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Piante sorvegliate speciali

(di Annalisa Gatti) In questo periodo le nostre piante hanno bisogno di essere “sorvegliate speciali” perché nonostante la fioritura sono soggette a malattie e infestazioni. Le più comuni sono: cocciniglia, cocciniglia cotonosa, afide verde, mosca bianca e ragnetto rosso. La prima accortezza è quella di allontanare dalle altre la pianta malata.  In genere le piante con le foglie sottili e delicate sono attaccate da insetti come il ragnetto rosso mentre gli afidi prediligono le foglie e i gambi giovani. Alcuni parassiti oltre che sulle foglie si possono trovare anche nel terreno. Le piante che si trovano all’esterno possono essere attaccate da lumache, coleotteri e altri insetti da giardino.

Sono moltissimi gli insetticidi in commercio e bisogna saperli utilizzare per non danneggiare la pianta, infatti possono contenere sostanze chimiche dannose per l’uomo e molto velenose. I principi attivi (degli insetticidi sistemici) vengono assorbiti da radici o dalle foglie per essere poi trasportati nel resto degli organi della pianta e arrivano in questo modo ovunque ci siano parassiti. L’alcool denaturato può essere utile per rimuovere cocciniglia e cocciniglia cotonosa. Il ragnetto rosso si può evitare, migliorando le condizioni di umidità.

ALCUNE AVVERTENZE: mai mischiare tipi differenti di insetticida perché si possono provocare inaspettate reazioni chimiche; mai versarli in altri contenitori che siano bottiglie di vetro o altro materiale; mai irrorare quando c’è vento; mai respirare il prodotto; mai versarli nel lavandino e negli scarichi; mai preparare quantità superiori da quelle da utilizzare al momento, ne conservarlo per più di una giornata; irrorare sempre all’aperto, di sera, quando non circolano le api; lavate sempre bene gli attrezzi usati, riponete gli insetticidi in un posto asciutto riparato dal gelo, su uno scaffale alto lontano dalla portata dei bambini;  se avete animali teneteli lontani, soprattutto attenzione all’acqua dei pesci se si trovano nelle vicinanze.

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Piante: Hoya (fiore di cera)

(di Annalisa Gatti)

Il nome deriva da Thomas Hoy, un giardiniere inglese vissuto tra il 1700 e il 1800. Era una pianta conosciuta e apprezzata in quel periodo ma oggi può essere difficile trovarla e farla fiorire. E’ stata introdotta nella coltivazione mondiale solo a partire dai primi anni ’90.

E’ chiamata  fiore di cera o di porcellana perché le sue foglie e i suoi fiori delicati ed eleganti, hanno una patina cerosa e somigliano a un prodotto artigianale di porcellana. Provengono tutte dal sud est dell’Asia o dall’Australia ma sono numerose le cultivar e specie perenni: sempreverdi, rampicanti e cespugliose, arbustive o striscianti, alcune sono epifite (epifite sono tutte quelle specie di piante che vivono su altre piante, di solito usate come semplice sostegno); bisogna quindi conoscerle bene per prendersene cura in quanto differiscono le une dalle altre sia per quanto riguarda la temperatura sia il terreno che l’irrigazione.

In Italia e nel resto d’Europa cresce abbastanza bene nelle regioni meridionali e nelle zone che mantengono una temperatura mite durante tutto l’anno. Per quanto riguarda i fiori in base alla specie possono essere di diversi colori ma hanno in comune la caratteristica forma a stella, composti sempre da 5 petali uniti fra loro e raggruppati in grappoli  da circa 10 fiori ed emanano un profumo leggero e delicato.

Le più comuni sono la Hoya Bella la Hoya Carnosa facilmente acquistabili nei vivai del nostro paese.

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