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Giovani e Lavoro

(di Mario Ubbiali, consigliere nazionale ANLA)

La disoccupazione giovanile rappresenta a tutt’oggi una delle maggiori emergenze del nostro tempo. Non si tratta di una questione economica, bensì di giustizia ed equità sociale. Offrire ai nostri giovani l’opportunità di sentirsi parte integrante della grande comunità del lavoro umano, permettendogli di misurarsi con se stessi, di crescere e di relazionarsi con gli altri giungendo ad una piena realizzazione di sé nel lavoro ed attraverso di esso; costituisce infatti una questione morale che ci interroga sia personalmente che come A.N.L.A. Nella prospettiva cristiana il lavoro (e, con esso, l’attività economica) si pone – oltre che come strumento per il soddisfacimento dei bisogni propri e della propria famiglia – come mezzo per la piena realizzazione personale.

L’A.N.L.A. intende offrire alcuni spunti strettamente collegati al tema della disoccupazione giovanile. Il primo è quello della centralità dell’impresa, perchè “dire lavoro è dire impresa, che produce ricchezza attraverso il lavoro”. Il secondo è quello della formazione come leva strategica sia per la competitività delle imprese che per attirare quei capitali necessari per permettere ad esse di crescere e prosperare e, dunque, di generare sempre maggiori opportunità di lavoro.

Si tratta, invero, di due facce della stessa medaglia. Se da un lato il lavoro, non lo crea lo Stato ma le imprese, che a loro volta sono il frutto dell’azione di alcuni lavoratori la cui virtù imprenditoriale deriva dalla soggettività creativa della persona umana, dall’altro, esse hanno a loro volta bisogno del lavoro umano – sia esso manuale, intellettuale o creativo – per crescere e prosperare. Il destino dell’impresa è, dunque, indissolubilmente legato all’opera di coloro che in essa esercitano la propria vocazione professionale, svolgendo le proprie mansioni con sempre maggiore competenza, dedizione e capacità di cogliere nel lavoro un’opportunità di servizio a sé e agli altri.

Su questo terreno la formazione – intesa quale investimento sulla persona, che rappresenta il capitale umano dell’impresa – sia essa incentrata sulla diffusione della cultura d’impresa, sull’innalzamento delle competenze tecnico-professionali, o delle competenze manageriali, si impone sempre più come una potente leva strategica per favorire il successo dell’impresa.

In questa prospettiva, riprendendo l’insegnamento del fondatore dell’economia aziendale Carlo Masini, se l’impresa diventa comunità e in essa tutti contribuiscono a fare la propria parte, essa è capace di perseguire il bene comune permettendo il raggiungimento dei propri fini e, nello stesso tempo, concorrendo all’ordinato sviluppo economico e al progresso sociale.

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Il mercato del lavoro

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)

L’ultima rilevazione Istat sull’andamento del mercato del lavoro ci consegna una fotografia purtroppo già nota: ad essere maggiormente colpiti sono giovani e donne, e il Mezzogiorno in particolare. La crisi sanitaria e a seguire quella economica  già tra noi hanno accentuato questi divari che da tempo collocano il nostro Paese  nelle ultime posizioni   delle classifiche europee. Non riporto i dati di Istat facilmente  reperibili  sul web, piuttosto vi proporrei alcuni snodi critici, i crocevia da attraversare per uscire da uno situazione che non porta nulla di buono al benessere delle persone e delle famiglie. Sarebbe altresì auspicabile che Governo e Parlamento, a seguito dell’accordo sul Recovery Fund, ponessero questi temi al centro di una agenda finalmente declinata al futuro e non tarata sul “qui e ora”, alla ricerca di un consenso tanto facile sull’immediato quanto drammaticamente fragile e velleitario per le generazioni future.

La questione giovanile e quella femminile si incrociano da decenni,  questioni irrisolte da troppo tempo:   hanno assunto oramai  forme patologiche  profonde che meriterebbero di  essere trattate   con ricette e farmaci adeguati. Non sono più utili – semmai lo sono stati- interventi tampone, cure palliative spot, bonus di vario genere. Le questioni vanno prese di petto con una strategia riformatrice paziente e coraggiosa, che dispieghi i suoi effetti nel medio e lungo periodo.

Ma andiamo nel merito.

Il primo crocevia attiene alla qualità del sistema  istruzione-formazione nel nostro Paese. I dati ISTAT ci raccontano che questo punto è un discrimine attraverso il quale passa il destino dei ragazzi. Le fasce meno istruite sono quelle più fragili e soggette a disoccupazione oltreché a emarginazione sociale e culturale. Se il sistema di istruzione continua a produrre una dispersione scolastica tra le più alte in Europa, e se il sistema non è capace di ridurre la povertà educativa che coinvolge più di un milione di bambine e bambini, mi domando, cosa si aspetta ad agire  per assumere decisioni serie? Abbiamo bisogno di una nuova task force o piuttosto di una “decisione”. Per non parlare della qualità del sistema universitario che ha sì tante eccellenze, ma non sufficienti ad alzare la qualità media e il tono di tutto il settore. Domandiamoci come mai in Italia stanno nascendo come funghi le università telematiche, come mai non vi sia una formazione professionalizzante parallela a quella universitaria degna di questo nome. Domandiamoci come mai, salvo poche Regioni, l’offerta di servizi per l’infanzia sia tra quelle più basse in Europa.

Il secondo crocevia interconnesso con il primo è il mercato del lavoro, poco conosciuto ahimè da molti politici e decisori pubblici. I dati lo dicano senza timore di smentite: i Paesi che hanno i minori divari di genere (un tasso di occupazione femminile al pari di quella maschile) sono quelli più progrediti. Se una donna su tre è costretta a lasciare  il proprio lavoro dopo la nascita del primo figlio la questione che si pone è chiara davanti a noi, non ha bisogno di riflessioni e dibattiti ulteriori. Altro esempio,  se non viene praticata la parità  retributiva,  imprese e sindacati  dovrebbero far chiarezza ogniqualvolta rinnovano i  contratti senza attendere l’ennesimo decreto ministeriale. Perché la parità è iscritta nella Costituzione e andrebbe praticata nell’azione politica come  pure nella autonomia dei corpi intermedi (quante sono le presidenti di associazioni,  sindacati o rappresentanze di vario gente?). Non da ultimo: occorre  ridurre a zero il cuneo fiscale per l’assunzione dei giovani, promuovere la formazione permanente, l’apprendistato duale, l’alternanza  scuola lavoro,  Garanzia Giovani, i centri per l’impiego radicalmente riformati.….

Potrei proseguire.. Mi preme ribadire che di analisi e approfondimenti ne abbiamo fatti tanti. Questo è il tempo di decidere, e per ritornare alla triade cara alla mia generazione vedere-giudicare- agire, ecco,  mi pare sia giunto il tempo (… che non fa sconti) di agire, con saggezza e prudenza,  certo, ma con quella determinazione  attesa da tutti noi.

Giovani e anziani, il volontariato risorsa indispensabile

Sulla drammatica situazione di persone e cose determinatasi nella nostra penisola a causa del maltempo interviene il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Tutta Italia è sferzata dal maltempo e Venezia nel disastro che l’ha colpita riassume tutte le situazioni e tutti i paesi allagati, sfigurati, distrutti. La Basilica di San Marco invasa dall’acqua sembra la sintesi della sconfitta dell’uomo, la negazione della sua arte, l’oblio del suo ingegno che attraversa i secoli: è una immagine che racconta il declino del nostro Paese, il declino della speranza. Venezia, unica al mondo per bellezza! Una bellezza romantica, struggente, una architettura stupefacente. Eppure affonda, le sue fondamenta cedono, calli e campielli  sprofondano nella sabbia, le colonne della Basilica oramai sono danneggiate irrimediabilmente. In queste ore si parla dello scandalo del Mose, inutilizzabile, miliardi buttati via, anche in tangenti e corruzioni. La colpa? La risposta la do senza tentennamenti: è della politica, di una burocrazia asfissiante, di una dimensione etica irrimediabilmente persa nella ricerca di un potere che la natura ci ricorda essere sempre più effimero. Fanno sorridere chi accosta questo disastro ai mutamenti climatici in atto: qui più di ogni altra cosa hanno colpa gli uomini la cui incuria sta condannando una città unica al mondo. Accanto a tanta rovina, la speranza risorse: risorge nei volti e nei sorrisi, belli e limpidi, dei tanti giovani e dei tanti volontari che stanno accorrendo a Venezia da ogni parte d’Italia e presto da ogni parte del mondo. Sono gli “angeli di Venezia” che come già i loro nonni e i loro padri a Firenze nel 1966 si sporcheranno per pulire, per salvare, per ridare dignità alla bellezza. Avanti ragazzi, e non dimenticatevi dei più poveri e dei più colpiti da questa distruzione, gli anziani, che in questa sciagura hanno perso i ricordi di una vita e che ora stanno combattendo per sopravvivere in una natura ostile che ha invaso casa. La speranza passa in queste ore nelle mani che stringono altre mani, nel coraggio dei giovani che parlano agli anziani e se ne prendono cura. La speranza ha i tratti del volontariato, in quella sussidiarietà e solidarietà che, nuova bellezza, salverà il mondo”.

 

I 70 anni di ANLA

I 70 anni di ANLA

Il presidente Patriarca al Quirinale

Il presidente Edoardo Patriarca ha partecipato, come nostro rappresentante, alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Capo dello Stato durante la cerimonia degli auguri di fine anno

Il Capo dello Stato durante la cerimonia degli auguri di fine anno

Numerosi i punti toccati nel discorso dal Capo dello Stato che qui potete leggere integralmente. Ve ne sottolineaimo un paio partendo dall’omaggio reso al giovane collega Antonio Megalizzi vittima di furia omicida a Strasburgo. Innanzitutto l‘Europa, che è “radicata nelle attese dei nostri giovani, nel loro modo di pensare, di vivere, di guardare al futuro“. Non si tratta di un corpo estraneo anche perché i problemi che attanagliano i singoli stati possono e devono avere una risposta comune perchè comune è la loro matrice.

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Giornata della Memoria

Auschwitz, con tutto quel che racchiude e rappresenta, è un buco nero nella storia dell’umanità. Un buco nero che ha di colpo inghiottito – insieme a milioni di vittime innocenti – secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero, dell’arte“.

Il Presidente della Repubblica, nel Giorno della Memoria ha ricordato l’orrore provocato dalla barbarie nazista e ha ricordato che “Auschwitz, con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell’abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ci associamo alle parole del Capo dello Stato, in questa giornata così importante, facendo nostro l’invito del Presidente Mattarella: “Richiamo le parole di Primo Levi: “Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore”. Questo è stato il suo grido, di rabbia e di dolore, al ritorno da Auschwitz. Meditare e tramandare, cari giovani presenti. E’ questo l’autentico e irrinunziabile significato del Giorno della Memoria“.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Un rinnovato impegno alla collaborazione nella consapevolezza che l’anziano è una risorsa per il Paese, come già sottolineato nel Convegno nazionale di Bergamo lo scorso ottobre: questo l’Anla, Associazione Nazionale Seniores d’Azienda,  nella sala consiliare della Regione di via Roma a Pordenone, ha ribadito con forza davanti a circa duecento persone e alle massime autorità cittadine e provinciali.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Una collaborazione che deve sussistere in primo luogo  fra i vari Gruppi all’interno dell’Associazione e fra Anla e le numerose Associazioni presenti, nel rispetto delle reciproche caratteristiche ma accomunati nel servizio e nell’impegno alla tutela e alla promozione dei valori e della dignità dei “più avanti in età”.

Una collaborazione con le Istituzioni auspicata  dal presidente della Provincia Alessandro Ciriani: “Mai come oggi c’è bisogno di questa sinergia. Gli Anziani sono una massa attivissima di cui abbiamo assolutamente bisogno” e dal primo cittadino Claudio Pedrotti che, oltre a mettere in evidenza come anche nel caso del Convegno regionale Anla Pordenone abbia rivelato la sua capacità di accoglienza, ha sottolineato che senza esperienza non basta fare operazioni di marketing.

Il presidente nazionale di Anla, Antonio Zappi, ha esortato a deporre ogni individualismo per concorrere alla causa comune, la difesa dei diritti dell’anziano. “Non vogliamo momenti celebrativi né siamo qui per una passerella. Vorremmo avere ancora maggiori contatti fra le varie realtà” ha ribadito il presidente Zappi, che ha indicato alcuni temi attorno ai quali coagulare l’universo associativo dei “più avanti in età”: salute, previdenza, fisco.

Anla e’ nata nel 1949 ma oggi occorre  proiettare  il passato nel futuro con uno spirito di servizio: “Sollecito dovunque vado una  maggiore collaborazione dal territorio: abbiamo creato nuove sezioni operative  avendo bisogno di porre attenzione a tutte le fasce che noi rappresentiamo”. Ausili di questo dialogo sono la rivista ufficiale dell’Associazione, Esperienza, diffusa in tutta Italia, e i moderni mezzi di comunicazione a disposizione di Anla. “Nessuno di noi può essere un’isola e tutti abbiamo bisogno di tutti” ha sottolineato il presidente Zappi che ha richiamato l’importanza del dialogo intergenerazionale come accade in alcuni istituti come il Kennedy:  “I giovani hanno freschezza e inventiva ma non hanno ancora  esperienza. Spesso non sono i giovani che non vogliono dialogare, siamo noi che non siamo capaci di dialogare con loro. Noi dobbiamo dialogare e batterci perché si crei lavoro per i giovani”.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

 

Giovani e lavoro, l’intervento di Napolitano

Da IlSole24Ore del 13 aprile: “La priorità in Europa resta l’uscita dalla pesante recessione di questi anni e l’impegno a contrastare la disoccupazione, soprattutto giovanile. Quello dei giovani «è un problema che dovrebbe essere posto in primissimo piano non soltanto a parole», dice Napolitano. «Abbiamo avuto di recente iniziative non risolutive ma interessanti – ricorda il capo dello Stato – da parte delle istituzioni europee come la cosiddetta “garanzia per i giovani”, cioè un programma per offrire lavoro, per offrire opportunità di lavoro ai giovani quando siano al termine del loro ciclo formativo». Ai giovani, però, bisogna non solo «aprire delle prospettive di realizzazione e di lavoro», ma anche «garantire che non debbano continuare a pagare per il debito che hanno contratto le generazioni più anziane»”.

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