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Anziani depositari della “saggezza di vita”

Papa Francesco

Papa Francesco

Il Santo Padre Francesco, durante il volo che l’ha portato in Brasile per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù ha affrontato con i giornalisti presenti il tema del futuro della nostra società, un futuro nel quale devono avere pari attenzione sia i giovani che gli anziani.

“Vado a trovare i giovani”: ha detto Papa Francesco, giovani non isolati ma calati nella realtà di tutti i giorni anche perché il loro isolamento è “un’ingiustizia”. I ragazzi appartengono ad una famiglia, ad una patria, ad una cultura e ad una fede: hanno una ricchezza che costituisce il futuro di un popolo ma il futuro è anche degli anziani perché sono loro i depositari della “saggezza di vita”, della storia, della patria e della famiglia. Il Papa ha sottolineato che “Un popolo ha futuro   se va avanti con la forza dei giovani e con gli anziani”.

Poi una riflessione sulla crisi economica mondiale e sulla possibilità per i giovani di trovarsi senza lavoro. “Abbiamo il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro” mentre è dal lavoro che viene “la dignità della persona”, “dal guadagnarsi il pane”. E’ necessario promuovere una “cultura dell’inclusione, una cultura dell’incontro” e quindi l’invito ai colleghi giornalisti sul volo papale: “vi chiedo di aiutarmi a lavorare per il bene della società dei giovani e degli anziani”.

Staffetta generazionale, meglio guardare altrove

Roberto PerottiRoberto Perotti, docente universitario,  co-direttore del Journal of the European Economic Association, e Research Fellow presso il Center for Economic Policy Research, in un interessante articolo dal titolo “Disoccupazione, altro che staffetta generazionale. Ridurre le pensioni alte” qui consultabile, prende in esame le posizioni di alcuni economisti e di alcuni sindacalisti sul problema dell’età pensionabile e del suo innalzamento, sulla disoccupazione giovanile e sulla “staffetta generazionale”.

Scrive Perotti: “In ultima analisi, il problema della staffetta è un gatto che si morde la coda. Ridurre l’età pensionabile favorirebbe l’occupazione dei giovani nel breve periodo, ma aumenterebbe le tasse e i contributi che ogni occupato (inclusi i giovani) dovrebbero pagare, sia per pagare gli incentivi necessari per far funzionare la staffetta, sia per pagare  le pensioni dei lavoratori che di fatto vengono pre-pensionati. Ciò aumenterebbe il costo del lavoro, e dopo poco la disoccupazione aumenterebbe nuovamente“.

Per leggere l’intero articolo, clicca qui

 

I lavoratori giovani non devono prendere il posto di quelli più anziani

International Labour Organization

International Labour Organization

E’ stato pubblicato oggi il Rapporto sul mondo del lavoro 2013 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto mette in luce deboli segnali di miglioramento, dovuti per lo più alla debole crescita delle esportazioni, mentre per il futuro il rapporto indica la necessità di promuovere occupazione e reddito.

Qui potete consultare il Rapporto sul mondo del lavoro 2013, scenario Italia

Vi segnaliamo questa considerazione: “I lavoratori giovani non devono prendere il posto di quelli più anziani: Qualora si considerino le recenti proposte di condivisione del lavoro tra lavoratori giovani e anziani, è importante notare che i giovani non devono prendere il posto degli adulti nel mercato del lavoro. Infatti, il contatto con lavoratori più sperimentati attraverso il tutoraggio può fornire consigli, istruire alle buone pratiche sul luogo di lavoro, aiutare a dissipare i malintesi riguardo ai giovani. Tuttavia, il governo dovrebbe considerare altri mezzi per sostenere l’occupazione giovanile, come ad esempio: il sistema di garanzia per mantenere i giovani dentro il mercato del lavoro; incentivi all’assunzione di giovani più svantaggiati (disoccupati di lunga durata o giovani poco qualificati); borse di formazione; e sforzi per migliorare la corrispondenza delle competenze (skills matching)”.