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Prendersi cura della persona anziana

“Il documento presentato oggi dalla Pontificia Accademia per la Vita rappresenta un significativo passo in avanti nella comprensione dell’attuale momento pandemico in vista della costruzione del domani a cui siamo tutti chiamati”. Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca così commenta il testo “La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia” presentato nella Sala Stampa della Santa Sede e aggiunge: “Papa Francesco ci ha ricordato più volte che da una crisi non si esce mai uguali a prima ma migliori o peggiori: solo partendo da un’attenta analisi dell’esistente si possono trovare le prospettive di miglioramento da percorrere. La pandemia, e il documento lo mette bene in evidenza, ha rafforzato l’idea che la “ricchezza degli anni” sia un tesoro da valorizzare e proteggere”.

Conferenza stampa di presentazione del documento della Pontificia Accademia per la Vita

Conferenza stampa di presentazione del documento della Pontificia Accademia per la Vita

Il presidente Patriarca ricorda che Mons. Paglia è stato graditissimo relatore alla Summer School di ANLA organizzata lo scorso settembre al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo e commenta: “Il documento sottolinea come spesso manchi un disegno generale che aiuti a vivere bene, in pienezza, gli anni che la natura e la scienza ci donano da vivere in più rispetto a quelli che hanno vissuto le generazioni passate e per fare questo è necessario un progetto che aiuti gli anziani a essere protagonisti attivi della propria esistenza. Questo passa inevitabilmente dall’anello più debole rappresentato dalla malattia o dalla non autosufficienza: ecco dunque la necessità, avanzata dal testo vaticano, di un ripensamento dei modelli assistenziali degli anziani a livello culturale e di coscienza civile e cristiana. Come ANLA abbiamo già ribadito più volte la necessità di un nuovo modello per le RSA e abbiamo parlato della fondamentale importanza dei care-giver nella convinzione che la permanenza delle persone più anziane nella propria abitazione o in famiglia sia la soluzione da cercare il più possibile, per la salute e la qualità della vita dei nostri cari. Mi sembra che il documento faccia emergere l’intreccio indissolubile fra piano umano, sociale, medico e qualitativo della situazione degli anziani oggi, cosa che come Associazione la sperimentiamo ogni volta nelle nostre attività di prossimità che ci sono concesse nel rispetto delle norme anti – Covid: la complessità della persona umana anziana, sottolineo persona perché è da lì che dobbiamo partire se vogliamo progredire, è tale per cui non si può risolvere solo uno degli aspetti che la qualificano per poter farla stare bene. Lo sanno bene i nostri volontari che operano a Bologna nel trasporto delle persone in attesa di dialisi dove l’aspetto umano è nel cammino di salute tappa fondamentale o in Toscana o in Friuli o in altre parti d’Italia dove l’attenzione al prossimo, la valorizzazione di attività che le persone anziane possono ancora svolgere da volontari nel campo della cultura, dell’arte, del turismo sociale possono far sì che le persone più avanti in età possano dare ancora un valido contributo alla costruzione del bene comune. O ci prendiamo cura della persona anziana sotto tutti i punti di vista o otteniamo solo palliativi. Per noi di ANLA il fulcro di tutto ciò è la protezione della famiglia, il potenziamento delle misure che possono consentire a più generazioni di vivere sotto lo stesso tetto. Qui possiamo allora sperimentare quella ripresa del dialogo fra giovani e anziani volto al travaso di conoscenze, competenze, saggezza e voglia di vivere che finisce con l’essere a doppio senso di circolazione, dagli anziani ai giovani e viceversa. Come ANLA, Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, che nella nostra vita anche professionale abbiamo fatto tesoro di saperi non scritti, siamo impegnati e ci sentiamo ancora di più chiamati, a questo scambio generazionale”.

 

Nonni e nipoti in dialogo

Nei giorni scorsi abbiamo diffuso il seguente comunicato stampa:

“Ringraziamo Papa Francesco per il grande dono della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani” sottolinea il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca “ideale compimento di un magistero che fin dal suo inizio ha voluto essere attento alla vita quando è debole, l’infanzia e l’età anziana. Come Associazione nazionale di lavoratori anziani plaudiamo all’iniziativa perché consente di porre in evidenza il ruolo sociale svolto dagli anziani e dai nonni in particolare. Da anni sottolineiamo il notevole apporto, talora anche in termini economici, che le generazioni più anziane danno a quelle più giovani e il prezioso ruolo giocato dai nonni nel welfare familiare e quindi nel sociale del nostro Paese.

Oggi tuttavia c’è qualcosa di più. La pandemia ha radicalmente mutato il contesto nel quale viviamo e lo sta facendo in tutto il mondo. Anche gli anziani hanno dovuto cambiare nuovamente il loro modo di vivere, rinunciando spesso a quella socialità che diventa a un certo punto della vita indispensabile per il proprio equilibrio psico – fisico. In un contesto che ha visto bloccare quasi ogni tentativo di aggregazione e pressoché ogni iniziativa associativa, gli anziani sono di nuovo tornati ad essere anello debole della nostra società. Abbiamo cercato di alleviare questo stato grazie all’impiego della tecnologia – penso alle video chiamate o agli incontri sulle piattaforme digitali o anche alle telefonate – ma gli anziani come i più piccoli hanno bisogno del calore di un incontro, della tenerezza di uno sguardo, della forza della compagnia, non per vivere di ricordi – sarebbe questo già un errore in partenza – ma per condividere insieme un tratto di strada con la dolcezza dell’amicizia e del comune percorso intrapreso. Non è ancora il momento, dobbiamo proteggere i nostri anziani in attesa che la vaccinazione contro il virus possa essere realmente alla portata di tutti, ma come ANLA sentiamo il desiderio di aiutare – anziani noi con altri anziani – a spezzare la freddezza dell’isolamento consentendo, è il Papa che l’ha ricordato ieri nelle sue parole dopo l’Angelus, l’incontro fra nonni e nipoti. Allora come Associazione desideriamo promuovere su tutto il territorio nazionale non l’ennesimo concorso ma un progetto, “i nonni che scrivono ai nipoti” nell’ambito del quale da oggi fino alla quarta domenica di luglio, festa dei “nonni” di Gesù, raccoglieremo le lettere e i messaggi che i nonni d’Italia vorranno scrivere, per presentarne una selezione al Papa, pubblicarli sul nostro periodico Esperienza e festeggiare ancora una volta, come già facciamo ogni 2 ottobre, festa dei nonni nella Repubblica italiana, chi ci ha donato la vita, il cuore, l’affetto. Il Papa, nell’udienza che ha voluto concederci lo scorso 16 dicembre 2019, ci ha ricordato: “Il futuro – e questo non è esagerato – sarà nel dialogo fra giovani e anziani. Se i nonni non dialogano con i nipoti, non ci sarà futuro. Siamo tutti chiamati a contrastare questa velenosa cultura dello scarto. Siamo chiamati a costruire con tenacia una società diversa, più accogliente, più umana, più inclusiva, che non ha bisogno di scartare chi è debole nel corpo e nella mente, anzi, una società che misura il proprio “passo” proprio su queste persone”. Noi di ANLA abbiamo scelto di mettere al servizio del nostro Paese, per la costruzione del bene comune, quanto abbiamo appreso nella nostra vita in termini di professionalità e lavoro, dal volontariato in ambiti sanitari delicati come a Bologna o nell’ambito culturale come in Toscana, alla semplice presenza in compagnia come nei gruppi di anziani d’azienda in tutta Italia. Nonni e nipoti sono il nostro bene più grande, sono la trasmissione della vita”.

L’eroicità della quotidianità

In data odierna abbiamo diramato il seguente comunicato:

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca plaude al gesto del Presidente della Repubblica che ha conferito le onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Il presidente Anla sen.Edoardo Patriarca alla Festa del Lavoro 2019 al Quirinale

Ringraziamo il Capo dello Stato per questa sensibilità che va oltre le persone insignite dell’onorificenza a cui vanno i nostri complimenti ed auguri” spiega il presidente Patriarca che continua “Leggiamo in queste nomine il riconoscimento pieno della quotidianità spesa al servizio del Bene Comune. In una società così duramente colpita dalla pandemia c’è bisogno di ricordare l’impegno a favore della collettività, perché altrimenti non si costruisce la “Res pubblica”, la cosa pubblica, il nostro stare insieme, ma anche di affermare che servire il Bene Comune può essere fatto in molteplici maniere e non esiste un canale privilegiato. Penso ai volontari di ANLA che lontano dalle luci della ribalta continuano un umile servizio a favore di chi più ha bisogno – e sono tanti davvero – a cominciare da una semplice telefonata di prossimità, un sorriso, fino ad un impegno più delicato come può essere il farsi carico del trasporto di persone in attesa di dialisi come a Bologna. In questo momento il nostro Paese non ha bisogno di testimonial o di singoli “supereroi” ma di eroi, perdonate il gioco di parole, del quotidiano che come le persone premiate possono essere ognuno di noi quando ci prendiamo a cuore la nostra società, che comincia prima di tutto nella nostra famiglia. Non c’è bisogno di fare imprese straordinarie, basta credere che un nostro singolo gesto può effettivamente fare la differenza”.

Conclude il presidente Patriarca: “Ringrazio a nome di ANLA il Capo dello Stato perché ci ha ricordato che ognuno di noi può e deve fare la differenza nel posto in cui vive, per il bene della collettività”.

 

Maggiore rispetto per gli anziani

(Comunicato Stampa) “Gli anziani non sono mai stati così poco rispettati come in questi anni. Lo diceva nei mesi scorsi a Propaganda Live il grande Gigi Proietti, che ricordiamo oggi con affetto nel giorno della sua scomparsa, lo vediamo ogni giorno in una società che stenta a ritrovare il suo passo, rischiamo di farne amara prova nelle prossime difficili giornate segnate dalla ripresa della pandemia”: così il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca riflette sulle possibili misure che la nostra società dovrà adottare per contrastare l’aumento dei contagiati e richiama come prioritaria la difesa della vita delle persone più avanti in età, più deboli nella lotta contro il virus ma non per questo “da accantonare”. “In questi giorni assistiamo a uno strano dibattito, voci incontrollate si levano da ogni parte suggerendo misure improbabili o ipotesi fantasiose accanto a voci serie, competenti e professionali che invece vanno ascoltate. In particolare abbiamo letto e sentito discriminazioni in materia di salute sulla base della speranza di vita, ipotesi di relegare in casa gli over 70 in quanto improduttivi o inutili etc etc. No, così non va. Un conto è dare indicazioni prudenziali sullo stile di vita da adottare in queste difficili giornate, un altro conto, inaccettabile, è effettuare discriminazioni e limitare la vita, spesso già difficile, degli anziani”. Il presidente Patriarca richiamando i valori condivisi della Costituzione italiana ritiene inaccettabile un confinamento degli anziani sulla base della loro “produttività” e afferma: “Gli anziani sono la nostra memoria, il centro dei nostri affetti, le nostre radici: dobbiamo lottare contro ogni possibile emarginazione. Sappiamo benissimo che l’età avanzata li rende più vulnerabili al virus e dobbiamo cercare, responsabilmente, gli strumenti e gli accorgimenti sanitari più idonei per proteggerci tutti insieme, ma respingiamo con forza l’idea di adottare una misura che sa di “confinamento” dettata esclusivamente da logiche che nulla hanno a che vedere con il rispetto della persona”. Il presidente Patriarca invita al pieno rispetto delle norme sanitarie in essere che tutti dobbiamo rispettare e cita le parole che Papa Francesco ha rivolto all’ANLA lo scorso 16 dicembre in occasione dell’Udienza accordata all’Associazione per il suo settantesimo anniversario di fondazione, parole che sembrano davvero profetiche per il momento attuale: “Purtroppo, tante volte si scartano i giovani, perché non hanno lavoro, e si scartano gli anziani con la pretesa di mantenere un sistema economico “equilibrato”, al centro del quale non vi è la persona umana, ma il denaro. E questo non va. Il futuro – e questo non è esagerato – sarà nel dialogo fra giovani e anziani. Se i nonni non dialogano con i nipoti, non ci sarà futuro. Siamo tutti chiamati a contrastare questa velenosa cultura dello scarto. Siamo chiamati a costruire con tenacia una società diversa, più accogliente, più umana, più inclusiva, che non ha bisogno di scartare chi è debole nel corpo e nella mente, anzi, una società che misura il proprio “passo” proprio su queste persone”.

Il presidente Patriarca conclude: “Come ANLA diciamo con forza no allo scarto, all’emarginazione, no a soluzioni semplicistiche che fanno leva sull’emotività del momento che siamo chiamati a vivere. O tutti insieme combattiamo la diffusione del virus o tutti insieme ne usciremo sconfitti, se non sul piano sanitario certamente sul piano umano”.

Comunicato stampa – Fase 3, il Governo dia vita a impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani

Non è ancora tempo di abbassare la guarda nella lotta al Covid-19 ma è ora di compiere ulteriori passi in avanti nella ripartenza del nostro Paese.  Interviene su questo punto il presidente ANLA Edoardo Patriarca con la seguente dichiarazione.

“Cerchiamo di far compiere al nostro Paese un balzo in avanti qualitativo, facendo tesoro delle riflessioni e delle ricerche fino ad ora condotte. La Fase 3 sia capace di visione e al contempo di una concretezza virtuosa e trasformatrice, guidata dalla pratica del principio di sussidiarietà” spiega il presidente Patriarca che continua richiamando la centralità del Terzo Settore “Il welfare non è questione ancillare per la ripresa: temo prevalga ancora in troppi ambiti la concezione del welfare come spesa. In realtà si tratta di uno dei più lungimiranti fra gli investimenti perché tocca le infrastrutture sociali che valorizzano le comunità locali. Abbiamo ora davvero l’occasione di dar vita a un nuovo patto che metta al centro la cultura della cura, condivisa e progettata tra pubbliche amministrazioni, Terzo  Settore e Imprese”.

Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner. Cute kids and grandmother are preparing homemade food. Old senior woman is teaching three girls. Children chef concept. (Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner

Per cambiare veramente le cose, sottolinea il presidente Patriarca, occorre avere il coraggio di credere veramente nel cambiamento e questo è possibile solo investendo strutturalmente nell’ambito della cura alla persona “Occorrono investimenti adeguati e per averli occorre cambiare l’impostazione generale, ancora troppo livellata sul piano assistenziale. Senza impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani non vi sarà alcuna ripresa ma solo palliativi e qualche punto in più di PIL se andrà bene”. La concretezza del fare bene il bene spinge il presidente di ANLA Patriarca a redigere un elenco preciso: “La nostra agenda è già scritta: completamento della riforma del Terzo Settore; investimenti per i servizi all’infanzia da 0 a 6 anni; lotta alla dispersione scolastica con scuole aperte tutto il giorno; contrasto alla povertà educativa; rifondazione del sistema delle Residenze per anziani; approvazione della legge sull’invecchiamento attivo e sui caregiver familiari. Non abbiamo bisogno di passerelle mediatiche ma come Associazione siamo pronti a collaborare e a fare la nostra parte perché come anziani del lavoro e volontari siamo in grado di incidere concretamente nel tessuto sociale”. Il presidente Patriarca chiude con un duplice auspicio: “Come Associazione ci auguriamo che il Familiy Act diventi presto legge dello Stato, e allo stesso tempo chiediamo concreto e adeguato sostegno fiscale al welfare aziendale”.

Comunicato stampa – Lavoro, il Governo ascolti veramente la voce di chi è in difficoltà

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca: “Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

“Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”: oggi ricordiamo i 50 anni dello Statuto dei Lavoratori e questa frase del Presidente della Repubblica ci spinge a ricapitolare l’eccezionale periodo che stiamo vivendo, riportando al centro gli interessi reali del Paese” spiega il presidente ANLA Edoardo Patriarca che prosegue: “Stiamo uscendo dalla pandemia con grande difficoltà – il pericolo non è del tutto scongiurato, dobbiamo convivere con il virus e dobbiamo fare molta attenzione alla nostra vita sociale – e questo grazie al coraggio e alla determinazione degli italiani che, tranne poche eccezioni, confermano il nostro essere capaci di grandi sacrifici e di poter raggiungere gli obiettivi che vogliamo. Quello che ora vogliamo è lavorare. Non un sussidio o un bonus, vogliamo un lavoro serio in cui ogni lavoratore possa ritrovare libertà, solidarietà e giustizia, un lavoro che possa dare dignità alla persona perché il lavoro vero è lavoro dignitoso, sicuro, qualificante della dimensione sociale di ognuno di noi. Dovremo affrontare una sfida senza precedenti, dettata dall’emergenza sanitaria che il nostro Capo dello Stato ha sottolineato averci dimostrato “che la protezione sociale, la sicurezza, la stessa possibilità di progettare il futuro poggia anzitutto sul lavoro”. Cosa scriverebbero oggi gli autori dello Statuto dei Lavoratori? Mi sono più volte posto questa domanda, e vedendo in queste giornate di lockdown donne e uomini continuare a fare il proprio dovere con abnegazione e senza risparmiarsi, ho pensato che il bene comune è il collante della nazione, che anche il lavoro non può fare a meno della solidarietà che non si improvvisa ma che deve essere tratto peculiare di ogni persona, determinazione a occuparsi del bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo responsabili di tutti come ci ricorda la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II di cui abbiamo appena ricordato il centenario della nascita. Allora il lavoro non può che essere giusto, sicuro, dignitoso ma anche flessibile, capace non di rivendicazioni ma di adattamenti allo spirito del tempo perché non ha più senso la sopravvivenza di antichi privilegi. Anche questo concorre a definire giusto il lavoro, che per definizione deve essere scevro da privilegi. Poi penserei che il lavoro è una cosa seria, e la nostra ANLA, fatta dai lavoratori anziani d’Italia, lo dimostra: la serietà non va a braccetto con le parole al vento, ma si lega alla concretezza della vita e della quotidianità, che è fatta di sacrificio, di aiuto, di condivisione”.  Conclude il presidente Patriarca: “Non è più tempo di proclami, ma di aiuti concreti verso tutti i lavoratori e non solo verso alcune corporazioni a scapito di altre: penso alle scuole paritarie, alle strutture private per l’infanzia che non hanno ricevuto aiuto adeguato, a tutti quei giovani che vorrebbero impegnarsi nel servizio civile ma che dovranno fare i conti con una dotazione data al settore dal recente decreto che definire insufficiente è un eufemismo. Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Covid-19, emergenza educativa da 0 a 6 anni, possibile fonte di disagio per le famiglie

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato:

“Ci stanno a cuore i nostri anziani ma ci stanno a cuore anche i nostri bambini: la nostra Associazione da sempre ha nel dialogo intergenerazionale uno dei punti di riferimento del suo agire e come tale non possiamo non interrogarci sul futuro di entrambe le generazioni” esordisce il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca.

Continua il presidente Patriarca: “Siamo lieti che prosegua il confronto sulla riapertura delle scuole, su quanto investire, sulla manutenzione degli stabili, sulla formazione dei docenti e in genere su ciò che è necessario perché riparta il settore scolastico. Questo però non esaurisce le vere necessità delle famiglie. Come ANLA desideriamo richiamare l’attenzione su un settore che necessita di maggiore aiuto: i servizi educativi da zero a 6 anni”. Il presidente Patriarca richiama con forza questo aspetto, vitale per tutte quelle famiglie in cui entrambi i genitori dovranno tornare al lavoro ma non potranno contare sull’aiuto di nidi, asili e neppure su quello dei nonni, costretti a stare lontano nell’attuale situazione sanitaria in cui ancora non è chiaro neppure quali norme le persone anziane dovranno rispettare.

Logo ANLA

Logo ANLA

Prosegue il presidente Patriarca: “Come ANLA abbiamo precise domande che rivolgiamo ai decisori istituzionali: esiste un piano di riapertura di nidi e asili in tempi brevi in cui la salute dei nostri piccoli sia realmente tutelata? I comuni e il privato attivo nel sociale sono coinvolti? Come faranno i genitori con bimbi a tornare a lavorare senza questi servizi? È prevista una aspettativa retribuita in attesa della riapertura? O si sta immaginando che alla fine saranno le mamme a pagare il prezzo più alto di tutto ciò dovendo rinunciare al lavoro? L’Italia è uno dei paesi a più basso tasso di occupazione femminile: vogliamo abbassarlo ulteriormente?”.

Il presidente Patriarca auspica un gruppo di lavoro tra enti locali e privato attivo nel sociale per definire una strategia chiara con risorse adeguate. Conclude il presidente Patriarca: “Il dopo Covid-19 può ridisegnare una nuova stagione di attenzione all’infanzia anche in sinergia con le generazioni più anziane, in un paese con uno dei più bassi tassi di natalità e di povertà infantile ed educativa. Si sblocchino i fondi per istituire nuovi servizi per l’infanzia attenti alla conciliazione tra vita lavorativa e famigliare. Si ascoltino i territori, le migliori esperienze in atto nel paese. Le crisi se vissute con speranza ci possono aiutare a fare quel salto di qualità auspicato da tanti e poco praticato”.

Coronavirus, anticipare il pagamento del 5×1000

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Le Associazioni di Terzo Settore potrebbero riprendersi e continuare ad assicurare, nel rispetto delle normative emanate dallo Stato, il loro contributo così prezioso per la vita di tante e tanti cittadini italiani”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

A proposito delle misure economiche allo studio da parte del Governo per contrastare la crisi derivata dalla pandemia di Covid-19, il presidente Anla Edoardo Patriarca interviene con una proposta che, se recepita dall’Esecutivo, aiuterebbe tutto  il Terzo Settore: “In questi momenti così difficili per gli italiani che a memoria d’uomo non hanno mai vissuto  un simile pericolo, la solidarietà cerca di non arrestare del tutto la propria macchina in favore dei più deboli e dei più esposti al rischio, penso ad esempio agli anziani che spesso restano soli e spaventati sia nelle grandi città che nei piccoli centri del nostro grande Paese. Il Governo sta studiando misure straordinarie per l’economia e la vita quotidiana degli italiani che per i prossimi mesi ancora sarà segnata dalla straordinarietà di questo periodo che stiamo attraversando. Come ANLA, come Associazione del Terzo Settore, chiedo al Governo una misura semplice da attuare ma concreta e importantissima: l’anticipo del  pagamento delle competenze del 5×1000 alle Associazioni di Terzo Settore. Normalmente la cifra che i contribuenti italiani mettono a disposizione di queste Associazioni viene fatta conoscere ad aprile e erogata dallo Stato ai soggetti aventi diritto a luglio e agosto. Se questo pagamento venisse effettuato ora e non più a fine estate, le Associazioni di Terzo Settore potrebbero riprendersi e continuare ad assicurare, nel rispetto delle normative emanate dallo Stato, il loro contributo così prezioso per la vita di tante e tanti cittadini italiani. Anche in queste grandi difficoltà, ricordiamoci sempre dei nostri anziani e dare una mano a chi li aiuta può essere un ulteriore mezzo per far ripartire il Paese appena possibile”.

 

Coronavirus, il Paese non si ferma, noi non ci fermiamo, ANLA non si ferma

Coronavirus, il Paese non si ferma, noi non ci fermiamo, ANLA non si ferma. Questo il senso dell’intervento del  presidente di ANLA Edoardo Patriarca, ribadito anche ai microfoni di Uno Mattina lo scorso 25 febbraio.  Il presidente ANLA richiama con forza l’attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, bambini e anziani, che stanno particolarmente a cuore di ANLA, e lancia un invito alle famiglie per una ritrovata coesione sociale.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Ecco la dichiarazione del presidente Edoardo Patriarca: “ In queste giornate difficili il pensiero corre ai più deboli, bambini e anziani, che maggiormente sentono la pesantezza della situazione, la paura della malattia, la difficoltà della ricerca di un nuovo baricentro sociale per le mutate condizioni di vita. Desidero ribadire con forza che, nell’attenzione generale che le nuove condizioni sanitarie ci ricordano e che dobbiamo seguire, occorre vincere la paura e con coraggio riprendere la nostra vita. Abbiamo cura dei nostri anziani perché non si sono fermati un attimo, mai hanno “congelato” il loro esser nonni né sono venuti meno al sostegno alle famiglie, come sempre, come ogni giorno! Desideriamo stare particolarmente vicini alle nonne e ai nonni delle zone rosse d’Italia, che abbracciamo e che attendiamo come prima con il loro sorriso e la forza degli anni che segna il loro volto, rassicuranti come sempre, non appena la quarantena sarà terminata. Desideriamo ringraziare le nonne e i nonni d’Italia che, forti di una saggezza frutto di tanti anni e di tante esperienze vissute, sanno rassicurare le famiglie perché ogni emergenza passa, usando buon senso e seguendo le indicazioni sanitarie che ci verranno date. Ricordiamo anche le tante volontarie e volontari di Anla, i lavoratori anziani d’azienda, che non hanno mai interrotto le loro attività continuando a organizzare, programmare, gestire incontri, convegni, occasioni di svago, tenendo aperte le sedi, con grande fiducia nel futuro. Grazie nonne e nonni, anche in questi frangenti così delicati la vostra saggezza e la vostra esperienza sono utili al nostro Paese”.

Anziani, un universo vitale

A.N.L.A.

A.N.L.A.

Anla, Associazione nazionale Seniores d’Azienda, continua nelle determinazioni assunte al Convegno nazionale di Bergamo intitolato “Anziani, una risorsa per il Paese”. Spiega il presidente di Anla Antonio Zappi: “Noi vogliamo rinnovarci nella consapevolezza che la realtà attuale per tanti aspetti mette sempre più in luce come anche le Associazioni, come tutti gli uomini, non possono vivere da sole, ma debbono operare, nel rispetto delle  varie specificità, con altri compagni di viaggio per compiere, se possibile, cammini comuni… Ci apriamo con maggiore determinazione al dialogo con le altre Associazioni a noi affini non perché spinti da interessi di parte, ma nell’unica prospettiva oggi essenziale e possibile, la costruzione del “Bene Comune” al quale siamo chiamati. Da soli possiamo fare poco, uniti possiamo avere quel giusto ruolo di consiglio, consultazione, indirizzo, espressione di una esperienza acquisita attraverso anni di impegno quotidiano in tante realtà organizzate, pubbliche o private e di qualunque dimensione, esperienza di cui oggi il nostro Paese ha bisogno”.

In questo ambito rientra la presentazione odierna di una riflessione, avviata con il Censis, dal titolo “Verso un nuovo protagonismo sociale” in cui protagonista è l’anziano, presentata oggi ad alcune importanti Associazioni: Unione Mutilati per Servizio, Anpe Comit, Federanziani, Anse, Ugaf, Raisenior, Federazione Maestri del Lavoro d’Italia, Unitalsi, Age Platform Europe, 50 & più.

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