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Bonus baby sitter: aiutiamo le famiglie

nonni e nipoti

nonni e nipoti

Sulla novità del pagamento del “bonus baby sitter” utilizzabile per pagare i nonni (o altri parenti) non residenti nel nucleo familiare che accudiscono i nipoti, novità valida solo per l’attuale emergenza pandemica, introdotta dal decreto Rilancio e chiarita dall’Inps, ecco la dichiarazione del presidente Anla Edoardo Patriarca: “I nonni sono insostituibili. Sono un patrimonio di saggezza e di esperienza, di tenerezza e di affetto che aiuta il benessere delle famiglie e crea le condizioni per la buona crescita psicologia e emotiva dei bambini. I nonni sono preziosi perché non si fermano mai e cercano di fare di tutto per aiutare la famiglia, i figli, i nipoti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della collaborazione nella quotidianità della vita familiare. I nonni sono essenziali nell’aiutare le famiglie a superare questo difficile momento in cui i genitori tornano al lavoro e mancano strutture adeguate a dare supporto e accoglienza ai bambini. I nonni sono impagabili… ecco questo è il punto: noi di ANLA da sempre siamo a favore di energiche politiche per la famiglia, di contributi adeguati e qui lo ribadiamo rivolgendo al Governo un forte appello perché trovi fondi per sostenere sempre più le famiglie. Ma non si confonda il cuore con la retribuzione: un bonus baby sittercosì concepito e destinato a nonni – o altri parenti – non conviventi finisce con il monetizzare qualcosa di sacro che non è nemmeno volontariato ma voce del cuore. Si faccia in modo che questi soldi vengano effettivamente presi dalle famiglie evitando sprechi e abusi, si diano questi soldi alla famiglia, che ne ha sempre bisogno, e che deciderà nel proprio ambito come destinarli, ma non si introduca nell’ambito di un rapporto affettivo una quantificazione economica. I nonni sono essenziali, preziosi e impagabili: aiutiamoli aiutando le famiglie!”.

Comunicato Stampa – 5×1000 alle Forze dell’Ordine: intervenga lo Stato

In merito alla discussione in Senato di un disegno di legge che amplia il 5 per mille a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco, ecco la dichiarazione del presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Occorre essere molto chiari in questa delicatissima vicenda. Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e in generale tutti i corpi di sicurezza dello Stato sono essenziali per la nostra società, per il funzionamento dello Stato, per la tranquillità di noi cittadini. A loro va non solo il nostro plauso ma il nostro fermo incoraggiamento e desideriamo che vengano sempre più potenziati e messi in condizione di operare sempre al meglio. Il punto in discussione non è questo. In Senato si discute di ampliare la possibilità di donare il 5 per mille anche a questi Corpi dello Stato. Noi non riteniamo sia questa la strada opportuna per finanziare al meglio le Forze dell’Ordine, tutte in generale aggiungo io, senza omettere alcun ramo che, per il solo fatto che vigilia sulla concordia civile, è meritevole di attenzione. Noi chiediamo che lo Stato, a cui competono queste Forze, intervenga con una riforma forte, strutturale, solida, continua nel tempo, costante e certa nell’impegno economico, assicurando così l’operato al meglio possibile di queste Forze. In poche parole, lo strumento del 5 per mille non è lo strumento opportuno per dare sollievo economico a questi Corpi dello Stato: la sua natura aleatoria e ogni anno mutevole è l’esatto contrario di una fissità che in questo delicato campo è necessaria.

Altare della Patria with Italian flag - Rome Italy

Si utilizzi allora la fiscalità generale per sostenere queste forze, si proponga un emendamento al DL Rilancio, ma si tenga fuori il 5 per mille nato come strumento per sostenere il Terzo Settore, a cui come Associazione apparteniamo, ribadito e regolamentato con la legge di Riforma; ricordo tra l’altro che stiamo ancora attendendo il decreto attuativo. Il Terzo Settore è vincolato da una infinità di regole per i suoi bilanci, deve rendicontare tutto, misurare l’impatto sociale, fare il bilancio sociale, rendicontare il 5 per mille, così per le raccolte fondi: è giusto che sia così. Lasciamogli però i pochi strumenti che ha a disposizione per esercitare quella sussidiarietà riconosciuta nella Carta Costituzionale, oggi strategica e tanto evocata.

Ribadisco, gli amici delle Forze dell’Ordine hanno bisogno da subito di un intervento strutturale serio, articolato, continuo e certo per operare: aiutiamoli con misure stabili  e definitive da parte dello Stato, non costringiamo i cittadini a intervenire ancora una volta al posto dello Stato”.

Linee guida per l’Italia

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Qualche giorno fa Vittorio Colao ha consegnato al presidente Conte il frutto di otto settimane di lavoro, iniziato in piena emergenza pandemica, del Comitato di esperti in materia economica e sociale istituita con DPCM del 10 aprile 2020; ricordo en passant che fra di loro c’è anche Enrico Giovannini che abbiamo avuto gradito relatore al convegno del settantesimo di fondazione di ANLA che abbiamo celebrato al Senato l’anno scorso.

Non mi soffermo a commentare l’intera opera, potete trovarla agevolmente in internet ed è di rapida lettura, ricordo qui solo il fatto che sono tre gli “assi di rafforzamento” identificati da questa task force per la trasformazione del Paese: digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, parità di genere e inclusione.

Sei le aree di azione strategiche per il piano di rilancio: le Imprese e il Lavoro, motore della ripresa, le Infrastrutture e l’Ambiente, volano del rilancio, il Turismo, l’Arte e la Cultura, brand iconico dell’Italia, la Pubblica Amministrazione che deve diventare alleata dei cittadini,  l’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo, gli Individui e le Famiglie, cito testualmente “da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale”. Non so che fine farà questo studio, tanti sono i temi qui trattati da sempre  cari alla nostra Associazione, welfare, lavoro, impresa… leggo con piacere che il gruppo guidato da Colao propone di completare la riforma del Terzo Settore e in particolare per la fiscalità delle imprese sociali.

Inclusione

 

Mi soffermo qui brevemente su Famiglia e inclusione perché nella ripartenza dell’Italia dopo mesi di lockdown dobbiamo ripartire dal mattone della società e una comunità la si crea con legami relazionali e interpersonali. Il volontariato è ancora una volta la chiave di volta perché welfare inclusivo e territoriale di prossimità non sia un vuoto slogan. L’isolamento imposto dalla pandemia ha accentuato un triste fenomeno già presente, la solitudine delle persone fragili, per cui è chiaramente necessaria un’azione strutturale da parte della collettività ma la prossimità inizia dalla telefonata di una persona amica e qui ricordo e ringrazio tutti i nostri volontari che durante la pandemia hanno trascorso ore al telefono per chiamare persone che sapevano essere sole o spaventate per stare loro accanto, per parlare con loro. Parlare poi di parità di genere può essere facile in linea di principio, ma concretamente ho in mente il grande disagio delle famiglie dove, con la chiusura dei nidi e degli asili, la responsabilità dei bambini è crollata, senza rete di protezione, sulle madri. Non possiamo parlare di parità di genere quando alle donne e mamme non viene riconosciuto adeguatamente questo status e parimenti non viene incentivata la possibilità di formare una famiglia, “mattone” della vita sociale. C’è stato chi ha detto che per capire il futuro di una società basta guardare lo “stato di salute” della famiglia. Il piano elaborato dal Comitato guidato da Colao parla di azioni per favorire la Conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità e rilancia la possibilità di estendere il Servizio Civile, ampliandone i partecipanti, orientandolo a “ridurre il digital divide dei bambini e delle famiglie più povere e fornire assistenza alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Mi piacerebbe che queste cose non rimanessero sulla carta…

Semplificazione (di cuore)

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)
In un discorso scritto nel 1944 Aldo Moro  invitava  la politica ad  operare con la stessa semplicità di  cuore con la quale  si fa il proprio lavoro quotidiano. Con  rammarico devo ammettere che  di semplicità di cuore in politica oggi se ne vede assai poca.  Per stare alla attualità basti  pensare a come sono stati scritti i Dpcm, o alla comunicazione sul lockdown che tutto ha avuto fuorché l’impronta della  semplicità.
Il significato  di semplicità è  racchiuso nella sua etimologia, dal latino simplex composto dalla radice sem
- uno solo- e da quella di plectere – piegare; possiamo dire che  semplicità è un qualcosa senza pieghe, rappresenta tutto ciò che è  libero dagli ostacoli e aiuta a  custodire e ricercare le cose più importante. Non è facile parlare di “semplicità di cuore”: dire che una persona è semplice è spesso un modo benevolo per definirla un po’ stupida o ignorante. Ho voluto  aggiungere  “di cuore”  perché la semplicità non è una tecnica ma un atteggiamento interiore, di cuore per l’appunto. Una persona semplice ha    tratti che la contraddistinguono: non è mossa da calcolo, è trasparente e autentica, non è ingenua o sprovveduta,  infantile o “sempliciotta” . La semplicità implica conoscenza e valutazione obiettiva della realtà concreta,  impegno, pazienza e approfondimento esigente. Difficile farlo comprendere, hanno voluto farci credere  che “complicato”   stia con   intelligente mentre “semplice” con    facile e un po’ stupido . È un falso luogo comune, a   guardarci bene   nella pratica del lavoro o nelle piccole esperienze di ogni giorno scopriamo che le soluzioni più efficaci sono quasi sempre le più semplici.


Se la persona “semplice” ha i suoi tratti ingenui quella  “complicata” appare più seria, tutta d’un pezzo e al passo con il tempo:   è malata di narcisismo senza farlo intendere,   tende   a servirsi del proprio ruolo come schermo dietro il quale proteggersi, ama il dire e non dire,  tende ad essere reticente, si guarda bene dal manifestare i propri sentimenti, non ama la comunicazione diretta con le persone,  predilige  il linguaggio ad effetto. Potremmo dire un perfetto uomo pubblico.
Viceversa la semplicità di cuore  praticata ci porta alla  concentrazione sull’essenziale, ci libera  da quei pesi inutili che impediscono di orientarci e di scegliere,  aiutandoci al passo dopo passo, senza strafare.
Per sorridere mi verrebbe da dire, doniamoci  reciprocamente  un po’ di semplificazione in qualcuna delle tanto inutili complicazioni che ci rovinano la vita ogni giorno. Abbiamo bisogno di semplicità, sentiamo un desiderio grande di semplicità, la stiamo scoprendo ancora di più in queste lunghe settimane di quarantena.
Esempi di semplicità?  Penso  a quella utilizzata dai Padri costituenti per scrivere la nostra Carta. O a quella dei poeti che non si lasciano sommergere dalle troppe parole ma cercano di liberarsi da  quelle inutili. Un lampo di chiarezza  proviene   dal  dialogo tra la Volpe e il Piccolo Principe di Saint-exupery . “Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. Ecco le persone semplici sono quelle che si  concentrano sull’essenziale, non sempre facile da scoprire. Ci vuole cuore e tanta competenza.

COMUNICATO STAMPA – Politiche familiari e welfare, occorre uno sguardo più ampio

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato stampa:

La ripartenza del Sistema Italia impone in questa delicata fase di “convivenza” con il virus alcune novità sostanziali in ogni ambito della nostra vita, e in maniera significativa nell’ambito del lavoro. In particolare viene chiesto, dove possibile, di incentivare forme di smart working per un dato periodo, si parla del 31 luglio, scadenza teorica del periodo di emergenza sanitaria in Italia, come data fino a cui avvalersene.

“Ci troviamo di fronte a un passaggio complesso della vita sociale e professionale nel nostro Paese che può offrirci modelli organizzativi differenti dal passato, prima impraticabili ma ora attuabili, capaci di conciliare vita privata e vita professionale” sottolinea il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca “viviamo un periodo paradossalmente ricco di opportunità a livello di welfare ma anche di possibili rischi”.

Logo ANLA

Logo ANLA

Continua il presidente “Non possiamo che guardare con estremo favore a pratiche di smart workingperché abbiamo visto in questi giorni di lockdown come sia migliorata la qualità della vita, dell’ambiente che ci circonda, dell’aria che respiriamo. Dobbiamo però valutare tutte le conseguenze implicite nell’adozione di simili pratiche nell’ambito della famiglia, in un contesto in cui la quotidianità dei nuclei familiari allargati, intendo la presenza costante dei nonni, non è ancora possibile a livello sistematico e le strutture di aiuto come gli asili e i nidi sono ancora chiusi. Non vogliamo che ancora una volta le mamme siano penalizzate da forme che dovrebbero alleggerire e non appesantire la vita in questo particolare momento”.

Il presidente Patriarca auspica una più generale riforma da attuare non tempi lunghi ma che sia organica e possa guardare a tutta quanta la società: “Non possiamo indugiare o procedere ancora a tentativi parziali come l’adozione di questo o di quel provvedimento sulla spinta dell’emergenza o guardando a singole categorie sociali. Dobbiamo avere di nuovo il coraggio di guardare alla famiglia nel suo complesso come al mattone su cui si costruisce la società e quindi a partire da essa dar vita a tutta una serie di azioni virtuose come lo smart working, l’aiuto alle famiglie in difficoltà, la ripartenza quando possibile di asili e nidi con adeguati aiuti, la valorizzazione dei nuclei familiari con gli anziani che possano così recuperare il loro ruolo centrale nella società, la riforma del sistema delle RSA etc etc tutti argomenti che abbiamo più volte segnalato e che ora diventano non ulteriormente differibili. Come lavoratori anziani noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

RSA, necessaria una svolta significativa

Oggi abbiamo diramato il seguente comunicato: 

“Viviamo giorni di dolore in cui cerchiamo di aprirci alla speranza pur costretti ancora a seguire rigide misure per impedire la diffusione del contagio ma non possiamo dimenticare le tante vittime mietute dalla pandemia nelle RSA” spiega il presidente nazionale di Anla Edoardo Patriarca “questo allentamento del lockdown ci spinge a guardare nel concreto e a preoccuparci ancora una volta e con ancora maggiore decisione delle condizioni in cui vengono assistite le persone più deboli della nostra società”.

Logo ANLA

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Continua il presidente Patriarca: “Come ANLA desideriamo ribadire la necessità di un “censimento” delle strutture, RSA, Casa accoglienza etc etc che si occupano di accogliere le persone deboli che la nostra società lascia ai margini o che la malattia, qualunque essa sia, strappa agli affetti dei propri cari e alla propria abitazione, perimetro della propria esistenza. Torniamo a sottolineare con forza la necessità di linee politiche chiare, uniformi per tutto il territorio nazionale, di rigorosa applicazione delle indicazioni scientifiche per permettere a queste strutture di affrontare una fase, la cosiddetta “fase 2”, che per tutti è piena di incognite. Non possiamo lasciare al senso di responsabilità dei cittadini, delle amministrazioni locali, dei responsabili medico-scientifici di queste strutture, che peraltro è già grande, il delicato compito della protezione, quantomeno non solo a loro: occorre una strategia nazionale in quanto allo Stato spetta stabilire i livelli essenziali delle prestazioni nei diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutta Italia. Chiediamo un coordinamento a livello nazionale che possa agire tempestivamente nel delicato compito di assistere queste strutture nell’interazione con il territorio di riferimento al fine di preservare gli ospiti dagli eventuali contagi e che possa occuparsi, al di là dell’emergenza in atto, della regolarità di queste strutture e del benessere dei loro ospiti. Chiediamo che il Terzo Settore possa essere coinvolto, per quanto di sua competenza, anche in questa fase e in questo delicato argomento.

Attenzione però, perché non vogliamo che una volta esaurita – speriamo presto – l’emergenza Covid-19 queste strutture e le relative problematiche tornino nell’oblio: abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della vita di tutte le persone coinvolte, non sprechiamola”.

 

Il presidente Patriarca alla Festa del Lavoro 2019

Il presidente nazionale di ANLA, il sen. Edoardo Patriarca, rappresenterà la nostra Associazione alla cerimonia della Festa del Lavoro 2019 al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato a cui il nostro presidente rivolgerà un breve saluto. Diretta su Rai 1 a partire dalle 11.00

Palazzo del Quirinale

Palazzo del Quirinale