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Il punto sulla Serie A

(di Luigi Venturi) Incredibile! La domanda è: la Juventus di Massimiliano Allegri avrebbe perso una gara e un’occasione del genere? Chi può dirlo. La Juventus di Maurizio Sarri invece perde faccia e partita (quinto ko in trasferta) alla Dacia Arena ma può ancora vincere lo scudetto. Subisce l’ennesimo smacco in rimonta (come era accaduto contro il Milan) ed esce dal campo arrabbiata, delusa, incredula. La castiga Fofana in contropiede, siglando il 2-1 che è una doccia fredda e regala all’Udinese punti pesanti in chiave salvezza. Lo scudetto? È tutto rimandato alla prossima partita di campionato contro la Sampdoria. La Juventus fallisce il primo match point, resta a+6 sull’Atalanta – seconda in classifica – e allunga di un’altra settimana l’attesa per la conquista del tricolore numero 36 della storia, il 9° consecutivo. Il primo titolo dell’era Sarri sarà sudato, in linea con la stagione piena di contraddizioni dei bianconeri: sono più forti in tutto (in campo, in panchina, nel palazzo) ma faticano ad ammazzare il campionato (e le gare nei momenti clou) nonostante abbiano una delle rose migliori e più costose di questi dieci anni di dominio assoluto.

La Juventus non riesce a chiudere la partita e fa i conti – di nuovo – con l’insostenibile leggerezza dell’essere una squadra forte che rischia di rovinare sempre tutto sul più bello. Aveva la partita e lo scudetto in pugno, gli sono sfuggiti entrambi. Non c’è pericolo che perda il titolo, lo ha già cucito sulla maglia. Più per l’insipienza degli avversari che pienamente per i propri meriti. Senza lo stop per la pandemia sarebbe stata la stessa cosa? Forse sì, forse no. I fatti dicono che questa Juventus dovrà attendere ancora qualche giorno – e un ulteriore dispendio di energie mentali – per conquistare qualcosa che ha sotto mano ma non riesce a prendere.

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Ricominciamo, o almeno ci proviamo

(di Luigi Venturi) La ripresa del calcio professionistico in Italia vedrà la luce il 20 giugno con il recupero della venticinquesima giornata di ritorno della Serie A, dopo il lungo stop imposto dal lockdown per l’emergenza Covid-19. Tanti dubbi emergono nella testa degli addetti ai lavori, inevitabilmente nel cercare di non sbagliare. L’inesperienza a tutto questo inciderà su molti fattori, fisici e mentali. Anche sull’effetto gambe e testa combinate tra loro in queste condizioni. Anche qui nessuna esperienza nessun precedente e quindi tutto sotto il segno di un gigantesco e totale: “e chi lo sa, che effetto fa?”. Giocare, di fatto mai tutti insieme, per settimane una partita ogni 3 giorni. Mai visto e mai fatto, che effetto fa sulla psicologia, sull’umore, sull’impegno, sul crederci o no questo continuo vedere cosa hanno fatto gli altri il giorno prima o cosa faranno il giorno dopo della tua partita?

Soccer stadium

Niente fattore campo, non c’è pubblico, porte chiuse. Quanto vale davvero il cosiddetto fattore campo? Poco o tanto che sia. Ritiro di fatto per i giocatori lungo un paio di mesi. Stritolerà o esalterà la psiche dei singoli e dei gruppi? “E chi lo sa”.
Contratti di calciatori che scadono il 30 giugno. Eppur giocano. Sì, di fatto contratti prolungati fino alla fine del Campionato, ma chi è già di un’altra squadra o chi semplicemente non è più della squadra per cui sta giocando come giocherà? Da professionista aggiungo io… mi auguro che lo sia.

Tante sono le domande che troveranno risposta solo con l’inizio di tutto questo. E nel caso venga sospeso il campionato nuovamente?

Prima i playoff e i playout, se ci saranno le date necessarie. Poi, eventualmente, l’algoritmo, ma senza assegnare lo scudetto. Eccole le due vie approvate dal Consiglio Federale per tentare di portare a termine la Serie A, nel caso dovesse andare incontro ad un nuovo stop dopo la ripartenza del prossimo 20 giugno.

E non è tutto, la Lega di Serie A anticipa la Coppa Italia con il proseguo del tabellone fermo alle due semifinali (Juventus Vs Milan il 12 giugno e Napoli Vs Inter il 13 giugno). Al 1 turno di andata i partenopei riescono a strappare un 1-0 in casa dell’Inter, risultato di pareggio 1-1 all’Allianz Stadium (Torino) per la Juventus di Sarri contro i Diavoli Rossoneri allenati da Pioli. Non saranno previsti supplementari, in caso di parità con il risultato dell’andata si andrà direttamente ai calci di rigore.

La finale si giocherà a Roma il 17 giugno, tutti e tre gli eventi verranno trasmessi in chiaro sulle reti Rai questo weekend.

Il regolamento della Coppa Italia consente al club che si aggiudica il trofeo di ottenere di diritto un posto per l’Europa League dell’anno seguente, qualora ovviamente la squadra in questione non riesca a chiudere l’annata nei primi 7 posti della classifica della Serie A. Si tratta dunque di una competizione da non prendere affatto sotto gamba, in particolar modo per tutte quelle squadre che difficilmente riuscirebbero a qualificarsi alla fase a gironi delle coppe europee attraverso un buon piazzamento in campionato.

Qualcuno direbbe che questo discorso non vale per Juventus e Inter, ma come abbiamo detto prima nulla è scontato da adesso fino alla fine. E il tifoso questo lo sa, lo spera, lo sussurra al cielo egli stesso affinché possa bramarlo nel suo cuore e infine in un urlo liberatorio gridarlo nel suo salotto di casa con tutti i suoi amici (solo per questa volta intendiamoci). Un trofeo vinto che gli consentirebbe di scacciare in parte tutti quei pensieri che si sono annidati in questo periodo “storico”.

Arrigo Sacchi ha detto: “Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti.”

Sono tante le contraddizioni di una macchina che, in Italia e non solo, produce divertimento, stimola passioni e macina soldi (e debiti).

E il Calciomercato? (dal 1° settembre al 5 ottobre) Quella finestra aperta nella stagione estiva delle chiacchiere che accompagna il tifoso fino all’inizio del campionato successivo. Lui no, non conosce soste è sempre nei discorsi dei tifosi e nelle tasche dei procuratori.