Archivio tag: giovani

Giornata della Memoria

Auschwitz, con tutto quel che racchiude e rappresenta, è un buco nero nella storia dell’umanità. Un buco nero che ha di colpo inghiottito – insieme a milioni di vittime innocenti – secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero, dell’arte“.

Il Presidente della Repubblica, nel Giorno della Memoria ha ricordato l’orrore provocato dalla barbarie nazista e ha ricordato che “Auschwitz, con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell’abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ci associamo alle parole del Capo dello Stato, in questa giornata così importante, facendo nostro l’invito del Presidente Mattarella: “Richiamo le parole di Primo Levi: “Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore”. Questo è stato il suo grido, di rabbia e di dolore, al ritorno da Auschwitz. Meditare e tramandare, cari giovani presenti. E’ questo l’autentico e irrinunziabile significato del Giorno della Memoria“.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Un rinnovato impegno alla collaborazione nella consapevolezza che l’anziano è una risorsa per il Paese, come già sottolineato nel Convegno nazionale di Bergamo lo scorso ottobre: questo l’Anla, Associazione Nazionale Seniores d’Azienda,  nella sala consiliare della Regione di via Roma a Pordenone, ha ribadito con forza davanti a circa duecento persone e alle massime autorità cittadine e provinciali.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Una collaborazione che deve sussistere in primo luogo  fra i vari Gruppi all’interno dell’Associazione e fra Anla e le numerose Associazioni presenti, nel rispetto delle reciproche caratteristiche ma accomunati nel servizio e nell’impegno alla tutela e alla promozione dei valori e della dignità dei “più avanti in età”.

Una collaborazione con le Istituzioni auspicata  dal presidente della Provincia Alessandro Ciriani: “Mai come oggi c’è bisogno di questa sinergia. Gli Anziani sono una massa attivissima di cui abbiamo assolutamente bisogno” e dal primo cittadino Claudio Pedrotti che, oltre a mettere in evidenza come anche nel caso del Convegno regionale Anla Pordenone abbia rivelato la sua capacità di accoglienza, ha sottolineato che senza esperienza non basta fare operazioni di marketing.

Il presidente nazionale di Anla, Antonio Zappi, ha esortato a deporre ogni individualismo per concorrere alla causa comune, la difesa dei diritti dell’anziano. “Non vogliamo momenti celebrativi né siamo qui per una passerella. Vorremmo avere ancora maggiori contatti fra le varie realtà” ha ribadito il presidente Zappi, che ha indicato alcuni temi attorno ai quali coagulare l’universo associativo dei “più avanti in età”: salute, previdenza, fisco.

Anla e’ nata nel 1949 ma oggi occorre  proiettare  il passato nel futuro con uno spirito di servizio: “Sollecito dovunque vado una  maggiore collaborazione dal territorio: abbiamo creato nuove sezioni operative  avendo bisogno di porre attenzione a tutte le fasce che noi rappresentiamo”. Ausili di questo dialogo sono la rivista ufficiale dell’Associazione, Esperienza, diffusa in tutta Italia, e i moderni mezzi di comunicazione a disposizione di Anla. “Nessuno di noi può essere un’isola e tutti abbiamo bisogno di tutti” ha sottolineato il presidente Zappi che ha richiamato l’importanza del dialogo intergenerazionale come accade in alcuni istituti come il Kennedy:  “I giovani hanno freschezza e inventiva ma non hanno ancora  esperienza. Spesso non sono i giovani che non vogliono dialogare, siamo noi che non siamo capaci di dialogare con loro. Noi dobbiamo dialogare e batterci perché si crei lavoro per i giovani”.

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

Incontro ANLA Friuli Venezia Giulia

 

Giovani e lavoro, l’intervento di Napolitano

Da IlSole24Ore del 13 aprile: “La priorità in Europa resta l’uscita dalla pesante recessione di questi anni e l’impegno a contrastare la disoccupazione, soprattutto giovanile. Quello dei giovani «è un problema che dovrebbe essere posto in primissimo piano non soltanto a parole», dice Napolitano. «Abbiamo avuto di recente iniziative non risolutive ma interessanti – ricorda il capo dello Stato – da parte delle istituzioni europee come la cosiddetta “garanzia per i giovani”, cioè un programma per offrire lavoro, per offrire opportunità di lavoro ai giovani quando siano al termine del loro ciclo formativo». Ai giovani, però, bisogna non solo «aprire delle prospettive di realizzazione e di lavoro», ma anche «garantire che non debbano continuare a pagare per il debito che hanno contratto le generazioni più anziane»”.

Leggi tutto l’articolo su IlSole24Ore

 

 

Il valore della vita della persona anziana

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Oggi, 1 ottobre 2013, si celebra la Giornata Internazionale dell’Anziano: l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha pubblicato un Messaggio dal titolo “Il valore della vita della persona anziana“.

“Questa Giornata Internazionale costituisce una ricorrenza importante, destinata ad assumere una rilevanza sempre maggiore, anche in ragione degli oltre 600 milioni di anziani stimati a livello planetario, nonché del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale che, entro una decina d’anni, si stima potrebbe comprendere oltre un miliardo di persone anziane. pertanto siamo chiamati tutti, cristiani e persone di buona volontà, a collaborare ovunque per una società umana quanto più equa e giusta, arricchita anche dall’effettiva partecipazione di chi potrebbe essere considerato ‘non utile’ o, addirittura, ‘di peso’, ma che può invece apportare il proprio contributo per l’esperienza e la saggezza acquisite nel cammino della vita”.

Prosegue l’arcivescovo: “In molte società dei Paesi cosiddetti ‘ricchi’, far sì che l’anziano sia e rimanga co-protagonista della vita sociale comporta, inoltre, affrontare la realtà del prolungarsi della vita, dovuto a vari fattori, fra cui le accresciute conoscenze in campo medico e scientifico. Un prolungamento che non può, dunque, essere solo tempo di sopravvivenza, ma che dovrebbe essere valorizzato in modo rispettoso e appropriato, a partire dalla volontà e dalle caratteristiche della stessa persona anziana, e dal contesto a cui appartiene”.

“Mediante la solidarietà tra giovani e anziani si ha modo di comprendere come la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni, in cui ognuno deve sentirsi a casa, dove non regna la logica del profitto e dell’avere, ma quella della gratuità e dell’amore. Quando negli anni della vecchiaia la vita diventa fragile, essa non perde mai il suo valore né la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è importante e necessario. (…) In tale prospettiva si inserisce il valore di una pastorale specifica, che comprende anzitutto come elemento fondamentale la comunione fra generazioni. (…) Si tratta, dunque, di favorire una cultura dell’unità: unità anche fra le generazioni, da non vedersi staccate l’una dall’altra, tanto meno contrapposte; una visione della vita che serva alle nuove generazioni per crescere, respirando quotidianamente questa cultura dell’unità, in cui ciascuno dà un suo apporto insostituibile”.

L’Arcivescovo Zimowski sottolinea che si deve operare una pastorale “degli anziani” piuttosto che “per gli anziani”, perché “la persona di una certa età non è prima di tutto oggetto di cura e di attenzione pastorale caritativa, quanto piuttosto soggetto e protagonista potenziale dell’azione pastorale”. “L’assistenza religiosa degli anziani dovrebbe essere infatti un impegno di tutta la comunità cristiana. (…) È con tale spirito che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari sta organizzando, per i giorni 21, 22 e 23 novembre, in Vaticano, la Conferenza Internazionale dedicata a ‘La Chiesa a servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative”.

Conclude il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: “Nella prospettiva cristiana, infatti, la vecchiaia non è il venir meno della vita, ma il suo compimento. L’età anziana porta con sé la sintesi di ciò che si è appreso e vissuto, la sintesi di quanto si è sofferto, gioito, sopportato”.

La memoria degli anziani, sostegno per il cammino

Papa Francesco

Papa Francesco

Papa Francesco, nel suo messaggio ai partecipanti alla XLVII Settimana Sociale dei Cattolici italiani, ha di nuovo menzionato l’importanza degli anziani nella società. Ecco le sue parole:

Speranza e futuro presuppongono memoria. La memoria dei nostri anziani è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa“.

Per leggere il testo completo del messaggio del Santo Padre clicca qui

Anziani depositari della “saggezza di vita”

Papa Francesco

Papa Francesco

Il Santo Padre Francesco, durante il volo che l’ha portato in Brasile per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù ha affrontato con i giornalisti presenti il tema del futuro della nostra società, un futuro nel quale devono avere pari attenzione sia i giovani che gli anziani.

“Vado a trovare i giovani”: ha detto Papa Francesco, giovani non isolati ma calati nella realtà di tutti i giorni anche perché il loro isolamento è “un’ingiustizia”. I ragazzi appartengono ad una famiglia, ad una patria, ad una cultura e ad una fede: hanno una ricchezza che costituisce il futuro di un popolo ma il futuro è anche degli anziani perché sono loro i depositari della “saggezza di vita”, della storia, della patria e della famiglia. Il Papa ha sottolineato che “Un popolo ha futuro   se va avanti con la forza dei giovani e con gli anziani”.

Poi una riflessione sulla crisi economica mondiale e sulla possibilità per i giovani di trovarsi senza lavoro. “Abbiamo il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro” mentre è dal lavoro che viene “la dignità della persona”, “dal guadagnarsi il pane”. E’ necessario promuovere una “cultura dell’inclusione, una cultura dell’incontro” e quindi l’invito ai colleghi giornalisti sul volo papale: “vi chiedo di aiutarmi a lavorare per il bene della società dei giovani e degli anziani”.