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Salute e scuola, priorità

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Due passaggi del discorso di mercoledì del Presidente Draghi in Parlamento meritano di essere ripresi da parte nostra.

La denuncia di quanto sta accadendo in alcune Regioni

“Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune regioni seguono le disposizione del ministro della salute, altri trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità, probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti”.

La Corte per parte sua ha ribadito che durante una emergenza nazionale sanitaria le decisioni finali spettano al Governo. Ciò nonostante le anomalie e le discrasie riscontrate in questo anno terribile mettono in luce le differenze che marcano le venti sanità regionali che vanno a discapito della popolazione più fragile, persone anziane e non solo. Una riflessione andrà posta con intelligenza, evitando inutili contrapposizioni o ideologie tardo novecentesche. Lo abbiamo ribadito anche noi di ANLA in questi lunghi mesi: la salute è un bene comune, la vita e la dignità delle persone sono inviolabili e vanno tutelate su tutto il territorio nazionale. Non può più valere il noto refrain secondo il quale in Italia, per vedere tutelati i propri diritti costituzionali (non solo la salute), conta dove nasci. Non è più tollerabile perché a pagare non è la popolazione benestante che può consentirsi le trasferte extra regionali in ospedali di altre regioni, ma le persone più fragili e povere che sono tante, più di quanto si possa immaginare.

Ci ha fatto piacere anche il richiamo alla scuola. 

“Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire la  scuola in primis . Cominceremo a riaprire almeno le scuole primarie e la scuola dell’infanzia, anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo – sottolineo che è una speranza – di poterlo fare subito dopo Pasqua”.

Classroom

Quante volte lo abbiamo scritto e comunicato che la nostra Associazione, composta in gran parte da adulti anziani-adolescenti, ha a cuore i bambini e le bambine: è nel rapporto intergenerazionale che si gioca il futuro di una comunità. Non vogliamo apparire la generazione dei diritti acquisiti, e contrastiamo lo scontro spesso raccontato dai media tra generazioni. E dunque, presidente Draghi, sì riapriamo le scuole per l’infanzia e le scuole primarie, proviamoci per davvero. La scuola non è solo apprendimento, è scuola di vita, socialità, relazioni vive con gli adulti, uno spazio di libertà. Liberiamo così le famiglie, soprattutto le mamme, da un compito improbabile: il dover contemporaneamente lavorare a casa e al contempo  accudire e seguire i propri figli. La Salute, la tutela dei più fragili, come il diritto allo studio sono entrambi valori irrinunciabili.

DPCM del 18 ottobre 2020

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19». (Fonte Ministero della Salute).

In particolare, fra le norme introdotte in aggiunta a quelle già emanate, sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Qui il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 

Vi raccomandiamo di controllare costantemente per gli aggiornamenti in materia il sito del Governo, quello del Ministero della Salute, quello della propria Regione e quello del proprio Comune oltre a quello delle strutture sanitarie locali di riferimento.

“Non restare passivo a guardare la vita scorrere, vivila!”

(di Annalisa Gatti)

La scorsa newsletter ho terminato così, con un invito di Chiara Amirante tratto dal suo libro “E gioia sia”. Scusatemi se riprendo in mano l’argomento ma questo è un momento a dir poco particolare e credo ci faccia bene riflettere su chi siamo, quanto siamo importanti e quante cose grandi possiamo fare.

Si, perché questo virus, dalle dimensioni infinitesimali, ha messo l’umanità intera di fronte alla riscoperta della propria dimensione terrena e della sua fragilità. Sta mettendo in discussione tutte le nostre sicurezze: dove avevamo certezze adesso abbiamo dubbi, dove ci sentivamo forti ora ci sentiamo deboli. In una situazione come quella che stiamo vivendo la paura non serve, crea solo più confusione, porta all’egoismo e alla chiusura. La tentazione è stata proprio questa, ma invece una cosa la abbiamo capita: nessuno si salva da solo.

Lo ha affermato con decisione anche Papa Francesco quando ha pregato in una Piazza San Pietro deserta:” Siamo stati presi all’improvviso da una tempesta inaspettata e furiosa, ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto proprio ma solo insieme. Nessuno si salva da solo.” Solidarietà e fiducia, abbiamo aiutato chi era più esposto di noi, abbiamo avuto fiducia noi stessi di afferrare una mano tesa. Abbiamo vissuto un momento davvero incredibile in cui l’altro, ovvero un nonno da solo, un vicino di casa, un medico stremato, una cassiera esausta, avevano bisogno di noi e noi di loro.

Con il lockdown abbiamo dato un senso alle nostre giornate prendendoci cura degli altri, anche solo stando a casa, abbiamo avuto tutti una opportunità per darsi da fare e fare del bene. 

Chiara Amirante parla di vivere la vita, di individuare grandi mete, di avere grandi obiettivi. Ecco, credo che non ci dobbiamo far troppo distrarre da tante vanità che ci sembrano attraenti, non dobbiamo aver paura del giudizio e del rifiuto dell’altro. Non basta vivere da spettatori, guardare la vita scorrere veloce nella stessa routine che ci ha reso un poco pigri ed egoisti. Per sentirsi felici, appagati e gratificati, bisogna scendere in campo. Chiara nel suo libro parla di un viaggio importante che viene intrapreso senza aver stabilito la meta.

Le pandemie sono eventi catastrofici ma, come dice la virologa Ilaria Capua, sono anche dei “rimodellatori socialiobliterando il passato offrono lo spazio e la flessibilità per far entrare il nuovo.” Questo nuovo è il futuro al quale stiamo andando incontro. Ci fa paura il cambiamento ma la vita inevitabilmente ci cambia. C’è un prima e un dopo, prima e dopo una nascita, prima e dopo un incontro, prima e dopo un lutto. Ci sarà, (spero il prima possibile), un dopo pandemia e spero tanto che non ci dimenticheremo di quello che abbiamo vissuto. La felicità che si prova nel prendersi cura, nel sentirsi uniti, solidali, questo rinnovato senso di appartenenza è una ricchezza straordinaria. Prendersi cura. Abbiamo nel nostro paese una popolazione anziana numerosa e fragile nonostante abbia una vita ancora autosufficiente, ora questo virus li ha resi ancora più vulnerabili. A casa sono certamente più protetti ma magari più soli. Prendiamoci cura di loro, andiamo a visitarli, aiutiamoli ad utilizzare tablet e smartphone. Sarebbe bello poter dare loro modo di ascoltare audiolibri, magari giocare a carte o vedersi con amici da remoto, insomma cercare di avere relazioni a distanza piuttosto che rimanere isolati. La tecnologia in questo momento ha aiutato a riempire di contenuti tanta solitudine. Cosa possiamo quindi fare a livello sociale? Prenderci cura gli uni degli altri. Credo che questo porti alla felicità del cuore, ad un senso di pienezza che ti fa sentire davvero vivo. Chiara Amirante nel suo libro scrive: “Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te. Vorresti che qualcuno trovasse il tempo per ascoltare i tuoi problemi? Mettiti tu in ascolto di ciò che preoccupa qualche tuo amico. Vorresti che qualcuno ti chiamasse per fare due passi? Fallo tu. Desideri tanto che qualcuno ti dimostri concretamente la sua attenzione, si prenda cura di te? Cerca di essere disponibile e attento ai bisogni delle tante persone che conosci.”” Scoprirai che: c’è più gioia nel dare che nel ricevere!” (Atti 20,35).

Aspettando #ZeligCovidEdition

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca parteciperà sabato 30 maggio dalle 16 alle 18 al Salotto Smemolab/ Dentro Tutti in attesa dell’evento #ZeligCovidEdition. E’ possibile seguire l’evento in

www.facebook.com/DentroTuttiSmemolab

Interverranno Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Stefano Tabò  presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, Gherardo Colombo e  Gino & Michele, Nico Colonna e Sergio Stiamo, Antonio Silva e Leonardo Becchetti.

Spiega il presidente Patriarca “Si tratta di un evento che vede la convergenza di tanti enti non profit e come ANLA siamo stati invitati a partecipare al fine di mettere a punto, insieme, un’agenda che veda il mondo associativo e più in generale quello del Terzo Settore, impegnato per la ripartenza del nostro Paese”.

Aspettando_#ZeligCovidEdition

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