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Pensiamo al futuro

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Siamo dentro una crisi di governo piuttosto incomprensibile, non spetta ad una associazione come la nostra infilarsi in commenti a favore o contro le forze politiche di maggioranza o opposizione che siedono in Parlamento. Ma un giudizio politico sulla situazione che sta vivendo il paese ci spetta, siamo una associazione apartitica ma non apolitica se intendiamo la politica lo strumento attraverso il quale costruire bene comune e   “città degli uomini” giuste e solidali. Siamo tuttora  dentro una pandemia terribile, le persone continuano a morire, il conflitto tra diritto alla salute e  diritto al lavoro  -  che non dovrebbe esistere -    è  causa di tragiche disperazioni e nuove povertà.

Lo Stato, le nostre istituzioni hanno il dovere di proteggere i propri cittadini, un obbligo morale non derogabile sul quale si regge il patto di cittadinanza che  lega tutti noi, e che va confermato quotidianamente  se non  si vuole dare  spazio a sentimenti di ribellione, di rabbia che inevitabilmente allontanano le persone dalla vita delle comunità e indeboliscono la democrazia.

Ma non basta: accanto all’aiuto occorre pensare al futuro, perché la risposta  alla pandemia è coltivare  una speranza possibile, una visione, una prospettiva. E quest’ultima, lo diciamo con franchezza, non ci pare ben chiara nel dibattito politico di questi giorni. Le ingenti  risorse europee messe a disposizione non vanno sprecate in mille rivoli, abbiamo bisogno per davvero di una ripartenza, dovremmo scegliere le priorità, quelle più strategiche, soprattutto per dare fiducia alle imprese e per dare un lavoro degno ai nostri ragazzi colpiti severamente dalla pandemia.

Non  ci vorrà tanta fantasia:  il NextgenerationUE le indicazioni le dà con chiarezza: una conversione ecologica integrale, l’introduzione massiccia delle tecnologie digitali, un ripensamento sulla gestione dei beni pubblici (welfare, sanità e scuola). Se proposte con chiarezza, con convinzione e competenza,   siamo  certi  emergeranno le forze migliori di questo paese pronte ad assumersi le  responsabilità. Responsabilità diffuse e un clima di concordia sono gli ingredienti indispensabili  per una rinascita desiderata da tutti  come spesso abbiamo scritto in questa newsletter,  senza appiattire il confronto, le diversità di opinione sempre necessarie per far vivere la democrazia.

In questi giorni così nevrotici e confusi due parole sono state e spesso evocate: responsabili e costruttori, parole care anche al Presidente Mattarella. Parole care anche a noi di ANLA, preziose e praticate per una intera vita dai nostri iscritti. Consentiteci una raccomandazione: preserviamole nella loro bellezza, usiamole con parsimonia, per noi sono una vita di impegno e dedizione.

Il futuro del Paese

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA). La settimana trascorsa è stata animata da un dibattito che definire lunare è assai gentile. La parola che ha attraversato il confronto politico è “rimpasto”. Parola che sembra appartenere ad un’altra stagione politica, improvvisamente  ricomparsa  portando  con sé l’ambiguità di sempre. Nessuno ne vuol sentire parlare,  il rimpasto viene negato,  eppure è un obiettivo perseguito tacitamente  da molti.

Perché questa premessa cari amici e amiche di ANLA?   Non  possiamo non manifestare la nostra preoccupazione sulla capacità e il coraggio  delle nostre istituzioni di uscire da questo  terribile anno prendendo nelle mani il futuro della comunità nazionale. Ci aspettiamo una politica all’altezza delle sfide che il  paese si merita. Avremmo  dovuto approntare da tempo un piano per usufruire dei fondi europei che ci auguriamo vengano spesi utilmente. Non per tappare i buchi terribili di questa emergenza, ma per progettare un paese migliore. Ci giocheremo la nostra credibilità, i temi della next generation ue sono già stati definiti con puntigliosità  dalla commissione UE: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, salute, istruzione e ricerca, infrastrutture  e territori. Sono grandi titoli, capitoli che dovranno dettagliarsi in progetti concreti, realizzabili, espressione di una   visione di paese.

Vorrei soffermarmi in particolare sul tema salute e welfare. La pandemia ha fatto emergere le fragilità del nostro sistema, un sistema che agisce sulla riparazione piuttosto che sulla prevenzione. Ma per fare davvero prevenzione occorre uscire dalla logica riparativa e assistenzialistica, e agire tutte le energie di una comunità: le istituzioni, le imprese, l’associazionismo. Un welfare generativo nel quale anche le aziende e i nostri gruppi aziendali possono svolgere un ruolo di grande valore, una  testa di ponte per disegnare un nuovo modello sociale. Le quote che le aziende investono nel “secondo welfare” crescono anno dopo anno  a segnare un cambiamento lento e pensiamo assai profondo. Sono aziende che comprendono che la produttività e la competitività si conquistano con l’innovazione tecnologica e incrementando il capitale umano e sociale. Sono due condizioni ineliminabili, una via stretta che va perseguita con fermezza e lungimiranza.

Il ruolo del sistema di Welfare oggi

(di Antonello Sacchi) Il prossimo numero di Esperienza, l’ultimo del 2020, è in fase di preparazione. Abbiamo già anticipato che parleremo di Dante, nell’imminenza dell’anno del settimo centenario dalla morte del sommo poeta (1321). Oggi aggiungiamo un’ulteriore anticipazione: faremo il punto sul welfare nell’attuale difficile momento pandemico. Qualche pillola senza voler svelare troppo… Scrive Edoardo Zaccardi: “Le famiglie e le imprese hanno pagato un prezzo altissimo al Covid-19, anche in termini economici. Focalizzandoci sulle prime, una indagine Eurofound rileva che al mese di giugno/luglio 2020 il 17% delle famiglie italiane nel corso degli ultimi 3 mesi non era stata in grado di pagare – diversamente dai programmi – le utenze di luce, acqua o gas, il 12% le bollette per telefono o connessione internet, il 10,4% l’affitto o il mutuo della casa, il 9% i crediti al consumo. Una situazione drammatica, che tuttavia non è del tutto precipitata grazie alla proverbiale capacità di risparmio delle famiglie italiane e, non v’è dubbio, anche grazie agli aiuti predisposti dal governo”.

Non solo: parliamo anche della presentazione dell’edizione 2020 del Rapporto Think Tank “Welfare, Italia” sviluppato da Unipol Gruppo con The European House – Ambrosetti.

Anche qui vi presentiamo solo un accenno: “In questo scenario, il rapporto debito pubblico/PIL potrebbe raggiungere livelli da “economia di guerra” (158,9%) ovvero 1 solo punto percentuale in meno rispetto al picco storico registrato durante la I Guerra Mondiale. È evidente come l’aumento del rapporto debito/PIL riduca ulteriormente lo spazio di intervento del pubblico negli anni a venire. A fronte degli impatti sul PIL, le ricadute occupazionali sono altrettanto significative. Infatti, nei primi 6 mesi del 2020 sono già stati persi oltre 800 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2019, di cui 677 mila a tempo determinato (80%), 416 mila nella fascia tra 15 e 34 anni (50%). Il 44% di questi posti di lavoro persi sono al Nord, il 17% al Centro e il 39% al Sud. A fronte degli impatti economici dell’epidemia, aumentano quindi anche i bisogni di protezione da parte dei cittadini e il ruolo del sistema di welfare diventa più centrale che mai, in quanto strumento di mitigazione degli impatti della pandemia”.

Non perdete il prossimo numero di Esperienza!

 

Comunicato stampa – Fase 3, il Governo dia vita a impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani

Non è ancora tempo di abbassare la guarda nella lotta al Covid-19 ma è ora di compiere ulteriori passi in avanti nella ripartenza del nostro Paese.  Interviene su questo punto il presidente ANLA Edoardo Patriarca con la seguente dichiarazione.

“Cerchiamo di far compiere al nostro Paese un balzo in avanti qualitativo, facendo tesoro delle riflessioni e delle ricerche fino ad ora condotte. La Fase 3 sia capace di visione e al contempo di una concretezza virtuosa e trasformatrice, guidata dalla pratica del principio di sussidiarietà” spiega il presidente Patriarca che continua richiamando la centralità del Terzo Settore “Il welfare non è questione ancillare per la ripresa: temo prevalga ancora in troppi ambiti la concezione del welfare come spesa. In realtà si tratta di uno dei più lungimiranti fra gli investimenti perché tocca le infrastrutture sociali che valorizzano le comunità locali. Abbiamo ora davvero l’occasione di dar vita a un nuovo patto che metta al centro la cultura della cura, condivisa e progettata tra pubbliche amministrazioni, Terzo  Settore e Imprese”.

Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner. Cute kids and grandmother are preparing homemade food. Old senior woman is teaching three girls. Children chef concept. (Family are cooking italian pizza in cozy home kitchen for dinner

Per cambiare veramente le cose, sottolinea il presidente Patriarca, occorre avere il coraggio di credere veramente nel cambiamento e questo è possibile solo investendo strutturalmente nell’ambito della cura alla persona “Occorrono investimenti adeguati e per averli occorre cambiare l’impostazione generale, ancora troppo livellata sul piano assistenziale. Senza impegni economici concreti nei servizi di cura per le famiglie, i bambini e gli anziani non vi sarà alcuna ripresa ma solo palliativi e qualche punto in più di PIL se andrà bene”. La concretezza del fare bene il bene spinge il presidente di ANLA Patriarca a redigere un elenco preciso: “La nostra agenda è già scritta: completamento della riforma del Terzo Settore; investimenti per i servizi all’infanzia da 0 a 6 anni; lotta alla dispersione scolastica con scuole aperte tutto il giorno; contrasto alla povertà educativa; rifondazione del sistema delle Residenze per anziani; approvazione della legge sull’invecchiamento attivo e sui caregiver familiari. Non abbiamo bisogno di passerelle mediatiche ma come Associazione siamo pronti a collaborare e a fare la nostra parte perché come anziani del lavoro e volontari siamo in grado di incidere concretamente nel tessuto sociale”. Il presidente Patriarca chiude con un duplice auspicio: “Come Associazione ci auguriamo che il Familiy Act diventi presto legge dello Stato, e allo stesso tempo chiediamo concreto e adeguato sostegno fiscale al welfare aziendale”.

Linee guida per l’Italia

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Qualche giorno fa Vittorio Colao ha consegnato al presidente Conte il frutto di otto settimane di lavoro, iniziato in piena emergenza pandemica, del Comitato di esperti in materia economica e sociale istituita con DPCM del 10 aprile 2020; ricordo en passant che fra di loro c’è anche Enrico Giovannini che abbiamo avuto gradito relatore al convegno del settantesimo di fondazione di ANLA che abbiamo celebrato al Senato l’anno scorso.

Non mi soffermo a commentare l’intera opera, potete trovarla agevolmente in internet ed è di rapida lettura, ricordo qui solo il fatto che sono tre gli “assi di rafforzamento” identificati da questa task force per la trasformazione del Paese: digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, parità di genere e inclusione.

Sei le aree di azione strategiche per il piano di rilancio: le Imprese e il Lavoro, motore della ripresa, le Infrastrutture e l’Ambiente, volano del rilancio, il Turismo, l’Arte e la Cultura, brand iconico dell’Italia, la Pubblica Amministrazione che deve diventare alleata dei cittadini,  l’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo, gli Individui e le Famiglie, cito testualmente “da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale”. Non so che fine farà questo studio, tanti sono i temi qui trattati da sempre  cari alla nostra Associazione, welfare, lavoro, impresa… leggo con piacere che il gruppo guidato da Colao propone di completare la riforma del Terzo Settore e in particolare per la fiscalità delle imprese sociali.

Inclusione

 

Mi soffermo qui brevemente su Famiglia e inclusione perché nella ripartenza dell’Italia dopo mesi di lockdown dobbiamo ripartire dal mattone della società e una comunità la si crea con legami relazionali e interpersonali. Il volontariato è ancora una volta la chiave di volta perché welfare inclusivo e territoriale di prossimità non sia un vuoto slogan. L’isolamento imposto dalla pandemia ha accentuato un triste fenomeno già presente, la solitudine delle persone fragili, per cui è chiaramente necessaria un’azione strutturale da parte della collettività ma la prossimità inizia dalla telefonata di una persona amica e qui ricordo e ringrazio tutti i nostri volontari che durante la pandemia hanno trascorso ore al telefono per chiamare persone che sapevano essere sole o spaventate per stare loro accanto, per parlare con loro. Parlare poi di parità di genere può essere facile in linea di principio, ma concretamente ho in mente il grande disagio delle famiglie dove, con la chiusura dei nidi e degli asili, la responsabilità dei bambini è crollata, senza rete di protezione, sulle madri. Non possiamo parlare di parità di genere quando alle donne e mamme non viene riconosciuto adeguatamente questo status e parimenti non viene incentivata la possibilità di formare una famiglia, “mattone” della vita sociale. C’è stato chi ha detto che per capire il futuro di una società basta guardare lo “stato di salute” della famiglia. Il piano elaborato dal Comitato guidato da Colao parla di azioni per favorire la Conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità e rilancia la possibilità di estendere il Servizio Civile, ampliandone i partecipanti, orientandolo a “ridurre il digital divide dei bambini e delle famiglie più povere e fornire assistenza alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Mi piacerebbe che queste cose non rimanessero sulla carta…

Maggior attenzione per le persone più deboli

Il presidente ANLA Edoardo Patriarca: “Dobbiamo cominciare a pensare a un nuovo modello di welfare per il nostro Paese. Non attendiamo la fine dell’emergenza, che ci auguriamo comunque che avvenga presto, perché è nelle emergenze che si deve verificare la tenuta dello Stato sociale”.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

 

Guardiamo con preoccupazione all’evoluzione della pandemia nel nostro Paese non tanto per quel che riguarda le misure di contenimento messe in atto, che forse in alcuni casi potevano essere più drastiche, quanto invece per la tipologia delle persone colpiteafferma il presidente nazionale di ANLA Edoardo PatriarcaCi riferiamo a tutta quella fascia di persone “deboli” che rischiano più degli altri per una duplice difficoltà, fisica e ambientale. Penso in primo luogo agli anziani ospiti delle RSA: i recenti casi in Lombardia e nel Lazio hanno evidenziato come questo sia uno degli ambiti sociali più delicati e bisognosi di immediata attenzione per la salute degli ospiti in primo luogo e per le famiglie dei loro cari. Non basta l’auto isolamento come è stato attuato tempestivamente nella maggior parte dei casi: occorre una supplementare attenzione da parte delle autorità per quel che concerne presidi, attrezzature, norme che possano garantire la sicurezza sia degli ospiti che delle persone che di loro si prendono cura. Altro ambito dove occorre  porre maggiore attenzione riguarda le famiglie con persone differentemente abili o gravemente malate e ospitate in casa che hanno bisogno più di altri di accompagnamento nella quotidianità di questi giorni. Uniamo la nostra voce a quella delle altre Associazioni  nel lanciare un grido di allarme: pensiamo alle famiglie in cui i genitori anziani si ammalano e non sono in grado più di aiutare i figli che da loro dipendono. Non basta in questi casi la pur generosa presenza dei volontari, occorre dar vita a un aiuto più strutturato. Ricordiamoci sempre dei più deboli, a cominciare dai nostri anziani, essi sono la forza della catena che unisce tutti noi”.

Il presidente Patriarca sottolinea un ulteriore punto: “Dobbiamo cominciare a pensare a un nuovo modello di welfare per il nostro Paese. Non attendiamo la fine dell’emergenza, che ci auguriamo comunque che avvenga presto, perché è nelle emergenze che testiamo la tenuta e la qualità  dello Stato sociale. La rete preziosa del gran cuore degli italiani, il volontariato, non si è fermata e nel rispetto delle norme diramate continua a dare una mano a chi è nel bisogno. Anche questa sia un’ulteriore occasione di riflessione per portare a termine la riforma del Terzo Settore”. E guardare avanti, a nuovi modelli di welfare comunitario già in atto e che vanno sostenuti con più decisione.

Impresa

La parola che vi propongo oggi è impresa. L’emergenza ci fa riscoprire l’impresa e il suo ruolo. Un ruolo che il  tempo del mercatismo  e del liberismo hanno voluto ridurre   a solo macchina per  profitti e fornitrice  di lavoro salariato.  Se si aggiunge  altro,  a detta del pensiero economico mainstream,  si tradirebbe la sua vocazione originaria. Da  tempo, ma ora con l’emergenza tutto appare più  evidente,  abbiamo compreso  che le imprese  sono un “bene comune”. Vi apparirà   una forzatura, un azzardo. Un forzatura per coloro che pensano che le imprese devono  macinare profitti per i propri azionisti e nient’altro; un azzardo  per coloro che vedono l’impresa luogo strategico e simbolico per guadagnare le  “magnifiche sorti e progressive” riattizzando lo scontro ideologico capitale/lavoro.

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Il presidente nazionale Edoardo Patriarca

Non è una forzatura e neppure un azzardo. Un filone del pensiero economico da sempre minoritario si sta affacciando   e sta guadagnando spazio. Le imprese sono anche attori sociali!  Non  in automatico, è una funzione che va “guadagnata”: senso di responsabilità verso la comunità,   competitività e solidarietà tenute assieme, competenze  dei propri dipendenti da valorizzare e garanzie per la loro salute; sostenibilità sul fronte ambientale e sociale  promuovendo  welfare aziendale, volontariato di impresa, rapporto generativo con il territorio nel quale  vivono.

Ecco forse si aprirà una nuova stagione, un capitalismo 2.0  con imprese che fanno profitto (non vivrebbero senza) e distribuiscono ricchezza, ma  che arricchiscono al contempo la democrazia di un paese, producono beni e servizi, fanno cultura e innovano stili  di vita sostenibili.  Dal shareholder value ( massimizzazione dei profitti e quotazioni in borsa) si passa al stakeholder value ( il valore dei lavoratori, il territorio, la comunità locale, i consumatori).

Queste imprese saranno chiamate a modificare i modi di produrre di matrice fordista , a riorganizzare le filiere produttive forse troppo lunghe, a favorire la ricerca e  l’innovazione valorizzando il proprio  personale, e nuovi modi di lavorare per la conciliazione tra vita familiare e lavoro ( perché non incentivare lo smartworking?  Non da ultimo, anche in economia  va coltivata la biodiversità: accanto alle imprese profit vanno aiutate le altre forme: quella sociale, quella cooperativa e quella pubblica. Quest’ultima,  negli anni delle privatizzazioni,  non sempre riuscite,  sono state ingiustamente  demonizzate. Ma la crisi del #coronavirus ci ripropone il loro valore strategico in  alcuni settori:  penso alla sanità e alle aziende ospedaliere,  alla infrastrutture strategiche come   trasporti, energia ,  comunicazioni…. Non il  ritorno ad uno stato che si fa imprenditore occupando impropriamente spazi  affidati alla libera iniziativa economica come prevede la costituzione , ma uno Stato  che protegge i  settori che presidiano i  beni  comuni.

 

A Milano il prossimo maggio!

Il numero di Esperienza che state ricevendo in questi giorni risente evidentemente del rapido evolversi degli eventi. Il Convegno “Anni ’20. Pensione e Welfare, cosa resterà?” che leggerete descritto e proposto alle pag. 22-23 di Esperienza 1-2/2020 per venerdì 20 marzo naturalmente non si terrà. Tuttavia l’evento non è annullato ma solo rinviato: si terrà il prossimo martedì 19 maggio nella stessa sede, Palazzo della Fondazione Stelline, e con gli stessi relatori. Pensiamo a ripartire perché #andratuttobene, proviamo a metterlo in calendario!

 

Convegno di Milano - maggio 2020

Convegno di Milano – maggio 2020

Volontariato e Impresa

Il presidente ANLA sen. Edoardo Patriarca sottolinea due ambiti importanti di azione, il volontariato, esempio di gratuità fondamentale per il Paese, e il welfare aziendale come raccordo fra impresa e territorio.