Archivio tag: edoardo patriarca

Esperienza 7-8/2020

(di Antonello Sacchi) E’ in corso di stampa il nuovo numero di Esperienza, relativo al bimestre luglio-agosto. Tanti i temi presenti nel periodico, a cominciare dall’annuncio della Summer School di ANLA che vivremo a Castel Gandolfo dal 25 al 27 settembre con il relativo programma. Benessere, medicina, corretta alimentazione, equilibrio psicologico ed emotivo dopo il lockdown sono alcuni fra gli argomenti trattati nelle tradizionali rubriche ma anche tanta attenzione al tempo libero perché, pur nella difficoltà del presente, possiamo attraverso la bellezza che ci circonda recuperare serenità. Vogliamo avere consapevolezza del difficile momento che stiamo vivendo facendo memoria delle tante vite spezzate o comunque segnate dalla pandemia e allo stesso tempo aprirci alla speranza vivendo con accortezza ma in pienezza il tempo che ci è dato. Ci aiuta in questa riflessione l’editoriale del nostro presidente Edoardo Patriarca di cui qui riproduciamo l’inizio: “È il tempo della ri-partenza! Non intendo usarlo come uno slogan già consumato, uno dei tanti luoghi comuni che hanno accompagnato il tempo della pandemia e del distanziamento sociale. Ma non abbiamo alternative, la nostra specie è maturata camminando sulle strade, siamo migranti per vocazione, viaggiatori curiosi e determinati. Ri-partire è l’unico modo per vincere la paura che prende cuore e pensieri e che rischia di rattrappire la nostra intelligenza forse oggi assopita e un po’ rassegnata.  Il pensiero di Hannah Arendt, ripreso da alcuni commentatori in questi ultimi giorni, ci viene incontro e ci illumina: “gli uomini non sono nati per morire ma per incominciare”. Dobbiamo imparare a ri-nascere in ogni momento della nostra vita, più che “mortali” siamo strutturalmente dei “natali” scrive Arendt: se nella prima nascita siamo venuti alla terra, la seconda nascita corrisponde alle azioni, alle opere e ai gesti che ognuno di noi mette in atto nella relazione con gli altri. Come declinare questo rinascere, questo incominciamento dopo il Covid 19?”.

Buona lettura!

Copertina di Esperienza 7-8/2020

Copertina di Esperienza 7-8/2020

Bonus baby sitter: aiutiamo le famiglie

nonni e nipoti

nonni e nipoti

Sulla novità del pagamento del “bonus baby sitter” utilizzabile per pagare i nonni (o altri parenti) non residenti nel nucleo familiare che accudiscono i nipoti, novità valida solo per l’attuale emergenza pandemica, introdotta dal decreto Rilancio e chiarita dall’Inps, ecco la dichiarazione del presidente Anla Edoardo Patriarca: “I nonni sono insostituibili. Sono un patrimonio di saggezza e di esperienza, di tenerezza e di affetto che aiuta il benessere delle famiglie e crea le condizioni per la buona crescita psicologia e emotiva dei bambini. I nonni sono preziosi perché non si fermano mai e cercano di fare di tutto per aiutare la famiglia, i figli, i nipoti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della collaborazione nella quotidianità della vita familiare. I nonni sono essenziali nell’aiutare le famiglie a superare questo difficile momento in cui i genitori tornano al lavoro e mancano strutture adeguate a dare supporto e accoglienza ai bambini. I nonni sono impagabili… ecco questo è il punto: noi di ANLA da sempre siamo a favore di energiche politiche per la famiglia, di contributi adeguati e qui lo ribadiamo rivolgendo al Governo un forte appello perché trovi fondi per sostenere sempre più le famiglie. Ma non si confonda il cuore con la retribuzione: un bonus baby sittercosì concepito e destinato a nonni – o altri parenti – non conviventi finisce con il monetizzare qualcosa di sacro che non è nemmeno volontariato ma voce del cuore. Si faccia in modo che questi soldi vengano effettivamente presi dalle famiglie evitando sprechi e abusi, si diano questi soldi alla famiglia, che ne ha sempre bisogno, e che deciderà nel proprio ambito come destinarli, ma non si introduca nell’ambito di un rapporto affettivo una quantificazione economica. I nonni sono essenziali, preziosi e impagabili: aiutiamoli aiutando le famiglie!”.

Summer School ANLA 2020 a Castel Gandolfo (ROMA)

(di Antonello Sacchi) Cari amici, il presidente nazionale Edoardo Patriarca guiderà la seconda edizione della Summer School che si terrà a Castel Gandolfo, famosa località dei Castelli Romani a pochi chilometri dalla capitale. Abbiamo scelto il Centro Mariapoli Internazionale per la bellezza del luogo, la capacità ricettiva, le strutture ampie e confortevoli in grado di assicurare lo svolgimento dei lavori in piena sicurezza. S.E. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, Ester Dini, Responsabile Centro Studi alla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Ivo Lizzola,  professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, Maria Rita Parsi, psicologa, docente e scrittrice, Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, saranno i relatori della tre giorni che prenderà il via venerdì 25 settembre con la seguente articolazione (il programma potrà subire variazioni nei titoli degli interventi e negli orari):

Centro_Mariapoli_aula

Centro_Mariapoli_aula

Venerdì 25 settembre

- Introduzione del presidente nazionale Edoardo Patriarca (ore 15.30)

- La nuova situazione   (dott.ssa Ester Dini) (ore 16.00).  

- Gli anziani nel post Covid-19  (S.E. Mons. Vincenzo  Paglia) (ore 17.00)

- Cena in Mariapoli.

Sabato 26 settembre

- Visita alla Residenza Pontificia di Castel Gandolfo e ai giardini (mattina)

- pranzo in Mariapoli

- L’orizzonte (prof. Ivo Lizzola) ore 15

-  Gli anziani e i bambini oltre la pandemia (prof.ssa Maria Rita Parsi)  ore 17

- Cena in un locale caratteristico a Castel Gandolfo ore 20

Domenica 27 settembre

- S.Messa (per chi desidera parteciparvi) in Mariapoli  ore 09.00

- Previdenza 2021: aggiornamenti (prof. Alberto Brambilla)  ore 10

- pranzo e arrivederci all’anno prossimo

Centro_mariapoli_giardino

Centro_mariapoli_giardino

Per partecipare è previsto un contribuito una tantum di euro 50,00 ed è necessario iscriversi: occorre pertanto contattarci all’indirizzo e-mail  iscrizione@anla.it e seguire le indicazioni che verranno date. Potete vedere la struttura del Centro Mariapoli cliccando qui 

Vi aspettiamo!

 

Comunicato Stampa – 5×1000 alle Forze dell’Ordine: intervenga lo Stato

In merito alla discussione in Senato di un disegno di legge che amplia il 5 per mille a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco, ecco la dichiarazione del presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Occorre essere molto chiari in questa delicatissima vicenda. Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e in generale tutti i corpi di sicurezza dello Stato sono essenziali per la nostra società, per il funzionamento dello Stato, per la tranquillità di noi cittadini. A loro va non solo il nostro plauso ma il nostro fermo incoraggiamento e desideriamo che vengano sempre più potenziati e messi in condizione di operare sempre al meglio. Il punto in discussione non è questo. In Senato si discute di ampliare la possibilità di donare il 5 per mille anche a questi Corpi dello Stato. Noi non riteniamo sia questa la strada opportuna per finanziare al meglio le Forze dell’Ordine, tutte in generale aggiungo io, senza omettere alcun ramo che, per il solo fatto che vigilia sulla concordia civile, è meritevole di attenzione. Noi chiediamo che lo Stato, a cui competono queste Forze, intervenga con una riforma forte, strutturale, solida, continua nel tempo, costante e certa nell’impegno economico, assicurando così l’operato al meglio possibile di queste Forze. In poche parole, lo strumento del 5 per mille non è lo strumento opportuno per dare sollievo economico a questi Corpi dello Stato: la sua natura aleatoria e ogni anno mutevole è l’esatto contrario di una fissità che in questo delicato campo è necessaria.

Altare della Patria with Italian flag - Rome Italy

Si utilizzi allora la fiscalità generale per sostenere queste forze, si proponga un emendamento al DL Rilancio, ma si tenga fuori il 5 per mille nato come strumento per sostenere il Terzo Settore, a cui come Associazione apparteniamo, ribadito e regolamentato con la legge di Riforma; ricordo tra l’altro che stiamo ancora attendendo il decreto attuativo. Il Terzo Settore è vincolato da una infinità di regole per i suoi bilanci, deve rendicontare tutto, misurare l’impatto sociale, fare il bilancio sociale, rendicontare il 5 per mille, così per le raccolte fondi: è giusto che sia così. Lasciamogli però i pochi strumenti che ha a disposizione per esercitare quella sussidiarietà riconosciuta nella Carta Costituzionale, oggi strategica e tanto evocata.

Ribadisco, gli amici delle Forze dell’Ordine hanno bisogno da subito di un intervento strutturale serio, articolato, continuo e certo per operare: aiutiamoli con misure stabili  e definitive da parte dello Stato, non costringiamo i cittadini a intervenire ancora una volta al posto dello Stato”.

Comunicato stampa – Fase 3, il Governo dia vita a impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani

Non è ancora tempo di abbassare la guarda nella lotta al Covid-19 ma è ora di compiere ulteriori passi in avanti nella ripartenza del nostro Paese.  Interviene su questo punto il presidente ANLA Edoardo Patriarca con la seguente dichiarazione.

“Cerchiamo di far compiere al nostro Paese un balzo in avanti qualitativo, facendo tesoro delle riflessioni e delle ricerche fino ad ora condotte. La Fase 3 sia capace di visione e al contempo di una concretezza virtuosa e trasformatrice, guidata dalla pratica del principio di sussidiarietà” spiega il presidente Patriarca che continua richiamando la centralità del Terzo Settore “Il welfare non è questione ancillare per la ripresa: temo prevalga ancora in troppi ambiti la concezione del welfare come spesa. In realtà si tratta di uno dei più lungimiranti fra gli investimenti perché tocca le infrastrutture sociali che valorizzano le comunità locali. Abbiamo ora davvero l’occasione di dar vita a un nuovo patto che metta al centro la cultura della cura, condivisa e progettata tra pubbliche amministrazioni, Terzo  Settore e Imprese”.

Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner. Cute kids and grandmother are preparing homemade food. Old senior woman is teaching three girls. Children chef concept. (Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner

Per cambiare veramente le cose, sottolinea il presidente Patriarca, occorre avere il coraggio di credere veramente nel cambiamento e questo è possibile solo investendo strutturalmente nell’ambito della cura alla persona “Occorrono investimenti adeguati e per averli occorre cambiare l’impostazione generale, ancora troppo livellata sul piano assistenziale. Senza impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani non vi sarà alcuna ripresa ma solo palliativi e qualche punto in più di PIL se andrà bene”. La concretezza del fare bene il bene spinge il presidente di ANLA Patriarca a redigere un elenco preciso: “La nostra agenda è già scritta: completamento della riforma del Terzo Settore; investimenti per i servizi all’infanzia da 0 a 6 anni; lotta alla dispersione scolastica con scuole aperte tutto il giorno; contrasto alla povertà educativa; rifondazione del sistema delle Residenze per anziani; approvazione della legge sull’invecchiamento attivo e sui caregiver familiari. Non abbiamo bisogno di passerelle mediatiche ma come Associazione siamo pronti a collaborare e a fare la nostra parte perché come anziani del lavoro e volontari siamo in grado di incidere concretamente nel tessuto sociale”. Il presidente Patriarca chiude con un duplice auspicio: “Come Associazione ci auguriamo che il Familiy Act diventi presto legge dello Stato, e allo stesso tempo chiediamo concreto e adeguato sostegno fiscale al welfare aziendale”.

Linee guida per l’Italia

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Qualche giorno fa Vittorio Colao ha consegnato al presidente Conte il frutto di otto settimane di lavoro, iniziato in piena emergenza pandemica, del Comitato di esperti in materia economica e sociale istituita con DPCM del 10 aprile 2020; ricordo en passant che fra di loro c’è anche Enrico Giovannini che abbiamo avuto gradito relatore al convegno del settantesimo di fondazione di ANLA che abbiamo celebrato al Senato l’anno scorso.

Non mi soffermo a commentare l’intera opera, potete trovarla agevolmente in internet ed è di rapida lettura, ricordo qui solo il fatto che sono tre gli “assi di rafforzamento” identificati da questa task force per la trasformazione del Paese: digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, parità di genere e inclusione.

Sei le aree di azione strategiche per il piano di rilancio: le Imprese e il Lavoro, motore della ripresa, le Infrastrutture e l’Ambiente, volano del rilancio, il Turismo, l’Arte e la Cultura, brand iconico dell’Italia, la Pubblica Amministrazione che deve diventare alleata dei cittadini,  l’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo, gli Individui e le Famiglie, cito testualmente “da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale”. Non so che fine farà questo studio, tanti sono i temi qui trattati da sempre  cari alla nostra Associazione, welfare, lavoro, impresa… leggo con piacere che il gruppo guidato da Colao propone di completare la riforma del Terzo Settore e in particolare per la fiscalità delle imprese sociali.

Inclusione

 

Mi soffermo qui brevemente su Famiglia e inclusione perché nella ripartenza dell’Italia dopo mesi di lockdown dobbiamo ripartire dal mattone della società e una comunità la si crea con legami relazionali e interpersonali. Il volontariato è ancora una volta la chiave di volta perché welfare inclusivo e territoriale di prossimità non sia un vuoto slogan. L’isolamento imposto dalla pandemia ha accentuato un triste fenomeno già presente, la solitudine delle persone fragili, per cui è chiaramente necessaria un’azione strutturale da parte della collettività ma la prossimità inizia dalla telefonata di una persona amica e qui ricordo e ringrazio tutti i nostri volontari che durante la pandemia hanno trascorso ore al telefono per chiamare persone che sapevano essere sole o spaventate per stare loro accanto, per parlare con loro. Parlare poi di parità di genere può essere facile in linea di principio, ma concretamente ho in mente il grande disagio delle famiglie dove, con la chiusura dei nidi e degli asili, la responsabilità dei bambini è crollata, senza rete di protezione, sulle madri. Non possiamo parlare di parità di genere quando alle donne e mamme non viene riconosciuto adeguatamente questo status e parimenti non viene incentivata la possibilità di formare una famiglia, “mattone” della vita sociale. C’è stato chi ha detto che per capire il futuro di una società basta guardare lo “stato di salute” della famiglia. Il piano elaborato dal Comitato guidato da Colao parla di azioni per favorire la Conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità e rilancia la possibilità di estendere il Servizio Civile, ampliandone i partecipanti, orientandolo a “ridurre il digital divide dei bambini e delle famiglie più povere e fornire assistenza alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Mi piacerebbe che queste cose non rimanessero sulla carta…

La benevolenza

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)

Si sta concludendo il  lockdown  (lo speriamo davvero): vorrei  terminare  questo  racconto a puntate (è la ventesima) con la  parola benevolenza. L’ho scelta perché sono convinto    che abbia positivamente  attraversato – forse senza rendercene conto  - la vita di ognuno di noi in questi lunghi mesi di quarantena. Se questa percezione fosse confermata sarebbe  assai utile  che ne mantenessimo la    memoria per non essere travolti dalla malevolenza, dalla maldicenza,  dalle  “maledizioni” che hanno avvelenato in questi anni il dibattito pubblico e che potrebbero riaffacciarsi con prepotenza. Come mia abitudine parto   dalla etimologia, la scienza che ci rimanda alle origini delle parole:  la loro storia e come hanno vissuto il passare delle epoche.  La benevolenza (dal latino benevolentia derivato di benevŏlens «benevolente») viene definita nella cultura romana come «voluntate benefica benevolentia movetur»: in breve,   la benevolenza è messa in moto da una  voluntas, da un atteggiamento spirituale volontario che genera il desiderio di fare del bene (benevolentia).  È interessante indagare anche la derivazione greca:  benevolenza viene dal termine greco “krestotes” (κρεστοτες) e dalla sua radice “krestos”, che vuol dire utile e adatto per qualcosa. Anche il  termine ebraico  indica una spontaneità, una volontarietà che mira all’aspetto utile e proficuo delle cose. Non da ultimo i francesi che per definire  un volontario usano il termine bénévole.

benevolenza

L’etimologia  ci ha indicato la via,  ora proviamo ad indagare e a rileggere la benevolenza nel tempo di oggi. Per stare alla lettera una persona benevolente è colei che compie il suo compito,  che vede uno scopo buono da realizzare, che  coglie l’aspetto costruttivo in ogni vicenda umana,  anche di fronte  a quelle negative. Non  è dunque un generico voler bene, tutto cuore e emozioni:    è piuttosto il saper  cogliere  il bene in ogni cosa, in ogni anfratto della vita  alla ricerca incessante e appassionata di  una bellezza, di un’utilità, di un gesto buono.

Possiamo descriverla come una attitudine personale, o una prospettiva,   una visione antropologica positiva che abilita le persone a   posare uno sguardo buono  (non ingenuo)   sulle cose della vita sostenuto da  sentimenti di compassione  e condivisione, di accoglienza e magnanimità.  Ne consegue che la persona benevolente non strilla, non è precipitosa nel giudizio, è paziente   nell’attesa,  perché il bene – a differenza del male-  per manifestarsi ha bisogno del tempo giusto.

La benevolenza non è molto amata, ne sono consapevole. Non è tanto amata neppure in politica,  il luogo per eccellenza per praticarla. È nota  la celebra frase di Adam Smith   nella “Ricchezza delle Nazioni” che ha tanto condizionato il pensiero economico e non solo quello: “Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse.” 

In questi decenni ne abbiamo pagato le conseguenze, le crisi hanno mostrato il fallimento di questa tesi. Non sono gli egoismi, gli interessi personali a muovere una economia giusta che costruisce  bene comune, o la vita di una intera comunità,  ma è la benevolenza e la pratica delle buone  virtù civili  che ho cercato di raccontare in questo mio diario. Antonio Genovese economista napoletano vissuto nel Settecento rovescia la logica di Adam Smith, non parla di benevolenza è vero, ma vi si avvicina parlando  di reciprocità,  fiducia, felicità pubblica, socievolezza…: “Niun uomo può rinunziare alla sua natura ; perché niun uomo può essere per suo capriccio altro da quel’ è nato . Un Cerchio non può essere che Cerchio e un Triangolo che Triangolo . Dunque niun uomo può rinunziare alle proprietà della sua natura . Se noi sìamo naturalmente socievoli, e socievoli per infinita pietà e ragione; questa socialità è un proprietà così indelebile dalla nostra natura, come quella di essere animali, e animali compassìonevoli e ragionevoli”

 

 

Aspettando #ZeligCovidEdition

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca parteciperà sabato 30 maggio dalle 16 alle 18 al Salotto Smemolab/ Dentro Tutti in attesa dell’evento #ZeligCovidEdition. E’ possibile seguire l’evento in

www.facebook.com/DentroTuttiSmemolab

Interverranno Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Stefano Tabò  presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, Gherardo Colombo e  Gino & Michele, Nico Colonna e Sergio Stiamo, Antonio Silva e Leonardo Becchetti.

Spiega il presidente Patriarca “Si tratta di un evento che vede la convergenza di tanti enti non profit e come ANLA siamo stati invitati a partecipare al fine di mettere a punto, insieme, un’agenda che veda il mondo associativo e più in generale quello del Terzo Settore, impegnato per la ripartenza del nostro Paese”.

Aspettando_#ZeligCovidEdition

Aspettando_#ZeligCovidEdition

Solidarietà

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Oggi dedico la riflessione alla parola solidarietà.
E parto, come mio solito, dal suo significato etimologico. Solidarietà deriva dal latino solidus, solido, o solidum che significa moneta, e dall’espressione del diritto romano in solidum obligari («obbligazione in solido»).
Ci tornerò su fra un po’. Per noi la parola solidarietà indica un sentimento, un atteggiamento che è parte costitutiva della dimensione umana; una virtù praticata da tanti, la vicenda del coronavirus l’ha riportata potentemente   alla nostra attenzione. Sembrerebbe dunque una parola  antica, da sempre presente nei nostri scritti.  In realtà   il termine è entrato tardi nella lingua italiana, e ci  è arrivato dal  francese  solidarité, che negli anni della Rivoluzione francese ha assunto il significato di “sentimento di fratellanza”. Nella nostra lingua il termine si è diffuso a metà dell’Ottocento ed è  comparsa  per la prima volta nel Dizionario politico popolare pubblicato nel 1851,  definita come «responsabilità reciproca e comune fra più persone».
Voi mi direte che sulla solidarietà è stato scritto tutto, e che sia inutile approfondire. È vero, c’è poco da aggiungere. Eppure questa  parola bella come tante altre rischia di essere abusata e utilizzata come condimento in troppe   pietanze tanto da farci  dimenticare il suo sapore. Non voglio tediarvi nel  descrivere   le  nuove forme attraverso le quali la solidarietà oggi si esprime: ricerche, studi, indagini ci rappresentano i tratti e l’evoluzione  del mondo della solidarietà.  Per di più L’Istat annualmente ci descrive l’arcipelago del non profit  con elementi di conoscenza sempre  più dettagliati.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Vi propongo un altro percorso.  Mi piace riprendere il  primo significato,   solidus solido, un attributo  che   poco si addice con una pratica saltuaria o occasionale, nel caso della solidarietà per esempio con una azione scaturita dalla commozione provata per aver ascoltato una toccante storia  o per una catastrofe ambientale o per uno stato di necessità. Nella Evangelii gaudium di Papa Francesco della solidarietà si  dice che  non è «una mera somma di piccoli gesti personali nei confronti di qualche individuo bisognoso, il che potrebbe costituire una sorta di “carità à la carte”, una serie di azioni tendenti solo a tranquillizzare la propria coscienza». Una persona è solidale se è anche solida, cioè se assume la solidarietà come  tratto peculiare del proprio stile di vita, e del modo di pensare tutte le dimensioni della vita personale e collettiva. Non  è filantropia o beneficenza (pure importanti, ci mancherebbe!), non è partecipare alle raccolte fondi o firme per appelli, pure importanti. È qualcosa di più.  Nella Sollicitudo Rei Socialis  di Giovanni Paolo II in un passaggio  la questione viene chiarita con una  sorprendente sintesi. “Questa [la solidarietà], dunque, non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo veramente responsabili di tutti”.
Si parla di determinazione ferma e perseverante. E  una determinazione è ferma e perseverate solo se ha un respiro lungo, se è solida e ben progettata, se non si affida alle emozioni del momento, se ha la cifra della durata, del prendersi  cura sul serio e non per un attimo.
La pandemia potrebbe fornirci una opportunità inaspettata  per dare forza al dovere di solidarietà previsto nella Costituzione: più giustizia sociale, un welfare di comunità, spazio maggiore alla sussidiarietà che chiama tutti i soggetti  alla responsabilità di operare per il ben comune. Non solo per  il valore straordinario che porta con sé  ma per l’ impatto positivo  che ha  sulla economia, necessariamente  più civile, più sostenibile,  più democratica. E quindi più profittevole.

Comunicato stampa – Lavoro, il Governo ascolti veramente la voce di chi è in difficoltà

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca: “Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

“Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”: oggi ricordiamo i 50 anni dello Statuto dei Lavoratori e questa frase del Presidente della Repubblica ci spinge a ricapitolare l’eccezionale periodo che stiamo vivendo, riportando al centro gli interessi reali del Paese” spiega il presidente ANLA Edoardo Patriarca che prosegue: “Stiamo uscendo dalla pandemia con grande difficoltà – il pericolo non è del tutto scongiurato, dobbiamo convivere con il virus e dobbiamo fare molta attenzione alla nostra vita sociale – e questo grazie al coraggio e alla determinazione degli italiani che, tranne poche eccezioni, confermano il nostro essere capaci di grandi sacrifici e di poter raggiungere gli obiettivi che vogliamo. Quello che ora vogliamo è lavorare. Non un sussidio o un bonus, vogliamo un lavoro serio in cui ogni lavoratore possa ritrovare libertà, solidarietà e giustizia, un lavoro che possa dare dignità alla persona perché il lavoro vero è lavoro dignitoso, sicuro, qualificante della dimensione sociale di ognuno di noi. Dovremo affrontare una sfida senza precedenti, dettata dall’emergenza sanitaria che il nostro Capo dello Stato ha sottolineato averci dimostrato “che la protezione sociale, la sicurezza, la stessa possibilità di progettare il futuro poggia anzitutto sul lavoro”. Cosa scriverebbero oggi gli autori dello Statuto dei Lavoratori? Mi sono più volte posto questa domanda, e vedendo in queste giornate di lockdown donne e uomini continuare a fare il proprio dovere con abnegazione e senza risparmiarsi, ho pensato che il bene comune è il collante della nazione, che anche il lavoro non può fare a meno della solidarietà che non si improvvisa ma che deve essere tratto peculiare di ogni persona, determinazione a occuparsi del bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo responsabili di tutti come ci ricorda la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II di cui abbiamo appena ricordato il centenario della nascita. Allora il lavoro non può che essere giusto, sicuro, dignitoso ma anche flessibile, capace non di rivendicazioni ma di adattamenti allo spirito del tempo perché non ha più senso la sopravvivenza di antichi privilegi. Anche questo concorre a definire giusto il lavoro, che per definizione deve essere scevro da privilegi. Poi penserei che il lavoro è una cosa seria, e la nostra ANLA, fatta dai lavoratori anziani d’Italia, lo dimostra: la serietà non va a braccetto con le parole al vento, ma si lega alla concretezza della vita e della quotidianità, che è fatta di sacrificio, di aiuto, di condivisione”.  Conclude il presidente Patriarca: “Non è più tempo di proclami, ma di aiuti concreti verso tutti i lavoratori e non solo verso alcune corporazioni a scapito di altre: penso alle scuole paritarie, alle strutture private per l’infanzia che non hanno ricevuto aiuto adeguato, a tutti quei giovani che vorrebbero impegnarsi nel servizio civile ma che dovranno fare i conti con una dotazione data al settore dal recente decreto che definire insufficiente è un eufemismo. Lavorare è una cosa seria, occorre che il Governo ascolti veramente la voce dei più deboli economicamente, che ora sono tutti coloro che hanno perso il lavoro o che senza adeguati aiuti non possono ripartire, a cominciare dal cosiddetto popolo delle partite IVA, perché la nostra società, la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, possa veramente superare unita questa difficile prova”.