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Il valore della formazione

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) In queste settimane tanto si è discusso della prossima riapertura delle scuole, dei ritardi, dei timori, delle occasioni perdute. La lunga quarantena ha fatto emergere come non mai il valore dell’educazione e della formazione nella costruzione della identità personale, e delle opportunità che esse aprono al futuro della vita di ciascuno. Uno degli asset strategici che vengono indicati nel Recovery Fund è l’ investimento in  formazione e ricerca per le nuove generazioni,  a significarne il valore prezioso e inestimabile che esso ha.

Solo chi possiede conoscenze trasversali, competenze e abilità,  abitudine al lavoro in equipe, flessibilità e adattabilità, avrà  gli strumenti necessari per realizzare  una vita buona. Abbiamo a cuore il futuro delle nuove generazioni ma è bene rammentare che la formazione continua è per tutta la vita, è quella che  assicura una vita degna anche quando si è anziani e che allontana nel tempo la non autosufficienza. Lo confermano le tante ricerche svolte in questi anni a livello internazionale. Da qui nasce il progetto di promuovere una Summer School per la nostra associazione, una occasione per formarci e continuare a dare un proprio contributo di pensiero per comprendere il tempo che viviamo. Per noi stessi anzitutto, ma più che altro per offrire ai nostri associati, ai nostri amici un punto di vista assai particolare e  raro perché  si nutre di una esperienza di vita e al tempo stesso di una tensione spirituale che ti porta oltre, un mix  di ingredienti che le giovani generazioni non riescono a possedere,   non per manchevolezza ma perché hanno intrapreso da poco il cammino della vita. Formazione per tutta la vita dunque: è questo l’imperativo che ci consegna questa lungo distanziamento fisico provocato dal Covid19.

Summer School ANLA 2020

Summer School ANLA 2020

Dunque, formazione come diritto e come dovere. Un diritto tutelato dalla Costituzione e che va garantito a tutti i bambini e le bambine, saremo vigili affinché la riapertura dell’anno scolastico avvenga in sicurezza e in qualità, non faremo mancare il nostro sostegno e se necessario suggerimenti e critiche. Un dovere per noi tutti: siamo una associazione di adulti impegnati a vario modo, non abbiamo rinunciato al nostro impegno di cittadinanza attiva, siamo presenti sui nostri territori e nelle aziende per tessere ponti   tra le generazioni, per mantenere vivo il testimone di una storia personale e comunitaria preziosa anche per il futuro. Il testimone lo si consegna se siamo ancora persone generative, aggiornate e soprattutto formate ai tempi nuovi. Un compito al quale non vogliamo rinunciare.

 

I nostri appuntamenti

Settembre si avvicina e con esso la ripresa delle attività associative di ANLA. Vi ricordiamo i principali appuntamenti:

innanzitutto, vi aspettiamo alla Summer School ANLA di settembre a Castel Gandolfo: iscrivetevi!

Per consultare il programma completo con tutte le iniziative previste, cliccate qui.

Per conoscere costi e logistica della Summer School ANLA 2020, cliccate qui.

Per chiedere informazioni e per iscriversi alla Summer School ANLA,  scrivete a iscrizione@anla.it

I 70 anni di ANLA

I 70 anni di ANLA

Concorso nazionale fotografico

ANLA, al fine di valorizzare l’impegno sociale e culturale dei propri tesserati, indice La 2^ edizione del Concorso Nazionale Fotografico sul tema “Kairòs19 – Istantanee al tempo della pandemia catturate attraverso gli occhi degli anziani”. Il Concorso ha l’obiettivo di raccogliere istantanee, attimi fermati nel tempo come solo le fotografie sanno fare: paure, sogni, sofferenze, speranze, emarginazioni e voglia di vivere; nella propria abitazione, nel condominio, nel quartiere, in un istituto, nei rapporti a distanza con figli e nipoti, anche nello schermo del telefonino, tablet o personal computer.

Clicca qui per informazioni e modalità di partecipazione

Concorso letterario nazionale

“… E passavano i giorni… “Questo l’incipit del 2° Concorso letterario ANLA Nazionale.

Un tema ispirato al periodo straordinario che abbiamo appena lasciato alle spalle ma che ancora abbiamo il dovere di tenere ben vivo nel presente. Non potevamo non abbinare questo concorso alla festa dei nonni, soprattutto nel ricordo di coloro che ci hanno lasciato, in questo difficile anno. Passavano i giorni, le settimane e poi i mesi… E non sarà stato uguale per tutti, ognuno di noi avrà avuto delle esperienze, delle sensazioni, delle fantasie da voler condividere con il prossimo, generosamente, riaprendo quel cassetto della memoria. Potrà essere doloroso ma anche liberatorio, questo ognuno di noi potrà scoprirlo con il proprio racconto.

Clicca qui per informazioni e modalità di partecipazione

 

 

 

 

 

Summer School ANLA

ANLA organizza la seconda edizione della Summer School. Abbiamo scelto come sede dei lavori il Centro Mariapoli Internazionale, una struttura particolarmente accogliente, tecnologicamente attrezzata e immersa nel verde per assicurare la migliore riuscita dei lavori in piena sicurezza e in grado di accogliere famiglie.Vi aspettiamo!

Summer School ANLA 2020

Summer School ANLA 2020

Per informazioni sul programma e sulla logistica, cliccate qui

Per informazioni sulle modalità di iscrizione e di partecipazione, cliccate qui

(Dal nr. 7-8/2020 di Esperienza) La pandemia ha impietosamente azzerato vite, sentimenti, abitudini, stili di vita. Possiamo anche raccontarci che non è così, che in fondo tutto sta tornando come prima, ma anche il più ostinato, se in buona fede, sa in fondo in fondo che questo evento ha segnato drammaticamente la nostra epoca. Non si supera  un simile spartiacque se non si fa il punto della situazione: solo comprendendo veramente la realtà che abbiamo vissuto e che viviamo possiamo ripartire senza paura di ulteriori errori. Anni ’20 dunque, con il tentativo nostro e di tutta quanta l’Associazione di aiutare ognuno di noi a compiere questo cammino, passare dalla condizione di sopravvissuto a protagonista. La Summer School che ANLA organizza a Castel Gandolfo il prossimo settembre e alla quale siamo tutti calorosamente invitati a partecipare vuole avere un duplice scopo: ritrovarsi per capire e ripartire per tornare a svolgere un ruolo di servizio da protagonisti nella nostra società. Ci aiuteranno in queste riflessioni intellettuali, filosofi, teologi, demografi, economisti di primaria rilevanza nazionale. Ivo Lizzola, ad esempio, docente di Pedagogia sociale e Pedagogia del conflitto, della marginalità e della devianza all’Università di Bergamo, ha recentemente affrontato il tema in più scritti. In “Generazioni e pandemia” pubblicato in La fede e la pandemia, I Quaderni di Dialoghi, Ave, si è domandato quali solchi abbia tracciato questa pandemia, evento che ha sospeso il tempo del mondo. Ivo Lizzola vive là dove il virus ha colpito più duramente e leggendo emerge dalle sue parole la drammaticità di quanto ha veduto. Pensando ai più anziani, “La loro è attesa di non perdere, attendono delle attenzioni alla loro fragilità. Hanno colto che prestazione e cura non sono proprio la stessa cosa, che servizi e prossimità neppure”. Di fronte alla drammaticità di un evento che azzera la vita, l’uomo finisce con il chiedersi cosa veramente conta e cosa veramente sia possibile trasmettere alle giovani generazioni: “In un certo numero hanno colto ciò che avevano da offrire ai tempi giovani che bussano alla porta. Con la consapevolezza (quanto riuscirà a consolidarsi?) che un evento lascia macerie, anche cattive nostalgie, e può avvelenare la speranza. E che è duro e grande impegno quello di pulire il futuro, di tenerlo aperto al nuovo ed alla generazione. Perché sia un cammino di vita, e di giustizia: e nessuno sia escluso, scartato perché “incapace” o pesante. Adulti e anziani tesi al futuro, capaci di futuro. Sapendo che lo abiteranno come futuro anteriore, come seminato. Ma saranno stati capaci, avranno avuto desiderio d’augurio e d’anticipo”

Summer School ANLA 2020 a Castel Gandolfo (ROMA)

(di Antonello Sacchi) Cari amici, il presidente nazionale Edoardo Patriarca guiderà la seconda edizione della Summer School che si terrà a Castel Gandolfo, famosa località dei Castelli Romani a pochi chilometri dalla capitale. Abbiamo scelto il Centro Mariapoli Internazionale per la bellezza del luogo, la capacità ricettiva, le strutture ampie e confortevoli in grado di assicurare lo svolgimento dei lavori in piena sicurezza. S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, Ester Dini, Responsabile Centro Studi alla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Ivo Lizzola,  professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, Maria Rita Parsi, psicologa, docente e scrittrice, Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, saranno i relatori della tre giorni che prenderà il via venerdì 25 settembre con la seguente articolazione (il programma potrà subire variazioni nei titoli degli interventi e negli orari):

Centro_Mariapoli_aula

Centro_Mariapoli_aula

Venerdì 25 settembre

- Introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca (ore 15.30)

- La nuova situazione   (dott.ssa Ester Dini) (ore 16.00).  

- Gli anziani nel post Covid-19  (S.E. Mons. Vincenzo  Paglia) (ore 17.00)

- Cena in Mariapoli.

Sabato 26 settembre

- Visita alla Residenza Pontificia di Castel Gandolfo e ai giardini (mattina)

- pranzo in Mariapoli

- L’orizzonte (prof. Ivo Lizzola) ore 15

-  Gli anziani e i bambini oltre la pandemia (prof.ssa Maria Rita Parsi)  ore 17

- Cena in un locale caratteristico a Castel Gandolfo ore 20

Domenica 27 settembre

- S.Messa (per chi desidera parteciparvi) in Mariapoli  ore 09.00

- Previdenza 2021: aggiornamenti (prof. Alberto Brambilla)  ore 10

- pranzo e arrivederci all’anno prossimo

Centro_mariapoli_giardino

Centro_mariapoli_giardino

Per partecipare è previsto un contribuito una tantum di euro 50,00 ed è necessario iscriversi: occorre pertanto contattarci all’indirizzo e-mail  iscrizione@anla.it e seguire le indicazioni che verranno date. Potete vedere la struttura del Centro Mariapoli cliccando qui 

Vi aspettiamo!

 

Con ANLA in Portogallo!

Dopo l’esperienza del viaggio a Terra Santa fra novembre e dicembre dello scorso anno, la presidenza nazionale di ANLA organizza un nuovo viaggio aperto a tutti i tesserati:  questa volta siamo diretti in Portogallo!

Lisbona, Coimbra, Fatima sono le principali località che saranno toccate in questo viaggio che inizierà il 18 novembre e si concluderà il 22 novembre. Affrettatevi perché c’è tempo fino al 15 luglio per iscriversi!

Qui potete scaricare il NUOVO programma

Lisbona

Lisbona

Per iscriversi, dovete seguire le indicazioni contenute nel modulo di iscrizione che Qui potete scaricare

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Solidarietà

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Oggi dedico la riflessione alla parola solidarietà.
E parto, come mio solito, dal suo significato etimologico. Solidarietà deriva dal latino solidus, solido, o solidum che significa moneta, e dall’espressione del diritto romano in solidum obligari («obbligazione in solido»).
Ci tornerò su fra un po’. Per noi la parola solidarietà indica un sentimento, un atteggiamento che è parte costitutiva della dimensione umana; una virtù praticata da tanti, la vicenda del coronavirus l’ha riportata potentemente   alla nostra attenzione. Sembrerebbe dunque una parola  antica, da sempre presente nei nostri scritti.  In realtà   il termine è entrato tardi nella lingua italiana, e ci  è arrivato dal  francese  solidarité, che negli anni della Rivoluzione francese ha assunto il significato di “sentimento di fratellanza”. Nella nostra lingua il termine si è diffuso a metà dell’Ottocento ed è  comparsa  per la prima volta nel Dizionario politico popolare pubblicato nel 1851,  definita come «responsabilità reciproca e comune fra più persone».
Voi mi direte che sulla solidarietà è stato scritto tutto, e che sia inutile approfondire. È vero, c’è poco da aggiungere. Eppure questa  parola bella come tante altre rischia di essere abusata e utilizzata come condimento in troppe   pietanze tanto da farci  dimenticare il suo sapore. Non voglio tediarvi nel  descrivere   le  nuove forme attraverso le quali la solidarietà oggi si esprime: ricerche, studi, indagini ci rappresentano i tratti e l’evoluzione  del mondo della solidarietà.  Per di più L’Istat annualmente ci descrive l’arcipelago del non profit  con elementi di conoscenza sempre  più dettagliati.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Vi propongo un altro percorso.  Mi piace riprendere il  primo significato,   solidus solido, un attributo  che   poco si addice con una pratica saltuaria o occasionale, nel caso della solidarietà per esempio con una azione scaturita dalla commozione provata per aver ascoltato una toccante storia  o per una catastrofe ambientale o per uno stato di necessità. Nella Evangelii gaudium di Papa Francesco della solidarietà si  dice che  non è «una mera somma di piccoli gesti personali nei confronti di qualche individuo bisognoso, il che potrebbe costituire una sorta di “carità à la carte”, una serie di azioni tendenti solo a tranquillizzare la propria coscienza». Una persona è solidale se è anche solida, cioè se assume la solidarietà come  tratto peculiare del proprio stile di vita, e del modo di pensare tutte le dimensioni della vita personale e collettiva. Non  è filantropia o beneficenza (pure importanti, ci mancherebbe!), non è partecipare alle raccolte fondi o firme per appelli, pure importanti. È qualcosa di più.  Nella Sollicitudo Rei Socialis  di Giovanni Paolo II in un passaggio  la questione viene chiarita con una  sorprendente sintesi. “Questa [la solidarietà], dunque, non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo veramente responsabili di tutti”.
Si parla di determinazione ferma e perseverante. E  una determinazione è ferma e perseverate solo se ha un respiro lungo, se è solida e ben progettata, se non si affida alle emozioni del momento, se ha la cifra della durata, del prendersi  cura sul serio e non per un attimo.
La pandemia potrebbe fornirci una opportunità inaspettata  per dare forza al dovere di solidarietà previsto nella Costituzione: più giustizia sociale, un welfare di comunità, spazio maggiore alla sussidiarietà che chiama tutti i soggetti  alla responsabilità di operare per il ben comune. Non solo per  il valore straordinario che porta con sé  ma per l’ impatto positivo  che ha  sulla economia, necessariamente  più civile, più sostenibile,  più democratica. E quindi più profittevole.

Comunicato stampa – Lavoro, il Governo ascolti veramente la voce di chi è in difficoltà

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca: “Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

“Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”: oggi ricordiamo i 50 anni dello Statuto dei Lavoratori e questa frase del Presidente della Repubblica ci spinge a ricapitolare l’eccezionale periodo che stiamo vivendo, riportando al centro gli interessi reali del Paese” spiega il presidente ANLA Edoardo Patriarca che prosegue: “Stiamo uscendo dalla pandemia con grande difficoltà – il pericolo non è del tutto scongiurato, dobbiamo convivere con il virus e dobbiamo fare molta attenzione alla nostra vita sociale – e questo grazie al coraggio e alla determinazione degli italiani che, tranne poche eccezioni, confermano il nostro essere capaci di grandi sacrifici e di poter raggiungere gli obiettivi che vogliamo. Quello che ora vogliamo è lavorare. Non un sussidio o un bonus, vogliamo un lavoro serio in cui ogni lavoratore possa ritrovare libertà, solidarietà e giustizia, un lavoro che possa dare dignità alla persona perché il lavoro vero è lavoro dignitoso, sicuro, qualificante della dimensione sociale di ognuno di noi. Dovremo affrontare una sfida senza precedenti, dettata dall’emergenza sanitaria che il nostro Capo dello Stato ha sottolineato averci dimostrato “che la protezione sociale, la sicurezza, la stessa possibilità di progettare il futuro poggia anzitutto sul lavoro”. Cosa scriverebbero oggi gli autori dello Statuto dei Lavoratori? Mi sono più volte posto questa domanda, e vedendo in queste giornate di lockdown donne e uomini continuare a fare il proprio dovere con abnegazione e senza risparmiarsi, ho pensato che il bene comune è il collante della nazione, che anche il lavoro non può fare a meno della solidarietà che non si improvvisa ma che deve essere tratto peculiare di ogni persona, determinazione a occuparsi del bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo responsabili di tutti come ci ricorda la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II di cui abbiamo appena ricordato il centenario della nascita. Allora il lavoro non può che essere giusto, sicuro, dignitoso ma anche flessibile, capace non di rivendicazioni ma di adattamenti allo spirito del tempo perché non ha più senso la sopravvivenza di antichi privilegi. Anche questo concorre a definire giusto il lavoro, che per definizione deve essere scevro da privilegi. Poi penserei che il lavoro è una cosa seria, e la nostra ANLA, fatta dai lavoratori anziani d’Italia, lo dimostra: la serietà non va a braccetto con le parole al vento, ma si lega alla concretezza della vita e della quotidianità, che è fatta di sacrificio, di aiuto, di condivisione”.  Conclude il presidente Patriarca: “Non è più tempo di proclami, ma di aiuti concreti verso tutti i lavoratori e non solo verso alcune corporazioni a scapito di altre: penso alle scuole paritarie, alle strutture private per l’infanzia che non hanno ricevuto aiuto adeguato, a tutti quei giovani che vorrebbero impegnarsi nel servizio civile ma che dovranno fare i conti con una dotazione data al settore dal recente decreto che definire insufficiente è un eufemismo. Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Viaggio nell’arte: la cupola del Brunelleschi

La “cupola delle meraviglie”, cioè la cupola del Duomo di Firenze, ancora oggi una delle più grandi costruzioni in muratura esistenti al mondo. Un viaggio nella storia dell’opera costruita “senza centine” cioè senza supporti di sostegno da parte di Filippo Brunelleschi attraverso aneddoti e curiosità narrati da Federico Napoli, storico dell’arte.