vulgaris, appartenente allafamiglia delle leguminose, e ai semi che produce. La pianta ha stelo eretto, è alta fino a un metro e produce baccelli lineari lunghi fino a 30 cm che contengono da 6 a 10 semi ovali e piatti, di dimensioni e colori differenti a seconda della varietà: quelle più diffuse sono la baggiana, la supraguadulce, dai grandi semi di colore verde giallastro, la aguadolce, dai baccelli molto lunghi, e la reina mora, a seme violaceo.

Fave e pecorino con un bicchiere di vino rosso

Fave e pecorino con un bicchiere di vino rosso

La primavera è la stagione durante la quale i baccelli maturano, motivo per cui i mesi di maggio e giugno sono quelli in cui trovare più facilmente le fave fresche. Alcune varietà particolarmente precoci sono disponibili, invece, già nel mese di aprile.

Spostando l’attenzione dai valori nutrizionali alle proprietà vere e proprie, l’attenzione va sul contenuto di fibra che aiuta la motilità intestinale e la formazione delle feci ragion per cui le fave sono utili in caso di stitichezza. Oltre a queste proprietà depurative, le fave sono anche diuretiche poiché la porzione di acqua sostiene la funzionalità renale, per questo motivo, si suggeriscono anche in caso ritenzione idrica.

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Morti bianche

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Alcuni giorni fa lo abbiamo ribadito  al Presidente Mattarella in occasione del Primo Maggio: lavorare  è scegliere  una vita onesta, è dare ritmo ad una intera esistenza:  la mattina ti svegli presto, quasi sempre compi lo stesso tragitto, incontri i colleghi, prendi posto e lo occupi fino a conclusione dell’attività, poi giunge il tempo della famiglia e  il tempo libero. È la storia di tutti noi, anche di  Luana D’Orazio, vittima del lavoro. Giovanissima, 22 anni, un figlio avuto a 17 anni: non finisce le scuole superiori per l’arrivo di Alessio, di lei i social raccontano immagini piene di gioia, graziosa e fiera, con progetti ancora in bocciolo, un fratello Luca disabile, una mamma e un papà molto presenti.

Non voglio scrivervi  frasi fatte e di circostanza, ma  le morti bianche nel nostro paese sono una vera e propria piaga che non può essere sottaciuta: 1270 nel 2020, 185 nei primi mesi di questo anno, 3 morti al giorno.

La morte di Luana ci costringe a porre lo sguardo su  una realtà lavorativa nascosta ai più; nei commenti di notisti  e commentatori il lavoro è raccontato al futuro:  lavoro leggero e immateriale,  smart e regolato da conference call e riunioni con zoom, webinar su Meet Google e Dad,  con dispostivi sempre   più sofisticati e algoritmi che pianificano tutto. È vero,  c’è anche questo lavoro che porta con sé problemi e sfide  nuove, ma  c’e ancora  il lavoro duro e faticoso. Luana è morta risucchiata e stritolata da una macchina, un orditoio, che ingoia  fili e non ammette distrazioni, come accadeva  a Charlie Chaplin  85 anni fa in “Tempi  moderni”:  le macchine possono ancora mangiare e uccidere uomini e donne.  Il tempo veloce della cosiddetta post modernità,  ahnoi, non è pari al tempo dei diritti che scorre troppo lentamente.  La concorrenza spietata, un tessuto produttivo spezzettato  impone ritmi di produzione serrati, si corre  troppo e sempre per garantire più margini e battere sui tempi i concorrenti. In queste condizioni può giungere la morte.

Leggo dell’ennesima proposta di una commissione di inchiesta parlamentare: per cortesia evitiamo di buttare giù proposte a caso che sanno di spot.  La  storia di Luana merita rispetto, il suo volto,  le parole di  composta dignità  dei suoi genitori sono  un soffio di nobiltà in un  paese che si parla troppo addosso, un chiacchiericcio assordante in un condominio  litigioso e in assemblea permanente.

È giunto il tempo che si riconquisti un equilibrio più saggio tra tutela dei diritti individuali (facili da cavalcare) e diritti sociali troppo spesso dimenticati a vantaggio dei primi.

Una agenda? Si riprenda il Decreto legislativo 81 del 2008: il testo unico sulla sicurezza sul lavoro è stato solo in parte attuato nei capitoli  dedicati alla prevenzione e  scarsamente finanziato,  con un paradosso tragico  molto italico:  spendiamo 3 punti di Pil per interventi ex post a riparare i danni dovuti all’assenza di prevenzione.  Un tavolo sulla sicurezza? Bene, si faccia presto, le proposte di riforma sono già scritte da tempo, basterebbe fare sintesi e attuarle,  a partire dall’accorpamento  dei ruoli ispettivi di Stato,  Regioni,  Asl, INAIL, Inps. Il naufragio dell’Ispettorato nazionale del lavoro è davanti ai nostri occhi.

L’11 ottobre è la giornata nella quale si commemorano i morti sul lavoro: come Associazione ci attendiamo che in quel giorno non si recitino le ennesime litanie ma si possano  contare i passi avanti compiuti nella prevenzione.

Perché il lavoro è vita.

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A passeggio tra gli angoli curiosi di Firenze

(di Fiorenza Ciullini, presidente regionale ANLA Toscana e Consigliera nazionale).  Tre iniziative proposte da Anla Toscana. Tutte e tre le visite, organizzate da ANLA Toscana, rispettivamente per martedì 18 maggio, mercoledì 26 maggio e martedì 8 giugno, saranno guidate dal prof. Federico Napoli.

“Dante leggiadre fanciulle e gironi infernali”

Per ricordare il sommo Poeta e camminare per le strade e viuzze, in un viaggio a ritroso nel tempo, nel cuore medioevale di Firenze in un percorso compiuto in uno spazio di poche centinaia di metri, perché tale era allora la dimensione della città!
Così, nei settecento anni dalla sua scomparsa, non poteva mancare un ripercorrere la vita di Dante: da guelfo bianco e poi “ghibellino”, frequentatore di bettole e successivamente poeta, infine focoso oratore. Da qui nascono nella sua vita le zuffe politiche e le suggestioni amorose, la tendenza a cedere al fascino della parola scritta e il forte richiamo all’amicizia. Negli anni fiorentini di Dante compaiono i problemi economici, le consorterie avverse arroccate nella vita quotidiana ed in questa realtà, il suo matrimonio combinato dalle famiglie.

“Le abitazioni dei Medici in città”

Un percorso dedicato alla famiglia Medici, presente in città per oltre cinquecento anni. Alla scoperta di abitazioni e luoghi legati alla loro attività mercantile: da piazza del Mercato vecchio alla loggia di via de’ Pecori, da piazza Duomo al Palazzo di via Larga, fino alla successiva dimora in Oltrarno. Nella Masnada di Mercato, alla quale in origine la famiglia apparteneva fino al palazzo in collina, dove si svolge l’intera storia dei Medici: una perenne relazione legata agli eventi politici della città di Firenze!

“Firenze ed i portici tra passato e presente”

il luogo, architettonicamente meno fiorentino della città, coincide con la zona più antica di Firenze romana, quindi dove meglio si sommano storie e leggende. Attraverso il passaggio sotto i portici affronteremo un viaggio nei secoli, dalla ottocentesca caserma dei pompieri alla capra che brucava in piazza, dal primo cinematografo cittadino in anticipo sui Fratelli Lumiere al pozzo pubblico di epoca imperiale romana. Dai locali in stile Belle Epoque e dai caffè concerto, al più popolare mercato dell’olio fino ad una coppia male assortita: la signora Starnotti e il signor Alberini, due personaggi di fine Ottocento in città.

 

La Zebrina

(di Annalisa Gatti) Esistono 60 specie del genere Tradescantia (erba miseria), piante molto facili da coltivare non richiedendo particolari cure, e si trovano sul mercato varietà con colori talmente diversi che soddisfano tutti i gusti; la Zebrina è una di queste.

E’una pianta perenne sempreverde che arriva a misurare fino a 15 cm. Proviene dall’America settentrionale e centrale. Questa pianta, che ha un portamento ricadente, è valorizzata se posta in un canestro pensile dove, tre o quattro vasi raggruppati insieme, formano una bella massa di fusti sarmentosi e foglie striate. I fusti sono ricoperti da una leggera peluria e le foglie sono carnose, provviste di due strisce argentate (da qui il nome “Zebrina” in ricordo della zebra) la pagina inferiore della foglia è di colore rosso.

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Festa del Lavoro 2021, intervento del presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il video dell’intervento del presidente nazionale di ANLA prof. Edoardo Patriarca durante la celebrazione della Festa del Lavoro 2021 al Quirinale al cospetto del Capo dello Stato. Si ringrazia l’ Ufficio per la Stampa e la Comunicazione del Presidente della Repubblica Settore Video per le immagini gentilmente concesse.

 

Per leggere il testo dell’intervento, occorre cliccare qui