Salute, diritto fondamentale

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) I giornali di alcuni giorni fa hanno fatto circolare la bozza del piano pandemico per gli anni 2021/23, un documento assolutamente necessario e indispensabile per superare questa epidemia e per prepararci  ad un’altra eventuale emergenza sanitaria. Un passaggio del testo ha lasciato tutti sconcertati:  “i medici curino prima chi può salvarsi”. Una dichiarazione inaccettabile da un punto di vista etico e anticostituzionale. Il Ministero si è  affrettato a dichiarare che si trattava solo di una bozza. Ma gli interrogativi si affollano: come può un dirigente ministeriale, o comunque l’estensore della bozza solo immaginare uno scenario di questo tipo?

L’articolo 32 della Costituzione recita : “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

La salute è un fondamentale diritto dell’individuo, sta qui il cuore della dichiarazione. Non  si tratta di giovani o anziani, di dare precedenze o salvaguardare particolari settori della popolazione. È un diritto fondamentale perché attorno alla tutela della salute si cela un caposaldo della nostra cultura umanistica, il diritto inviolabile alla  vita di ogni persona. La pandemia ha rivelato le fragilità del nostro sistema sanitario troppo frettolosamente evocato come il “migliore del mondo”. I tagli di questi decenni, il pregiudizio economicistico  secondo il quale   sanità e salute siano  da annoverare nel capitolo sprechi  e ruberie di vario tipo  ha fatto il resto. Si tratta ora di ricostruire una sanità più a misura di persone, soprattutto di quelle più fragili e bisognose di cure. Prevenzione, medicina territoriale, telemedicina, ammodernamento dei dispositivi tecnologici e delle strutture ospedaliere sono i capitoli da approntare con progetti concreti e fattibili. Senza sprechi, con lo sguardo lungo. E va da sé che un piano pandemico non possa che prevedere la tutela della salute e della vita di tutte le persone che risiedono nel nostro paese.

La nostra Associazione in questi mesi non si è tirata indietro, quando è stato necessario abbiamo espresso le nostre critiche e osservazioni con responsabilità e rispetto delle istituzioni. Abbiamo voluto richiamare    la   “stagione  della libertà” che vivono in particolare  le persone anziane e i  bambini, due fasce di popolazione che hanno pagato pesantemente le conseguenze della pandemia. E riaffermare il diritto al  “ tempo della libertà” per entrambi, in questi mesi  costretti nelle mure  di casa, impauriti, spesso in solitudine.

Lo ribadiamo senza alcun indugio: invitiamo  i nostri aderenti a rispettare le indicazioni delle autorità, alla prudenza, a contrastare i  “populismi negazionisti” che non fanno parte del DNA associativo, siamo fiduciosi nella scienza e nella conoscenza, condanniamo l’ ignoranza manipolata, amiamo la cultura che costruisce legami e non si affida alla paura.   Rispettiamo le regole ma non rinunciamo a dire la nostra.

Si giunga al più presto ad una vaccinazione per tutti. E ricominci la vita e il tempo della libertà  responsabile. Noi siamo pronti.