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#andratuttobene

I rapporti personali

(di Antonello Sacchi) Durante questa epidemia ho visto concretizzarsi nel senso peggiore l’antica massima latina, mutuata da Plauto, “homo homini lupus”: il contagio si diffonde da uomo a uomo, in un certo senso è il mio prossimo il mio potenziale nemico proprio perché potenziale untore. Untore fisico, perché possibile veicolo del virus. Untore psicologico perché possibile propagatore di malumore o di paura, o più banalmente di fake news, una volta si diceva di notizie inventate. A proposito, perché indugiare su immagini di morte o di grande criticità fisica quando  purtroppo queste possibili situazioni ci sono ben note?

Tramonto a Bordighera (si ringrazia l'Amministrazione Comunale per le immagini messe a disposizione)

Tramonto a Bordighera (Immagine di repertorio)

 

Poi però vedo persone che, bardate di mascherina e guanti, nel rispetto delle norme indicate dall’Autorità,  portano cibo e bevande a uno sconosciuto che non ha casa, a un anziano che vive da solo nel suo appartamento, o semplicemente fanno il loro lavoro perché la vita nelle nostre case possa proseguire. Allora comincio a pensare che alla fine di questa epidemia, perché finirà e speriamo ciò avvenga il prima possibile, ci ricorderemo di tante cose prima di andare a ballare nelle piazze come accadde alla fine della seconda guerra mondiale. Penseremo ai nostri cari che ci hanno lasciato, e ognuno di essi è mio familiare perché siamo veramente tutti fratelli e non lupi gli uni per gli altri, ci ricorderemo dei nostri medici e di tutto il personale sanitario che sta lottando per la salute di tutti, ci ricorderemo che non è scontato godere di un tramonto al mare, di una passeggiata nei boschi, o di un giro per le nostre meravigliose città Agostino parlava di “miracula quotidiana” a proposito del fatto che non è scontato nulla, neanche del fatto che gli alberi possano crescere… ecco cerchiamo di recuperare la dimensione dello stupore vedendo con occhi nuovi ogni cosa che prima dell’epidemia ci sembrava scontata, nostra di diritto, banale. La vita non è mai banale, e soprattutto non è un nostro diritto ma un bene da rispettare. Cerchiamo di pensare positivo, perché dovremo ripartire come Paese e come famiglie, con un po’ più di semplicità e meno retorica, anche e soprattutto nei rapporti umani, imparando a non prenderci troppo sul serio e a non arrogarci diritti. Quanto ci sembrano lontane ora certe cose…

Se volete sfruttare questo periodo anche per la lettura, vi segnalo un libro, rigorosamente in formato e-book. Sono le Confessioni di Sant’Agostino. Non storcete il naso pensando a un racconto agiografico… leggetelo anzi appassionatevi all’avventura umana di questo grande intellettuale vissuto a cavallo dei sec. IV-V in un momento in cui il mondo antico segnato dalla grandezza di Roma, crollava e si stentava a vedere un nuovo orizzonte. Leggetelo perché Agostino voleva una sola cosa, essere felice, e in questo libro racconta quanto gli è costato e cosa è per lui la felicità.

Tre riflessioni sull’emergenza

(di Edoardo Patriarca) Cari amici,

le crisi, sanitaria, umana, sociale, economica, che attraversiamo ci interpellano e provocano due possibili reazioni: il chiudersi a riccio o l’affrontare a viso aperto l’emergenza. I provvedimenti del Governo intervengono sulle criticità sanitaria e  economica  e vi comunico che come ANLA abbiamo avanzato all’Esecutivo una precisa richiesta, ripresa dalle agenzie stampa come potete leggere cliccando qui, in cui chiediamo di anticipare da parte dello Stato il pagamento del 5×1000 per ridare fiato a tutto il Terzo Settore. Le  crisi però portano con sé anche più opportunità per riguadagnare quelle dimensioni che abbiamo trascurato e quindi condivido con voi tre riflessioni.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Anzitutto il valore delle persone anziane, delle nonne e dei nonni. Sono le persone più fragili, quelle più aggredibili dal coronavirus e dalle malattie infettive. Eppure i nonni e le nonne, con  attenzione e premura e nel rispetto delle regole indicate dalle autorità,  stanno svolgendo il compito di sempre.  La chiusura degli asili nido, delle scuole di ogni ciclo, hanno riproposto all’attenzione dei media il servizio  di cura e di presa in carico che essi svolgono nei confronti dei  propri nipoti. Le reti familiari e amicali vanno curate sempre, si costruiscono con amore e pazienza, sono luoghi nei quali si apprende il  dialogo tra le generazioni. Guardarsi negli occhi, ascoltare  storie che i nipoti mai hanno ascoltato, il prendersi cura, i gesti di cortesia e di reciprocità, il trapasso di saggezza e di sogni che ti possono essere solo donati e  trasmessi da chi la saggezza l’ha nel cuore: perché non provarci anche dopo la fine dell’emergenza?

La seconda riflessione ci spinge a riscoprire la  fragilità come costitutiva della vita tutta.  Il coronavirus ha isolato migliaia di persone anziane nelle loro case: l’abbandono colpisce il cuore, fa sentire la propria vita inutile, innesca patologie depressive. Su questo difficile crinale i volontari stanno compiendo  un lavoro  davvero straordinario rischiando anche la propria salute. Non sono sole le malattie che portano alla non autosufficienza,  ma la solitudine e l’isolamento sociale che oramai colpisce oltre il 70 per cento delle persone in età avanzata.  Occorre   investire  sulla risorsa anziana con politiche che sostengano l’invecchiamento attivo nella fase di uscita dal lavoro, sostenendo il volontariato degli anziani (sono più di un milione), i centri di aggregazione, il turismo sociale, la formazione permanente.

Infine, le famiglie: oggi sono architrave nella gestione dell’emergenza. Meritano più attenzione, risorse e  servizi per la cura dei figli  e delle persone anziane. Le esperienze di smart working messe in cantiere dalle aziende diventino strumento stabile per la conciliazione  tra vita familiare e vita lavorativa. I congedi parentali per la cura  dei propri figli, attivati in questo difficile momento,   assumano una dimensione finalmente ordinaria e non più emergenziale.

Proviamo a ricordarcene quando sarà tutto finito. Coraggio, #andratuttobene

Il grande contributo delle nonne e dei nonni

Il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca sottolinea in questo breve messaggio il valore dell’impegno delle nonne e dei nonni in questi giorni difficili. Il loro contributo, già grande nella quotidianità, assume ora nell’emergenza i tratti dell’indispensabilità  anche solo nel seguire i bambini che devono restare a casa per la chiusura delle scuole.

Coronavirus, il Paese non si ferma, noi non ci fermiamo, ANLA non si ferma

Coronavirus, il Paese non si ferma, noi non ci fermiamo, ANLA non si ferma. Questo il senso dell’intervento del  presidente di ANLA Edoardo Patriarca, ribadito anche ai microfoni di Uno Mattina lo scorso 25 febbraio.  Il presidente ANLA richiama con forza l’attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, bambini e anziani, che stanno particolarmente a cuore di ANLA, e lancia un invito alle famiglie per una ritrovata coesione sociale.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Ecco la dichiarazione del presidente Edoardo Patriarca: “ In queste giornate difficili il pensiero corre ai più deboli, bambini e anziani, che maggiormente sentono la pesantezza della situazione, la paura della malattia, la difficoltà della ricerca di un nuovo baricentro sociale per le mutate condizioni di vita. Desidero ribadire con forza che, nell’attenzione generale che le nuove condizioni sanitarie ci ricordano e che dobbiamo seguire, occorre vincere la paura e con coraggio riprendere la nostra vita. Abbiamo cura dei nostri anziani perché non si sono fermati un attimo, mai hanno “congelato” il loro esser nonni né sono venuti meno al sostegno alle famiglie, come sempre, come ogni giorno! Desideriamo stare particolarmente vicini alle nonne e ai nonni delle zone rosse d’Italia, che abbracciamo e che attendiamo come prima con il loro sorriso e la forza degli anni che segna il loro volto, rassicuranti come sempre, non appena la quarantena sarà terminata. Desideriamo ringraziare le nonne e i nonni d’Italia che, forti di una saggezza frutto di tanti anni e di tante esperienze vissute, sanno rassicurare le famiglie perché ogni emergenza passa, usando buon senso e seguendo le indicazioni sanitarie che ci verranno date. Ricordiamo anche le tante volontarie e volontari di Anla, i lavoratori anziani d’azienda, che non hanno mai interrotto le loro attività continuando a organizzare, programmare, gestire incontri, convegni, occasioni di svago, tenendo aperte le sedi, con grande fiducia nel futuro. Grazie nonne e nonni, anche in questi frangenti così delicati la vostra saggezza e la vostra esperienza sono utili al nostro Paese”.