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Almanacco Barbanera, febbraio

Nell’ORTO

Nonostante il freddo intenso, nell’orto riprendono a pieno ritmo le semine. Per favorire la biodiversità seminare in Luna crescente coriandolo e borragine per le api. Poi mettere a dimora le “zampe” degli asparagi, seminare i piselli e, in semenzaio, pomodori, melanzane, peperoni e alchechengi per i dolci. In calante è invece il momento per la semina in semenzaio di basilico, bietola da coste, cipolla bianca, erba cipollina, lattuga, prezzemolo, ravanello, sedano. All’aperto invece bietola da orto, le varietà precoci di carote, cavolo cappuccio primaverile-estivo, rape e spinaci. Se non già fatto, si possono ancora piantare i bulbilli di aglio e il topinambur. Rincalzare i piselli seminati in autunno.

Nel GIARDINO

Con l’aiuto della Luna crescente è tempo di propagare per talea begonie, dalie e viti americane e posizionarle in substrato di sabbia e terriccio. Mettere a dimora forsizia, cotogno giapponese, clematide e rose. Tra i rampicanti piantare convolvolo e pisello odoroso, proteggendo il terreno con della pacciamatura per evitare che le gelate danneggino le radici. Potare le rose per averle a gambo lungo. Seminare viola e violacciocca in vaso e pelargoni in semenzaio. In Luna calante potare e cimare (ovvero ridurre la cima) le siepi delle specie spoglianti, gli arbusti a fioritura autunnale e quelli che hanno già perso i frutti. Iniziare a potare anche le ortensie e le erbe aromatiche.

Sempreverdi d’inverno

Anche nel pieno dell’inverno saranno le specie sempreverdi a donarci quel tanto di natura che fa bene agli occhi e al cuore. E allora si potranno mettere insieme, in uno stesso capiente vaso, una piccola conifera, il Taxus baccata, dalla crescita assai lenta, e la Gaultheria procubens, che rallegrerà il balcone con vivacissime bacche rosse. Oltreché piacevoli alla vista, sono specie che non richiedono manutenzione e non temono il freddo. Poi, dopo aver pulito e affilato gli strumenti da taglio, forbici e seghetto, con l’aiuto della Luna calante sarò tempo di potare le piante spoglianti: i fruttiferi, gli arbusti che hanno già dato fioriture invernali, tipo Forsithia e Calicanthus, e quelli che fioriranno in tarda primavera, estate e autunno. In genere la potatura invernale, con le piante senza foglie, serve anche a dare la “bella forma”, con la cosiddetta potatura di formazione. Un’utile regola è tagliare tanto se la pianta ha bisogno di essere stimolata, poco se invece è vigorosa e ha molto legno e poche gemme fiorifere.

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#iorestoincasa

(di Annalisa Gatti) Coltivare un piccolo orto in casa fa bene alla salute.

Maggio, i prati si riempiono di fiori e di colori, le giornate si fanno sempre più lunghe, le temperature sono più miti. Questo mese, che ha sempre portato profumi dolcissimi e mille colori su prati e balconi, ci accompagnerà verso una fase che i tecnici chiamano “fase 2”: caute riaperture di luoghi di lavoro, timide visite a parenti ma con le solite importantissime cautele che abbiamo imparato a conoscere, qualche passeggiata nel parco ma, per la maggior parte di noi, ancora è un bene restare a casa, un atto di riguardo affettuoso per chi ci sta vicino, per i nostri genitori anziani, per la comunità tutta.

Quindi restiamo in casa e troviamo ancora il tempo di fare qualcosa di utile ma rilassante e divertente.

Coltivare un piccolo orto questo il suggerimento che vorrei dare anche a chi non ha un giardino e neppure un balcone. Con qualche idea e qualche accorgimento possiamo crearne uno anche tra le mura di casa.

Orto in casa

Orto in casa

Cominciamo dalle piantine aromatiche. Le piante di erbe aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto; senza le aromatiche molte ricette della cucina mediterranea perderebbero l’unicità che le contraddistingue. Scegliamo la stanza più luminosa della casa per sistemarle. Un orto a pochi passi dalla cucina: rosmarino, salvia, timo o basilico, nella zona più riparata, sono in grado di farci un grande servizio anche nel periodo invernale con una minima spesa. I mesi giusti per seminare le piante aromatiche sono quelli che vanno da aprile a maggio. Se sono state invasate da poco tempo avranno bisogno di un po’ più di acqua, ma dovremo sempre attendere che il terreno sia ben asciutto prima di intervenire nuovamente. Se l’estate sarà particolarmente calda, qualche abbondante annaffiatura potrà essere richiesta. Se le nostre piante sono in vaso sul balcone, ed hanno esposizione a sud, nei periodi più caldi dell’estate, potremo spostarle a mezz’ombra. Temono il freddo ma anche il troppo caldo. In vaso dovremo prestare particolare attenzione all’irrigazione, per non rischiare di favorire l’insorgenza di marciumi a carico dell’apparato radicale. Una buona idea può essere quella di posizionare il vaso sopra un sottovaso o un piattino dove mettere dei piccoli ciottoli e innaffiare da sotto, bagnando i ciottoli e lasciando che l’umidità salga alle radici. Tutte le piantine aromatiche sono potenzialmente adatte alla coltivazione in casa e in particolare le migliori sono queste: il basilico che cresce rigoglioso, purché la temperatura non salga troppo; molto spesso dura poche settimane: inaspettatamente troviamo la pianta con le foglie ingiallite, molli, dall’aspetto malato: il segreto per coltivare bene il basilico è il giusto bilanciamento tra il sole e acqua. In inverno poi dovrete scegliere la zona più illuminata, con un’esposizione che garantisca almeno sei ore di luce al giorno. La temperatura ideale è di 22 gradi circa, anche durante la notte. Il prezzemolo e la menta temono molto il freddo e sono perfetti per la coltivazione casalinga, il rosmarino, essendo una pianta perenne ha bisogno di una temperatura mite per crescere sano e forte. La salvia, invece, è la pianta aromatica che si adatta meglio perché non ha bisogno di cure particolari. Anche l’origano basta potarlo dopo la fioritura. Tutte le piantine hanno piacere di essere posizionate vicine, si crea così un microclima ideale per la crescita. Ricordatevi le piccole cure per mantenerle sane e forti: rimuovere tutte le parti secche, separare i ceppi troppo grossi e procedere con il rinvaso se la pianta è stretta, aggiungete un po’ di fertilizzante ogni tanto. Il segreto per avere un buon profumo e un buon sapore è semplice: esporre le piante in posizione ben soleggiata e moderare l’irrigazione.

Un secondo suggerimento, coltivare germogli: ovvero semi germogliati di cereali, legumi ed altre specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e germoglio appunto. I più usati sono i legumifagioli, lenticchie, ceci e piselli, cereali (riso, grano, orzo, farro,) e  tanti altri, la lista sarebbe ancora lunga. Attenzione: evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze tossiche. Utilizzate solo semi conosciuti per non avere brutte sorprese.

Da dove cominciare? Ho seguito i consigli di una cara amica e riporto quello che mi ha spiegato e che ho visto utilizzare a casa sua ma su internet troverete moltissimi modi di coltivare i germogli.  Aveva utilizzato un recipiente di vetro bello largo ma va bene la plastica ma che sia adatta agli alimenti o la ceramica, meglio non sia di metallo: i semi devono poter crescere e avere ancora spazio perché ci sia aria intorno. I semi erano coperti di acqua (circa 4/5 cm.) tutti uguali, meglio non mischiare. Il recipiente era posizionato al buio, ricoperto da un telo, ma senza coperchio: il buio è necessario, come fossero sotto terra. Mi ha spiegato che dopo 3/5 giorni avverrà la germogliazione ma prima i semi dovranno restare in ammollo 8-10 ore circa. Passato questo tempo si gonfieranno e cominceranno a spaccarsi. Il 2° giorno si scolerà tutta l’acqua. L’imboccatura del recipiente dovrà essere ricoperta con una retina fine, come quella che si utilizza per i confetti, ma va bene anche una calza di nylon, da fissare con un elastico. Ciò faciliterà le operazioni di risciacquo dei germogli, che va fatta due o tre volte al giorno.  Il 3° giorno si dovrebbero veder germogliare i semi. Bisogna continuare a sciacquarli due volte al giorno. Il 4° giorno si potranno finalmente mangiare ben scolati! In frigorifero si possono conservare qualche giorno, non in busta di plastica, meglio un contenitore di vetro. Ho letto che i germogli hanno un contenuto energetico molto elevato, una grande quantità di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri semplici, assimilabili molto velocemente e sono poverissimi di grassi. Le vitamine aumentano fino al doppio rispetto al seme e fino al triplo rispetto alla pianta adulta. Coltivare i propri germogli in maniera casalinga permette di avere sempre a disposizione un ingrediente leggero, saporito e salutare e potrete arricchire tutti i vostri piatti, avendo cura di consumarli sempre a crudo per mantenerne tutte le proprietà nutrizionali. Buon appetito!

 

Luglio nel calendario Barbanera

NELL’ORTO E NEL GIARDINO CON LA LUNA

Nell’ORTO Se non è già stato fatto, seminare in Luna calante, in semenzaio all’aperto scarola, lattuga ed indivia riccia. Trapiantare il porro su un terreno ben inumidito. Legare i cespi di indivia per l’imbianchimento, rincalzarli a intervalli di tre settimane. Si rincalzano anche il cardo, il cavolo di Bruxelles, il fagiolo, il finocchio, la melanzana, il peperone, il pisello e il pomodoro. A fine estate fare talee di salvia e rosmarino da mettere a dimora a fine inverno. Trapiantare e seminare in serra lattughe e ortaggi da foglia. Seminare prezzemolo, carote e cipolle. In crescente invece trapiantare all’aperto il cavolo broccolo e cappuccio, porro, indivia, sedano, separare i cespi delle fragole e piantare il nuovo fragoleto. A settembre ultimare il trapianto delle fragole. Terminare la raccolta dei pomodori da destinare alla preparazione di conserve prima che arrivino le piogge autunnali.

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

La copertina del calendario 2019 Barbanera per ANLA

In GIARDINO Pulire nei giorni di Luna calante le piante dai fiori esauriti, regolare le siepi, annaffiare almeno una volta alla settimana il tappeto erboso. In crescente collocare all’ombra le piante in vaso, raccogliere i fiori di salvia e lavanda da essiccare e conservare. Seminare il garofano dei poeti, le viole e le violacciocche. A settembre potare le siepi perché rigermoglino più in fretta e in inverno non soffrano del carico della neve che potrebbe giungere a deformarle.

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Nell’orto e nel giardino nel mese di maggio

I consigli dell’Almanacco Barbanera per il mese di maggio

NELL’ORTO

Con l’aiuto della Luna crescente è il momento di seminare pomodoro, zucca, zucchina, anguria, cetriolo, melone, fagiolo, fagiolino, crescione, maggiorana, basilico, prezzemolo. È inoltre tempo di trapiantare peperoni, melanzane, sedano. Volendo, ci si potrà anche dedicare all’autoproduzione delle piantine in casa, da seminare in piccole contenitori, ad esempio nel vasetto dello yogurt. Quando avranno sviluppato la seconda serie di foglie, spostarle in un contenitore più grande o, se il clima lo permette, procedere con la messa a dimora nell’orto. Raccogliere le fragole. In Luna calante seminare lattuga, sedano, indivia riccia, scarola, porro, rapa, bietola da coste. Utilizzare i macerati di ortica come trattamenti curativi su ortaggi e piante da frutto.

NEL GIARDINO

Seminare a dimora, con la Luna crescente, primule, dianthus, campanule, fiordalisi e garofani. Mettere inoltre a dimora gerani, dalie, tuberose e piantine di borragine e maggiorana. In Luna calante prestare molta attenzione alle rose: eliminare i rami non da fiore, eseguire la potatura di ringiovanimento e concimare il terreno con compost e concimi liquidi. Tenere inoltre sotto controllo attacchi di afidi con metodi biologici come la coccinella, o con nebulizzazioni di macerati di ortica. Potare le erbacee perenni e gli arbusti che hanno fiorito, per conferire loro un rinnovato vigore. Iniziare ad eliminare i boccioli sfioriti della rosa per favorire la nuova produzione di fiori. Concimare il prato.

Aromatiche in vaso

C’è il classico vaso di basilico, ma ci sono anche tutte le altre piante amiche pronte a darci una mano in cucina o per i piccoli mali di stagione. Sul davanzale della cucina, in un angolo del balcone o nel piccolo giardino, le piante aromatiche uniscono l’utile al dilettevole. Anche in vaso danno infatti ottimi risultati, offrendo fiori e foglie per i più diversi usi. Pochi semplici consigli renderanno “la raccolta” soddisfacente. Assicurarsi che i vasi abbiano almeno un foro di drenaggio e collocare sul fondo uno strato di piccoli ciottoli. La gran parte delle aromatiche ha bisogno di almeno 20 cm di profondità per crescere, mentre le più alte, come il finocchio necessitano di almeno 30 cm. Inoltre erbe come la menta, la melissa e il rosmarino, chiedono di essere piantate da sole, mentre salvia, timo e origano possono convivere nello stesso vaso.

BENESSERE CON LA NATURA

Equilibrio di corpo e mente: il marrubio

Della grande famiglia delle labiate, il marrubio, Marrubium vulgare, è diffusissimo nel bacino del Mediterraneo. Con le radici trova nutrimento anche nei terreni più incolti e assolati. Ha foglie coperte da peluria, mentre i fiori avvolgono gli steli come morbidi cuscini. Noto già nell’antichità per le sue proprietà balsamiche, espettoranti, digestive, febbrifughe, il marrubio si fa amare anche per la sua capacità di favorire il ritmo che comprende cuore, circolazione, respirazione. Per questo è un utile aiuto per chi soffre di palpitazioni di origine nervosa, tachicardia, ansia, e nella cura dell’asma. Un bagno con l’aggiunta del suo infuso aiuta ad allentare la tensione, allevia spasmi mestruali e contrazioni. Sciroppo, infuso e tintura sono usati nella tosse e nell’influenza. È un ottimo amaro tonico ed ha un’azione benefica su stomaco, cistifellea e fegato. Con l’infuso si sciacquano ferite e abrasioni per favorire la cicatrizzazione.

DICE IL PROVERBIO…

Fave in fiore, acqua a rumore

“A san Bernardino lassa stà i sparg e mangia i passarin” cioè per san Bernardino, (20 maggio) lascia stare gli asparagi e mangia i passerini con la polenta, si raccomandava un tempo a Milano, perché il loro momento d’oro è ormai passato. Cominciano a formarsi invece i baccelli delle fave, primo ortaggio di primavera: “A sante Livardine vunghile chine chine, si li vunguli ssò bacante, sante Livardine non è sante” si dice in Irpinia dove le fave si raccolgono a maggio. In Sicilia invece le prime maturano in aprile e si mangiano crude con pane e cacio pecorino, mentre a maggio sono abbastanza grandi da poter essere cucinate: “Aprili favi chini, ‘ntra maiu li cucini”. Le fave necessitano di fresco e di un poco di pioggia, tant’è che si dice: “Fava e mela coll’acqua allega”. Hanno cioè bisogno di acqua nel passaggio dal fiore al frutto. In Umbria, addirittura: “Fave in fiore, acqua a rumore”.

ASTRONOMIA

Le stagioni di Marte

Ebbene sì, anche Marte, il bellicoso Marte ha le sue stagioni. Analoghe quelle terrestri, durano però il doppio. Questo perché il cosiddetto pianeta rosso ruota sul proprio asse in poco più di 24 ore e descrive la sua orbita intorno al Sole in poco meno di due anni. Ma le analogie con la Terra non si fermano qui, perché l’inclinazione dell’asse di rotazione sul piano dell’orbita, che è di 23 gradi e mezzo per la Terra, per Marte è di circa 24 gradi. Tutto questo significa che per un ipotetico marziano il giorno dura all’incirca quanto un giorno terrestre e le stagioni si presentano con 1e stesse caratteristiche che hanno da noi, a parte la durata. Essendo, infatti, il periodo orbitale di Marte più lungo, anche le stagioni durano di più: in media 170 giorni, anziché i 90 giorni che rappresentano la durata media delle nostre stagioni.

Hanno detto…

E ogni pausa è cielo in cui mi perdo, serenità d’alberi a chiaro della notte (Salvatore Quasimodo)