Summer School 2020 ANLA, ripensare l’età attuale

Gli interventi di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, e della dott.ssa Ester Dini, Esperta di mercato del lavoro e attualmente responsabile del Centro Studi della Fondazione Consulenti del Lavoro, hanno aperto ieri la Summer School ANLA 2020 organizzata dall’Associazione al Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo. Commenta il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “La sessione è stata dedicata a comprendere in profondità ciò che è accaduto nella vita delle comunità nell’anno del coronavirus. Mons. Paglia  ha offerto una riflessione sulle tante solitudini  incontrate  e al contempo sulla ricchezza di relazioni  riscoperte, sul significato profondo di amicizia e del prendersi cura. L’analisi puntuale dei dati economici e occupazionali forniti da Ester Dini  ha consentito di individuare le sfide che ci attendono e il ruolo cruciale che potranno svolgere le associazioni,  Anla in particolare”.

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Il presidente Patriarca con Ester Dini

Monsignor Paglia ha richiamato l’urgenza di un nuovo paradigma per gli anziani, di una nuova comprensione di questa età della vita così importante per la società italiana: “tutti abbiamo purtroppo dovuto assistere ad una tragedia che non ci aspettavamo: il Coronavirus si è abbattuto in una maniera spietata soprattutto sugli anziani e noi siamo stati senza sapere cosa fare, assistendo persino all’impossibilità di tenere la mano, persino di condurre al cimitero. In questo senso è urgente un sussulto di pensiero e a mio avviso anche di amore. Dobbiamo ripensare il modo in cui tutti noi dobbiamo essere prossimi agli anziani diventati sempre più numerosi, diventati anche sempre più problematici nella quotidianità. È chiesto a tutti noi un sussulto di pensiero creativo perché gli anziani restino a casa accuditi e aiutati dai familiari, dai parenti, dai vicini e perché no anche dalla comunità cristiana perché questo è il senso del quarto  comandamento, onora il padre e la madre. Onoriamo i nostri anziani, è un grande compito perché tutte le altre generazioni possano apprendere il senso stesso della vita, perché la vita è lo sviluppo delle generazioni”.

Ester Dini ha svolto un’analisi del tempo presente mettendo in evidenza criticità e possibili punti di sviluppo: “Veniamo da mesi che hanno inevitabilmente segnato la vita degli italiani, non solo per la crisi economica e le incertezze legate al lavoro. In  questi mesi di lockdown gli italiani hanno maturato un approccio nuovo: ci sono stati fenomeni importantissimi, lo smart working, un processo amplissimo di alfabetizzazione digitale che ha riguardato anche la popolazione più anziana… gli italiani hanno fatto i conti con il loro tempo a disposizione, si sono trovati a poter dar sfogo ai propri interessi: elemento del tutto eccezionale hanno messo al primo posto lo studio, la lettura, aspetti che forse non ci si aspettava. Gli italiani hanno fatto anche il punto sulla loro condizione di vita, tantissimi hanno vissuto in solitudine, soprattutto gli anziani, il periodo del lockdown e molti hanno vissuto in abitazioni strette. Il lockdown ha per molti versi accelerato cambiamenti che erano già in atto e occorre mettere a fuoco le direttrici di sviluppo di questa nostra società oggi segnata incredibilmente dall’esperienza dello smart working e dal nuovo modello di organizzazione sociale che potrebbe scaturire dalla nuova concezione del lavoro, rispetto alla tecnologia che è diventata essenziale per tutte le nostre operazioni. Si pone oggi dunque un dilemma tecnologico… pensiamo poi al mito della globalizzazione che il lockdown ha arrestato, ponendo interrogativi sui rischi che un interscambio così globale può determinare per la nostra contemporaneità”.

 

Oggi la Summer School di ANLA prevede gli interventi del prof. Ivo Lizzola, professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, e della prof.ssa Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta, psicopedagogista docente, saggista e scrittrice.