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#iorestoincasa… e facciamo…

(di Annalisa Gatti) Scrivere, un via libera alle nostre emozioni

In questi giorni particolari in cui si resta in casa, si ha più tempo per pensare e almeno io alterno momenti di energia e buona volontà a momenti di ansia e tristezza per quello che accade intorno a me. Cerchiamo di essere positivi invece e di concentrarci su qualcosa che fino ad oggi non avevamo mai avuto il tempo di fare. Approfitto di questo spazio per raccontarvi dei miei genitori, di come sono riusciti ad utilizzare il tempo in casa in questo particolare momento. Mio papà ha oltre novant’anni e mamma dieci anni di meno e hanno 7 nipoti di cui due  piccolini, di tre e sei anni. La scorsa settimana il più piccolo è stato poco bene, con febbre molto alta, immaginate che preoccupazione in un momento come questo. I nonni, non potendo muoversi da casa e aiutare il piccolo malato, anche solo con la loro compagnia come sono abituati a fare, hanno pensato di assistere il nipotino in questo modo: attrezzati con carta, penna e tanta fantasia hanno cominciato a scrivere delle fiabe, episodi inventati da loro, dove il protagonista era proprio un bimbo che somigliava in tutto al piccolo Giorgio (questo il nome del nipotino) che doveva sconfiggere un drago (la febbre). Mamma, che ha molta immaginazione, dettava il testo e papà scriveva, poi mandavano le favole con una mail a casa del piccolo malato che apprezzava moltissimo le avventure a puntate di questo bimbo come lui. Questa iniziativa mi ha fatto tanto piacere perché ho pensato che i nonni, tutti i nonni, sono insostituibili in una famiglia e in generale, le persone di una certa età, hanno tanta esperienza in più rispetto a noi e sanno, anche nei momenti difficili, tenere duro, avere pazienza e non avvilirsi. Sono loro spesso che ci danno coraggio e forza, che trovano le parole adatte per consolarci e che con il loro affetto ci danno iniezioni di energia. Forza quindi, diamoci da fare, questo tempo finirà e allora sarà persa anche l’opportunità di fare qualcosa di particolare, qualcosa di buono, di utile, di curioso, chissà….

Scrivere...

Scrivere…

Scrivere… perché no? Per esempio scrivere un’autobiografia. Che bello raccontare di se, dei propri ricordi, delle antiche paure, delle grandi gioie, gli amori vissuti, quelli mancati… possono essere davvero infiniti i temi da affrontare. Forse non tutti hanno la fantasia della mia mamma ma anche solo ricordare e mettere su carta episodi della propria vita, può essere un valido aiuto contro la noia. A volte poi, rileggere i propri pensieri e i propri ricordi può servire ad affrontare le sfide presenti. Ma viene da chiedersi: “A chi può interessare la mia storia comune, che non ha nulla di interessante?” Non c’è bisogno di aver vissuto esperienze fuori dal comune per scrivere qualcosa di se. Avere affrontato un problema, un conflitto, una difficoltà è sempre la base per una buona storia. Potrebbe essere anche un regalo originale e tanto gradito per i propri familiari.

Ho letto che in Europa esistono diversi Archivi Nazionali delle Memorie: assomigliano a biblioteche ma anziché libri pubblicati e venduti, contengono racconti personali, spesso scritti da gente che non aveva mai scritto prima, memorie riportate anche in dialetto, a volte con errori di grammatica ma per questo ancora più autentiche e interessanti.

Se mi avessero chiesto “da dove si parte”avrei detto a chiunque “vai con la mente dove ti porta il cuore e scrivi” ma non è così.

Ci sono moltissimi consigli on line per chi avesse voglia di intraprendere questo cammino. Per curiosità sono andata a leggerne alcuni e riporto in queste righe quelli che, a mio parere, sono i più interessanti. Il cuore e la mente sono fondamentali ma ci sono alcuni consigli da seguire per non fare un pasticcio.

Uno dei modi migliori per imparare a scrivere della vostra vita è leggere prima alcune delle grandi autobiografie finora pubblicate. Inoltre cercate di inquadrare storicamente il periodo di cui si parla e non prendetevi troppo sul serio. Bisogna poi capire quale sarà il vostro pubblico perché il linguaggio e i dettagli saranno diversi. Ci dovrà essere un tema attorno a cui ruoteranno i ricordi e guardare le foto di famiglia e parlare con parenti, vecchi amici, può aiutare a ricordare momenti ricchi di episodi e storie divertenti, quindi aiutate la  memoria. Organizzate il cammino in ordine cronologico oppure basandovi su eventi importanti, attenzione a non fare un noioso elenco di avvenimenti! Dopo aver scritto una prima bozza rileggetela e soprattutto fatela leggere a qualcuno che vi conosca e che vi possa aiutare a individuare gli errori e vi possa dare suggerimenti per migliorare la lettura del testo. Prima di considerare l’autobiografia finita, mettetela da parte e riprendetela dopo alcune settimane. La leggerete con un altro spirito e vedrete che ci sarà altro da inserire, da tagliare, da aggiungere, da alleggerire. La vostra storia potrebbe diventare una realtà apprezzata dai vostri cari e magari per le generazioni a venire. Buon lavoro.

 

#andratuttobene

(di Antonello Sacchi) Stiamo in casa. Non è un consiglio, è un obbligo, per la nostra salute e per la salute del nostro prossimo. Questo non significa che fra le pareti domestiche ci si debba lasciare andare, tutt’altro: la tecnologia ci offre la possibilità di effettuare un gran numero di attività, dalla lettura al lavoro, telelavoro o smart working che sia. Ora siamo costretti per necessità a modificare le nostre abitudini lavorative  ma cerchiamo di farne tesoro per quando supereremo questa difficile situazione.

Come ANLA, lo avete letto la settimana scorsa, abbiamo rinviato al prossimo 19 maggio il Convegno che terremo a Milano sul tema “Anni ’20. Pensione e Welfare, cosa resterà?” originariamente previsto in questi giorni, stiamo lavorando al prossimo numero di Esperienza che cercheremo di far uscire prima di Pasqua, stiamo lavorando già sui prossimi appuntamenti, in primis la Summer School di ANLA che quest’anno si terrà a Castel Gandolfo (Roma) dal 25 al 27 settembre.

#restiamoincasa dunque cercando di far tesoro di alcune suggestioni che qua e là si palesano. Questa pandemia può segnare una differenza fra un prima e un dopo, mi riferisco alla diffusione del virus, spingendoci a dare una personalissima risposta alla domanda su cosa sia superfluo e cosa sia essenziale nella nostra vita. Vedremo tutto con occhi nuovi, una volta finita la pandemia, e torneremo a interrogarci sul senso delle cose proprio perché maggiormente consapevoli del nostro limite, cosa che avevamo un po’ perso.

#restiamoincasa e dedichiamo più spazio alla famiglia, ai nostri cari, alla lettura:  la tecnologia può aiutarci con le video chiamate per vedere i nostri cari che non abitano con noi e se vogliamo leggere un buon libro, le edizioni e-book sono ormai talmente diffuse che con un click è possibile avere sul proprio smartphone o pc o Mac il libro desiderato.

lIbri e e-book

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Insomma, guardiamo avanti, cerchiamo di non restare tutto il giorno davanti alla tv ma abituiamoci a sentire le informazioni su canali istituzionali e a intervalli, per restare informati in maniera sobria e corretta – sulla comunicazione di questi giorni tornerò più avanti – per sapere esattamente cosa fare e cosa accade. Cerchiamo di mantenere la calma, di seguire in maniera rigorosa le indicazioni che ci verranno date dalle Autorità e così facendo, ma facendolo sul serio a cominciare dallo stare tutti a casa, #andratuttobene