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Il punto sulla Serie A

(di Luigi Venturi) Incredibile! La domanda è: la Juventus di Massimiliano Allegri avrebbe perso una gara e un’occasione del genere? Chi può dirlo. La Juventus di Maurizio Sarri invece perde faccia e partita (quinto ko in trasferta) alla Dacia Arena ma può ancora vincere lo scudetto. Subisce l’ennesimo smacco in rimonta (come era accaduto contro il Milan) ed esce dal campo arrabbiata, delusa, incredula. La castiga Fofana in contropiede, siglando il 2-1 che è una doccia fredda e regala all’Udinese punti pesanti in chiave salvezza. Lo scudetto? È tutto rimandato alla prossima partita di campionato contro la Sampdoria. La Juventus fallisce il primo match point, resta a+6 sull’Atalanta – seconda in classifica – e allunga di un’altra settimana l’attesa per la conquista del tricolore numero 36 della storia, il 9° consecutivo. Il primo titolo dell’era Sarri sarà sudato, in linea con la stagione piena di contraddizioni dei bianconeri: sono più forti in tutto (in campo, in panchina, nel palazzo) ma faticano ad ammazzare il campionato (e le gare nei momenti clou) nonostante abbiano una delle rose migliori e più costose di questi dieci anni di dominio assoluto.

La Juventus non riesce a chiudere la partita e fa i conti – di nuovo – con l’insostenibile leggerezza dell’essere una squadra forte che rischia di rovinare sempre tutto sul più bello. Aveva la partita e lo scudetto in pugno, gli sono sfuggiti entrambi. Non c’è pericolo che perda il titolo, lo ha già cucito sulla maglia. Più per l’insipienza degli avversari che pienamente per i propri meriti. Senza lo stop per la pandemia sarebbe stata la stessa cosa? Forse sì, forse no. I fatti dicono che questa Juventus dovrà attendere ancora qualche giorno – e un ulteriore dispendio di energie mentali – per conquistare qualcosa che ha sotto mano ma non riesce a prendere.

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(di Luigi Venturi)

La Capolista.

Sassuolo-Juventus 3-3. De Zerbi mette paura a Sarri, la Juve soffre e si fa rimontare. Gol, errori e tanto spettacolo tra Sassuolo e Juventus: al Mapei Stadium finisce 3-3 con i neroverdi di De Zerbi che rimontano la Vecchia Signora grazie alle reti di Djuricic, Berardi e Caputo ma è Alex Sandro a rimettere le cose a posto per Maurizio Sarri. Bianconeri che erano sul doppio vantaggio, gol di Danilo e Higuain, ma hanno gestito male la gara e hanno sofferto le iniziative emiliane. Szczesny il migliore dei suoi.  Il Sassuolo ci prova fino alla fine, la Juventus trema ma resiste. Gara molto difficile per la squadra di Maurizio Sarri, che dopo essersi portata sul doppio vantaggio ha sofferto le iniziative dei neroverdi e subito la spinta propositiva dei ragazzi di Roberto De Zerbi, molto bravi a non abbattersi ribaltando l’incontro e sfiorando l’impresa. Si tratta della seconda rimonta nelle ultime due trasferte che subisce la Vecchia Signora, che nelle ultime tre gare ha subito 9 reti.

La seconda in classifica.

L’Inter vince 4-0 in casa della Spal, scavalca Lazio e Atalanta e si porta a 6 punti dalla Juventus capolista. Tutto semplice per la squadra di Conte che nel primo tempo segna con Candreva e nella ripresa rende netto il successo con i gol di Biraghi, Alexis Sanchez e Gagliardini. Spal a un passo dalla Serie B. Missione compiuta. L’Inter si porta al secondo posto solitario e si mette a sei punti dalla Juventus, che non sono pochi (perché mancano cinque giornate), ma nemmeno tantissimi. Il sogno remutanda, anche se non lo dirà mai, Conte lo coltiva. A segno nel primo tempo Candreva e nella ripresa Biraghi, Sanchez e Gagliardini. La prossima gara è contro la Roma.

Atalanta-Brescia 6-2: tripletta di Pasalic, nerazzurri ora al terzo posto in Serie A

La Dea stravince con il Brescia e si porta al terzo posto in Serie A. Gasperini supera la Lazio e si mette alle spalle di Inter. Grande protagonista del match Pasalic, autore di una tripletta. A segno anche Duvan Zapata, Malinovskiy e De Roon. Brescia in gol con Torregrossa e Spalek. Partita senza storia e non poteva essere altrimenti considerato il divario in classifica (ora ci sono quasi 50 punti di differenza). Tripletta di Pasalic, gol anche di Zapata e Malinovskiy. Il Brescia è con un piede e mezzo in Serie B.

A Roma un detto recita cosi:

“A chi tocca nun se ‘ngrugna”. La Lazio al momento ne è consapevole. Alla Dacia Arena vincono stanchezza e difese. Termina 0-0 il match della 33a giornata di Serie A tra Udinese e Lazio. Tanti gli errori in campo alla Dacia Arena con i calciatori delle due squadre apparsi poco lucidi in fase di finalizzazione. Si allunga dunque la striscia di partite senza vittorie dei biancocelesti, scivolati in terza posizione in classifica alla vigilia del match di Torino contro la Juventus. Punto d’oro invece per i friulani che salgono a +7 sulla zona retrocessione.  La Lazio non sa più vincere. Dopo le tre sconfitte consecutive la formazione di Simone Inzaghi non riesce ad andare oltre lo 0-0 alla Dacia Arena contro l’Udinese. I biancocelesti mancano dunque il controsorpasso in classifica ai danni dell’Atalanta.

Calciomercato in breve: Napoli.

Secondo il direttore generale del club francese Lille, Marc Ingla, il passaggio del giovane attaccante nigeriano Osimhen al Napoli di Rino Gattuso è davvero molto vicino. Il giovane attaccante nigeriano, astro nascente del calcio francese, è infatti atteso a Roma nelle prossime ore per le visite mediche con il club partenopeo.

Vincono Milan e Roma.

Stefano Pioli ha dimostrato di meritare di allenare il Milan (ma l’ha fatto troppo tardi). Cambiando marcia dopo la pausa forzata per il lockdown, l’allenatore emiliano subentrato a stagione iniziata a Marco Giampaolo prima della pausa ha collezionato in 19 partite 7 vittorie, 6 sconfitte e altrettanti pareggi, con la squadra rossonera che si è dimostrata fragile e altalenante. L’ultima partita prima dello stop, ovvero il ko interno contro il Genoa ha rappresentato il punto forse più basso della stagione di un Milan già proiettato nel futuro, con il nuovo progetto targato Rangnick e un’annata da provare a chiudere nel migliore dei modi, quasi limitando i danni. E invece al ritorno in campo, quel Milan confusionario e con poche certezze è diventato solo un brutto ricordo. Mister Pioli ha trovato la quadratura del cerchio con il suo Milan che ha collezionato 5 vittorie e due pareggi in Serie A con una media-punti da scudetto, seconda solo all’Atalanta. Sicuramente l’innesto di Ibrahimovic nello spogliatoio ha dato una marcia in più a tutto il gruppo. Il tecnico ha dimostrato di meritare la panchina rossonera che però lascerà a fine stagione a Ralf Rangnick.

Un finale concitato quello di Roma-Verona in casa giallorossa con la lite tra Gianluca Mancini e Nicolò Zaniolo. Mister Fonseca ha inserito il centrocampista della nazionale italiana al minuto 21 del secondo tempo, al posto di Lorenzo Pellegrini e sul risultato di 2-1. Forze fresche per cercare di aiutare la squadra a portare a casa i 3 punti, respingendo il ritorno dell’Hellas che aveva ritrovato fiducia con la rete di Pessina. L’atteggiamento di Zaniolo però non è stato gradito al compagno Gianluca Mancini: scarso aiuto in fase difensiva da parte del talento classe 1999. Ne è nata una discussione accesa in campo, con l’ex atalantino che ha strigliato Zaniolo a più riprese invitandolo ad un maggiore impegno. Il faccia a faccia è proseguito anche dopo il fischio finale, al rientro nel tunnel degli spogliatoi, con Mancini che ha trovato l’appoggio anche di alcuni compagni nel bacchettare Zaniolo in primis Veretout. Una situazione che non è sfuggita a mister Fonseca stuzzicato sull’argomento nel post-partita. L’allenatore portoghese si è schierato apertamente dalla parte di Mancini, puntando il dito a sua volta contro Zaniolo. Quest’ultimo dovrà cambiare registro soprattutto perché ha le potenzialità per fare molto di più per la Roma a detta del proprio mister.

 

Serie A

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Il punto sulla Serie A

(di Luigi Venturi)  Milan-Juventus è stata forse la partita simbolo dell’instabilità di questo periodo, e ha dato alcune conferme sulla natura di entrambe le squadre, sia per quanto riguarda l’ottimo momento del Milan di Pioli, che sembra aver ritrovato il filo interrotto a inizio Marzo, sia per la Juventus di Sarri, che non è riuscita a portare a casa una vittoria che, a un certo punto, era di fatto acquisita.  Una rimonta che i milanisti ricorderanno a lungo. Per tutto il secondo tempo, la Juventus ha dovuto combattere con alcuni fantasmi che il lockdown sembrava aver portato via, fino a farsi travolgere, senza resistenza, dall’entropia della parte finale della gara. Certo, le assenze di De Ligt e Dybala, forse i due giocatori della Juventus più costanti nel rendimento dalla ripresa, potevano preannunciare qualche difficoltà in più per i bianconeri, soprattutto contro un avversario che era già stato ostico sia in campionato che in Coppa Italia, e che peraltro veniva da un periodo di ottimi risultati e buone prestazioni (vedi Roma e poi Lazio). C’è stato poco di lineare e razionalizzabile, insomma, nel modo in cui si è definito il risultato finale. Il Milan ha sicuramente dimostrato di essere una squadra caparbia e di saper leggere e sfruttare i momenti decisivi, ma la sensazione dominante è che sia soprattutto la Juventus ad avere un problema di assorbimento dell’imprevisto nelle partite più complesse, un problema che evidentemente neanche il lockdown è riuscito ad attenuare, e su cui Sarri dovrà inevitabilmente lavorare, in vista del ciclo decisivo in cui i bianconeri affronteranno Atalanta, Lazio e Sassuolo, e soprattutto della Champions, per non sprecare l’evoluzione della squadra vista nelle ultime settimane.

SERIE A

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Game Over Lazio?

Il ko di Lecce brucia ancora, ma la Lazio vuole già voltare pagina provando a dare il tutto per tutto per la volata finale. E’ quanto si evince anche dalle parole di Luis Alberto che attraverso il proprio profilo Instagram ha suonato la carica a tutto l’ambiente sulle orme di quanto scritto da Acerbi nel pomeriggio: “Nessuno può mettere in discussione questa squadra. Siamo dispiaciuti per il risultato ma non si molla mai. Il percorso fatto è stato difficile da raggiungere e continueremo fino alla fine”.

Le parole di Mister Inzaghi dopo la partita.

“Posso solo ringraziare la squadra per quanto fatto, c’è dispiacere per quello che stavamo facendo prima della sosta. Nelle ultime gare gli episodi non hanno girato bene. Abbiamo perso 3 volte in 15 giorni, mentre in tutto il resto dell’anno avevamo subito solo 2 sconfitte: c’è un motivo”.

Una Lazio arrendevole e nervosa tanto da danneggiarsi da sola, il giudice sportivo infligge una sanzione pesante (ma a mio avviso corretta) al difensore della Lazio Patric. Lo spagnolo, che nella gara si è reso autore di un morso ai danni del difensore leccese Donati (prontamente chiarito a fine gara con tanto di scuse accettate) salterà le prossime 4 giornate di campionato. 4 come il numero che porta sulla maglia biancoceleste.

Qualcuno ricorderà il morso dato da Luis Suarez a Giorgio Chiellini in Italia-Uruguay del Mondiale 2014.

Comunque, conti alla mano ad una Lazio in crisi, la matematica Champions strizza l’occhio ai biancoazzurri. Perché se è quello il primo scudetto per Inzaghi, allora tanto vale capire quanto serve aritmeticamente per conquistarlo. Napoli e Roma, a sette giornate dal termine, possono chiudere, vincendole tutte, a 72 punti, la Lazio è ferma al palo dei 68 punti da ormai due gare. Con lo scontro diretto al San Paolo nell’ultima giornata di campionato e il pareggio gia acquisito nel Derby di Gennaio contro i Giallorossi, per la banda di Inzaghi servono cinque punti da qui alla fine. Ora, se guardiamo il calendario dei biancocelesti, sembra impensabile che la Lazio non riesca a mettere insieme due vittorie, magari già da questa settimana con Sassuolo e Udinese, considerando che più avanti c’è una sfida al Brescia in casa. Ma in un momento del genere vincere annullerebbe conti e speranze degli avversari, anche perché neppure lo scudetto trova conforto nella matematica, che ci racconta come sia ancora tutto aperto.

Tra i risultati più importanti spiccano i tre punti conquistati dall’Atalanta di Gasperini e il ritorno alla vittoria della Roma di Fonseca.

I nerazzurri non si fermano più. Continua la striscia di vittorie dei bergamaschi che faticano contro i blucerchiati doriani ma riescono a risolvere nella ripresa grazie a Toloi e Muriel su azioni d’angolo. 3 punti importanti che fanno tremare i tifosi della Lazio che ora si trovano a soli 2 punti di distanza, la truppa di Gasperini sabato se la vedrà allo Stadium contro la Juventus

Allo stadio Olimpico i giallorossi hanno dovuto faticare più del previsto per avere la meglio sul Parma, che passa in vantaggio dopo nove minuti di gioco con il rigore di Kucka. Dopo un palo di Pellegrini, al 43esimo Mkhitaryan ha dato però il via alla riscossa giallorossa che si è concretizzata nella ripresa con il sorpasso di Veretout. Paulo Fonseca può dunque tornare a sorridere, dopo giorni particolarmente pesanti, e a condividere il quinto posto con il Napoli di Gattuso.

Chiude la giornata Verona – Inter. Un pareggio giusto.

L’Inter si fa raggiungere nel finale e non approfitta del passo falso di Juventus e Lazio. Con questo risultato è l’Atalanta a sorpassarla in classifica con 66 contro 65. Forse è arrivato il momento di parlare dell’allenatore salentino.

Il punto sulla serie A

(di Luigi Venturi) Non è un inizo di Luglio scoppiettante, anche questa settimana la classifica vede il suo podio non mutarsi nei risultati, come fosse un campionato a parte, e le altre? Al momento possono solo assistere e sperare in qualche passo falso da parte della triade. Classifica illusoria? Magari perchè no? Qualcuno ci spera.

campionato di calcio

campionato di calcio

La Juve risponde alla Lazio e continua il testa a testa con i biancocelesti scacciati nuovamente sempre a 4 punti di margine in classifica. Vittoria senza particolari patemi per la banda di Sarri nella casa rossoblu. Vittoria più sofferta del previsto rispetto alla carta e guardando al risultato, dopo lo 0-0 del primo tempo. L’impressione è che i bianconeri stiano sempre di più carburando in questo rush finale di questo mini-torneo e che abbiano il campionato in pugno nonostante il pressing della Lazio. Genoa sempre più inguaiato nella zona retrocessione, ma non era questa certo la partita da vincere.

DYBALA: Quando prende il pallone dei piedi sembra di rivedere Messi alla sua età. E non è un paragone azzardato. DOUGLAS COSTA: Quando sta bene è uno spettacolo vederlo giocare e segnare così. CRISTIANO RONALDO: Altro che anziano. A discapito dell’età, sempre più giovane dei ragazzini.

La Lazio espugna l’Olimpico – Grande Torino battendo la squadra di Longo 2-1. Successo in rimonta per la formazione capitolina grazie ai gol di Immobile e Parolo mentre al Torino non basta l’iniziale vantaggio realizzato da Belotti su calcio di rigore. Con questa vittoria, la seconda consecutiva, la Lazio sale a quota 68 restando in scia della Juventus mentre il Torino resta in tredicesima posizione. Come sempre Luis Alberto è il migliore del match.

L’Inter si è svegliata! Una partita mai iniziata dove da una parte c’è un’Inter, corazzata da fare paura e dall’altra un Brescia, consapevole che la sua avventura in serie A si concluderà ben presto. Il tabellino è del tutto ininfluente con tre gol per tempo i nerazzurri liquidano il Brescia che pur con volontà nulla ha potuto. L’Inter è padrona della gara senza se e senza ma. La gara è senza storia, i nerazzurri si insinuano come e quando vogliono tra le maglie bresciane.

E le altre?

Le ultime due partite che andranno a chiudere questa giornata di campionato N.29 in questo giovedi pomeriggio di Luglio (a mio avviso forse le più interessanti) vedranno scontrarsi alle 19:30 l’Atalanta contro il Napoli e alle 21:45 Roma – Udinese. Le due prime squadre che si affronteranno sono quelle più in forma dopo la ripresa della stagione. Da una parte c’è la compagine orobica che viene da tre successi consecutivi, di cui l’ultimo contro l’Udinese, ed in classifica occupa la quarta posizione solitaria con 57 punti. Dall’altra parte c’è la squadra partenopea che è reduce dalla vittoria casalinga contro la SPAL ed in classifica occupa il sesto posto con 45 punti. Mentre vi scrivo la partita è terminata con un risultato (provocatoriamente) oramai quasi scontato da parte dei padroni di casa che conquistano il settimo successo consecutivo in campionato battendo il Napoli grazie ai gol di Pasalic e Gosens.  Dopo un primo tempo a tratti troppo attendista succede tutto nella seconda frazione di gioco con i padroni di casa che passano in vantaggio con Pasalic e chiudono i conti con Gosens. Con questa vittoria, la quarta nelle ultime quattro partite, la Dea consolida il quarto posto in classifica salendo a quota 60 punti mentre i partenopei, nuovamente sconfitti dopo cinque mesi, restano in sesta posizione con 45 punti.

Infine ma non per ultima la formazione capitolina di mister Fonseca (che viene dalla sconfitta esterna contro il Milan ed in classifica occupa la quinta posizione con 48 punti) ritrova dal primo minuto Kolarov, a centrocampo spazio a Diawara e Carles Perez dal primo minuto mentre in avanti Dzeko si accomoda in panchina per dare spazio a Kalinic così da poter puntare tutto sul classico 4-2-3-1 con Mirante in porta via via scorrendo fino al centrocampo con Cristante e Villar in cabina di regia.

Dall’altra parte c’è la squadra friulana che è reduce dalla sconfitta casalinga contro l’Atalanta ed in classifica occupa il sedicesimo posto con 28 punti, a soli tre punti dalla zona retrocessione. Mister Gotti dovrebbe rispondere col 3-5-2 con Musso in porta, pacchetto difensivo composto da Ekong, Nuytinck e  Becao. A centrocampo Jajalo in cabina di regia con De Paul e Fofana mezze ali mentre sulle corsie esterne spazio a Stryger Larsen e Zeegelar. In attacco tandem offensivo composto da Okaka e Lasagna.

Governo, FIGC e Lega hanno deciso che si riparte: sarà il 20 giugno!

(di Luigi Venturi) Il Campionato riparte e su questo dobbiamo fare affidamento e sperare tutti per il meglio, in questi giorni si sono giocate le due semifinali, le vincitrici si sono affrontate a Roma, in campo neutro (non dovuto dal Covid-19). Il Napoli di Mister Gattuso condanna con un sonoro 4-2 ai calci di rigore (per certi versi inaspettato) la Juventus di Mister Sarri. Dopo 90 minuti estenuanti il risultato ci ha regalato un finale inedito, già figlio di una polemica dei tifosi Juventini che gridano ad alta voce l’allontanamento dell’allenatore. Il Napoli con questa vittoria ha un pass diretto per la prossima UEFA Europa League e potrà così  affrontare il campionato con uno spirito sereno, forse anche troppo considerando le dichiarazioni del suo presidente Aurelio De Laurentis che a fine partita, in uno slancio di entusiasmo, dichiara ufficialmente aperta la caccia al 4 posto in Campionato e perchè no osare di più.. anche la conquista della vetta in classifica! Ai posteri l’ardua sentenza.

Fatta questa premessa le prime sensazioni vedendo le partite della Coppa Italia sono alquanto insidiose, se da una parte la voglia di ricominciare è tanta dall’altra la condizione fisica non permette di poter sfruttare a pieno i giri del motore. La differenza la farà la cosiddetta panchina lunga, ed oggi l’unica squadra accreditata per un intenso turnover è (non solo sulla carta) la Juventus. La speranza era che la vittoria della Coppa Italia potesse saziare in qualche modo la Juventus inducendola a affrontare il campionato con un piglio diverso se pur deciso e perché no passare lo scettro, ma vedendo il risultato di Roma mi vien da pensare a quella citazione fatta dall’Ammiraglio Giapponese Isoroku Yamamoto  ”Temo che tutto ciò che abbiamo fatto sia aver svegliato un gigante che dormiva e averlo riempito di una terribile determinazione”.

Serie A

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Ora Proviamo ad entrare nel tecnicismo delle cose. si gioca a porte chiuse (come abbiamo visto questi giorni) e se ci fosse un positivo in una squadra, quest’ultimo farà la quarantena. La squadra farà lo stesso, ma continuerà ad allenarsi.

Spogliatoi e ingressi: dentro allo stadio al massimo possono esserci 300 persone. E se ci sono gruppi squadre, questi possono essere al massimo 60. Fra le tribune ci sarà la possibilità di vedere anche i giocatori della panchina. I giocatori arriveranno con pullman e passeranno direttamente negli spogliatoi. Non ci sarà nessuna ricognizione. I giocatori andranno negli spogliatoi, si cambieranno e non lasceranno cose personali. Gli spogliatoi avranno dei separatori fra giocatori in panchina e titolari. Poi le squadre entreranno in campo separate e senza nessun tipo di altri accompagnamenti.

La partita: Durante la partita, i giocatori potranno scontrarsi, ma in caso di goal niente abbracci. Se ci sarà da discutere con l’arbitro, verrà fatto a distanza. Durante la sfida ci saranno 5 sostituzioni, organizzate però in tre tranche.

La panchina: I giocatori in panchina devono avere la mascherina, restare a un distanziamento adeguato e possono anche decidere di andare in tribuna. Bottigliette personali e non interscambiabili. Il resto dello staff con mascherine e guanti. Per ora sono lontane dalla testa di A e della FIGC l’idea di concludere il campionato con la soluzione dei playoff. Se proprio non fosse possibile, allora si applicheranno una serie di coefficienti oggettivi e correttivi per stilare la classifica.

Protocollo allenamenti FIGC: Ecco intanto il protocollo allenamenti con situazioni di casi di positività e altro. All’inizio allenatore e staff tecnico saranno sempre con mascherina e conserveranno una distanza di due metri fra di loro. I giocatori, però, non hanno distanza, se non in caso di positivi ai controlli. I giocatori e tutti gli addetti devono usare i mezzi propri e niente autisti. Uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale. Percorso di entrata e uscita differenziati. Deve esserci una postazione con controllo della temperatura e saturimetro all’ingresso del luogo di allenamento e in caso di temperatura corporea maggiore di 37.5°C , il soggetto sarà portato in distinti locali e poi dovrà tornare subito a casa. Quando tutto lo staff più i calciatori avranno fatto i tre tamponi e questi saranno tutti e tre negativi,  lo staff tecnico non dovrà più utilizzare i dispositivi di protezione. Negli spogliatoi fra i giocatori almeno due metri di distanza o ingressi scaglionati. Macchinari o altro devono sempre essere sanificati! Poi se un giocatore dovrà andare presso una struttura esterna per particolari esami, ci vorranno particolari precauzioni. L’accompagnatore dovrà essere uno degli appartenenti allo staff del Medico Sociale e comunque parte della squadra. Tutte le persone che fanno parte dello staff e delle squadra dovranno essere sottoposto a test molecolare ogni 8 giorni.

La fine del Campioanto porterà promozioni e retrocessioni (in A, B, e Lega Pro), è già possibile stabilire gli step della prossima stagione: i contratti preliminari potranno essere versati dall’1 giugno al 31 agosto, ma il mercato proseguirà fino a ottobre. Desta più perplessità, per tutti, tifosi compresi, l’idea di far giocare le partite in fasce scaglionate troppo pesanti per i caldi estivi dell’italia. Infatti, per ora, le ipotesi sono: 17.15 – 19.30 e 21.45.

Non possono esserci più di due diurni per squadra. E poi i campi di Cagliari, Napoli e Lecce non possono giocare nei turni delle 17.15. Nel turni del weekend ci sarà una gara al venerdì e una al lunedì (posticipo delle 21:45). Al sabato sono previste tre gare: una alle 17, quattro alle 19:15 e una alle 21:45). Negli infrasettimanali invece ci saranno due gare al martedì e al giovedì, con i turni di inizio alle 19.15 E 21:45. Poi sei al mercoledì: due alle 19:15 e quattro alle 21:45.

Ricominciamo, o almeno ci proviamo

(di Luigi Venturi) La ripresa del calcio professionistico in Italia vedrà la luce il 20 giugno con il recupero della venticinquesima giornata di ritorno della Serie A, dopo il lungo stop imposto dal lockdown per l’emergenza Covid-19. Tanti dubbi emergono nella testa degli addetti ai lavori, inevitabilmente nel cercare di non sbagliare. L’inesperienza a tutto questo inciderà su molti fattori, fisici e mentali. Anche sull’effetto gambe e testa combinate tra loro in queste condizioni. Anche qui nessuna esperienza nessun precedente e quindi tutto sotto il segno di un gigantesco e totale: “e chi lo sa, che effetto fa?”. Giocare, di fatto mai tutti insieme, per settimane una partita ogni 3 giorni. Mai visto e mai fatto, che effetto fa sulla psicologia, sull’umore, sull’impegno, sul crederci o no questo continuo vedere cosa hanno fatto gli altri il giorno prima o cosa faranno il giorno dopo della tua partita?

Soccer stadium

Niente fattore campo, non c’è pubblico, porte chiuse. Quanto vale davvero il cosiddetto fattore campo? Poco o tanto che sia. Ritiro di fatto per i giocatori lungo un paio di mesi. Stritolerà o esalterà la psiche dei singoli e dei gruppi? “E chi lo sa”.
Contratti di calciatori che scadono il 30 giugno. Eppur giocano. Sì, di fatto contratti prolungati fino alla fine del Campionato, ma chi è già di un’altra squadra o chi semplicemente non è più della squadra per cui sta giocando come giocherà? Da professionista aggiungo io… mi auguro che lo sia.

Tante sono le domande che troveranno risposta solo con l’inizio di tutto questo. E nel caso venga sospeso il campionato nuovamente?

Prima i playoff e i playout, se ci saranno le date necessarie. Poi, eventualmente, l’algoritmo, ma senza assegnare lo scudetto. Eccole le due vie approvate dal Consiglio Federale per tentare di portare a termine la Serie A, nel caso dovesse andare incontro ad un nuovo stop dopo la ripartenza del prossimo 20 giugno.

E non è tutto, la Lega di Serie A anticipa la Coppa Italia con il proseguo del tabellone fermo alle due semifinali (Juventus Vs Milan il 12 giugno e Napoli Vs Inter il 13 giugno). Al 1 turno di andata i partenopei riescono a strappare un 1-0 in casa dell’Inter, risultato di pareggio 1-1 all’Allianz Stadium (Torino) per la Juventus di Sarri contro i Diavoli Rossoneri allenati da Pioli. Non saranno previsti supplementari, in caso di parità con il risultato dell’andata si andrà direttamente ai calci di rigore.

La finale si giocherà a Roma il 17 giugno, tutti e tre gli eventi verranno trasmessi in chiaro sulle reti Rai questo weekend.

Il regolamento della Coppa Italia consente al club che si aggiudica il trofeo di ottenere di diritto un posto per l’Europa League dell’anno seguente, qualora ovviamente la squadra in questione non riesca a chiudere l’annata nei primi 7 posti della classifica della Serie A. Si tratta dunque di una competizione da non prendere affatto sotto gamba, in particolar modo per tutte quelle squadre che difficilmente riuscirebbero a qualificarsi alla fase a gironi delle coppe europee attraverso un buon piazzamento in campionato.

Qualcuno direbbe che questo discorso non vale per Juventus e Inter, ma come abbiamo detto prima nulla è scontato da adesso fino alla fine. E il tifoso questo lo sa, lo spera, lo sussurra al cielo egli stesso affinché possa bramarlo nel suo cuore e infine in un urlo liberatorio gridarlo nel suo salotto di casa con tutti i suoi amici (solo per questa volta intendiamoci). Un trofeo vinto che gli consentirebbe di scacciare in parte tutti quei pensieri che si sono annidati in questo periodo “storico”.

Arrigo Sacchi ha detto: “Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti.”

Sono tante le contraddizioni di una macchina che, in Italia e non solo, produce divertimento, stimola passioni e macina soldi (e debiti).

E il Calciomercato? (dal 1° settembre al 5 ottobre) Quella finestra aperta nella stagione estiva delle chiacchiere che accompagna il tifoso fino all’inizio del campionato successivo. Lui no, non conosce soste è sempre nei discorsi dei tifosi e nelle tasche dei procuratori.