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Il dovere della memoria

In occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che si celebra per commemorare le vittime dell’Olocausto ogni anno il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ecco la dichiarazione del presidente di ANLA, sen. Edoardo Patriarca: “La dignità della persona e il rispetto della vita, la democrazia e la libertà, la giustizia e il perseguimento del bene comune sono principi che spesso diamo per acquisiti per sempre dimenticando che la nostra Carta Costituzionale e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  sono state scritte dopo l’immensa tragedia dell’Olocausto e una sanguinosa guerra mondiale. Alla nostra ANLA, un’Associazione di adulti, spetta il dovere di vigilare e di trasmettere con il proprio esempio la cultura per la vita, per la pluralità di pensiero e opinione, per i valori fondanti della nostra società civile, per il dialogo fecondo tra le generazioni. Noi che abbiamo più primavere sulle spalle abbiamo il dovere della memoria, una memoria attiva e sempre vigile, non ingessata, e di esercitarla quotidianamente contro il virus terribile della indifferenza che talvolta prende anche i nostri cuori e ci fa voltare dall’altra parte. Il motto che don Lorenzo Milani scriveva sulla lavagna della scuola di Barbiana era “I care” cioè “mi sta a cuore”, lo slogan degli studenti americani negli anni ‘60.  Ci sta a cuore la vita delle nostre comunità, il rispetto di tutti e delle diversità di ciascuno, crediamo nell’amicizia, vogliamo essere costruttori di fraternità. Ci sta a cuore il futuro dei nostri giovani, il preservarli dai terribili errori che sono possibili se non si conosce la storia, se non si esercita la memoria, se non si dialoga fra le generazioni. Il nostro Presidente della Repubblica, ricordando una grande figura di italiana, Chiara Lubich, ha recentemente sottolineato che fraternità, altruismo, dono sono valori che questa donna ha proposto partendo “da quell’abisso di umanità che è stata la guerra”. Dinanzi all’orrore dell’Olocausto non riusciamo talvolta, per lo sgomento, neppure a parlare: eppure dobbiamo non solo parlare e ricordare, – come ci ha spronati ieri Papa Francesco quando ha detto che “Davanti a questa immane tragedia, a questa atrocità, non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria” invitandoci a dire “mai più” – dobbiamo essere costruttori di fraternità, esempi di altruismo, donne e uomini capaci di dono. Il Giorno della Memoria, oltre a ricordare il sacrificio di una moltitudine immane di uomini, donne, bambini, sia per tutti noi il rinnovo di una promessa all’impegno civile per costruire città a misura di persona umana, sia il rinnovo di un impegno a far sì che quel passato di odio non torni mai più. Come Associazione, nata pochi anni dopo la fine della II Guerra Mondiale, nata dalle macerie di un conflitto per contribuire con la saggezza e l’esperienza, con la professionalità e con il lavoro a dialogare con i più giovani per ricostruire il nostro Paese, abbiamo parlato l’anno scorso, nostro settantesimo anno dalla fondazione, della necessità di un nuovo umanesimo per la società attuale: noi ci siamo, con i nostri ricordi, la nostra memoria, la nostra esperienza, per un solido e continuo progresso sociale”.

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca