Archivio tag: università

Istat, rapporto sulla conoscenza

Il Rapporto che l’Istat presenta propone, per la prima volta, una lettura integrata delle diverse dimensioni della creazione, della trasmissione e dell’uso della conoscenza nella vita delle persone e nell’economia. Attraverso 38 quadri tematici il Rapporto offre una valutazione della posizione dell’Italia in ambito europeo e il cammino fatto fin qui dal nostro Paese, mette in luce i fenomeni emergenti – trattati con fonti e indicatori nuovi – individua gli strumenti che favoriscono lo sviluppo della conoscenza e le sfide per le politiche. I quadri tematici sono accompagnati da un’analisi originale, condotta sull’intero universo delle piccole imprese italiane, che evidenzia il ruolo essenziale dell’istruzione nel sistema produttivo.
Tanti sono i filoni di lettura. Ne trattiamo in questa sede solo alcuni. L’intensità della spesa in ricerca e sviluppo (R&S) in Italia, anche se aumentata durante la crisi, continua a essere inferiore a quella delle altre maggiori economie europee (nel 2015, 1,3% del Pil contro una media poco superiore al 2,0% per l’Ue), con eccezione della Spagna.

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Convegno Generazioni a confronto, le foto

Giovedì 12 marzo si è svolto a Macerata il Convegno “Generazioni a confronto, esperienza e progettualità” svolto in collaborazione con l’Università di Macerata, Dipartimento di Giurisprudenza. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni interventi. Ecco nel frattempo  le foto dei partecipanti.

Paleari nuovo presidente della CRUI

Stefano Paleari (fonte CRUI)

Stefano Paleari (fonte CRUI)

Stefano Paleari, che al prossimo Convegno di Bergamo terrà la relazione dal titolo “Età e tempi di vita nella nuova società” è stato eletto nuovo Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

La votazione è stata all’unanimità ed ha premiato il 48enne Rettore dell’Università di Bergamo, che guida già da 4 anni e dove è anche docente di Analisi dei Sistemi Finanziari presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dal 2013 è l’unico membro italiano nel board della European University Association (EUA).

Ecco la prima dichiarazione del neo presidente: “I prossimi anni segneranno un punto di svolta per l’Università italiana… Ma il punto di partenza è drammatico. Siamo arretrati di 10 anni, perdendo 10.000 ricercatori e il 15% dei fondi. Dato ormai conclamato anche nelle statistiche internazionali. Abbiamo 4 ricercatori ogni 1000 occupati. La Francia ne ha 9. Germania e Regno Unito 8. Persino la Spagna 7. E si badi bene, per passare da 4 a 5, rimanendo ancora ben lontani dai partner europei, servirebbero 20.000 ricercatori. Ovvero proprio quei giovani che noi formiamo e che poi vengono catturati da altri Paesi. Il loro talento non può restare senza una nostra risposta. Anche qui sta il problema della disoccupazione giovanile, perché la scoperta scientifica di un ricercatori in tutti campi del sapere è uno straordinario moltiplicatore per l’intero sistema economico italiano”.

Per leggere il comunicato della CRUI cliccate qui

In Italia vale ancora la pena laurearsi?

docenti_universitari

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Abbiamo già trattato il tema nel numero 2/2013 di Esperienza dove abbiamo dedicato alla questione la copertina dal titolo “Una laurea serve ancora?”. Ivano Dionigi, rettore dell’Università di Bologna e Fabio Capani, rettore dell’Università telematica Leonardo da Vinci ci hanno aiutato a comprendere meglio i termini della questione.

Sul tema, anche se indirettamente, torna ora l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OCSE) con la pubblicazione del rapporto “Education at a Glance 2013″ che potete scaricare in inglese direttamente qui oppure leggere in una nota sintetica elaborata dall’istituto in italiano.

In ogni caso, la risposta è positiva ma con qualche sorpresa almeno per quanto riguarda la convenienza…

Un interessante commento all’intero rapporto è consultabile in italiano sul sito Return on Academic Research