Serie A, il punto della situazione

(di Luigi Venturi) Il calendario di Serie A metterà di fronte grandi sfide, questo è sicuro. Sarà una estate calda non solo dal fronte metereologico, si gioca tanto si corre tanto e si suda tanto ogni 3 giorni fino alla fine del campionato. La Juventus, capolista, dopo la rovinosa sconfitta nella finale di Coppa Italia sembra già aver messo le cose in chiaro vincendo a Bologna e il suo allenatore Sarri si gusta comodamente sul divano i rimpianti dell’Inter, rimontata nel finale dal Sassuolo (3-3), e la sconfitta della Lazio a Bergamo. Mister Inzaghi perde terreno dopo il 3-2 subito con l’Atalanta e vede la Juventus scappare a più quattro punti in classifica. Stessi punti di differenza nella bagarre al terzo posto, con i nerazzurri di Conte a sole quattro lunghezze più dell’Atalanta, che invece mantiene una certa distanza per la Champions dalla Roma (+6). I giallorossi di Fonseca la spuntano in rimonta all’Olimpico con una doppietta di Dzeko ad affondare la Sampdoria (2-1). In tutto ciò Il Napoli di Gattuso non contento della Coppa Italia espugna il Bentegodi di Verona, continuando la scalata alle posizioni alte, in linea con le richieste del presidente De Laurentiis che vuole vincere tutte le partite che restano da qui fino al termine del campionato.

Serie A

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Fronte Juve: Sta già facendo il giro del web la foto di Douglas Costa su Instagram, postata dopo la fine di Inter-Sassuolo e soprattutto Atalanta-Lazio che ha lasciato i nerazzurri a -8 e la Lazio a -4 in classifica sui bianconeri in testa alla classifica. Il brasiliano guarda l’orizzonte e sorride. Non scrive niente, mette solo un emoji ma il senso lo capiscono tutti. L’immagine è diventata virale in poche ore, coi tifosi bianconeri che questa mattina si sono svegliati con qualche punticino in più di vantaggio e non finisce qui. Buone notizie dall’infermeria, riecco Gonzalo Higuain. Venti giorni dopo il risentimento muscolare accusato in allenamento, il Pipita questa settimana è tornato a calcare i campi della Continassa. Gia dalle ultime sedute di questi giorni è regolarmente a disposizione di Maurizio Sarri e ora scalda i motori in vista della prossima gara. Un ritorno atteso e sperato, vedremo quali saranno le sue condizioni. Al momento sembra molto probabile una sua convocazione per la sfida contro il Lecce.

Fronte Lazio: 21 risultati utili consecutivi. Questo lo score della Lazio di mister Inzaghi prima della sconfitta di Bergamo. Un’imbattibilità che reggeva dal lontanissimo 25 settembre 2019, giorno dell’ultimo ko a San Siro contro l’Inter. Poi sono arrivate solo vittorie e qualche pareggio che hanno permesso ai biancocelesti di volare fino a -1 dalla Juventus. Per lo meno fino a mercoledi sera quando nonostante il doppio vantaggio la squadra di Gasperini ha messo all’angolo la Lazio e con Palomino, aiutato da Strakosha, ha chiuso definitivamente il match. Si interrompe così questo record detenuto dai capitolini che in un colpo solo perdono anche il titolo di difesa migliore del campionato che ora passa nelle mani della Juventus. Un brutto stop che arriva come un fulmine a scuotere Inzaghi e la sua squadra ma non c’è tempo per rimuginare. Si torna subito in campo contro la Fiorentina, vietato sbagliare per riprendere le fila della stagione.

Fronte Inter: Non è andata come Antonio Conte sperava, anche se alla fine l’Inter è stata condannata dagli episodi. I gol divorati prima da Roberto Gagliardini e poi da Antonio Candreva, che avrebbero potuto chiudere il match in entrambe le occasioni, non potevano certo essere previsti dal tecnico leccese. Ad ogni modo, va sottolineato soprattutto l’approccio dei nerazzurri che nei primissimi minuti si erano fatti schiacciare letteralmente dal Sassuolo. Grazie alla forza della giocata dei propri singoli, però, alla fine l’Inter era andata in vantaggio per ben due volte. Ma l’incapacità già evidenziata contro la Sampdoria nel chiudere le partite, ancora una volta ha inchiodato i nerazzurri sul 3-3 finale. Forse con i 5 cambi rispetto alla Samp Conte si è lasciato andare un po’ la mano, ma va detto che anche le altre 5 sostituzioni adesso consentite dal regolamento, non hanno comunque aiutato la squadra a ritrovare se stessa.

Fronte Atalanta: L’Atalanta è riuscita nell’ennesima impresa della stagione: rimontare da 0-2 a 3-2 la Lazio al Gewiss Stadium, consolidando la quarta posizione in classifica. Gian Piero Gasperini non era in panchina, squalificato per un turno dopo l’espulsione contro il Sassuolo. Al suo posto il vice Tullio Gritti. E’ un’Atalanta che parte piano, non è una novità per chi conosce le strane abitudini dei Gaspboys, che anche contro il Sassuolo avevano concesso palle gol clamorose, poi neutralizzate grazie a un super Gollini. Ma certo riuscire a recuperare due gol a una Lazio che punta e crede nello scudetto è una dimostrazione di forza e di grandissima qualità, altro che condizione fisica come qualcuno ha sottolineato ricordando che la Lazio tornava in campo dopo il 29 febbraio. Non che giocare dopo tre giorni sia stata per l’Atalanta una passeggiata.

E chissà quanti avrebbero davvero creduto nella rimonta, dopo quella partenza tagliagambe, un gol-autogol e l’altro capolavoro di Milinkovic, dopo nemmeno un quarto d’ora. Chiaro, dall’altra parte non c’era il Sassuolo (buona squadra, se n’è accorta anche L’Inter) ma una Lazio che diceva di lamentare alcune assenze, ma rispetto all’andata c’era Lazzari che andava come una scheggia, Milinkovic un fuoriclasse, Immobile non nella sua miglior serata. Come d’altra parte Zapata, più utile per l’impegno che nelle conclusioni. Ma questa Atalanta che macina gioco e gol come nessun’altra può andare in rete con chiunque.

Comunque si è parlato tanto di panchine lunghe, della forza dei nerazzurri, o addirittura che la Roma (e lo stesso Napoli) pensano o sperano ancora di raggiungere le alte vette mentre nel frattempo è la Dea a guadagnare due punti sull’Inter, che non è più tranquillissima al terzo posto. La forza dei Gaspboys è nelle gambe ma anche uno spirito di squadra che va oltre le individualità. Mai l’Atalanta era stata così in alto come ora con Gasperini.

E’ Bergamo altissima.

Con ANLA in Portogallo!

Dopo l’esperienza del viaggio a Terra Santa fra novembre e dicembre dello scorso anno, la presidenza nazionale di ANLA organizza un nuovo viaggio aperto a tutti i tesserati:  questa volta siamo diretti in Portogallo!

Lisbona, Coimbra, Fatima sono le principali località che saranno toccate in questo viaggio che inizierà il 18 novembre e si concluderà il 22 novembre. Affrettatevi perché c’è tempo fino al 15 luglio per iscriversi!

Qui potete scaricare il NUOVO programma

Lisbona

Lisbona

Per iscriversi, dovete seguire le indicazioni contenute nel modulo di iscrizione che Qui potete scaricare

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CONDIZIONI DI VENDITA

Frutta e verdura di stagione

(di Roberta Greco)  Siamo così abituati a trovare qualsiasi tipo di frutta e verdura in tutte le stagioni dell’anno che spesso non sappiamo più quali siano i prodotti di stagione. Conoscere effettivamente quale sia la frutta e la verdura che maturano ogni mese è importante, in particolare per coloro che seguono un’alimentazione naturale e sostenibile. Siamo infatti sottoposti ad un modello produttivo alimentare di massa che ci porta a consumare in tutte le stagioni alimenti provenienti da Paesi più lontani, avendo ormai perso completamente il senso delle stagioni. Consigliabile peraltro acquistare frutta e verdura a chilometri zero, cioè della zona in cui si vive, andando a sostenere la produzione agricola locale. Sappiamo che la spesa a chilometri zero potrebbe costare di più ed è una scelta anche difficile in momenti di crisi ma sostenere l’agricoltura locale, anche biologica o biodinamica, è una risorsa che potrebbe anche rilanciare l’economia del nostro Paese, avvicinarci ad un’alimentazione più sana ed alla cucina naturale, ne vale veramente la pena.

Ora vediamo cosa possiamo comprare a luglio…

frutta estiva

frutta estiva

Luglio è il momento d’oro per la frutta. Le albicocche giungono al loro grado ottimale di maturazione e arrivano anche le susine, conosciute per le proprietà lassative e diuretiche, le ciliegie, ma controllate che abbiamo il picciolo; famosa perché la più dolce, la varietà di Vignola, color rosso scuro. I fichi e l’anguria prendono il posto delle ultime fragole. I fichi fioroni, detti anche primaticci, maturano in giugno e in luglio mentre i forniti sono quelli di agosto. Arrivano anche il melone e le pesche. Come verdure in particolare abbiamo le zucchine, melanzane, peperoni, pomodori, cetrioli, cicorie, sedano, fave, ceci, lenticchie, fagioli, piselli, fagiolini, rapanelli, bietole, carote, cipolle. Con tutta questa frutta e verdura ci si può sbizzarrire in un’infinità di piatti estivi, sia caldi che freddi, ma si possono fare anche dei frullati, centrifughe e degli smoothie, aggiungendo gelato, miele e spezie varie. I frullati di frutta e verdura sono delle bevande molto saporite, utilizzate nelle diete per perdere peso e per depurare l’organismo, vengono solitamente realizzate frullando gli ingredienti in un frullatore ad immersione, possono essere consumate a colazione, come spuntino, oppure, in sostituzione dei succhi e di altre bevande.

Differenze tra frullati e centrifugati.

I frullati si ottengono mettendo del frullatore frutta e verdura freschi ai quali è possibile aggiungere latte o yogurt, ma anche ghiaccio, acqua di cocco, gelato o frutta surgelata.

Per ottenere dei succhi è possibile passare la frutta e la verdura nell’estrattore che estrae il succo con bassa velocità senza surriscaldare gli ingredienti, ottimi per chi soffre di dissenteria. I centrifugati si ottengono mettendo nella centrifuga frutta e verdura da cui viene estratto il succo; la sua velocità di estrazione è alta per cui gli ingredienti sono soggetti al riscaldamento con perdita dei nutrienti, lasciando pochi residui di vitamine e sali minerali.

In sintesi: i frullati sono ricchi di fibre, i succhi vivi di acqua, sali minerali e vitamine, mentre i centrifugati hanno poche fibre e molta acqua. Nel frullato la buccia va tolta, nei succhi vivi e nei centrifugati dipende, ricordiamo che la buccia contiene la maggior parte delle sostanze nutritive.

Benefici per la salute di frutta e verdura

I frullati a base di frutta e verdura hanno tanti benefici per la salute, sono ottimi contro la stipsi, per depurare e per drenare, per eliminare le tossine, per apportare vitamine e Sali minerali all’organismo. Fanno bene all’apparato digerente, alleviano le infiammazioni, migliorano flora e transito intestinale, curano la pelle, aiuta a controllare il peso, sono alleati contro stress e stanchezza; favoriscono l’ossigenazione e l’idratazione dei tessuti. È da tenere presente che i frullati di frutta sono più calorici di quelli a base di verdura, per cui è meglio non esagerare coi primi e preferire i secondi, soprattutto se si sta seguendo una dieta. È possibile realizzare frullati di ogni genere, tra i più utilizzati ci sono quelli a base di:

- Ananas: ricco di vitamina A e C, calcio, fosforo e potassio, ottimo contro la cellulite e per depurare l’organismo

- Mela: ricca di fibre e vitamine, allevia i bruciori di stomaco e rafforza il sistema immunitario.

- Avocado: ricco di vitamine E e B, contrata il colesterolo e la stipsi.

- Carota: ricca di vitamine, antiossidanti, ferro e betacarotene, ottima per rallentare i processi d’invecchiamento e per rafforzare il sistema immunitario.

- Papaya: migliora la digestione, proprietà antiossidanti.

- Sedano: abbassa gli zuccheri nel sangue, combatte la fame nervosa e facilita la digestione.

- Cetriolo: diuretico, depurativo e disintossicante.

- Spinaci: ricchi di Sali minerali, energizzanti e spezza fame.

Letture estive III parte

(di Annalisa Gatti)

Entrare in una libreria avendo un poco di tempo a disposizione è una delle cose che mi piace di più fare. Sono davvero tantissimi i desideri che mi vengono sul momento: un buon romanzo per rilassarmi? Un giallo?  Un libro di cucina da regalare a mia figlia che ne avrebbe proprio bisogno? Una guida sui borghi Italiani più suggestivi? Un libro storico adatto al il mio papà che possa fargli compagnia? Di seguito qualche suggerimento di letture adatte a tutti i gusti.

Scegliere un libro

Scegliere un libro

Mi sono divertita molto nel guardare la serie TV su Netflix “La casa Di Carta”. Ora è arrivato il primo libro ufficiale della serie e si intitola L’enigma e il professore. Il volume è concepito come interattivo per cui il lettore dovrà mettere il suo intuito e la sua intelligenza per andare avanti nella lettura. Narra di un enigma creato dal Professore, legato al suo passato. Il lettore, oltre a scoprire parti della storia inedite, dovrà mettersi alla prova tramite i rompicapi creati dal protagonista della celebre serie Netflix. Come già sanno gli spettatori de La casa di carta, il Professore, Sergio Marquina, prima di ideare la rapina alla Zecca di Stato spagnola, passò buona parte della sua infanzia e adolescenza all’ospedale di San Sebastián, ed è lì che conobbe Jero, l’amico che gli insegnò a comporre i suoi amati origami. Sono passati molti anni e mentre Jero raccoglie le sue cose dall’officina motociclistica che ha portato al fallimento, riceve un pacco inatteso. Dentro ci sono: un taccuino, una lettera, una scatola di latta chiusa da un lucchetto, la foto di una maschera di Dalí e un origami di carta rossa. Jero non ha dubbi: là fuori, da qualche parte, il Professore ha nascosto parte del bottino per lui.

Di altro genere ma appassionante e coinvolgente Clean Tabula Rasa di Glenn Cooper. La storia racconta di un medico, il dottor Steadman che afferma di aver curato finalmente l’Alzheimer.  Volendo salvare la memoria dell’uomo per un tragico errore la ha cancellata del tutto. Una catastrofe globale. Nel giro di pochi giorni, miliardi di persone in tutto il mondo perdono la memoria a causa di un virus sconosciuto e altamente infettivo. Uomini e donne vivono sopraffatte dalla fame e dalla paura senza più memoria, è in vigore un’unica legge, quella del più forte. Il dottor Jamie Abbott riuscirà a porre rimedio all’errore di Steadman e fermare l’epidemia e così guarire la sua stessa figlia ma per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di Mandy Alexander, una sua amica e collega. Un viaggio lunghissimo con il paese allo sbando e mille pericoli per salvare la civiltà prima che diventi una Tabula Rasa. Un thriller avvincente fino all’ultima pagina.

Elena Ferrante è una delle autrici contemporanee che preferisco, considerata una delle più importanti scrittrici italiane ed è conosciuta soprattutto per la serie de L’Amica Geniale, che racconta la lunga amicizia tra due donne in quattro volumi. L’enorme successo è stato ottenuto anche grazie alla sua trasposizione televisiva. I quattro libri sono tutti di ottimo livello, da leggere uno dietro l’altro.

La vita bugiarda degli adulti è il suo nuovo romanzo, ufficialmente in libreria dal 7 di novembre. Racconta la storia di Giovanna 12enne che crescendo scoprirà la crudeltà delle bugie degli adulti. Solo la vicinanza della zia Vittoria la aiuterà, in modo brusco e traumatico a fare chiarezza, a crescere. Napoli è il teatro dove si svolge la storia: il Vomero e il Pascone. È un gioco di contrasti, di attese deluse, di origini negate. 336 pagine in cui si riconosce la vena sentimentale ma disillusa della vita e dei rapporti umani dell’autrice.

Con Fiore di roccia di Ilaria Tuti si celebra il coraggio delle donne, di contadine umili ma forti pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la prima guerra mondiale. Sono le Portatrici dimenticate per molto tempo. «Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.

Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.” 

Agata è il personaggio principale di Fiore di Roccia giovane ma già provata dalla vita, una figura forte, tenace, ma anche istruita e capace di provare forti emozioni. Con le sue compagne in un momento di difficoltà comprendono a pieno quale possa essere la loro forza, ma anche la possibilità di una desiderata emancipazione e la rivendicazione di un ruolo attivo e partecipe nella società. Un romanzo pieno di verità, da leggere assolutamente.

Un libro per chi ama camminare è quello del giornalista Maurizio BonoIn Cammino.

Un gesto che sembra scontato ma non lo è. Attraverso itinerari adatti a tutti l’autore ci accompagna alla riscoperta della meraviglia del gesto del camminare. E’ il motore dell’umore, del benessere, della felicità. Camminare in montagna, certo, in riva al mare, camminare perfino in città, camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento. Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta.

Governo, FIGC e Lega hanno deciso che si riparte: sarà il 20 giugno!

(di Luigi Venturi) Il Campionato riparte e su questo dobbiamo fare affidamento e sperare tutti per il meglio, in questi giorni si sono giocate le due semifinali, le vincitrici si sono affrontate a Roma, in campo neutro (non dovuto dal Covid-19). Il Napoli di Mister Gattuso condanna con un sonoro 4-2 ai calci di rigore (per certi versi inaspettato) la Juventus di Mister Sarri. Dopo 90 minuti estenuanti il risultato ci ha regalato un finale inedito, già figlio di una polemica dei tifosi Juventini che gridano ad alta voce l’allontanamento dell’allenatore. Il Napoli con questa vittoria ha un pass diretto per la prossima UEFA Europa League e potrà così  affrontare il campionato con uno spirito sereno, forse anche troppo considerando le dichiarazioni del suo presidente Aurelio De Laurentis che a fine partita, in uno slancio di entusiasmo, dichiara ufficialmente aperta la caccia al 4 posto in Campionato e perchè no osare di più.. anche la conquista della vetta in classifica! Ai posteri l’ardua sentenza.

Fatta questa premessa le prime sensazioni vedendo le partite della Coppa Italia sono alquanto insidiose, se da una parte la voglia di ricominciare è tanta dall’altra la condizione fisica non permette di poter sfruttare a pieno i giri del motore. La differenza la farà la cosiddetta panchina lunga, ed oggi l’unica squadra accreditata per un intenso turnover è (non solo sulla carta) la Juventus. La speranza era che la vittoria della Coppa Italia potesse saziare in qualche modo la Juventus inducendola a affrontare il campionato con un piglio diverso se pur deciso e perché no passare lo scettro, ma vedendo il risultato di Roma mi vien da pensare a quella citazione fatta dall’Ammiraglio Giapponese Isoroku Yamamoto  ”Temo che tutto ciò che abbiamo fatto sia aver svegliato un gigante che dormiva e averlo riempito di una terribile determinazione”.

Serie A

Serie A

Ora Proviamo ad entrare nel tecnicismo delle cose. si gioca a porte chiuse (come abbiamo visto questi giorni) e se ci fosse un positivo in una squadra, quest’ultimo farà la quarantena. La squadra farà lo stesso, ma continuerà ad allenarsi.

Spogliatoi e ingressi: dentro allo stadio al massimo possono esserci 300 persone. E se ci sono gruppi squadre, questi possono essere al massimo 60. Fra le tribune ci sarà la possibilità di vedere anche i giocatori della panchina. I giocatori arriveranno con pullman e passeranno direttamente negli spogliatoi. Non ci sarà nessuna ricognizione. I giocatori andranno negli spogliatoi, si cambieranno e non lasceranno cose personali. Gli spogliatoi avranno dei separatori fra giocatori in panchina e titolari. Poi le squadre entreranno in campo separate e senza nessun tipo di altri accompagnamenti.

La partita: Durante la partita, i giocatori potranno scontrarsi, ma in caso di goal niente abbracci. Se ci sarà da discutere con l’arbitro, verrà fatto a distanza. Durante la sfida ci saranno 5 sostituzioni, organizzate però in tre tranche.

La panchina: I giocatori in panchina devono avere la mascherina, restare a un distanziamento adeguato e possono anche decidere di andare in tribuna. Bottigliette personali e non interscambiabili. Il resto dello staff con mascherine e guanti. Per ora sono lontane dalla testa di A e della FIGC l’idea di concludere il campionato con la soluzione dei playoff. Se proprio non fosse possibile, allora si applicheranno una serie di coefficienti oggettivi e correttivi per stilare la classifica.

Protocollo allenamenti FIGC: Ecco intanto il protocollo allenamenti con situazioni di casi di positività e altro. All’inizio allenatore e staff tecnico saranno sempre con mascherina e conserveranno una distanza di due metri fra di loro. I giocatori, però, non hanno distanza, se non in caso di positivi ai controlli. I giocatori e tutti gli addetti devono usare i mezzi propri e niente autisti. Uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale. Percorso di entrata e uscita differenziati. Deve esserci una postazione con controllo della temperatura e saturimetro all’ingresso del luogo di allenamento e in caso di temperatura corporea maggiore di 37.5°C , il soggetto sarà portato in distinti locali e poi dovrà tornare subito a casa. Quando tutto lo staff più i calciatori avranno fatto i tre tamponi e questi saranno tutti e tre negativi,  lo staff tecnico non dovrà più utilizzare i dispositivi di protezione. Negli spogliatoi fra i giocatori almeno due metri di distanza o ingressi scaglionati. Macchinari o altro devono sempre essere sanificati! Poi se un giocatore dovrà andare presso una struttura esterna per particolari esami, ci vorranno particolari precauzioni. L’accompagnatore dovrà essere uno degli appartenenti allo staff del Medico Sociale e comunque parte della squadra. Tutte le persone che fanno parte dello staff e delle squadra dovranno essere sottoposto a test molecolare ogni 8 giorni.

La fine del Campioanto porterà promozioni e retrocessioni (in A, B, e Lega Pro), è già possibile stabilire gli step della prossima stagione: i contratti preliminari potranno essere versati dall’1 giugno al 31 agosto, ma il mercato proseguirà fino a ottobre. Desta più perplessità, per tutti, tifosi compresi, l’idea di far giocare le partite in fasce scaglionate troppo pesanti per i caldi estivi dell’italia. Infatti, per ora, le ipotesi sono: 17.15 – 19.30 e 21.45.

Non possono esserci più di due diurni per squadra. E poi i campi di Cagliari, Napoli e Lecce non possono giocare nei turni delle 17.15. Nel turni del weekend ci sarà una gara al venerdì e una al lunedì (posticipo delle 21:45). Al sabato sono previste tre gare: una alle 17, quattro alle 19:15 e una alle 21:45). Negli infrasettimanali invece ci saranno due gare al martedì e al giovedì, con i turni di inizio alle 19.15 E 21:45. Poi sei al mercoledì: due alle 19:15 e quattro alle 21:45.

Melanzana, il frutto insano

(di Roberta Greco)

Fino al VII secolo però, non la si conosceva nel nostro continente, dove la portarono gli Arabi quando conquistarono la penisola iberica. Anche gli Arabi però avevano scoperto la melanzana da un’altra parte: probabilmente in Persia, dove era giunta dall’India del Nord. Ma c’è chi sostiene che in Cina la si coltivasse da prima di Cristo. La diffusione in Europa di nomi derivati dall’arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell’area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo.

All’inizio della sua storia in Occidente la melanzana non gode di ottima fama: gli arabi la chiamano al badinjian, qualcosa che somiglia a “uovo del diavolo”. In Spagna alcuni pensano che causi malattie come isteria, epilessia, tisi e cancro. Altri sostengono che peggiori l’umore dell’uomo o addirittura porti a cambiare il colore del viso rendendolo più scuro. L’agronomo Gabriel Alonso de Herrera nel 1513 arriva a dire che “gli Arabi la portarono in Europa per uccidere con essa i Cristiani”, mentre in Italia accanto al nome petronciano si conia melanzana, dal latino mela insanafrutto non sano. Durante il Medioevo la si coltiva sì nell’Europa meridionale, ma la mangiano soprattuto gli Arabi e gli Ebrei convertiti, che infatti sono i primi a specializzarsi nei piatti a base di melanzane.

moussakà

moussakà

La melanzana ha la particolarità di essere chiamata con un nome diverso nelle varie lingue europee. La versione più vicina all’originale arabo è il francese aubergine, che somiglia molto al catalano albergínia. In occitano era invece vietase, che letteralmente significa “pene di asino”: un tempo si credeva infatti che il suo consumo avesse effetti afrodisiaci. Non a caso uno degli altri nomi della melanzana era “pomo d’amore”. In inglese si usa invece eggplant (pianta uovo): strano se pensiamo alle classiche melanzane violacee, un po’ meno se associamo il nome alla variante più chiara e ovale. Infine, il nome turco di questo frutto, patlican, è probabilmente relazionato a un verbo che significa “esplodere” e da questo termine derivano i modi di chiamare la melanzana in molte lingue dei Balcani e dell’Europa Orientale.

La melanzana cruda ha un gusto amaro che si stempera con la cottura, che rende l’ortaggio più digeribile e ne esalta il sapore. La melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti. Per questi motivi la melanzana viene consumata preferibilmente cotta. Nessun effetto collaterale, tantomeno l’aumento delle virtù amatorie è realmente imputabile al consumo di melanzane. Sono piuttosto riconosciute le proprietà depurative, l’alto contenuto di acqua e fibre e il basso indice glicemico. Nessun problema a metterle in tavola, quindi, fritte o al naturale, con la pasta o nell’insalata.

Curiosando nelle cucine altrui troviamo alcune ricette conosciute e altre meno come il moussakà, piatto tipico della cucina greca, balcanica e medio-orientale affine alla parmigiana di melanzane nella versione siciliana (o anche in quella napoletana, caratterizzata da mozzarella e sugo di pomodoro). La versione greca del moussakà è la più nota. In Italia il piatto è comune nella tradizione culinaria di Trieste. Si tratta di uno sformato a base di melanzane, patate e carne tritata in diversi strati, da cuocere in forno, guarnito con una spessa copertura di besciamella gratinata (internazionalizzazione del piatto in quanto la besciamella è una salsa di invenzione francese). Alcune leggende presenti nell’isola di Cipro narrano che la moussaka locale sia un piatto estremamente afrodisiaco. Le origini non sono totalmente chiare, sebbene il termine greco mousakàs derivi dal turco musakka che a sua volta trova radici nella lingua araba. O il piatto turco Imam bayildi , letteralmente: “l’imam è svenuto” oppure “l’imam (lo) ha adorato” è uno dei più noti e apprezzati piatti della cucina turca zeytinyağlı, che prevede cioè l’impiego di olio d’oliva. Ingredienti fondamentali sono le melanzane brasate e farcite con cipolla, aglio e pomodoro, il tutto servito a temperatura ambiente o freddo, in Grecia si serve invece ben caldo.  Imam bayıldı è ben conosciuto anche in Iran, Bulgaria, Albania e Armenia. Il nome deriva dalla leggenda secondo cui un imam, piacevolmente stupito dalla squisitezza del piatto preparatogli dalla moglie, sarebbe addirittura svenuto.

Letture estive II parte

(di Annalisa Gatti) Sappiamo che la lettura, attiva le più importanti parti del nostro cervello, migliorando contestualmente il nostro modo di esprimerci, la nostra attenzione, la nostra cognizione di ciò che accade e la nostra immaginazione. Tendiamo a identificarci con le speranze, i sogni e le frustrazioni dei personaggi dei romanzi e seguiamo le loro relazioni, vivendo così le loro emozioni e le sperimentiamo in prima persona. Si può quindi considerare la lettura una forma di pratica per la vita reale. Le persone che leggono narrativa sembrano più in grado di capire gli altri, entrare in empatia con loro e guardare il mondo dal loro punto di vista.

Non c’è dubbio che la compagnia di un libro è davvero preziosa e durante questi mesi estivi possiamo provare a rilassarci con una buona lettura, cercando tra i tanti libri che sono sul mercato.

Letture estive

Letture estive

Volevo suggerirne alcuni di stampa recente che hanno avuto ottime recensioni: Come un respiro di Ferzan Ozpetek: narra la storia di Sergio e Giovanna che ricevono la visita di una sconosciuta: vorrebbe vedere ancora una volta la loro casa dove aveva vissuto molti anni prima. Si chiama Elsa Corti e nella borsa che ha con sè conserva vecchie lettere che nessuno ha mai letto che, fra aneddoti e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza tranquilla di Sergio e Giovanna. Ferzan Ozpetek, intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo.

Il presente e passato si intrecciano per narrare la potenza della vita stessa, che obbliga a scelte da cui non si torna più indietro. Ozpetek descrive nel libro una Istanbul magica, in tutta la sua antica bellezza.

Gusci di Livia Franchini: la storia di una infermiera, Ruth che lavora in una casa di riposo ed è appena stata lasciata dal suo compagno. L’unica cosa che le rimane dei loro dieci anni insieme è la lista della spesa che aveva compilato con lui per la settimana a venire.

Ruth scopre che sono molti anni che modella la propria vita in base alle aspettative e ai desideri delle persone che la circondano: il suo fidanzato, ma anche i pazienti della casa di riposo, le colleghe, la sua famiglia. Ora ha bisogno di capire chi è senza Neil, deve imparare a camminare da sola.

Uno strano paese di Muriel Barbery : l’autrice de “L’eleganza del riccio” torna in libreria con questo romanzo in cui magia e avventura, immaginazione e sogno convivono.

In una notte di neve, un affabile tipo dai capelli rossi di nome Petrus sembra spuntare dal nulla nella cantina del castillo dell’Estremadura in cui Alejandro de Yepes e Jesús Rocamora, giovani ufficiali dell’esercito regolare spagnolo, hanno fatto accampare le loro truppe. Il fatto è che Petrus è un elfo. I due giovani ufficiali scopriranno la terra del loro nuovo amico, incontreranno l’amore e in compagnia di Petrus, parteciperanno all’ultima battaglia in cui si delinea l’identità del mondo.

L’ultima storia di John Grisham. Una nuova appassionante avventura ci porta a Camino Island dove sta per abbattersi un uragano fortissimo. Tutti gli abitanti devono abbandonare l’isola. Bruce Cable, libraio conosciuto anche come collezionista e animatore della vita culturale, decide di restare. L’uragano devasta ogni cosa e oltre a tanti danni provoca anche vittime. Tra queste un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Sembra però che la causa della sua morte non sia stata dell’uragano. La polizia locale in un momento di emergenza come questo non ha particolare attenzione nello svolgere le indagini e Bruce inizia da solo ad indagare.

A proposito di niente di Woody Allen che in questo libro descrive i suoi primi matrimoni, dalla giovinezza fino all’amata Louise Lasser. Racconta anche della sua storia e dell’amicizia eterna con Diane Keaton, la sua relazione personale e professionale con Mia Farrow, fino alla loro separazione. A 56 anni con suo stupore è iniziata una relazione romantica con la ventunenne Soon-Yi Previn ( figlia adottiva della Farrow) diventata una storia d’amore appassionata e un matrimonio felice che dura da oltre ventidue anni. Divertente, sincero, ironico, proprio come siamo abituati a conoscerlo, racconta i suoi amori.

Wuhan Diari da una città chiusa di Fang Fang. Lei è la scrittrice che ha tenuto compagnia ai cittadini di Wuan “imprigionati” nel lockdown per il coronavirus. Dal 25 gennaio al 24 marzo 2020, sessanta giorni, sessanta capitoli pubblicati online, senza alcuna censura. Dai primi momenti d’incertezza alla speranza, passando per le ore più difficili, Fang Fang ha descritto la vita durante la prima quarantena mondiale, quando l’Occidente guardava ancora a Wuhan come a un caso eccezionale e lontano che non lo riguardava. Difficoltà, emozioni, fino al giorno in cui la speranza di tornare alla normalità sembra finalmente arrivare. Testimonianze raccolte presso parenti, amici, conoscenti, medici che sono intrecciate con la sua esperienza personale. Le sue parole una lezione per tutti: “Non possiamo pensare ancora a lungo di essere noi il centro del mondo né crederci invincibili, né possiamo sottostimare ancora la potenza distruttiva anche delle cose più piccole come un virus“.

 

Comunicato Stampa – 5×1000 alle Forze dell’Ordine: intervenga lo Stato

In merito alla discussione in Senato di un disegno di legge che amplia il 5 per mille a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco, ecco la dichiarazione del presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Occorre essere molto chiari in questa delicatissima vicenda. Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e in generale tutti i corpi di sicurezza dello Stato sono essenziali per la nostra società, per il funzionamento dello Stato, per la tranquillità di noi cittadini. A loro va non solo il nostro plauso ma il nostro fermo incoraggiamento e desideriamo che vengano sempre più potenziati e messi in condizione di operare sempre al meglio. Il punto in discussione non è questo. In Senato si discute di ampliare la possibilità di donare il 5 per mille anche a questi Corpi dello Stato. Noi non riteniamo sia questa la strada opportuna per finanziare al meglio le Forze dell’Ordine, tutte in generale aggiungo io, senza omettere alcun ramo che, per il solo fatto che vigilia sulla concordia civile, è meritevole di attenzione. Noi chiediamo che lo Stato, a cui competono queste Forze, intervenga con una riforma forte, strutturale, solida, continua nel tempo, costante e certa nell’impegno economico, assicurando così l’operato al meglio possibile di queste Forze. In poche parole, lo strumento del 5 per mille non è lo strumento opportuno per dare sollievo economico a questi Corpi dello Stato: la sua natura aleatoria e ogni anno mutevole è l’esatto contrario di una fissità che in questo delicato campo è necessaria.

Altare della Patria with Italian flag - Rome Italy

Si utilizzi allora la fiscalità generale per sostenere queste forze, si proponga un emendamento al DL Rilancio, ma si tenga fuori il 5 per mille nato come strumento per sostenere il Terzo Settore, a cui come Associazione apparteniamo, ribadito e regolamentato con la legge di Riforma; ricordo tra l’altro che stiamo ancora attendendo il decreto attuativo. Il Terzo Settore è vincolato da una infinità di regole per i suoi bilanci, deve rendicontare tutto, misurare l’impatto sociale, fare il bilancio sociale, rendicontare il 5 per mille, così per le raccolte fondi: è giusto che sia così. Lasciamogli però i pochi strumenti che ha a disposizione per esercitare quella sussidiarietà riconosciuta nella Carta Costituzionale, oggi strategica e tanto evocata.

Ribadisco, gli amici delle Forze dell’Ordine hanno bisogno da subito di un intervento strutturale serio, articolato, continuo e certo per operare: aiutiamoli con misure stabili  e definitive da parte dello Stato, non costringiamo i cittadini a intervenire ancora una volta al posto dello Stato”.

Comunicato stampa – Fase 3, il Governo dia vita a impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani

Non è ancora tempo di abbassare la guarda nella lotta al Covid-19 ma è ora di compiere ulteriori passi in avanti nella ripartenza del nostro Paese.  Interviene su questo punto il presidente ANLA Edoardo Patriarca con la seguente dichiarazione.

“Cerchiamo di far compiere al nostro Paese un balzo in avanti qualitativo, facendo tesoro delle riflessioni e delle ricerche fino ad ora condotte. La Fase 3 sia capace di visione e al contempo di una concretezza virtuosa e trasformatrice, guidata dalla pratica del principio di sussidiarietà” spiega il presidente Patriarca che continua richiamando la centralità del Terzo Settore “Il welfare non è questione ancillare per la ripresa: temo prevalga ancora in troppi ambiti la concezione del welfare come spesa. In realtà si tratta di uno dei più lungimiranti fra gli investimenti perché tocca le infrastrutture sociali che valorizzano le comunità locali. Abbiamo ora davvero l’occasione di dar vita a un nuovo patto che metta al centro la cultura della cura, condivisa e progettata tra pubbliche amministrazioni, Terzo  Settore e Imprese”.

Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner. Cute kids and grandmother are preparing homemade food. Old senior woman is teaching three girls. Children chef concept. (Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner

Per cambiare veramente le cose, sottolinea il presidente Patriarca, occorre avere il coraggio di credere veramente nel cambiamento e questo è possibile solo investendo strutturalmente nell’ambito della cura alla persona “Occorrono investimenti adeguati e per averli occorre cambiare l’impostazione generale, ancora troppo livellata sul piano assistenziale. Senza impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani non vi sarà alcuna ripresa ma solo palliativi e qualche punto in più di PIL se andrà bene”. La concretezza del fare bene il bene spinge il presidente di ANLA Patriarca a redigere un elenco preciso: “La nostra agenda è già scritta: completamento della riforma del Terzo Settore; investimenti per i servizi all’infanzia da 0 a 6 anni; lotta alla dispersione scolastica con scuole aperte tutto il giorno; contrasto alla povertà educativa; rifondazione del sistema delle Residenze per anziani; approvazione della legge sull’invecchiamento attivo e sui caregiver familiari. Non abbiamo bisogno di passerelle mediatiche ma come Associazione siamo pronti a collaborare e a fare la nostra parte perché come anziani del lavoro e volontari siamo in grado di incidere concretamente nel tessuto sociale”. Il presidente Patriarca chiude con un duplice auspicio: “Come Associazione ci auguriamo che il Familiy Act diventi presto legge dello Stato, e allo stesso tempo chiediamo concreto e adeguato sostegno fiscale al welfare aziendale”.